Parete di San Paolo - Via Selene

 
Zona montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca Località di partenza Fraz. Ceniga - Dro (TN)
Quota partenza 115 Mt. circa Quota di arrivo 365 Mt.
Dislivello totale +50 Mt. per l'attacco
+200 Mt. la via (255 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati Non numerati
Ore di salita 10' per l'attacco
3 h. 20' la via
Ore di discesa 30' (discesa A)
20' (discesa B)
Esposizione Sud-est Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 01/03/2015 Difficoltà VI/V+, A0
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Anita.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata inizialmente nuvolosa ma che ha regalato un po' di sole nel corso della seconda metà della salita. I sentieri che si percorrono sono evidenti e ben segnalati. La roccia varia da buona a ottima ma occorre prestare attenzione a qualche blocco instabile.

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata. Prestare attenzione a qualche ripiano detritico dai quali si può far cadere dei sassi.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Solito da arrampicata. La via è ottimamente protetta con fix e numerose clessidre già dotate di cordone per cui martello e chiodi risultano superflui. Anche le protezioni veloci non sono necessarie; eventualmente portare un minimo assortimento di friends (noi abbiamo utilizzato solo il n. 0.5 Camalot).
Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Via aperta da Heinz Grill, Florian Kluckner, Andrea Kluckner e Sigrid Königseder il 15 marzo 2007 e dedicata alla dea greca della luna.
Le difficoltà non sono eccessivamente elevate però sempre abbastanza continue. Diedri si alternano a placche e strapiombi regalando un'arrampicata decisamente varia.
Attacco, descrizione della via
Da Arco di Trento imboccare la strada che conduce ai campeggi e alla piscina comunale. Proseguire sulla strada in direzione di Ceniga e parcheggiare nel cortile della Pizzeria "La Lanterna". Proprio di fronte alla pizzeria c'è una cappella; seguire la piccola strada alla sua destra, che poi diviene sentiero, fino alla base della parete. Traversare ora verso sinistra sino a raggiungere l'attacco (piccolo terrazzino e scritta alla base). Poco più a sinistra si trova l'attacco della via Elios.

1° tiro:
salire il muretto iniziale e, raggiunta una placca, traversare a sinistra. Proseguire poi in verticale obliquando a destra sino a raggiungere la sosta (1 fix con anello+1 clessidra con cordini) posta in corrispondenza di un terrazzino.
35 Mt., V, VI oppure V+ e A0, 3 fix con anello, 4 clessidre con cordone.

2° tiro:
spostarsi a destra e rimontare il muretto. Traversare poi a destra sino a raggiungere l'evidente diedro. Superare uno strapiombino e proseguire lungo il diedro sino al suo termine. Portarsi sul soprastante pilastrino spostandosi prima a destra e poi a sinistra fino a raggiungere la sosta (2 fix di cui 1 con anello). 40 Mt., IV+, VI oppure V+ e A0, 3 fix con anello, 1 chiodo, 4 clessidre con cordone.

3° tiro:
traversare a sinistra e, dopo aver aggirato uno spigolino, proseguire in verticale lungo un'impegnativa placca e un successivo diedrino. Spostarsi a destra e sostare (1 fix+1 chiodo). 35 Mt., VI oppure V+ e A0, V, 3 fix con anello, 2 chiodi, 1 clessidra con cordone.

4° tiro:
traversare a destra e salire il bel diedro. Giunti sotto un muro strapiombante traversare verso destra su placca (ultimo tratto impegnativo) sino alla sosta (2 fix di cui 1 con anello). 35 Mt., V+, VI oppure V+ e A0, 2 fix (di cui 1 con anello), 5 clessidre con cordone.

5° tiro:
spostarsi a destra, rimontare la placca e un successivo breve diedrino dal quale si inizia una semplice, ma esposta, traversata verso sinistra. Alla fine del traverso, per semplici rocce, si sale verso sinistra al largo terrazzo sotto il tettino dove si sosta (2 fix di cui 1 con anello). 25 Mt., VI oppure A0, V, 3 fix con anello, 2 clessidre con cordone.

6° tiro:
traversare verso destra e, raggiunto il punto di minor resistenza del tetto, superarlo. Salire obliquando a sinistra prima per placca e poi muretto verticale. Si sosta appena sopra (2 fix di cui 1 con anello). 20 Mt., VI oppure V+ e A0, V, V+, 3 fix con anello, 1 chiodo.

7° tiro:
superare il soprastante strapiombino e proseguire, spostandosi leggermente a sinistra, fino a quando è possibile traversare a destra aggirando uno spigolino. Poi si prosegue in verticale, tendendo leggermente a destra, lungo una placca a buchi. Al suo termine, per rocce semplici, si raggiunge la sosta (1 fix+1 clessidra con cordone). 35 Mt., V+, 8 clessidre con cordone.

8° tiro:
continuare verticalmente per facili rocce sino a raggiungere uno strapiombino ad arco. Spostarsi a sinistra e guadagnare la sommità della parete dove si sosta (2 fix, libro di via). 30 Mt., IV, V, 1 fix con anello, 4 clessidre con cordone.

Discesa
A- Abbassarsi sul versante opposto e seguire la traccia che scende verso destra (viso a monte) sino a congiungersi con la mulattiera che in breve conduce al ponte romano. Da qui mediante la strada asfaltata si torna al posteggio. Lungo la mulattiera, in corrispondenza di un ometto, è possibile scendere nel bosco accorciando leggermente il sentiero di discesa.
B- E' anche possibile seguire un altro percorso, più veloce ma un po' più impegnativo. Dal termine della via seguire la traccia verso sinistra (viso a monte) stando sempre vicini al bordo della parete. Attenzione a quando bisogna piegare decisamente verso sinistra ed iniziare a scendere passando per uno stretto intaglio. Da qui seguendo le tracce e le corde fisse si raggiunge in breve il boschetto alla base della parete e quindi il parcheggio.

Note
L'esposizione e l'altitudine consentono di arrampicare su questa parete per quasi tutto l'anno, ma nel periodo estivo può fare veramente caldo.
Commenti vari
Dal libro "Arrampicare nella Valle del Sarca" di Heinz Grill:
"Gli arrampicatori di statura non troppo elevata spesso possono superare in modo più semplice gli strapiombi ben ammanigliati rispetto alle persone molto alte. Come mai si può notare spesso questa tendenza? Uno strapiombo pesa sulla testa, in maniera opprimente e impedisce la vista verso l'alto. A questo principio gravante, lo scalatore non può contrapporre facilmente la propria statura, perché la massa di roccia rende pesante la sua anima. Se lo scalatore non fa l'impennata con tutta la sua altezza contro lo strapiombo, ma in un certo senso si restringe, si dinamizza come in una spirale, e prende conoscenza pian pianino dei passaggi più ripidi dietro di lui, si srotola sempre di più in verticale, conquista quell'emozione leggera di essere al centro di tutte le forze corporali con cui supera lo strapiombo in maniera più dinamica".
Altre ripetizioni
Matteo con Antonio R., Massimo C. e Paolo T. il 4 ottobre 2015.
Luca e Claudia il 30 ottobre 2016.
   

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Traverso della terza lunghezza

Anita all'uscita del quarto tiro

   

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Penultimo tiro

Dettaglio della parete con i tracciati delle vie: Elios e Selene

   
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Dettaglio della parete con i tracciati delle vie: Adonis, Orfeo, Sette muri, In memoria di Ugo Ischia, Elios e Selene