Pizzo della Presolana di Castione - Via A Federico

 
Zona montuosa Alpi Orobie - Gruppo della Presolana LocalitÓ di partenza Passo della Presolana (BG)
Quota partenza 1297 Mt. Quota di arrivo 2474 Mt. (2297 Mt. circa fine via)
Dislivello totale +830 Mt. dal parcheggio all'attacco
+190 Mt. la via (300 lo sviluppo)
+157 Mt. circa di roccette per la vetta
Sentieri utilizzati n. 32, 315, sentiero delle Capre, 318
Ore di salita 2 h. 30' dal parcheggio all'attacco
5 h. la via
Ore di discesa (1B)

20' per la cima
1 h. 45' dalla cima al parcheggio

Esposizione Sud-ovest Giudizio sull'ascensione Ottima
Data di uscita 15/06/2013 Difficoltà VII/VI-, A0
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Claudia.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

L'intera giornata è stata caratterizzata da forti nebbie che, per brevi e rari momenti, lasciavano spazio a delle schiarite. Il sentiero che conduce all'attacco è evidente. La roccia in via varia da buona ad ottima ad eccezione della prima lunghezza dove non è così affidabile.

Eventuali pericoli
Soliti d'arrampicata in ambiente.
Presenza di acqua
C'è una fontana nel piazzale accanto al negozio di souvenirs, poco distante dal parcheggio.
Punti di appoggio
La baita Cassinelli (1568 Mt.), il bivacco Città di Clusone (2050 Mt.) ed eventualmente il rifugio Rino Olmo (1819 Mt.).
Materiale necessario oltre al tradizionale
Solito da arrampicata. La via risulta ben attrezzata con chiodi, comunque una serie di friends (da 0.3 a 2 camalot) è necessaria per proteggere alcuni tratti 'lunghi'.
Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Una delle vie più famose di tutta la Presolana anche se non la più ripetuta, probabilmente per il lungo accesso che la caratterizza. Aperta da Sandro Fassi, Luigi Rota ed il giovane Ennio Spiranelli il 9 10 agosto 1980 é dedicata a Federico Madonna, noto sassista degli anni '70-'80 (apritore di Patabang) e scomparso prematuramente annegando durante una discesa in canoa nel torrente Mallero.
L'itinerario segue una linea logica di fessure con alcuni tratti di arrampicata in placca e camino.
La buona qualità della roccia, a
lcune lunghezze entusiasmanti e l'ambiente abbastanza isolato rendono questa via vivamente consigliabile.
Attacco, descrizione della via
Da Bergamo seguire le indicazioni per la Val Seriana e immettersi sulla Strada Provinciale n. 671 che sale verso il Passo della Presolana. Sulla sinistra, poco prima di raggiungere il passo, vi è la casa per ferie "Neve" mentre, sulla destra, ci sono degli impianti sciistici con un grande spiazzo dove è possibile parcheggiare. Da qui camminare in direzione del passo per una decina di metri fino a quando sulla sinistra si stacca una piccola strada con l'asfalto danneggiato dove è posizionata una palina con cartelli in legno che indicano la Presolana e la baita Cassinelli. Seguire la strada che sale e diviene priva di asfalto. In corrispondenza del secondo tornante abbandonarla e seguire il sentiero che entra nel bosco fino a raggiungere la baita Cassinelli (1568 Mt.). Da qui è possibile salire in direzione della cappella Savina e del bivacco Città di Clusone fino a raggiungere il Passo Pozzera dal quale si scende per circa 100 Mt. alle pendici della Presolana di Castione. E' tuttavia consigliabile raggiungere questo punto seguendo, dalla baita Cassinelli, il sentiero delle Capre che costeggia il versante sud del Pizzo Corzene. Dalla Cassinelli seguire la strada che compie un semicerchio verso sinistra. Dove termina (palina con indicazioni per il rifugio Olmo e Sentiero delle Capre) si imbocca il sentiero che, dopo aver preso un po' di quota, prosegue in piano. Seguire sempre le indicazioni per il rifugio Olmo fino al ghiaione alla base della Presolana di Castione. Ora, con alcuni tratti molto faticosi per l'instabilità del terreno, si risale il ripido ghiaione fino alla base della parete che risulta divisa in due settori (destro e sinistro) da un canale centrale. La via "A Federico" sale nel settore di destra ed attacca sulla verticale degli strapiombi giallo/neri nel centro della parete. Un grosso ometto indica l'attacco (visibili i primi chiodi, via a fix immediatamente a destra).

1° tiro:
salire la placca con un'esile fessura tendendo, dopo i primi metri, leggermente a destra. Si sosta (3 chiodi+fettuccia+anello calata) su terrazzino al termine della placca. 30 Mt., V+, 9 chiodi.

2° tiro:
traversare brevemente a sinistra su cengetta erbosa, alzarsi un paio di metri sfruttando una fessura, e traversare ancora a sinistra raggiungendo la sosta (1 chiodo+1 spit+catena+anello calata). 15 Mt., II, IV-.

3° tiro:
il tiro della Mezzaluna. Seguire la fessura inizialmente in traverso verso sinistra e poi in verticale. Quando piega a destra abbandonarla uscendo alla sua sinistra. Proseguire per placca obliquando verso destra sino alla sosta (clessidra+fettuccia+anelli calata).
30 Mt., V+, VI-, VI oppure A0, 10 chiodi.

