Bivacco Zeb e Piz Martel

 
Zona montuosa Alpi Lepontine
Località di partenza Loc. Caiasco - Dosso del Liro - (CO)
Quota partenza 1000 Mt. Quota di arrivo 2011 Mt. il bivacco Zeb
2449 Mt. il Piz Martel
Dislivello totale 1100 Mt. circa con i saliscendi per il bivacco
altri 550 Mt. per il Piz Martel
Sentieri utilizzati non numerati
Ore di salita 3 h. per il Bivacco Zeb
altre 2 h. 30' per il Piz Martel
Ore di discesa 4 h. 
Data di uscita 24-25/08/2024 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E fino al Bivacco Zeb; EE il Piz Martel
Condizioni climatiche e dei sentieri

Due giornate di tempo variabile; nubi e pioggerella il primo giorno e sole il secondo, ma sempre con la forte presenza di nuvole. Sentieri discretamente segnalati fino al bivacco Zeb. Percorso più incerto e poco segnalato fino ai piedi del tratto attrezzato. Da qui in poi assenza totale di bolli, ometti e tracce di passaggio fino alla Bocchetta di Agnon (o di Cama), da dove comincia la salita lungo la cresta Ovest del Piz Martel; qui è presente una traccia di passaggio poco sotto la cresta che ci serve da riferimento, anche se noi resteremo il più possibile fedeli al filo di cresta. Tornati poi alla Bocchetta di Agnon seguendo questa traccia sotto cresta, troveremo i bolli bianchi e rossi del sentiero CAI. Dovremo poi abbandonare questo sentiero segnalato, che continua altrove, e scendere a valle con percorso a vista, senza segnali o tracce evidenti, tenendo come riferimento, il torrente a fondovalle. Ritroveremo poi più in basso il sentiero seguito il giorno prima durante la salita al bivacco Zeb.

