Pizzo della Presolana Centrale - Spigolo Longo

 
Zona montuosa Alpi Orobie - Gruppo della Presolana LocalitÓ di partenza Passo della Presolana (BG)
Quota partenza 1297 Mt. Quota di arrivo 2270 Mt. termine via (2517 Mt. la vetta)
Dislivello totale

+863 Mt. dal parcheggio all'attacco
+110 Mt. la via (170 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 32, 315
Ore di salita 1 h. 45' dal parcheggio all'attacco
2 h. la via
Ore di discesa

30' le doppie
1 h. il sentiero fino al parcheggio

Esposizione Sud Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 22/06/2013 Difficoltà IV+, V
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Andrea.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata inizialmente serena che via via è andata peggiorando. I nostri tempi ci hanno risparmiato un brutto temporale che è sopraggiunto poco dopo. Il sentiero che conduce all'attacco è evidente. La roccia in via è ottima anche per via delle numerose ripetizioni. La roccia diviene più delicata lungo le lunghezze di cresta che conducono in vetta.

Eventuali pericoli
I soliti dell'arrampicata in ambiente.
Presenza di acqua
C'è una fontana nel piazzale accanto al negozio di souvenirs, poco distante dal parcheggio.
Punti di appoggio
La baita Cassinelli (1568 Mt.) ed il bivacco Città di Clusone (2050 Mt.).
Materiale necessario oltre al tradizionale
Normale dotazione alpinistica.
Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Itinerario classicissimo che sale lo spigolo sud della Presolana Centrale. La via fu aperta da Giuseppe e Innocente Longo il 21 giugno del 1931 e da allora numerose varianti sono state aperte. Quello da noi seguito (e descritto) è l'itinerario originale. Sovente, vista l'esposizione e la comodità di discesa le prime cinque lunghezze sono ripetute nelle giornate invernali, dove il tempo è decisamente più stabile e l'esposizione consente di non soffrire troppo delle basse temperature.
La via è abbondantemente chiodata sulle prime cinque lunghezze mentre, su quelle successive, è completamente da proteggere. La maggior parte delle cordate opta per scendere in doppia dopo il primo tratto, non raggiungendo così la vetta ed evitando un lungo rientro.
Le soste delle prime cinque lunghezze sono state recentemente attrezzate a fix dal soccorso alpino.
Attacco, descrizione della via
Da Bergamo seguire le indicazioni per la Val Seriana e immettersi sulla Strada Provinciale n. 671 che sale verso il Passo della Presolana. Sulla sinistra, poco prima di raggiungere il passo, vi è la casa per ferie "Neve" mentre, sulla destra, ci sono degli impianti sciistici con un grande spiazzo dove è possibile parcheggiare. Da qui camminare in direzione del passo per una decina di metri fino a quando sulla sinistra si stacca una piccola strada con l'asfalto danneggiato dove è posizionata una palina con cartelli in legno che indicano la Presolana e la baita Cassinelli. Seguire la strada che sale e diviene priva di asfalto. In corrispondenza del secondo tornante abbandonarla e seguire il sentiero che entra nel bosco fino a raggiungere la baita Cassinelli (1568 Mt.). Da qui seguire il sentiero n. 315 che sale verso la parete sud del massiccio e che conduce al bivacco Città di Clusone ed all'adiacente cappella Savina Barzasi.
Per raggiungere l'attacco della via bisogna seguire, poco prima di giungere al bivacco, una piccola traccia sulla destra che sale puntando ad una depressione sulla sinistra dello spigolo sud (attacco).

1° tiro:
salire lungo le rocce appoggiate di destra, superare uno strapiombino e raggiungere lo spigolo vero e proprio dov'è situata la sosta (2 fix con catena ed anello di calata).
50 Mt., II, III+, 4 chiodi, 1 sosta intermedia (chiodo+clessidra+cordino), 1 sosta intermedia su fix (della via Echi Verticali).

2° tiro:
è possibile superare la placca sovrastante (variante di V). La via originale traversa a sinistra, gira uno spigolino e prosegue lungo un camino sino a raggiungere un comodo terrazzino dov'è posta la sosta (2 fix con catena ed anello di calata, 1 chiodo).
30 Mt., IV, III, 4 chiodi.

3° tiro:
alzarsi e traversare a sinistra sino ad entrare nel diedro. Salirlo sino a raggiungere una fascia strapiombante sulla destra. Qui traversare a destra e raggiungere il piccolo terrazzino dove si trova la sosta (2 fix con catena ed anello di calata, 3 chiodi).
35 Mt., IV+, V, 4 chiodi, 1 fix (della via
Spigolando).

4° tiro:
qui è possibile percorrere la "variante alta" salendo in verticale la placca a buchi (difficoltà di V+/VI).
Per seguire invece la linea originale occorre abbassarsi verso destra sino a raggiungere un altro terrazzino dove si trova la sosta (2 fix con catena ed anello di calata +2 spit vecchi +1 golfaro. Sosta di fine via di Hemmental Strasse). Utile non concatenare questa lunghezza alla successiva per via dello scorrimento delle corde. 5 Mt., IV.

