Descrizione generale
Lo Scoglio di Mroz è una piramide rocciosa di ottimo granito ben visibile percorrendo la strada che porta alla diga di Teleccio. La prima via ad esservi tracciata fu la Machetto ad opera di Guido Machetto, Miller Rava, Alessandro Gogna e Carmelo di Pietro l'8 ottobre 1972 dopo un precedente tentativo, a luglio dello stesso anno, nel quale vennero percorse le prime due lunghezze. Proprio in quei giorni, il 19 luglio 1972, era morto sull’Aiguille Noire de Peuterey l'alpinista polacco Andrzwj Mroz. Machetto, che avrebbe voluto aprire con lui una nuova via proprio sull'Aiguille Noire, pensò di dedicargli questa piramide ancora senza nome (in realtà, su un'antica carta topografica, veniva indicata come Punta del Fendù).
La via Gogna invece è stata aperta, a qualche mese di distanza dalla precedente, da Alessandro Gogna e Leo Cerruti il 10 giugno 1973.
Il nome che gli apritori diedero all'itinerario fu: "Via della torre staccata", ma tutti la chiameranno "via Gogna" (leggi "commenti vari" a fine relazione). Arrampicata elegante, prevalentemente in fessura, con alcuni passi faticosi ma mai continui.
Peccato si sia "dimenticata" l'uscita originale a favore di una via a fix più recente. Tutte le soste sono state riattrezzate a fix e catene per le calate in corda doppia.
Itinerario abbastanza gettonato sul quale ci sono buone probabilità di fare coda.
Attacco, descrizione della via
Da Rosone in Valle dell'Orco imboccare la strada asfaltata che risale il Vallone di Piantonetto. Oltrepassare la borgata di S. Giacomo ed alcune baite che si trovano successivamente. Oltrepassato un ponte la strada riprende a salire in direzione della diga di Teleccio (1917 Mt. che non dobbiamo raggiungere); prestare attenzione all'unico bivio sulla sinistra. Imboccarlo e seguire la strada fino al suo termine in prossimità della stazione della teleferica dove si parcheggia. Lo Scoglio di Mroz da qui è ben visibile ed anche la parete sulla quale corre la via Gogna.
Si sale a destra della costruzione e si prosegue in direzione della parete su terreno ripido. Attenzione a quando la traccia piega verso destra poiché questa alternativa risulta più faticosa. In realtà c'è un bivio poco visibile: abbiamo costruito un grosso ometto su pianta abbattuta leggermente sulla sinistra. Oltrepassare le pianta e continuare risalendo il bordo del canale che si trova a sinistra dello Scoglio di Mroz. Seguendo gli ometti si guadagna quota e poi si piega a destra entrando nel bosco (se si continua a seguire il canale si dovrebbe arrivare al famoso grosso masso col "passaggio del buco"). Nel bosco ci si ricongiunge in breve alla traccia che proviene dal bivio fuorviante descritto pocanzi (quindi se sbagliate non preoccupatevi, è solo una traccia più ripida e a tratti poco evidente). Si continua fino a giungere sotto la parete dello Scoglio (un tratto con corda per aiutarsi). Si supera un risalto più impegnativo con l'aiuto di un'altra corda fissa. Poi si segue un sistema di facili cenge ascendenti verso sinistra che portano alla base della parete. Spostarsi a sinistra dello spigolo fino a raggiungere la base di un diedro/fessura chiuso in alto da una pianta. Qui si trova l'attacco della via.
1° tiro:
salire il diedro/fessura (primi metri ostici). Superare la pianta e traversare a sinistra fino alla sosta (2 fix+catena+anello
calata).
30 Mt., VI-, V, I, 2 massi incastrati con cordone, 1 pianta con cordone.
2° tiro:
spostarsi un metro a destra e risalire la lama con singolo passo difficile. La lama non va seguita fino al suo termine, ma dopo il passaggio difficile si traversa a destra seguendo un'esile fessurina orizzontale e ci si alza a prendere un'altra netta fessura. La si segue fino al suo termine e si sale a destra raggiungendo il comodo terrazzino di sosta (2 fix+catena+anello calata).
25 Mt., V, VI oppure A0, V+, V, 1 spit, 2 chiodi, 2 massi incastrati con cordone.
3° tiro:
salire a destra per rocce rotte fino a giungere in piedi su una grossa lama. Riportarsi sulla parete e raggiungere la sosta (2 fix+catena+anello calata) alla base di un diedrino strapiombante.
20 Mt., IV, V-, 1 masso incastrato con cordone.
4° tiro:
risalire il diedro strapiombante e poi continuare per una fessurina sino alla sosta (2 fix+catena+anello calata).
15 Mt., VII- oppure V+ e A0, VI-, 5 chiodi.
5° tiro:
spostarsi a sinistra e salire alla strozzatura. Dopo averla superata seguire il lamone fino al suo termine e per facili gradoni salire al terrazzino di sosta (2 fix+catena+anello calata) in comune con la via "Impressioni di settembre".
30 Mt.,
VI-, VI oppure VI- e A0, V, 3 chiodi, 1 fix.
A questo punto si è soliti seguire gli ultimi due tiri della via Impressioni di settembre.
6° tiro "Impressioni di settembre":
traversare a sinistra doppiando lo spigolo e salire il diedrino riportandosi a sinistra. Salire in opposizione la stupenda lama (non banale e pericolosa in caso di cadura per il terrazzino sottostante) oppure traversare ancora un po' a destra e salire più facilmente sfruttando il bordo destro della scaglia (dove passa la Gogna originale). Seguire brevemente il diedro aperto e poi spostarsi sul ripido muretto di destra. Lo si supera e si esce a destra alla sosta (2 fix+cordone+maglia rapida).
30 Mt., V, VI+ oppure VI e A0, 5 fix.
7° tiro "Impressioni di settembre":
salire la placchetta successiva. Al suo termine portarsi sotto al breve diedro/camino al termine del quale si trova l'ultima sosta (2 fix+cordone+maglia rapida). 30 Mt.,
IV, VI-, V-, 2 fix.
Se invece si vuole seguire l'uscita originale:
6° tiro "Originale":
dalla S5, anziché traversare a sinistra, aggirare lo spigolo verso destra su esile cornice, fino un diedro. Salire verso sinistra incrociando Impressioni di settembre. Continuare ad obliquare verso sinistra, per placchetta improteggibile (alcune balze erbose), fino alla sosta (2 fix) in comune con la via "L'importante è esagerare". 35 Mt., V-, IV+.
7° tiro "Originale":
traversare facilmente a destra ricongiungendosi all'ultimo tiro di Impressioni di settembre. Quasi sicuramente la Gogna resta alcuni metri a destra dei fix su rocce più facili e rotte. Con buone probabilità il diedro/camino finale è lo stesso e si raggiuge la S7 di Impressioni di settembre o, forse, gli apritori salirono ancora qualche metro dato il terreno semplice. 30 Mt., IV, V-.
Discesa
La discesa avviene in corda doppia lungo la via. Con 2 corde da 60 Mt. è possibile accorpare alcune calate.
1a. calata: 30 Mt. dalla S7 alla S6;
2a. calata: 50 Mt. dalla S6 alla S4;
3a. calata:
50 Mt. dalla S4 alla S1;
4a. calata: 25 Mt. dalla S1 a terra.
Rientrare al parcheggio seguendo a ritroso il percorso dell'avvicinamento. |