Eventuali pericoli
Una certa attenzione durante il breve tratto attrezzato, specialmente lungo la discesa sul versante opposto a quello dove si trova il vallone che ospita il Bivacco Zeb. Attenzione anche al breve tratto in traverso che precede la Bocchetta di Agnon. Stesso discorso per la discesa dal Piz Martell su terreno spesso infido ed esposto.
Presenza di acqua
Pochi metri dopo il parcheggio alla partenza troviamo sulla destra una bella fontana. Acqua la troviamo anche accanto al bivacco Zeb, utile per dissetarci e cucinare. Da qui in poi non si troverà più acqua, se non quella del torrente di fondovalle.
Punti di appoggio
Ci imbatteremo in varie baite più o meno adatte ad un riparo durante la salita al bivacco. Il bivacco Zeb rappresenta il punto dove spezzare in due la lunga escursione al Piz Martel: si tratta di una piccola ma bellissima struttura moderna, fatta in legno e metallo, con grandi e luminose vetrate. Penso sia uno dei più bei bivacchi dove abbia dormito; ottimanente attrezzato per ogni necessità (stoviglie, cibo, fornelletti, gas, coperte e materassi) e adatto per ospitare 6-8 persone.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Sacco-letto e necessario per il pernotto al bivacco; frontale; eventualmente set da ferrata per i meno esperti per affrontare in sicurezza il breve tratto attrezzato.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Al confine con la Svizzera, nel gruppo delle Alpi Lepontine, si trovano alcune delle montagne più selvagge e poco frequentate a settentrione del Lago di Como. Tra queste cime, meritano sicuramente una visita il Pizzo Paglia, il Pizzo Cardinello e il Pizzo Martello (o Piz Martel). Proprio su quest'ultima saliremo in questa bella escursione che può essere affrontata in un'unica lunga e faticosa giornata, oppure, meglio, divisa in due affascinanti giorni spersi tra monti, con pernotto presso il piccolo ma ospitale bivacco Zeb. La salita al bivacco è priva di difficoltà e riservata a chiunque abbia un buon allenamento, mentre la salita al Piz Martel è riservata ad escursionisti esperti e, sebbene non opponga reali ostacoli tecnici, presenta alcuni tratti esposti, attrezzati, privi di segnaletica o tracce di passaggio. Saliremo questa cima dalla sua divertente cresta Ovest. Anche la discesa non è da sottovalutare e viene effettuata su percorso intricato e nella parte mediana, privo di bolli o tracce. Nel complesso questa escursione risulterà sicuramente appagante e ci consentirà di attraversare ambienti vari ed affascinanti, molto probabilmente in totale solitudine, vista la scarsa frequentazione dellle zone oltre il bivacco. Anche i panorami, se saremo fortunati di avre bel tempo, saranno ampi e da ricordare.
Descrizione percorso
Giunti a Colico, provenendo da Lecco, ci portiamo sulla sponda opposta del Lago di Como ed iniziamo a scenderne la riva verso Sud. Arrivati all'altezza di , deviamo a destra per salire lungamente fino al paesello di Dosso del Liro. Da qui andiamo al Pian delle Castagne. Cerchiamo le indicazioni per il Bivacco Zeb e proseguiamo in auto fino alla sperduta località Caiasco. Al termine della strada troviamo un piccolo spiazzo per 4-5 macchine. Qui parcheggiamo ed iniziamo a salire lungo la stradina davanti a noi, seguendo le indicazioni di una freccia di legno che indica il bivacco Zeb a 3 ore e mezza di cammino. Subito superiamo una fontana sulla destra. Proseguiamo la ripida salita senza possibilità di errore, sulla stradina cementata. Più aventi il cemento lascia il posto allo sterrato. Superiamo alcune baite isolate e poi un bel gruppetto di case in pietra (località Foppa, 1126 Mt.). Arriviamo poi ad una santella sulla destra. Dopo un breve tratto di discesa, la stradina sterrata diviene un sentiero invaso dall'erba alta. Camminiamo ora lungo un sentiero in mezzacosta che si inoltra nella vallata davanti a noi e finalmente iniziamo a vedere le montagne della zona. Superiamo alcuni vecchi piloni in cemento ed una grande frana caduta di recente. Ad un certo punto vediamo sopra di noi sulla destra una stele di pietra a ricordo di alcuni carabinieri. Poco dopo superiamo un valloncello pietroso ed imbocchiamo un sentierino che si inoltra tra grandi faggi. In breve arriviamo ad un ponte di cemento (Ponte di Madri) che ci consente di attraversare l'impetuoso torrente Liro sotto di noi, che scende dalla nostra vallata e che seguiremo per molto tempo. Dalla parte opposta del ponte un fitto e ripido bosco di faggi ci attende. Saliamo faticosamente tra faggi e grandi massi, con il rumoroso torrente poco sotto di noi. Superiamo una bella baita costruita quasi sopra il corso d'acqua. Ora le pendenze calano e ci troviamo ad entrare in un ampio pianoro della vallata (Valle del Dosso), circondati da ripidi pendii rocciosi. Proseguiamo con meno fatica fino ad incrociare il corso del Liro che ora si è allargato in un placido corso d'acqua sassoso. Ci portiamo così sul versante sinistro orografico della valle del Dosso e continuiamo a salire sempre al fianco dell'alveo del torrente stesso. In breve i bolli bianchi e rossi ci dicono di riattraversare l'acqua tra massi e pietre. Ora inizia una ripida e lunga salita tra balze erbose e stretti tornantini. Incontriamo subito una piccola lapide a ricordo. Saliamo senza tregua e con grande fatica i ripidi prati e i pascoli sopra di noi. Arriviamo poi ad una bella baita di pietra rossastra (Alpe Mugiam, 1567 Mt.). Le passiamo davanti e proseguiamo la salita alle sue spalle. Ora le pendenze aumentano ulteriormente e la fatica inizia a farsi sentire, ma del bivacco non appare nemmeno l'ombra. Sotto di noi, il solco del fondovalle inizia ad essere lontano e la vista ripaga dello sforzo in atto. Seguiamo i bolli bianchi e rossi. La corona di cime sopra di noi si avvicina lentamente. Il bivacco non sarà visibile fino all'ultimo momento, quando finalmeme la sua curiosa forma moderna si rivelerà all'improvviso. Ancora un centinaio di metri di cammino in falsopiano ed eccoci alla piccola ma accogliente struttura in legno, vetro e metallo. Spalle al bivacco, guardando verso sinistra si vede una barriera rocciosa che scende dall'alto a concludere l'ampio semicerchio che sovrasta la conca del bivacco. Noi dobbiamo puntare a quella barriera, caratterizzata da una evidente spaccatura nella parte a valle. Oltre la spaccatura si innalza un piccolo dente roccioso che degrada verso una seconda sommita meno appuntita.  