Punta dell'Auccia dalla foresta della Val Grigna

 
Zona montuosa Prealpi Bresciane Località di partenza Località Campolaro - Prestine (BS)
Quota partenza 1420 Mt. Quota di arrivo 2212 Mt.
Dislivello totale 1020 Mt. Sentieri utilizzati n. 790, SP BS 345, 782
Ore di cammino andata 4 h. Ore di cammino ritorno 3 h. 20'
Data di uscita 11/07/2020 Giudizio sull'escursione Buona
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata molto nuvolosa e con precipitazioni abbondanti, anche di carattere temporalesco. Strade e sentieri evidenti e perfettamente percorribili, con anche una discreta segnaletica in loco.

Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Fontana alla partenza a Campolaro, poi la fonte “Fontana Arcina” prima della Casina Nuova Arcina, e altre lungo il percorso nei pressi delle malghe, in genere chiuse in inverno.
Punti di appoggio
Tutte le malghe lungo il percorso (Malga Cogolo, Malga Travagnolo, Cascina Nuova di Arcina, Malga Arcina, Casinone di Arcina, Malga Lavena, Craper di Valdaione, Casinone di Valdaione, Malga Valdaione) possono offrire un minimo di riparo. Ma una di loro in particolare (Craper di Valdaione, 1919 Mt.) dispone di un locale adibito a bivacco/ricovero abbastanza spartano. Fuori dal nostro percorso, ma a soli 15-20' sopra Malga Valdaione esiste un altro bivacco ricavato dentro la ex colonia Valdaione, ora trasformata in rifugio.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nessuno.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Lunga escursione nella vasta Foresta Regionale della Val Grigna, territorio di oltre 28 kmq caratterizzato da valli isolate e ammantate di estese abetaie a perdita d'occhio, tra la media Valle Camonica e l'alta Val Trompia/Val Sabbia. Il percorso si svolge in gran parte su comode strade forestali e ampi sentieri che si prestano molto bene anche per la pratica della mountain bike, con zone umide e torbiere, lariceti e pascoli di media e alta quota, e numerose malghe disseminate lungo il percorso. La piacevole camminata, che risale dalla Valle di Arcina, ci porta a cavalcare il crinale che separa le tre principali valli bresciane, raggiungendo la piccola cima acuminata della Punta dell'Auccia, prima di fare ritorno a Campolaro discendendo dall'attigua Valdaione.
Descrizione percorso
Lungo la strada che da Breno, nella media Valle Camonica, sale verso la Bazena e il passo di Crocedomini, incontrerete la località isolata di Campolaro. Parcheggiamo sotto le sue case nel parcheggio con tavoli da picnic, e ci incamminiamo seguendo la strada, fino a quando questa diventa sterrata (sentiero n. 790) e in prossimità di un primo ponte piega nettamente a destra, entrando nel bosco e scavalcando il torrente con un altro ponte. Qui ci troviamo in località Ponte di Fontanazzo, e volendo anche qui ci sarebbero alcuni posti per lasciare la macchina. Continuiamo lungo la comoda strada forestale (ignorando le deviazioni che di diramano verso delle aree picnic) e in lievissima salita, con alcuni tratti pavimentati, ci portiamo fino a Malga Cogolo (1542 Mt., 30' dalla partenza), contornata da ampi prati e attrezzata da una grande area picnic adiacente. Proseguiamo diritti seguendo le indicazioni per Malga Travagnolo, e ora in discesa rientriamo nel folto della foresta compiendo un'ampia curva verso destra, fino a sbucare di nuovo in un prato nei pressi della Malga Travagnolo (1489 Mt., 45' dalla partenza), dove si trova anche un enorme traliccio che produce rumori sinistri con i suoi cavi ad alta tensione. Andiamo fino a quasi sotto al traliccio e proseguiamo tenendo la sinistra fino a giungere ad un successivo bivio dove le strade conducono in Val Travagnolo o in Valle di Arcina, noi teniamo la sinistra per la Valle di Arcina (indicazioni anche per il laghetto di pesca sportiva) e continuando a camminare nel bellissimo bosco transitiamo da tre/quattro case rustiche e dalla Fontana Arcina, fino a attraversare il torrente con un ponte di legno per iniziare ad addentrarci nella Valle di Arcina (1500 Mt., 1 h. dalla partenza). Passato il ponte si ricomincia a salire, seppure con pendenze appena percettibili, il percorso è molto piacevole tra abetaie e piccole radure; si oltrepassa subito la Cascina Nuova di Arcina e poco dopo alcune zone umide che ospitano delle piccole torbiere alpine, poi si passa poco sotto Malga Arcina (1600 Mt., 1 h. 15' dalla partenza), attraversiamo il ruscello con un nuovo ponticello e proseguiamo lungo la strada che serpeggia in salita tra i larici che ora lasciano più spazio alla vista. Un'altra area umida