Monte Pradella

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Carona (BG)
Quota partenza 1250 Mt. circa Quota di arrivo 2626 Mt.
Dislivello totale

+1500 Mt. circa compresi i saliscendi

Data di uscita 28/09/2013
Ore di salita 4 h. 30' Ore di discesa 3 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 247, 236, 229 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri
Bella giornata, limpida e tiepida. Sentieri ben segnalati e comodi fino al lago dei Frati. Da qui fino al passo d'Aviasco Orientale il percorso è ben segnalato ma il fondo diviene più disagevole, con pietraie e ripidissimi tratti sdrucciolevoli. Dal passo in poi non esistono che pochi bolli, ma troverete numerosi grossi ometti. Molto scivoloso e friabile è il tratto che porta alla bocchetta della cresta del Pradella. Tracce e bolli bianchi non sempre visibili lungo la facile cresta finale.
Eventuali pericoli
Attenzione alla caduta di sassi nel canale sassoso e friabile che porta alla bocchetta sopra il Lago Gelato, prima di cominciare la cresta finale per le vetta del Pradella.
Presenza di acqua
Bella fontana a Pagliari (10' dalla partenza). Acqua anche al Lago dei Frati, dopo circa 2 ore di cammino.
Punti di appoggio

Non si incontrano edifici, se non quelli della diga del Lago dei Frati (2 ore da Carona). Ottimo riparo lo possono dare i grandi massi poco prima del passo di Aviasco (2 h. 30' dal parcheggio), tra i loro meandri è possibile trovare un posto dove aspettare il passaggio di un eventuale temporale.

Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione Generale
Per compiere l'intera camminata, tra soste varie, considerate necessarie almeno 9 ore tra andata e ritorno. Serve quindi un certo allenamento. Poche sono invece le difficoltà che incontrerete, ma occorre comunque avere passo sicuro e una certa esperienza per affrontare in sicurezza il percorso dal passo d'Aviasco alla vetta.
Descrizione Percorso
Giunti a Carona, in alta Val Brembana, prendete la direzione (ben indicata) per il parcheggio dei rifugi Longo e Calvi. Lungo la strada asfaltata arriverete al bivio per i rifugi stessi, oltre il quale non è più possibile proseguire in auto. Parcheggiate in prossimità di un netto tornante verso sinistra. Proprio al tornante si stacca la strada verso destra (chiusa al traffico) che prenderemo. Si inizia a camminare su ripido asfalto fino al bel borgo di Pagliari (10'). Poco prima delle case, un sentiero scende verso destra in mezzacosta (sentiero estivo n. 247 per il rifugio Calvi) tra prati. In breve arriva tra le abitazioni di Pagliari per poi scendere lungo un scalinata verso le sponde del fiume Brembo. Si attraversa un ponte e si prosegue verso sinistra, ignorando il sentierino che costeggia il corso del fiume stesso. Si prende invece il ben evidente e segnalato sentiero che con leggera pendenza si inoltra nel bel bosco misto alla nostra destra. Superata una piccola pietraia che scende dalla nostra destra si prosegue nuovamente nel bosco. Si attraversa un rigagnolo d'acqua e si inizia una ripida salita su sentiero a gradoni fatti da tronchi di legno. Al termine della ripida scalinata si prosegue con una serie di cambi di pendenza sempre all'ombra del bosco che ora è fatto da belle conifere. In corrispondenza di un masso con la scritta “Calvi”, si compie una curva verso destra per poi passare sotto una ripida paretina rocciosa. Incontrerete ad un bivio un sentiero verso destra in ripida salita, ignoriamo anche quello per proseguire dritti in falsopiano e poi in leggera discesa per pochi metri fino ad arrivare in una zona acquitrinosa (1 ora dalla partenza). Superata la zona umida si sale un poco per giungere ad una seconda zona paludosa. Si prosegue ora nuovamente nel bosco fino ad un bivio verso destra (indicazioni su un masso, 1 h. 15' dal parcheggio) dal quale si riprende a salire con una certa pendenza fino ad una zona di pascoli al cui inizio si trovano alcuni grandi massi coperti di vegetazione. Superati i massi si procede tra prato e cespugli all'interno di una specie di valletta quasi pianeggiante costellata da alcuni ruderi, mucchi di pietre ed una piccola pietraia alla nostra destra. Superato alla nostra destra un edificio dal tetto a semicerchio si arriva al bivio per il sentiero che conduce verso il rifugio Laghi Gemelli verso destra (1 h. 30' dall'auto). Noi proseguiamo verso sinistra, attraversiamo un torrentello ed in falsopiano, poi in discesa arriviamo ad un ponticello che scavalca una stretta gola con un ripido corso d'acqua che scende dalla Valle dei Frati. Subito dopo si prende a destra il sentiero n. 236 che sale verso la diga del Lago dei Frati nell'omonima valle (indicazioni anche per il Passo di Aviasco ). Inizialmente il fondo del sentiero è cementato, ma in breve si cammina su ripidi tornantini terrosi affiancati da cespugli di lamponi e mirtilli. Si continua a salire fino al cospetto della piccola diga del lago (1941 Mt., 2 ore dalla partenza). Da qui si costeggia, rimanendone più alti, il lato sinistro (per chi sale) del laghetto camminando prima su erba e poi su una movimentata e desolata pietraia dal color ruggine. Superato un primo vallone, si procede verso il successivo al termine del quale un'alta parete rocciosa viene lasciata alla nostra sinistra. Da qui inizia un tratto molto ripido e sdrucciolevole che termina presso un ciclopico masso, ancora pochi metri molto ripidi e scivolosi e siamo nel vallone terminale poco prima del passo. Il sentiero ora è quasi pianeggiante. Puntiamo all'evidente passo dritto davanti a noi (Passo d' Aviasco Orientale) al quale arriviamo in breve (2 h. 45' da Carona), abbandonando poco prima di questo il sentiero segnalato che conduce invece al Passo d' Aviasco Occidentale. Giunti al passo orientale, un breve mezzacosta con alcuni saliscendi ci conduce (sentiero n. 229) al passo occidentale dove troviamo un grosso ometto e una bella vista sul lago Colombo e il Pizzo del Becco (3 h. dal parcheggio). Dal passo, si segue il costone verso sinistra seguendo gli evidentissimi ometti fino ad un piccolo laghetto e da lì fino alla pseudo-cima (in realtà si tratta di una sommità poco evidente lungo il costone) del Monte Aviasco (2409 Mt.) dove si trova una piccola croce (20 minuti dal Passo). Si scende ora leggermente fino ad incontrare dei sassi con alcune scritte che indicano varie mete, tra cui il Pradella. Si continua verso sinistra in direzione della base del versante nord del Monte Pradella, prima camminando su terreno erboso e poi su di una grande pietraia. Per superare la pietraia si deve saltare da un grosso masso all'altro facendo attenzione a seguire i rari ometti e alcuni bolli bianchi disseminati tra i grossi blocchi color viola. Al termine della pietraia si risale un ripido canale sassoso molto friabile e scivoloso portandosi a ridosso di una specie di placca rocciosa su cui vi è un bollo bianco. Si continua a salire seguendo i bolli bianchi fino a sbucare presso una bocchetta direttamente in cresta (30 minuti dalla vetta dell' Aviasco). Sul versante opposto a quello d'uscita si potrà vedere il bel Lago Gelato, poche decine di metri sotto di noi. Si continua ora a camminare verso sinistra rimanendo vicini alla cresta. Si supera una placca appoggiatissima e si torna in cresta su traccia facile. Superata una seconda bocchetta dalla quale si vede il versante appena salito del Pradella, ci si allontana dalla linea di cresta camminando su traccia molto irregolare e con continui cambi di direzione. Su di una placchetta verticale si legge la direzione da seguire, in corrispondenza del punto d'incontro con il sentiero che sale dalla Valsanguigno. Si prosegue ora fino ad arrivare all'anticima del Pradella dopo alcuni ripidi tornantini scivolosi tra erba e pietre. Dall'antecima si scende un breve e ripido intaglio per poi risalire un saltino roccioso per superare il quale serve l'aiuto delle mani. Un ultimo tratto di cresta sottile e poi pochi metri pianeggiati per toccare la panoramicissima croce di vetta.
Discesa
A ritroso sullo stesso percorso seguito in salita.

Note
Attenzione alle indicazioni relative al passo d'Aviasco che in numerose cartine viene indicato come se fosse uno solo; in realtà essi sono due: quello Orientale (a sinistra salendo la Val dei Frati) che guarda verso il lago omonimo e quello Occidentale (a destra salendo la valle) che guarda verso il Lago Colombo e dal quale si scende verso il rifugio Laghi Gemelli.
Commenti vari
Nonostante le poco rassicuranti previsioni meteo che indicavano nuvole al mattino e piogge con temporali pomeridiani, alla fine la giornata è stata limpida e soleggiata fino quasi al ritorno all'auto: della serie “mai rinunciare prima di averci provato…”.
   
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La Valle dei Frati
Lago della Valle dei Frati
   
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Pietre in Val dei Frati
Cima del Monte Aviasco
   
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Monte Pradella
Inizio del canalino del Pradella
   
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L'Arera emerge da un mare di nebbia
Dalla cima del Pradella verso i Diavoli
   
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Omar in vetta al Pradella
   
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