5° tiro:
salire in verticale superando una pancetta. Un sistema di fessure conduce ad un ampio terrazzo. Se si opta di proseguire per la vetta, identificare una clessidra alla base della placca dove attrezzare una sosta su cordini. In caso si scelga di terminare la via, piegare a sinistra in direzione di un grande spuntone, alla base del quale (sulla destra - viso a monte) si trova una sosta attrezzata (2 fix con catena ed anello di calata). 50 Mt., IV, IV+, 8 chiodi, 1 clessidra con cordino.
Discesa
Per raggiungere la vetta:
proseguire con una lunghezza di corda lungo il camino a destra della sosta attrezzata su clessidra (IV). La lunghezza conduce in cresta. Raggiungere poi la vetta della Presolana Centrale seguendo un percorso logico (II, III - procedere slegati).
Dalla vetta proseguire lungo le creste verso est raggiungendo dapprima la vetta della Presolana Orientale (necessaria una breve corda doppia in corrispondenza del Canalone Bendotti) e poi quella del Monte Visolo
. Dal qui scendere comodamente sino a raggiungere il sentiero d'avvicinamento.
Discesa in corda doppia:
Se si utilizzano corde da 60 Mt. è possibile unire le calate.
1a. doppia: dalla S5 alla S2;
2a. doppia: dalla S2 all'attacco;
Rientrare alla macchina percorrendo a ritroso i sentieri d'avvicinamento.

Note
Resoconto dei fratelli Giuseppe ed Innocente Longo in seguito alla prima ascensione dello spigolo e pubblicato sul notiziario "Le Alpi Orobiche" del CAI di Bergamo (1931 - n.7):
"Ogni volta che uno di noi saliva alla Presolana, spingeva lo sguardo sull'ardito spigolo sud, che divide nettamente in due la parete omonima e si fissava in noi l'idea di poterlo un giorno scalare.
Il 20 giugno, ci portiamo a Bratto in compagnia del dott. Piccardi con l'intenzione di studiare l'ascensione molto da vicino. Piccardi ci esortò a tentarla anche perché già altri ottimi scalatori l'avevano tentata, e altri la volevano tentare, e gli dispiaceva che degli alpinisti non bergamaschi dovessero scalarlo per primi.
Lo spigolo fu per noi un incubo che non ci lasciò dormire tutta la notte. Alle ore 4 eravamo già in piedi, dopo di aver sorbito il caffè, ci avviammo su per la salita che ci porta alla base. Il dott. Piccardi ci fu largo di consigli e d'istruzioni; una stretta di mano, cordiali auguri e ci lasciammo.
Scegliamo l'attacco all'identica altezza del Salvadori (però molto a destra di questo) ove lasciammo un sacco e le scarpe; ci leghiamo, e in bocca al lupo.
Nei primi 40 metri troviamo della roccia buona e ricca di appigli, che ci porta direttamente in pieno spigolo, poi incominciando il lento lavorio di chiodi, sormontiamo una placca molto verticale da destra a sinistra, e per un piccolo canale un po' erboso, passiamo la prima gobba e da questa su di una piccola cengia, dove appigli scarsi, ma buoni, ci portano a una placca liscia e strapiombante, solcata nel mezzo da una piccola fessura, che superiamo a forza di braccia, col corpo nel vuoto.
Sorpassata questa ci troviamo su di un'altra placca, ricca di appigli, che ci conduce a due piccoli gendarmi quasi sotto lo strapiombo terminale.
Allora ci portiamo più a destra, abbassandosi per circa tre metri e per una sottile cengia che attraversiamo carponi, troviamo una piccola fessura che riusciamo a sorpassare. Fin qui tutto andò bene, abbiamo adoperato 6 chiodi e uno è rimasto nella fessura strapiombante.
Riposiamo, ci rifocilliamo, e facciamo fotografie. Dopo di esserci ancorati ci abbassiamo di 2-3 metri, sorpassiamo 2 gobbe per aderenza di corpo e per una piccola cengia arriviamo a un piccolo pianerottolo, sotto lo strapiombo terminale. Un buon chiodo di ancoraggio (che non riusciremo poi a levare) e tentiamo per tre volte di sormontare lo strapiombo; ma è fatica inutile, abbassandoci a destra con l'aiuto di tre chiodi, arriviamo di nuovo a un piccolo pianerottolo, e da qui per un salto non troppo difficile ci portiamo sopra lo spigolo.
Qui la fatica è terminata e per una facile cresta arriviamo alla Centrale e con degli Uebini (*), che avevano fatto la Sud e il Canale Salvadori ci avviamo alla Occidentale e scendiamo alla Grotta dei Pagani. Da qui, dopo aver fatto un ottimo pranzo, ritorniamo a pigliare le nostre scarpe e il sacco e rimiriamo questo spigolo, contenti che sia stato salito per la prima volta da alpinisti Bergamaschi".

(*) Uebini è probabilmente il cognome delle persone che i fratelli Longo incontrano.
Commenti vari

Will aveva percorso già diverse volte l'itinerario (anche in inverno) seguendo talvolta le varianti presenti e raggiungendo la vetta.

   

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L'inizio della terza lunghezza

Andrea sul traverso del terzo tiro

   

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Marco e Ilaria impegnati sulla quinta lunghezza

 
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La parte sud della Presolana Centrale con i tracciati delle vie: Cresta Saglio, Bramani/Ratti, Ester, Ernestino e Spigolo Longo