Pizzo Scalino

 
Zona montuosa Alpi Retiche Meridionali Località di partenza Diga di Campo Moro (SO)
Quota partenza 1990 Mt. Quota di arrivo 3228 Mt. (Spalla del Pizzo Scalino)
Dislivello totale 1350 Mt. circa Data di uscita 01/10/05
Ore di salita 4 h. 30' Ore di discesa 3 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 7 Giudizio sull'escursione Molto bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà F+
Condizioni climatiche e dei sentieri
Bella giornata per gran parte dell'uscita, salvo un'oretta di nuvole basse e minacciose all'uscita del nevaio. I sentieri risultano evidenti e sicuri, ma attenzione alle numerose deviazioni che incontrerete soprattutto durante la discesa dal rifugio Cristina in poi. Il ghiacciaio presenta numerosi crepacci ben evidenti e superabili. La cresta finale era coperta da un insidioso stato di neve e placchette di ghiaccio, ma, in condizioni normali, non dovrebbe essere difficile.
Eventuali pericoli
Numerosi sono i crepacci da superare lungo il ghiacciaio, attenzione a non sottovalutarli. Attenzione anche in caso di ghiaccio nella parte finale perché il salto roccioso al termine del ghiacciaio può essere non facile da ridiscendere.
Presenza di acqua
Lungo il percorso non vi sono fonti ma alcuni torrenti dai quali è sconsigliato, a nostro parere, bere, vista la presenza di vari alpeggi. Troverete acqua al rifugio Zoia, al rifugio Cà Runcasch e al rifugio Cristina (privato).
Punti di appoggio
Dopo pochi minuti incontrate il rifugio Zoia. Dopo meno di 1 ora, il rifugio Runtasch. Durante la discesa, ormai sceso il ripido zoccolo del Pizzo Scalino, e superata una bellissima piana, incontrate il rifugio privato Cristina e una serie di belle baite che possono offrire riparo.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Piccozza e ramponi per il ghiacciaio. La corda è superflua, ma in alcuni periodi dell'anno, con il ghiacciaio nudo, oppure con neve in cresta, potrebbe risultare un'ottimo aiuto una mezza da 40-50 Mt. Portatevi anche un paio di cordini, un paio di rinvii e un paio di moschettoni a testa.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale

Medio-facile salita su una montagna molto bella e possente che presenta terreni di diverso tipo sui quali divertirsi. Si inizia su sentieri facili per passare a faticose salite su terreni sassosi, si passeggia poi su un ghiacciaio facile e poco faticoso, fino ad una crestina rocciosa ed esposta. Bellissimi anche gli scenari che si attraversano e i panorami che si vedono sul gruppo del Bernina e del Disgrazia. Il dislivello non eccessivo consente di svolgere l'uscita in un giorno, partendo presto al mattino.

Descrizione percorso

Al termine della strada asfaltata che sale a Campo Moro, si trova un ampio spiazzo sulla destra per parcheggiare, con annesso ristoro. Da qui, si seguono le indicazioni per il vicinissimo rif. Zoia, lo si supera e su terreno in continuo saliscendi si prosegue fino a raggiungere una parete verticale sulla quale sono state aperte numerose vie sportive di arrampicata di elevata difficoltà. Oltre la parete, si prosegue, sempre in saliscendi, fino ad incrociare un'ampia strada sterrata che si segue verso sinistra; si oltrepassa il rifugio Cà Runcasch camminando su questa sterrata che sale in leggera salita con varie ed ampie curve. Giunti al termine della sterrata, ci troviamo di fronte ad una stalla e poi ad una grande piana paludosa. Si continua rimanendo in alto sul lato destro della piana e con percorso in mezzacosta, si arriva ad incrociare l'evidente sentiero n. 7 che proviene dal rifugio Cristina. Lo si segue verso destra, si scavalca un dosso erboso e si discende nella bellissima piana sottostante, fino ad attraversare il torrente che la solca. Da qui inizia una salita molto ripida su tracce di sentiero (bolli) che in circa 1 oretta ci porta faticosamente al Cornetto, un evidente (da fondovalle) punta rocciosa al termine della testata della valle, un poco più a sinistra della piramide sommitale del Pizzo Scalino. Dopo la faticosa salita con continui tornantini,  ci troviamo di fronte ad un panorama fantastico su Bernina e Disgrazia, e dalla parte opposta sul ghiacciaio del Pizzo Scalino. Si prosegue verso destra seguendo inizialmente gli ometti e i bolli rossi, per poi abbandonarli e scendere con percorso più o meno libero nella conca tra il ghiacciaio che dovremo attraversare e la pietraia sotto di esso. In questo punto alcuni ometti ci aiutano ad identificare il percorso migliore. Superata quest'ultima, ci troviamo di fronte al ghiacciaio che inizialmente appare ripido, ma dopo poche decine di metri diviene più regolare e tranquillo. Fate attenzione ai numerosissimi crepacci che incontrerete e dovrete inevitabilmente scavalcare. Dopo il primo tratto ripido e il successivo meno faticoso, gireremo sul versante opposto della montagna e, superato un ultimo ampio crepaccio, affronteremo un ultimo tratto ripido, a volte coperto da detriti rocciosi. Superato anche questo, ci troviamo di fronte ad un bel salto roccioso che in estate non offre nessuna difficoltà, ma che in caso di neve fresca può risultare molto insidioso, specialmente in discesa. Dopo il salto ci troviamo sulla spalla dello Scalino e da qui inizia la cresta che in 15', porta alla croce di vetta. Noi, come detto, ci siamo fermati qui, ma chi trovasse le condizioni adatte, deve continuare assolutamente verso la cima.
Discesa
La discesa ripercorre l'itinerario di salita fino alla piana sotto le pendici dello Scalino. Da qui si segue il sentiero evidentissimo tra prati che porta al rif. Cristina e da qui a Campo Moro, seguendo le indicazioni per il rifugio Cà Runcasch e poi il rif. Zoia,il tutto, con un giro piuttosto lungo, tra prati e rari lariceti, ma con scarsa pendenza e una serie di saliscendi.

Note
Come detto ci siamo fermati alla spalla del Pizzo Scalino (quota 3230 Mt.) a circa 10 minuti dalla vetta. La discesa del salto roccioso al termine del ghiacciaio è stata fatta in parte a corda doppia per evitare le rocce completamente ghiacciate, visto che siamo assolutamente incapaci di arrampicare in discesa (e spesso pure in salita).
Commenti vari
Purtroppo la neve caduta nei giorni precedenti  ha reso la crestina finale molto scivolosa e il ghiaccio presente a tratti ci ha consigliato di tornarcene a casa senza la foto di vetta. Un grave errore è stato quello di partire tardi la mattina (così impariamo ad andare a letto all'una di notte...), per cui non abbiamo avuto il tempo di affrontare la salita finale con la sicurezza del bel tempo e dell'orario.
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Appena partiti...
La ripida salita verso il cornetto
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Il Disgrazia dal cornetto
Lungo il ghiacciaio
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Uno dei tanti crepacci
Vento di cresta
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Il salto roccioso al termine del ghiacciaio
La discesa
   
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