Pizzo Baciamorti, Monte Aralalta, Monte Sodadura, Cima di Piazzo

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Loc. Capo Foppa - Taleggio (BG)
Quota partenza 1300 Mt. circa Quota di arrivo 2057 Mt.
Dislivello totale

+1200 Mt. circa compresi i saliscendi

Data di uscita 16/11/2013
Ore di salita 4 h. Ore di discesa 2 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 153, 101, 120 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri
Bellissima giornata di sole. Neve a partire dai 1400 metri. Attorno ai 2000 Mt. il manto di neve ben consistente arrivava a circa 20 Cm. Percorso ben segnalato e privo di oggettive difficoltà.
Eventuali pericoli
Nessuno. Attenzione, in caso di nebbia, poiché dalla cima del Pizzo Baciamorti a quella dell'Aralalta è possibile si formino, in presenza di neve, delle cornici piuttosto ampie.
Presenza di acqua
Ai rifugi Cazzaniga-Merlini e Gherardi.
Punti di appoggio

Una baita poco prima del Passo di Baciamorti (1 h. dalla partenza); poche decine di metri sotto la cresta che sale al Pizzo Baciamorti si trova una baita con un grande comignolo rosso; alla bocchetta Regadur si trova una capanna privata con bella veranda; prima della salita finale alla Cima di Piazzo incontriamo il rifugio Cazzaniga-Merlini e il rifugio Nicola.