A questa secondo dente noi dobbiamo puntare. Saliamo brevemente sopra al bivacco lasciandolo alla nostra sinistra. In breve incroceremo una traccia bollata con bolli bianchi e rossi (si tratta dell'Alta Via del Lario, AVL). Seguiamo la tracci averso destra in direzione della barriere rocciosa di cui sopra. Quando saremo a pochi metri da essa vedremo un grosso bollo circolare sulla roccia. Da lì passa la traccia che permette di superare la barriera rocciosa, tra i due denti di roccia. Un breve traverso su erba ed eccoci ai piedi di uno stretto caminetto verticale ben gradinato, attrezzato con catena ed alcune staffe di metallo. Saliamo senza problemi fino alla crestina. Da qui ci portiamo sul versante opposto e, dopo aver dato uno sguardo alla vallone pietroso sotto di noi, iniziamo la delicata , ma non difficile, discesa verso i piedi della barriera di roccia appena scavalcata. In lontananza è possibile vedere la lontana croce del Piz Martel, sulla destra della evidente Bocchetta di Agnon. Scendiamo lungo una liscia placca, sfruttando una strettissima cengia e aiutandoci con le provvidenziali catene presenti. Facciamo attenzione a dove mettiamo i piedi: un errore qui non verrebbe perdonato. Dopo esserci abbassati in diagonale verso valle, le catene ora scendono dritte in una specie di diedro roccioso che ci sovrasta. Con molta cura e qualche sforzo di braccia eccoci ai piedi delle umide e scure rocce. Saliamo ora il vallone davanti a noi, restando inizialmente vicini alle rocce alla nostra sinistra. Sopra di noi, ad ore 12 è possibile vedere una bocchetta: chi volesse salire al Pizzo Paglia deve raggiungere questo ampio intaglio, scendere sul versante opposto e poi proseguire per la vetta. Noi invece andremo a destra, tagliando l'intero vallone in diagonale, cercando la via più comoda tra placche rocciose, massi, pietre e qualche lembo di erba. Ci portiamo così alla Bocchetta d'Agnon, per raggiungere la quale, al termine della diagonale, dovremo perdere qualche metro di quota lungo un traverso poco sicuro. Dalla base della barriera rocciosa attrezzata alla Bocchetta di Agnon (o di Cama, quota 2270 Mt.), non troveremo alcun segnale, bollo o ometto e dovremo arrivarci solo seguendo il terreno ad occhio. Alla bocchetta invece troveremo una palina che ci segnala la discesa da seguire dopo il ritorno dal PIz Martel, nonchè una labile traccia che sale verso la nostra meta. La traccia, percorsa più da animali che da escursionisti, sale leggermente sotto il fino di cresta, sulla destra e si sposta in mezzacosta lungo un cengione inclinato. La seguiamo brevemente, ma appena ci sarà possibil la abbandoniamo per salire direttamente a sinistra alla vicina cresta che seguiremo fedelmente fino alla vetta, saltando così il più impegnativo tratto iniziale. Saliamo quindi per balze erbose frammiste a qualche pietra per arrivare in cresta poi ne percorriamo il filo verso destra, tra solidi blocchi, facili gradini rocciosi e qualche lama ben appigliata, guadagnamo velocemente quota. Arriviamo così a poche decine di metri dalla croce con la cresta che perde pendenza, superiamo gli ultimi facili blocchi che ci portano ad una selletta e risaliamo i pochi metri che ci separano dalla grande croce di metallo, con tanto di bandiere svizzera ed italiana.
Discesa
Ripercorriamo la crestina appena salita, oppure restiamone leggermente sotto, sul versante italiano seguando una labile ed a atratti esposta traccia  che si muove tra cenge, balze e qualche  facile roccetta. Tornati alla Bochetta d'Agnon, pieghiamo decisamente a sinistra, seguendo le indicazioni per Dosso del Liro (3 h. e 45')  poste sulla palina qui presente. Scendiamo così dritti in un ripido canale erboso abbastanza largo ma da percorrere con attenzione vista la forte pendenza e l'erba alta. Il valoncello va a morire più in basso in una piccola pietraia. Qui i bolli tendono verso sinistra e smettono di perdere quota, per rimanere a mezzacosta. Proseguiamo tra pietre e brevi tratti erbosi, seguendo attentamente i bolli non sempre ben visibili. Muovendoci così compiano un largo giro in senso orario transitando sotto ai dirupati fianchi alla nostra sinistra (si tratta della lunga cresta che dal Piz Martel, prosegue verso Est per il Pizzo Caruga, il Pizzo Campanile e il Pizzo della Gratella) che vanno a formare un semicerchio che chiude la vallata sotto di noi. Dopo circa 45 minuti dalla bocchetta di Agnon, arriviamo ad un evidente bivio segnato da una palina (2055 merti di quota): qui il tracciato bollato prosegue per la Bocchetta dell'Orso (sulla cresta suddetta). Noi lo abbandoniamo per scendere verso destra nell'ampio vallone sotto di noi. Purtroppo non esistono tracce ed occorre scendere su libero percorso tenendo come punto di riferimento il torrente sul fondo della conca. Scendiamo quindi tra rododendri e felci, cespugli e tratti erbosi, pietre e sassi. La discesa è molto ripida e scomoda ma non dobbiamo perdere l'orientamento (evitare in caso di scarsa visibilità) e stare molto atenti a buche nascoste dalla vegetazione. Con una certa fatica, in circa 30-40 minuti di ostica discesa eccoci al cospetto del torrente di fondovalle. Ne seguiamo il corso fino a quando troviamo un punto favorevole per attraversarlo e risaliamo il fianco opposto della valle. Trovato del terreno più agevole riprendiamo la discesa verso valle e senza fatica arriveremo ad incrociare il sentiero bollato che abbiamo seguito il giorno prima salendo al bivacco Zeb. Ora non ci resta che seguire tale sentiero verso il basso e tornare al parcheggio