precede alcuni tornanti cementati che ci fanno guadagnare quota tra i pascoli, fino a giungere sotto al Casinone di Arcina (1765 Mt., 1 h. 45' dalla partenza), che posto sopra a delle rocce levigate dall'antico ghiacciaio domina la vallata sottostante. Proseguiamo ancora diritti attraversando ancora una volta il ruscello e continuando la salita entriamo in un bel lariceto, fuoriuscendone poco prima di giungere alla Malga Lavena (1875 Mt., 2 h. 15' dalla partenza), da dove volendo si potrebbe svoltare a sinistra per raggiungere il Lago di Lavena, adibito a luogo di pesca sportiva. Ma noi proseguiamo diritti sulla strada principale (indicazioni per la “Grapa di Vaia)”, e seguiamo la strada che costeggia una nuova zona torbosa per salire con alcuni tornanti sui pascoli aperti, fino a pervenire infine sulla strada provinciale di alta quota “delle Tre Valli” che collega il passo di Crocedomini con il passo del Maniva (SP BS 345, 1980 Mt., 2 h. 40' dalla partenza), proprio dove si trovano i ruderi della ex caserma Cò de Mort. Giunti sulla strada, per buona parte asfaltata, iniziamo a percorrerla verso destra (o verso sud), ignorando la strada che si stacca a destra e che porta a una cava di porfido rosso, la strada ci fa fare due tornanti, ma prima del terzo tornante verso sinistra (che ci porterebbe verso l'antica e remota cappelletta della “Grapa di Vaja”, vedi la relazione del 17.11.2018), tagliamo il tornante salendo direttamente il pendio di fronte a noi e poi continuando a camminare ancora sulla strada SP345 per altri 400-500 metri, fino ad arrivare al cartello del km. 58: qui si segue a destra la strada sterrata (sentiero 782, indicazioni per il Craper di Valdaione e Malga Valdaione). Qui ci troviamo al Goletto del Giogo dela Bala (2135 Mt., 3 h. 30' dalla partenza), un valico tra le vicinissime cime Pizzo Mortaio (a Nord) e Punta dell'Auccia (a Sud). Abbandoniamo il sentiero 782 – che riprenderemo tra poco in discesa – e iniziamo a puntare direttamente alla Punta dell'Auccia, seguendone la cresta Nord-Est lungo rocce e ripidi pendii erbosi, fino ad affrontare le ultime facili roccette che ci portano sulla piccola sommità della vetta, dove sorge una croce (2212 Mt., 4 h. dalla partenza). Dalla cima la vista spazia verso i laghi di Ravenola, le montagne della bassa Val Camonica, la mole scura e massiccia del Cornone di Blumone, e i due singolari quanto vistosi “radar” del Dosso dei Galli (si veda ancora la relazione del 17.11.2018)
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Discesa
Ridiscendere la cresta Nord-Est della Punta dell'Auccia, poi, appena il terreno lo consente, scendere a sinistra il pendio erboso fino a calare nuovamente sull'evidentissima strada sterrata del sentiero 782. Seguire la strada che inizia a discendere nella Valdaione, tenere la destra ad un bivio con la strada che porterebbe ad una malga (Malga Ravenola Soliva), e ben presto si perviene alla Malga del Craper di Valdaione (1920 Mt., 30' dalla cima), dove una stanza è adibita a bivacco e ricovero di emergenza. Scendendo ancora lungo la strada che discende la valle, passiamo a fianco del Casinone di Valdaione (1765 Mt.), scendiamo ancora (alcuni tratti un po' ripidi…) e mentre il bosco inizia a farsi più fitto attraversiamo due volte il torrente giungendo al cospetto di due belle baite ottimamente ristrutturate e circondate dalla foresta, e poco più avanti alla Malga di Valdaione (1540 Mt., 1 h. e 30' dalla cima). Giunti alla malga, salendo lungo la strada nel bosco alle sue spalle per 15-20' è possibile raggiungere il Rifugio Valdaione, ricavato nella ex colonia, dove dovrebbe essere disponibile un locale adibito a bivacco. Ma ora, dalla Malga Valdaione, abbandonare la strada da cui si proveniva (e che ci porterebbe sul fondo della Valle di Travagnolo), e svoltare nettamente a destra a gomito prendendo una strerrata che si trasforma subito in sentiero (senza numero), il quale attraversa subito il torrente con un ponticello, passa sotto l'isolata “Baita Pia”, e si infila nel bosco portandoci a compiere un lungo traverso a mezzacosta nella foresta (qui ci troviamo in località chiamata “Corea”) della lunghezza di 2 km, che si percorrono in una mezz'oretta lungo uno stretto sentierino che comunque rimane sempre evidente e facilmente percorribile. L'ultimo tratto di questo traverso è in leggera discesa e ci riporta al ponte di legno su cui siamo passati durante la salita addentrandoci nella Valle di Arcina. Da qui ripercorriamo il percorso già fatto all'andata, e in circa un'ora ci riportiamo alla macchina.