4° tiro:
portarsi alla base dell'evidente fessura verticale e salirla sino al suo termine. Una seconda breve fessura (dulfer obbligatoria) porta ad una placca che, superata verso destra, conduce alla sosta (2 spit+catena+maglia rapida) sotto un tetto.
35 Mt., V, VI-, V, 3 chiodi, 2 clessidre con cordone, 1 cuneo con cordone.

5° tiro:
raggiungere il tetto aiutandosi con la fessura sulla destra indi traversare su stretta cornice verso sinistra fino all'arrotondato spigolo. Lo si sale con arrampicata d'equilibrio sino al suo termine. Ignorare la sosta a fix sul muro giallo strapiombante ed obliquare verso destra. Per facili rocce raggiungere la base di un caminetto dove si sosta (2 chiodi+fettuccia+anello calata). 45 Mt., V, V+, III, 6 chiodi.

6° tiro:
salire il caminetto, poi per gradoni erbosi alzarsi e spostarsi a destra puntando ad un breve e più marcato camino. Si sosta (2 chiodi+cordone) alla sua base. Presente una piccola madonnina all'interno del camino. 30 Mt., IV-, II, III+.

7° tiro:
salire lo scivoloso camino e poi traversare su cengia verso destra fino alla base di un diedro fessurato dove si sosta (2 chiodi+cordino).
15 Mt., V-, I, 1 clessidra con cordone.

8° tiro:
seguire il diedro fessurato. Dopo una strozzatura strapiombante la fessura si allarga. La si segue fino al suo termine aggirando verso sinistra lo speroncino che la chiude e poi ritornando verso destra sino alla sosta (1 chiodo+1 clessidra+cordone).
40 Mt., V-, V+, V-, III, 6 chiodi.

9° tiro:
ci si alza leggermente nel caminetto a destra della sosta per poi spostarsi a sinistra e salire la compattissima placca. Al suo termine uno stretto camino porta sul pulpito dove si sosta (3 chiodi+cordone). 15 Mt., IV, VII oppure A0, IV+, 4 chiodi, 1 clessidra con cordone.

10° tiro:
attraversare il muretto verso destra per entrare in un diedro che poi diviene canale sino al termine delle difficoltà. Sosta da attrezzare (spuntoni). 45 Mt., V-, IV+, III, 3 chiodi, 1 clessidra con cordone.
Discesa
Ci sono varie possibilità di discesa:
1- proseguire per cresta friabile fino in vetta alla Presolana di Castione da cui:
A: è possibile continuare per cresta fino alla vetta della Presolana Occidentale e poi scendere per la via Normale alla Grotta dei Pagani;
B: scendere alla forcella e piegare a destra (viso a valle) per prati fino all'imbocco di un canale ghiaioso che si segue sin quando termina in un prato (ometto). Verso sinistra imboccando un altro canale (passi di II, possibile doppia) che conduce sui ghiaioni dove passa il sentiero che, seguito verso sinistra, porta verso la Grotta dei Pagani.
Da qui, per entrambe le soluzioni sopracitate, si scende alla Cappella Savina e successivamente alla baita Cassinelli. Poi, mediante il sentiero percorso durante l'avvicinamento, tornare al parcheggio;
2- ad inizio stagione le due discese precedentemente descritte possono ancora essere sporche di neve. In tal caso conviene scendere in doppia sfruttando le soste (alcune visibili durante la salita) di un'adiacente via a fix. Il problema è individuare, se non lo si conosce, il primo ancoraggio. Giunti alla base della parete tornare al parcheggio percorrendo a ritroso il sentiero d'avvicinamento (20' le doppie + 1 h. 30' il sentiero sino al parcheggio).

Commenti vari
Da un racconto di Ennio Spiranelli pubblicato su Planetmountain:
"Tanti anni sono trascorsi e tanti appigli ho stretto tra le mie mani, ma quelli della Federico hanno ancora un qualcosa di particolare. L’ho salita con le pedule, i koflach di plastica, le scarpe da ginnastica con l’aerlite, le Mariacher viola e con le Miura, d’estate e d’inverno, con il sole e spesso con la nebbia, ed in ultimo con mio figlio Andrea allora quindicenne. All’uscita sono sempre stato felice di averla percorsa.
Sandro e Gigi, gli esperti della cordata, avevano deciso di coinvolgermi nonostante avessi da poco compiuto i diciotto anni, e forse senza saperlo mi hanno trasmesso quella voglia e quella passione che negli anni mi ha portato molte volte a cercare nuove linee sulla Regina delle Orobie.
Una via da dedicare ad un caro amico che ci aveva da poco lasciato per un banale incidente in canoa, un talento incredibile per l’arrampicata con un animo sensibile ed irrequieto. Una via che negli anni 80 è diventata una delle più frequentate del Massiccio perché era stata aperta, per quei tempi, con un ottica moderna. Completamente attrezzata, i ripetitori potevano scalare senza portarsi martello e chiodi, e in quel periodo capitava spesso di incontrare numerose cordate sulla via.
La “A Federico” mi riporta al mio primo bivacco in parete, seduto fra i miei grandi maestri, con i fuochi che sparavano a Castione, per non so quale festa, ma che ci riscaldavano in quella bellissima fredda notte di agosto."

Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia")

   

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Claudia sulla prima lunghezza

Luca sul tiro della Mezzaluna

 

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Due immagini della bellissima fessura del quarto tiro

   

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Attraversando sotto al tetto all'inizio della quinta lunghezza

La madonnina accanto alla sesta sosta

 

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Il diedro fessurato dell'ottava lunghezza

   

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Lo stretto caminetto dopo il tratto di A0 nel penultimo tiro

Parete SO Presolana di Castione e tracciato della via A Federico