Pizzo Recastello - Canale Nord

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Valbondione (BG)
Quota partenza 900 Mt. Quota di arrivo 2886 Mt.
Dislivello totale 1950 Mt. Sentieri utilizzati n. 305, 308, 321
Ore di salita 5 h.
Ore di discesa 4 h. 
Data di uscita 19/06/2021 Giudizio sull'escursione Molto bella
Sass Balòss presenti Omar
Difficoltà F+/PD- a seconda delle condizioni
Condizioni climatiche e dei sentieri

Perfetta giornata di sole e cieli limpidi. Sentieri ben segnalati fino al rifugio Curò. Poco oltre si abbandonano i sentieri segnalati e battuti per seguire labili tracce e percorsi logici fino alla base del canale tra i Corni Neri e il Recastello. Salita nel canale in condizioni di neve non perfettamente portante, ma abbastanza solida. Uscita su terreno marcio e friabile per qualche metro. Roccia a scaglie anche lungo la cresta che è risultata quasi completamente pulita dalla neve. Discesa dalla normale del Recastello, di non facile e chiara individuazione, su terreno friabile e con pietre instabili. Il breve tratto attrezzato della normale è risultato danneggiato in un paio di punti con le catene tranciate. La discesa lungo la Valcerviera presentava ancora molta neve residua e il percorso non sempre di facile individuazione.

