Sentiero Attrezzato della Val Cassina e Sasso Cavallo

 
Zona montuosa Gruppo delle Grigne Località di partenza Località Rongio - Mandello del Lario (LC)
Quota partenza 397 Mt. Quota di arrivo 1920 Mt.
Dislivello totale 1600 Mt. compresi i saliscendi
Data di uscita 05/09/2020
Ore di salita 3 h. per l'attacco della ferrata
45' la ferrata
altri 30' per il Sasso Cavallo
Ore di discesa 4 h.
Sentieri utilizzati n. 14, 16, 16A, 15, 18
Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar
Difficoltà EEA
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata estiva, calda e limpida. Sentieri ben segnalati ed evidenti fino al bivio per la Val Cassina. Da qui il tracciato diviene più caotico e meno segnalato, con alcuni tratti poco evidenti. La ferrata è in condizioni non ideali, con alcuni tratti in stato insoddisfacente: alcuni pioli nella roccia sono stati tagliati, l'unica brevissima scaletta appare instabile, con un gradino mancante, alcune staffe sono traballanti e mal conciate. Nel complesso la ferrata andrebbe revisionata a fondo. La salita al Sasso Cavallo avviene per traccia segnalata tra fitti mughi. La  discesa verso il Bietti, sebbene segnalata ed evidente, presenta alcuni punti friabili e con catene non ben salde. Il bivio per la discesa lungo la Val Cavallo non riporta la direzione per Rongio e nella prima parte è piuttosto mal segnalato e non ben tenuto.

