Monte Redondo

Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Località Piazzolo - Ardesio (BG)
Quota partenza 783 Mt. Quota di arrivo 1799 Mt.
Dislivello totale 1000 Mt. Data di uscita 01/11/2016
Ore di salita 3 h. Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati n. 312 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Nuvole basse e nebbia nel fondovalle. A partire dai 1400 Mt. lo strato di nuvole spariva e il cielo diventava limpidissimo, si poteva così ammirare uno splendido mare di nuvole dal quale emergevano le montagne attorno come isole in mezzo all'acqua. Sentieri ben segnalati ed evidenti lungo tutto il percorso.

Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Appena cominciato a camminare si supera una fontanella nei pressi di un piccolo acquedotto. Nei pressi del nucleo di casette di Ave di Ardesio si trova una grande fontana simile ad un lavatoio, ma qui l'acqua non è controllata, come recita severamente un cartello. Anche nel centro di Ave ho visto una fontanella.
Punti di appoggio
Lungo il percorso si incontrano numerose baite, più o meno accoglienti. Ovviamente ad Ave di Ardesio avrete la possibilità di trovare riparo. Giunti in località Vodala, poco distante dal sentiero si trovano un paio di stazioni d'arrivo degli impianti di risalita delle vicine piste da sci, nonché un paio di baite. Sempre dalla località Vodala, con una deviazione verso destra è possibile arrivare all'omonimo rifugio. Oltre non si trova più nulla.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Facile salita di media durata ad una montagna di bassa quota che rappresenta un fantastico balcone panoramico sull'intero arco delle Orobie: si va dal Monte Vaccaro, all'Arera, dalla Valcanale, al Pizzo del Diavolo, dal Redorda al Coca e poi oltre fino al Torena, dalla Vigna Soliva al Ferrante a la Presolana.
Descrizione percorso
Qualche chilometro prima di Clusone, in Valle Seriana, si prende la deviazione per la Valbondione. Si prosegue dritti fino al paese di Ardesio per poi salire alla piccola frazione di Piazzolo (da non confondere con il paese di Piazzolo in Val Brembana). Lasciata l'auto poche centinaia di metri prima dell'abitato, in una serie di parcheggi posti davanti ad alcuni garage, si inizia a camminare su asfalto dirigendosi verso le case di Piazzolo. Alla prima stradina a destra (palina indicante il sentiero 312), si sale ripidi su fondo ciotolato. Superiamo una fontanella con annesso acquedotto. Arrivati ad una seconda fontanella davanti a noi, la strada piega verso sinistra. La seguiamo lasciando alla nostra sinistra un bel casolare ristrutturato e poco più in alto, una seconda casa con un affresco raffigurante la crocefissione di Cristo. Finalmente la pendenza diminuisce, fino a camminare in piano e poi in leggera discesa. La strada diviene ora più stretta e sterrata ed è affiancata da una rete metallica verde. In breve arriviamo sopra ad un profondo valloncello alla nostra sinistra. Continuiamo a scendere fin sul fondo del valloncello. Qui attraversiamo il torrente su un piccolo ponticello per poi riprendere a salire su ampio sentiero sterrato. Tutto attorno a noi si alzano fitti boschi da abeti. Una lunga fila di tralicci della corrente rovina un poco l'ambiente. Giunti davanti ad una paretona rocciosa, il sentiero piega a sinistra ed entra in una stretta valletta dominata da alte rocce alla nostra sinistra. Usciti da questa zona eccoci arrivati ad una santella con disegnata la Sacra Famiglia (ed una palina che ci invita a proseguire verso sinistra al primo bivio, ignorando il sentiero che scende verso destra. Prendiamo per Ave e Baita Vodala, sempre lungo il 312 (45' dalla partenza). Lasciata una prima bella baita alla nostra destra, eccoci arrivati davanti ad una fontana-lavatoio posta sotto una volta di pietre. Con una breve deviazione verso destra andiamo a visitare l'affascinante borgo di Ave di Ardesio, con la bella chiesa dedicata a San Rocco e numerose case in ristrutturazione. Tornati alla fontana, proseguiamo dritti lungo il sentiero ai margini del bosco. La pendenza diviene subito sostenuta. Con una serie di tornanti eccoci arrivare al cospetto di una baita ed un vicino rudere. Qui il sentiero spiana per alcune decine di metri, passando sotto ad alcuni imponenti alberi. Improvvisamente il percorso devia a sinistra (bollo su un muro a secco), abbandonando il sentiero pianeggiante per Vodala (cartello poco più avanti del bivio). Saliamo quindi in un bellissimo bosco di aceri con pendenze a tratti molto ripide. Giunti nei pressi di un gruppetto di baite proseguiamo senza raggiungerle, sempre nel bosco, fino ad un baitello poco distante dal sentiero alla nostra destra. Qui occorre fare attenzione perché i bolli sono poco visibili. Occorre tenere la destra tra faggi ed aceri, senza addentrarsi nel bel bosco di abeti verso sinistra. Pochi metri ed il sentiero diviene pianeggiante, tra imponenti faggi. Usciti dal bosco per un breve tratto, attraversiamo un piccolo rivolo d'acqua. Ammiriamo il panorama alla nostra destra. La vegetazione ora è meno rigogliosa e i faggi lasciano il posto a cespugli, abeti e ginestre. Attraversiamo un secondo misero corso d'acqua e l'ambiente cambia nuovamente: siamo ora circondati da abeti e prati. Attorno si alzano anche piccole formazioni rocciose. Eccoci ora in una bellissima radura erbosa attorniata da abeti. La traccia nel prato è ben marcata. In breve eccoci davanti ad una piccola stazione di partenza di una piccola funivia che sale verso destra. Sul muro della stazioncina si vede un bollo. Lasciamo la stazione alla nostra destra e proseguiamo dritti fino a sbucare all'ampia sella in località Vodala (2 ore dalla partenza). Sotto di noi si vedono gli impianti di salita delle piste da sci che salgono da Spiazzi di Gromo e rovinano il bellissimo panorama davanti ai nostri occhi: un ampissimo arco di monti che spazia dalla Valcanale, alla Val Brembana, dalla Val Seriana alla Valle di Scalve. Dalla sella andiamo verso sinistra, verso due baite a poca distanza. Le superiamo e proseguiamo lungo il comodo e pianeggiante sentiero. Arrivati all'ennesima stazione d'arrivo delle piste da sci del Timogno Ski Spiazzi, a sinistra del sentiero si vede una palina in legno con l'indicazione per il Monte Redondo. Seguiamo la freccia ed entriamo in un boschetto per uscirne poco dopo. Camminiamo ora tra piccole radure erbose e una rara vegetazione di abeti e larici. Giunti sotto le pendici del Monte Corru, il percorso procede in falsopiano verso una evidente sommità erbosa. Arrivati ad una sella erbosa, saliamo dritti lungo la suddetta sommità. La pendenza è notevole, ma in breve arriviamo al termine della salita. Davanti a noi ora abbiamo un bellissimo pianoro erboso al cui lato opposto si vede l'ultimo tratto di salita, sempre su terreno aperto ed erboso. Risalito l'ultimo strappo eccoci sulla rotondeggiante cima del Monte Redondo con il vecchio basamento della croce che una volta era posta qui. Ora la croce ed una madonnina sono poste più in basso lungo la dorsale che scende oltre la cima, per poter essere viste dal basso. Immenso il panorama che possiamo osservare.
Discesa
Lungo il medesimo itinerario di salita.