Eventuali pericoli
I soliti di un ambiente innevato su pendenze medie. Attenzione nel tratto d'uscita dove la roccia è particolarmente marcia. Lungo la via di discesa normale, oggettivo pericolo di caduta pietre lungo il tratto attrezzato. Quest'ultimo è risultato in non buone condizioni di manutenzione.
Presenza di acqua
Abbondante lungo l'intero itinerario.
Punti di appoggio
Il rifugio Curò, uno dei più frequentati e famosi delle orobie bergamasche, con il vicino ostello, è raggiungibile in un paio d'ore (di buon passo) da Valbondione. Nulla d'altro lungo la salita e la discesa dal Recastello, fino al ritorno al rifugio stesso (circa 2 ore dalla vetta).
Materiale necessario oltre al tradizionale
Casco, imbrago, due piccozze e ramponi.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Bellissima escursione in un ambiente affascinante, selvaggio e severo. L'intero percorso, sebbene mai difficile, presenta aspetti e caratteristiche alpinistiche che gratificano ampiamente l'escursionista e compensano la fatica necessaria per compierla. Il Pizzo Recastello è una delle più belle cime della splendida conca del Lago Barbellino. La sua salita avviene normalmente dal versante Sud, Sud-Ovest lungo una faticosa vallata (la Valcerviera), ricca di pietre ed acqua, per terminare con un ripido ed instabile canalino attrezzato ed un breve tratto di cresta. Sicuramente più remunerativa e alpinisticamente interessate è la salita affrontata dal suo versante settentrionale, lungo il cupo vallone innevato fino a tarda stagione tra la Cresta dei Corni Neri e il Recastello stesso ed infine lungo il suo Canalino Nord (stretto e tetro). Questo, con pendenze che non superano i 45 gradi, tranne negli ultimissisimi metri dell'uscita, presenta difficoltà contenute (F+/PD-, I grado su roccia, salvo condizioni particolari), dislivello (450 metri circa) e sviluppo limitato, ma un ambiente sicuramente notevole. Panorami dalla cima da lasciare a bocca aperta.
Descrizione percorso
Da Valbondione, in alta Valle Seriana, si sale lungo l'ampio e sterrato sentiero 305 che in meno di 2 ore porta al rifugio Antonio Curò. Inizialmente si cammina nel bosco, poi, sempre su comodo e ampio sentiero, si fuoriesce da questo per iniziare un lungo tratto tra pendii erbosi e zone pietrose. Il percorso taglia i ripidi pendii che scendono dall'alta vallata in cui siamo immersi. La zona del rifugio è ben presto visibile, poco a destra del salto delle cascate del fiume Serio (aperte varie volte durante l'anno, quando vengono rilasciate per alcuni minuti le acqua imprigionate nel bacino artificiale del Lago Barbellino), ma il tragitto è ancora lungo, anche se non faticoso e compie un ampio giro verso destra per poi tornare a sinistra, passare lungo una comoda ed ampia cengia tagliata nella roccia verticale del Monte Verme (tratto molto pericoloso con neve residua) e quindi arrivare alle soglie del rifugio Curò (1915 Mt.) da poco affiancato dall'ostello Barbellino. È possibile abbreviare la salita, evitando il sentiero panoramico e prendendo il cosidetto "Sentiero dello Scarico" che sale dritto sotto la verticale del rifugio (attenzione in caso di ghiaccio). Il rifugio è posto sopra il bellissimo invaso artificiale del Barbellino, dal colore turchese intenso. Seguiamo ora la pianeggiante e comoda strada sterrata militare che costeggia il lago sul lato destro (per chi sale) e porta in circa 1 ora al lago Naturale del Barbellino dove si trova il rifugio Barbellino (2130 Mt.). Dal Curò, dopo circa 10 minuti di cammino, superato un ponticello di legno che scavalca il torrente che scende dalla Valcerviera, superiamo un primo traliccio della corrente, e più avanti incontreremo una labile deviazione verso destra con la scirtta su di un masso "Gleno". Saliamo verso destra e seguiamo la poco evidente traccia tra erba e balze pietrose. Senza un vero itinerario obbligato, abbandoniamo la tracca per andare verso destra, puntando al vallone tra il Recastello a destra e la Cresta dei Corni Neri a sinistra, rimontiamo i ripidi pendii sopra la nostra testa. Salendo tendiamo a spostarci verso destra fino ad arrivare ad un bel pianoro roccioso. Qui una enorme asta gialla e nera (per misurare la neve caduta) ci segnala l'inizio del vallone da risalire. Con evidente e logica direzione saliamo liberamente verso quello che appare come un ripido canalino centrale al vallone stesso. Questo non è il nostro canale, ma ci serve da punto di riferimento. Il nostro canalino è altrettanto ben visibile sulla destra con direzione obliqua verso sinistra. Man mano saliamo la pendenze aumentano. Giunti nei pressi di alcuni grossi massi calziamo i ramponi e ci armiamo di picche. Le pendenze sono ancora tranquille. Più in alto il vallone si restringe. Quando ne vediamo la possibilità, pieghiamo leggermente verso destra per portarci alla base del nostro canale. Giunti ad una specie di spaccatura nella neve, come una piccola serrazzata, causata da un gradino roccioso, la affrontiamo con una certa attenzione e sopra di essa possiamo dire che inizi il vero canalino. Subito le pendenze si fanno più sostenute e l'ampiezza del canale si restringe fino a sfiorare i 3 metri nel punto più angusto. Siamo nel bel mezzo della nostra via e l'ambiente attorno a noi è scuro e freddo, ma affascinante. Con terreno regolare, attorno ai 40-45 gradi, in breve siamo all'uscita, senza particolari cambi di pendenze e difficoltà. L'uscita avviene lungo un caminetto roccioso di natura molto marcia sulla sinistra, oppure più agevolmete per balza rocciosa gradinata sulla destra. Eccoci ora ad una selleta dalla quale iniziamo la breve cresta rocciosa verso sinistra che in circa 10 minuti ci condurrà in vetta. In caso di assenza di neve, togliamo i ramponi e deponiamo le picche. Seguendo il filo di cresta, tra blocchi, gradini e qualche cengetta, arriviamo ad una prima selletta dalla quale scende verso destra la via normale che seguiremo al ritorno. Proseguiamo quindi in cresta, mai difficile (max I grado), panoramica e molto divertente fino al tratto camminabile pianeggiante finale al cospetto della bella croce di vetta con libro delle firme.