Eventuali pericoli
Oggettivo pericolo di caduta sassi in alcuni punti dello stretto canale della Val Cassina lungo il quale si sviluppa la ferrata.
Presenza di acqua
La parte bassa della Val Meria, fino al bivio con il sentiero n. 16 che entra nella Val Cassina, ci sono moltissime fontanelle, fontane e sorgenti alle quali possiamo rifornirci di acqua. Altra acqua la troveremo al rifugio Bietti, circa 45' dopo la ferrata (se evitiamo di salire il Sasso Cavallo, oppure 1 ora dopo la cima di questo). Anche poco dopo l'Alpe Cetra, al ritorno, troveremo acqua; così come a Gardata.
Punti di appoggio
Salendo lungo la Val Meria, passiamo per la Grotta Ferrera o dell'Acqua Bianca nella quale possiamo entrare in caso di necessità. Al termine della ferrata, giunti alla Bocchetta di Val Cassina o di Sengg, se non saliamo anche il Sasso Cavallo, arriviamo in 45' al rifugio Bietti. Scendendo lungo la Val Cavallo, in circa 1 ora e mezza arriviamo all'Alpe Cetra dove possiamo trovare riparo. Poco dopo arriviamo ad un bivio dal quale si devia a sinistra per Gardata, andando invece a destra ed uscendo dal tracciato odierno, in breve si arriva all'Alpe Era (vedi relazione del 29-12-2014). Altri 30-40' ed eccoci a Gardata dove abbiamo altra possibilità di riparo. Dopo circa 1 ora da Gardata passeremo di nuovo dalla Grotta del Rame.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Set da ferrata e soprattutto caschetto. Torcia elettrica (con pile di ricambio!!) per una visita alla Grotta Ferrera o dell'Acqua Bianca.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Facile sentiero attrezzato che percorre il ripido e stretto canale della Val Cassina, in un ambiente affascinante, tra le rocciose vette del Sasso Cavallo e del Sasso dei Carbonari. Il ripido canalone si innalza dalla bella Val Meria, a Sud, percorsa nella prima parte dell'escursione. Al termine della parte attrezzata del sentiero, anzichè ridiscendere dal medesimo itinerario, proseguiamo verso la vicina e facile salita (da questo versante...) del Sasso Cavallo dal quale potremo osservare un magnifico panorama. La discesa la compiremo passando dal frequentato rifugio Bietti, verso Nord e la successiva Valle del sasso Cavallo, passando per Gardata, luogo di scontri partigiani e ricordi della Seconda Guerra Mondiale. Nel complesso il percorso, anche nella sua parte attrezzata, non presenta difficoltà (salvo qualche tratto esposto e su fondo detritico) ma lo sviluppo ed il dislivello la rendono adatta ad escursionisti mediamente allenati.
Descrizione percorso
Da Lecco portarsi verso Nord, al paese di Mandello del Lario. Alla prima rotonda del paese seguire sulla destra le indicazioni per Rongio; in pochi minuti di salita arriverete a questa bella frazione panoramica sul lago; prima dell'unica piazzetta troverete sulla destra un ampio parcheggio dove è possibile lasciare la macchina. Il sentiero parte proprio nei pressi dalla piazzetta (indicazioni per il Rifugio Elisa e il Buco di Grigna, segnavia n. 14). Si cammina in piano addentrandoci nella Val Meria, il torrente scorre qui molto più in basso di noi. In breve attravesiamo un ponticello in pietra che scavalca lo spumeggiante torrente sotto di noi che forma pozze e cascatelle. Segue una breve salita nell'umido e muschioso boschetto ricco di piante di tasso. Più avanti dopo circa 30' dalla partenza arriviamo ad attraversare un secondo ponte in cemento il torrente (Ponte del Ferro, 450 Mt.). Qui lo scenario è molto suggestivo, il torrente scorre incassato tra pareti verticali di roccia e si offre alla vista e a interessanti scatti fotografici. Poco più avanti si stacca sulla destra una brevissima deviazione che permette di portarsi sul greto del fiume, proprio sotto ad una cascata spumeggiante. Tornati sul sentiero n° 14 il tracciato inizia a salire ripidamente e senza lasciarci riprendere fiato. Il fondo acciottolato e i numerosi gradini ci accompagnano lungo la salita. Dopo alcuni tornanti si perviene alla Fontana dell'Acqua Bianca, posta all'ampio ingresso della grotta La Ferrera (540 Mt., 50' dalla partenza). Ignorare il sentiero 18 che si stacca a sinistra (dal quale scenderemo al ritorno), e proseguire verso Est sempre lungo il 14. La salita, a tratti piuttosto ripida, si svolge in una zona molto panoramica verso le cime del Sasso Cavallo e dei Carbonai, proprio davanti ai nostri occhi. Osservando bene è possibile anche vedere l'ancora lontano rifugio Elisa, al quale non arriveremo comunque. Dopo svariati tornanti, vari metri di quota superati ed un apio di sorgenti, ecco, improvvisa una palina che segnala il sentiero n. 16 per la Val Cassina e la via ferrata. Le frecce sono poste dopo la deviazione. Torniamo sui nostri passi per qualche metro e con molta attenzione è possibile vedere la traccia che sale tra erba e bosco verso la suddetta valle, molto stretta e ripida e nella parte alta della quale si sviluppa il sentiero attrezzato. Saliamo ripidamente lungo la labile traccia, arriviamo ad una seconda palina e proseguiamo dritti nel solco della valle. Giunti nel sassoso canale della valle, facciamo attenzione ai bolli rossi sbiaditi che ci fanno deviare leggermente verso destra, fuori dal solco. Più avanti, la traccia torna nel canalone per attraversarlo e risalirlo sul lato opposto (sinistro per chi sale). Costeggiamo il canalone fino ad un pianeggiante traverso erboso che ci riporta al centro del canalone dopo un breve tratto leggermente friabile. Ora rimontiamo il canalone saltando da un grosso masso all'altro, cercando di volta in volta il percorso migliore tra gli enormi blocchi che disseminano il fondo del canale. Alcuni bolli facilitano l'orientamento, ma con un poco di intuito possiamo divertirci a trovare e superare alcuni divertenti passaggi in facile arrampicata. Mentre saliamo, alla nostra sinistra si innalza l'impressionante parete del Sasso Cavallo, alta e verticale, lungo la quale corrono alcune impegnative vie di arrampicata. Incrociamo ora un sentierino che verso destra porterebbe al rifugio Elisa. Noi saliamo ancora dritti e giunti alla stessa altezza della base della parete alla nostra sinistra, possiamo dire che siamo all'attacco del sentiero attrezzato. Un breve tratto tra massi e sassi ed ecco la prima facile catena che sale in diagonale appoggiata verso destra. L'ambiente in cui ci troviamo è estremamente suggestivo. Il canalone sale stretto tra imponenti pareti rocciose che lasciano sopra le nostre teste solo una sottile apertura verso il cielo ed il pericolo di caduta sassi dall'alto non appare molto remoto. Saliamo zigzagando nel canale seguendo i bolli rossi e le rare attrezzature presenti (alcune delle quali in stato non ottimale...). Eccoci all'unica breve scaletta del percorso. Questa, in