Note
Il territorio della Val Grigna, con i suoi spazi aperti e i boschi di conifere a perdita d'occhio, le numerose strade forestali pianeggianti o con pendenze tutto sommato accettabili, le mulattiere ampie e panoramiche con fondi spesso già ben sistemati, gli alpeggi disseminati a diverse altezze, i torrenti, i pascoli, e la bellissima strada alpina di raccordo che le corre attorno in quota… si presta molto bene per il trekking per le famiglie e per il cicloturismo e la mountain bike. Purtroppo le malghe e i terreni circostanti spesso versano in uno stato di incuria o abbandono, ma se solo si attrezzassero per la ricezione e l'assistenza degli escursionisti e degli appassionati “pedalatori” la zona a nostro parere potrebbe avere un importante richiamo turistico, anche considerando la vicinanza alle grandi città lombarde.
Commenti vari

L'idea di questo itinerario è nata dalle previsioni meteorologiche, che minacciavano abbondantissime precipitazioni con temporali sparsi per tutto l'arco della giornata. Infatti, circa a metà escursione, nell'alta Valle di Arcina, siamo stati investiti da un temporale con abbondanti scrosci d'acqua e raffiche di vento, che ci ha costretti a rifugiarci in un minuscolo gabbiotto di legno (forse adibito alla vendita dei formaggi?) nei pressi dei ruderi della Caserma di Cò de Mort, appena giunti sulla strada 345. Passata la prima sfuriata, siamo incappati in un temporale ancora peggiore mentre eravamo già sotto la Punta dell'Auccia, al Giogo dela Bala. Qui ci siamo accucciati a terra con i nostri ombrelli per resistere ai circa 15-20' più intensi. Fortunatamente, il seguito dell'escursione è stato senza precipitazioni significative, al massimo con una leggera pioggerella che ci ha rinfrescati durante la via di ritorno. L'itinerario comunque si presta benissimo per essere percorso anche con tempo incerto o piovoso.

La lunghezza totale del percorso è di 25,2 Km. La nostra velocità media abbastanza sostenuta rispetto alla nostra media abituale, comprese le soste è stata di 3,4 Km/h.

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Il sentiero in Valle di Arcina

Il nostro ricovero di fortuna vicino ai ruderi
della Caserma Cò de Mort

   

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I tornanti della strada delle Tre Valli

Sotto la cima, verso la Punta dell'Auccia

   

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Foto di vetta

I pascoli della Valdaione

   

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Strada forestale sulla via del ritorno

Il sentiero che attraversa a mezzacosta dopo Malga Valdaione

   

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Rilievi GPS