Note
L'antico nucleo di case di Ave di Ardesio, qualche anno fa in totale stato di abbandono, è attualmente oggetto di una ristrutturazione a carico dei privati proprietari delle belle abitazioni in pietra e legno, con apprezzabili risultati. Del borgo fa parte anche la chiesetta di San Rocco, che originariamente era dedicata anche a Sant'Alessandro. Riedificata nel 1769, è sorta sui resti di un oratorio più antico. Al suo interno si trovano pregiate tele, l'altare in marmo policromo ed alcuni arredi sacri. Presso Ave di Ardesio si tiene la festa di San Rocco il 16 agosto richiamando, nell'amena località, numerosi appassionati e fedeli.
Commenti vari
Dopo aver camminato per un paio d'ore in un ambiente molto rilassato e tranquillo, tra boschi, prati e belle baite, arrivare in località Vodala ed imbattersi negli impianti di risalita delle adiacenti piste da sci, è un vero pugno allo stomaco, anche perché qui si ha una vista ampissima sulle montagne poste davanti a noi, sia della Val Seriana che Brembana. Il disagio fortunatamente dura pochi minuti, il tempo di allontanarsi dagli impianti e tutto torna come prima. Poco prima della cima del Redondo mi sono imbattuto in un gregge di pericolosissime capre poste ad estremo baluardo di difesa della vetta; capre che, dopo avermi lasciato passare, hanno deciso di seguirmi fino alla sommità della montagna e cercato di assalirmi per rubarmi il sacchetto del pranzo. Poco sotto la cima vera e propria del Redondo si trova una specie di altarino con tanto di statua della Madonna, campana da suonare, enorme sfera di marmo, grande croce bianca e chi più ne ha più ne metta... tutto un po' troppo appariscente!.
   

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Uno scorcio di Ave di Ardesio

Colori autunnali oltre la nebbia

   

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Omar sul Monte Redondo

L'altarino posto poco oltre la cima del Redondo

 

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