pessimo stato di conservazione (manca anche un gradino...), permette di superare un grosso masso privo di appigli. Poco oltre un paio di staffe di metallo ci indicano la via su una breve paretina sulla destra del canale. Camminiamo facilmente ora tra massi fino ad ignorare altre staffe infisse su una alta parete a destra e che non portano da nessuna parte. Andiamo invece verso sinistra in una dei tratti più divertenti del sentiero attrezzato. Eccoci infatti alla base di un caminetto lungo il quale sono state infisse numerosi gradini e staffe metalliche ed una catena, oltre ad un cavo d'acciaio. Arrampichiamoci lungo il camino sfruttando le opportunità naturali della roccia. Al primo tratto verticale, segue un tratto più appoggiato e poi un terzo nuovamente verticale e ben attrezzato. Siamo ora nel bel mezzo del canale, molto stretto e quasi angusto, ma camminabile. Affrontiamo poi uno stretto canalino friabile dove è presente una catena. A questo segue il secondo tratto divertente della via. Si tratta di un diedro appoggiato sul lato sinistro del canalone (salendo). Questo inizia ben appigliato e lavorato per poi divenire più avido di appigli ed appoggi (sono comunque presenti catena, cavo e gradini di ferro) e sarà divertente risalirlo senza usare le attrezzature presenti. Usciti da questo tratto, ci troviamo improvvisamente su una facile rampa pietrosa, cosparsa di erba. Una evidente traccia serpeggia lungo la salita e una catena è adagiata a terra, praticamente inutile. Saliamo accompagnati dalla catena, tra balze erbose e innocue roccette affioranti. Il canale vero e proprio è terminato e la valletta davanti a noi si apre sempre più man mano si sale. Davanti a noi vediamo altre placche rocciose alle quali puntiamo. Arrivati alla loro base, troviamo una palina che segna la fine della ferrata. A sinistra andiamo verso la Bocchetta di Val Cassina o Sengg. A destra si andrebbe verso la ferrata del CAI Mandello. Noi andiamo a sinistra ed in breve, tra mughi ed erba eccoci alla bocchetta (1823 Mt.), dove un'altra palina ci segnala dove ci troviamo. Una freccia sulla palina ci indica verso sinistra il sentiero n. 16B per la vetta del Sasso Cavallo. Proseguiamo per quest'ultima. Il sentierino procede immerso nei fitti mughi presenti. Occorre porre attenzione a non perdere la labile traccia e a non restare impigliati nei rami delle basse conifere. Splendida la vista alle nostre spalle verso la Grigna Settentrionale, il rifugio Bietti e l'Arco di Prada. Il sentiero ad un certo punto perde improvvisamente quota per scendere ad una selletta. La discesa avviene lungo una cengia un poco esposta (sono presenti alcune catene) con un paio di facili saltelli rocciosi. Dalla selletta risaliamo sempre per facile sentiero immerso tra i mughi e dopo una decina di minuti eccoci sulla panoramicissima vetta del Sasso Cavallo dove una serie di bandierine colorate ne segnala la sommità. Vista bellissima sulle grigne e sul Lago di Como.
Discesa
Torniamo alla Bocchetta di Val Cassina e proseguiamo lungo il segnalato sentiero n. 16 per il rifugio Bietti. Scendiamo ripidi nel bosco e poco dopo, usciti da questo, eccoci ai piedi di una parete rocciosa. Traversiamo sotto la parete rocciosa lungo un friabilissimo sentierino sassoso, facendo attenzione a dove mettiamo i piedi ed evitando di sostare troppo sotto la parete per evitare sassi dall'alto. Una lunga catena non sempre ben salda è presente lungo il sentierino. Dopo un primo tratto ripido, segue un secondo più agevole, senza catena. Aggirato uno spigolo roccioso, riprendiamo a scendere ripidamente su sentiero pietroso ed instabile ai piedi di una fascia rocciosa. Segue poi un bel sentierino tra rari larici che ci conduce sul fondo di un valloncello. Da qui risaliamo verso il vicino rifugio Bietti. Superiamo una palina e seguiamo il sentiero n. 15 per il rifugio al quale arriviamo in pochi minuti. l rifugio si trova tra assolati prati e dopo aver riposato qualche minuto riprendiamo il percorso. Proseguiamo dritti oltre il rifugio, verso l'Arco di Prada, fino ad una freccia di metallo che indica verso sinistra la discesa verso Mandello del Lario (sempre sentiero n. 15). Scendiamo lungo il sentierino ripido ed inizialmente nel bosco. Poco dopo il tracciato prosegue in ambiente aperto ed affronta un traverso tra alcuni valloncelli. Più avanti eccoci ad un facile saltello roccioso sul cui lato sinistra vediamo una Madonnina in una nicchia. Segue un tratto di sentiero molto ripido su terreno friabile a scaglie al termine del quale alcuni serpeggiamenti pietrosi ci riportano nel bosco. Una palina ci conferma la giusta direzione per Mandello. Proseguiamo superando un paio di bei faggi. Eccoci poi ai piedi di una verticalissima e liscia parete rocciosa. Più avanti ci troviamo nelle vicinanze del corso asciutto di un torrente sul cui fondo si trovano grandi massi. Una palina ci segnala la direzione per Gardata e Mandello (sentiero n. 18). Arriviamo poi all'Alpe Cetra (1096 Mt., 1 ora abbondante dal rifugio Bietti) dove due o tre baite riposano placide in una bella radura nel bosco. Proseguiamo su bel sentiero nel bosco fino ad un incrocio al quale andiamo verso sinistra per Gardata. Verso destra si andrebbe verso l'Alpe Era (vedi relazione del 29-12-2014). Poco dopo il bivio ecco una fontana e subito dopo il sentiero sale ripido, sempre nell'ombra del bosco. Attraversiamo un paio di valloni pietrosi ed arriviamo ad una palina. Questa riporta la direzione per Gardata, quella utile a noi, ma da qui sale anche un sentierino per il rifugio Elisa. Noi scendiamo verso Gardata. Subito affrontiamo un ripidissimo tratto fatto da brevi saltelli tra sassi e terra, con un cavetto metallico di dubbia solidità. Più avanti lasciamo alla nostra sinistra un piccolo edificio di pietra da cui esce una fontanella. Usciti dal bosco possiamo ammirare nuovamente il Sasso Cavallo sopra di noi e le boscose vallate tutte attorno. Un comodo sentiero semi pianeggiante (con un tratto attrezzato da catene, in un punto un poco esposto) ci conduce senza fatica verso Gardata (30' dall'Alpe Cetra). Una palina ci segnala la direzione per Mandello. Superate le case dell'alpe, un segnale di legno ci invita ad andare verso destra e scendere per prati. Poco più in basso il sentiero diviene pianeggiante e si sposta verso sinistra. Poi riprende la discesa su fondo pietroso e gradinato. Incrociamo un sentiero che sale verso sinistra ma lo ignoriamo, proseguendo lungo la monotona ed assolata discesa con numerosi tornanti. Ad una palina andiamo a sinistra per lo stesso sentiero. Finalmente eccoci alla Grotta Ferrera (45' da Gardata), incontrata durante la salita. Da qui, andiamo a destra e ripercorriamo i nostri passi fino a Rongio.