Note
Incredibile come una zona tanto bella, con un bivacco spettacolare, non sia dotata di segnalazioni e sentieri bollati a partire proprio dal bivacco stesso che potrebbe essere il punto d'appoggio per lunghe e spettacolari camminate verso le cime della zona. La salita della cresta Ovest del Pizzo Martello può essre resa più impagnativa se percorsa integralmente fin dalla bocchetta di Agnon, sono infatti i primi metri ad essere quelli decisamente più tecnicamente difficili su lame sottili e passaggi impegnativi.
Commenti vari
La presenza di alcuni simpaticissimi ragazzi ha reso molto divertente la serata presso il bivacco, tra vino, falò, cioccolata sciolta e pesche (deliziose...) anche se la nottata è risultata alquanto rumorosa! Era mio obiettivo originale la salita al Pizzo Paglia, ma una serie di eventi negativi (tra cui l'assenza totale di indicazioni, la mancanza di una relazione scritta e la mappa dimenticata sul sedile della macchina...), mi ha portato a sbagliare percorso e a salire una cima di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza; solo una volta giunto in vetta, guardandomi attorno ho visto l'evidente croce del Pizzo Paglia dalla parte opposta a quella dove mi trovavo io! E' proprio vero: senza il mio amico Guglielmo non sono capace di orientarmi!
   

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Omar fuori dal bivacco Zeb

L'allegro gruppetto davanti al falò serale
   

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Primi raggi di sole dell'alba al bivacco Zeb

Il vallone dal bivacco alla barriera rocciosa
   

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Omar lungo il camino del tratto attrezzato

La parte iniziale della discesa lungo il tratto attrezzato
   

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Il tragitto verso la Bocchetta d'Agnon ed il Piz Martel

Salita del Pizzo Martello in rosso e discesa in giallo
   

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Lungo la crestina in un tratto di facili roccette

Ultimi metri prima della croce di vetta
   

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Dalla cima vista su parte della salita dal bivacco

La discesa verso il torrente Liro