Discesa
Torniamo sui nostri passi lungo la cresta appena salita, fino ad un evidente intaglio dal quale occorre scendere verso sinistra. Facciamo molta attenzione ad individuare l'intaglio giusto. Poco sotto di questo sono visibili alcuni ometti ed una labilissima traccia su terreno sdruciolevole. Con la massima attenzione ci abbassiamo per cengette e pietrame fino all'inizio di un canalino roccioso attrezzato dove è facilissimo smuovere sassi su escursionisti sotto di noi. Alcune catene ci aiutano nella ripidissima discesa. Al termine dello stretto canalino, le difficoltà sono terminate. Non ci resta che percorrere le ultime balze rocciose fino alla base della parete meridionale del Recastello ed iniziare la lunga discesa lungo il ghiaione sottostante. Questo, se coperto di neve consistente, può essere percorso con estrema velocità e comodità fino alla sua base, dove una serie di vallette e dossi, confondono un poco il percorso. Orientativamente possiamo dire di scendere fino alla base della pietraia e poi piegare a destra, fino ad individuare il solco principale della Val Cerviera. In caso di neve avremo qualche difficoltà a scovare l'itinerario migliore, ma con la dovuta calma, arriveremo sul fondo della vallata e da qui, restando sul suo lato destro (per chi scende) perderemo quota fino ad attraversare il torrente su un ponticello di legno e cambiare versante. Siamo ormai in vista del sentiero 308 che costeggia il Lago Barbellino, ma per raggiungerlo occorre scarpinare ancora un poco tra prati ripidi e tornantini. Giunti sul sentiero, lo seguiamo verso sinistra ed in 10 minuti arriviamo al rifugio, dal quale in circa 1 ora e mezza torniamo a Valbondione.

Note
È consigliabile, ma non indispensabile, spezzare in due la salita dormendo la notte precedente al rifugio Curò, in modo di essere già all'attacco del canale prima delle sette del mattino e poter scendere dal versante opposto con temperature ancora accettabili che non abbiano reso troppo molle la neve in Valcerviera. In alternativa, salendo in giornata, come da me fatto, occorre partire da Valbondione per le 4-5 di mattina, non più tardi. Affrontare la salita tra maggio e metà giugno, a seconda della neve caduta in inverno e primavera.
Commenti vari
Un calorosissimo saluto ai ragazzi incontrati durante la salita del canale: Elena e suo marito, simpatici, preparati e molto pazienti nel sopportare tutte le mie chiacchiere. In vetta ho anche avuto il piacere e l'onore di incontrare il bravissimo Alessio Pezzotta, ispiratore di tante mie escursioni grazie ai suoi mitici libri sulle Orobie e grande conoscitore delle nostre montagne, nonchè il suo amico Maurizio che mi ha fatto morire dal ridere durante la discesa per le innumerevoli battute e frecciate al suo illustre compagno di camminate. Tutti e cinque assieme abbiamo deciso di scendere dalla vetta in compagnia, tra risate, scivoloni e interminabili discorsi di ogni genere, e gustarci un buon piatto caldo al rifugio Curò. Tornati all'auto, ci siamo calorosamente salutati, nella speranza di reincontrarci ancora tra le nostre vette. Suggerisco di contattare il rifugista del Curò per informarsi sulle condizioni del canale prima di partire. Qualche relazione in rete indicava una difficoltà PD+ e AD per il canale, a mio personale parere decisamente sopravvalutata (salvo condizioni di scarsa neve è forte presenza di ghiaccio).
   

Ingrandisci

Ingrandisci

Il percorso

La parte finale del canale nord

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Il saltino roccioso che segna l'inizio del canale

Il Canale Nord del Recastello dal saltino

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Tratto mediano

Salendo il canale su stringe

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Ultimi metri del canale

Cresta finale

   
Ingrandisci Ingrandisci
Foto di vetta con Elena e maritino    Alla base del canalino attrezzato
   

Ingrandisci

Ingrandisci

La Val Cerviera fatta in discesa   Foto di gruppo