Note
Terminata la ferrata, una palina ci segnala verso destra la possibilità di collegarsi alla ferrata CAI Mandello (vedi relazione del 29-30 agosto 2009) che porta alla Bocchetta di Releccio e da qui, volendo fino alla vetta della Grigna Settentrionale, dalla quale poi scendere verso il Bietti passando per un tratto della Cresta Piancaformia.
Commenti vari
Solamente se muniti di torce elettriche ed almeno in coppia, potete avventurarvi nell'affascinante Grotta Ferrera (vedi relazione del 29-12-2014). La ferrata ha un certa necessità di essere ristrutturata e riattrezzata con le più moderne attrezzature, ma la sua facilità ne permette l'utilizzo anche in condizioni di non perfetta manutenzione.
   

Ingrandisci

Ingrandisci

Cascatella in Val Meria

La Val Cassina tra il Sasso Cavallo (sx) e Sasso dei Carbonai (dx)

   

Ingrandisci

Ingrandisci

L'inizio del canale roccioso della Val Cassina

La malconcia scaletta all'inizio dei tratti attrezzati

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Sequenza di staffe metalliche

Omar ai piedi di un bel tratto verticale

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Un passaggio verticale e povero di appigli

Panorama dal Sasso Cavallo verso il Lago di Como

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Foto di vetta sul Sasso Cavallo con la Grigna Settentrionale

Il rifugio Bietti