Materiale necessario oltre al tradizionale
Nessuno.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione Generale
Piacevole escursione che, una volta giunti al Passo di Baciamorti, consente di muoversi seguendo una lunghissima e facile cresta erbosa fino alla Cima di Piazzo, passando dal Pizzo Baciamorti, il Monte Aralalta, un paio di bocchette e il Monte Sodadura, salendo e scendendo su facile terreno anche in presenza di forte innevamento. Panorami ampissimi lungo tutto il tragitto fanno dimenticare la fatica che comunque il percorso richiede.
Descrizione Percorso
Giunti a San Giovanni Bianco, in Val Brembana, si prende a sinistra per la bella Val Taleggio. Arrivati a Pizzino, poco prima del paese, si devia a destra (indicazioni per il rifugio Gherardi) lungo una stretta strada asfaltata che porta alla isolata località di Quindicina dove, poco oltre, termina la strada (loc. Capo Foppa). Qui si parcheggia e si inizia a camminare lungo una ripida stradina cementata seguendo le indicazioni del sentiero n. 153. Ignoriamo il vicinissimo bivio a sinistra per il rifugio Gherardi e procediamo dritti verso il Passo di Baciamorti. Dopo i primi minuti fatti su stradina ripida la pendenza diminuisce fino a procedere su terreno pianeggiante. Al successivo bivio, dopo circa 15 minuti dall'auto, si scende verso destra (indicazioni su un grosso masso per il passo Baciamorti), abbandonando la strada che sale verso sinistra al rifugio Gherardi. Scesi pochi metri, si entra nel bel bosco di faggi prendendo il sentiero a sinistra, abbandonando l'ampia strada sterrata che procede in discesa. Si cammina ora in questa rilassante faggeta su saliscendi molto rilassanti. Giunti ad un appostamento di caccia, si piega verso sinistra, evitando di raggiungere il capanno (specie durante le stagioni venatorie...), si sale pochi metri per discendere subito dopo. Si procede in mezzacosta su un piccolo sentierino, protetto da una staccionata in legno, che in breve perde quota e si ricongiunge al sentiero originale che si segue verso sinistra. Attraversiamo un primo valloncello al cui centro si trova una piccola pietraia per poi rientrare nel bosco. Continuiamo nel bosco fino al suo termine improvviso all'interno di un secondo valloncello erboso che si attraversa passando ancora su una piccola pietraia (indicazioni su un masso spezzato, 45' dall'auto). Ora siamo su prati aperti e puntiamo ad una baita isolata (Baita Baciamorti, 1453 Mt.) sul cui muro vi è l'indicazione per il Pizzo Baciamorti (50' dal parcheggio). Passiamo dietro alla baita e continuiamo tra prati e cespugli di lamponi e maggiociondoli fino ad arrivare al poco lontano Passo di Baciamorti (1540 Mt. ). Da qui si segue verso sinistra la lunga crestona erbosa che in circa 45 minuti conduce all'omonima vetta ornata da una bella madonnina. Il percorso è agevole e panoramico, con il lato sinistro erboso che scende verso valle dolcemente, mentre il versante destro è più dirupato, cespuglioso e ripido. Giunti in vetta (2009 Mt.), si prosegue lungo la dorsale che in pochi minuti porta alla cima del Monte Aralalta (2006 Mt.); in realtà non ci si accorge quasi di arrivare a questa vetta che è di poco più bassa della precedente e collegata a questa da un tratto quasi pianeggiante. Ora si scende, rimanendo più vicini possibile alla linea della cresta (attenzione alle cornici in caso di neve e nebbia). Arrivati ad un ampio pianoro (15' dalla cima), dove è presente anche la poco distante baita Cabretondo (1869 Mt.), lo si attraversa rimanendone sul suo margine destro per giungere al suo termine e entrare in un breve tratto in mezzacosta sul versante che guarda alla Val Brembana del pendio e che ci porta ad un piccolo intaglio. Da qui si prosegue sul versante della Valtaleggio fino alla Bocchetta di Regadur che si raggiunge in altri 10-15' di cammino (capanna privata nei pressi). Alla bocchetta (1853 Mt.) alcune paline ci indicano la direzione per il rifugio Cazzaniga che seguiamo (sentiero 101). Camminiamo su terreno in saliscendi, passiamo un grande abbeveratoio e proseguiamo fino alla bocchetta (o passo) di Sodadura (30- 40' dalla bocchetta Regadur) sotto l'omonima cima che saliremo al ritorno, ma dal versante opposto. Camminiamo ancora per qualche minuto finchè si arriva in vista del rifugio Cazzaniga con sullo sfondo le Grigne; scendiamo nel sottostante valloncello carsico lungo un ripido ma breve pendio erboso e risaliamo l'evidente e facile cresta della Cima di Piazzo. Dopo un primo tratto molto ripido ci troviamo davanti ad un salto roccioso di 2-3 metri che viene aggirato verso sinistra per tornare subito lungo la linea della cresta che seguiamo fino alla madonnina di vetta senza nessuna difficoltà (30' dal pianoro).
Discesa
Anziché scendere dalla cresta appena salita, si scende dal lato opposto tra prati e vallette fino al valloncello del rifugio Cazzaniga. Senza raggiungere il rifugio, ci riportiamo sotto il ripido pendio sceso all'andata, ma invece di risalirlo, lo aggiriamo verso destra con un giro in senso antiorario, per arrivare alla bocchetta dal lato opposto a quello di salita. Saliamo ora il ripido pendio del Sodadura lungo la facile e breve cresta nord-ovest che presenta forte pendenza ma nessuna difficoltà. Una volta arrivati sulla sua sommità (2010 Mt.), scendiamo dalla dorsale est che arriva direttamente ad incrociare il sentiero 101 per facile percorso erboso fino al Passo di Sodadura. Seguendo il sentiero 101 verso destra, si torna, in breve alla bocchetta Regadur. Da qui si scende verso il rifugio Gherardi (sentiero n. 120) passando accanto alla Baita Regina, 1870 Mt., e percorrendo il comodo sentiero (rifatto dopo le recenti frane) che passa sotto alcuni ripidi pendii coperti da mughi. Arrivati all'ex rifugio Battisti, si continua per comodi prati fino al Gherardi (1650 Mt.). Sempre per prati si prosegue oltre, seguendo grandi ometti di pietra e poi per vallette erbose fino ad una baita. Da qui si scende ancora, per andare poi verso sinistra. Giunti sopra un grande prato che scende alla nostra destra verso la strada asfaltata sottostante, proseguiamo dritti in mezzacosta verso un piccolo boschetto di faggi e in breve sbuchiamo poco più in alto del parcheggio di quindicina che raggiungiamo in pochi minuti.

Note
Il percorso fatto ha salito in sequenza queste cime: Baciamorti, Aralalta, Piazzo e Sodadura al ritorno. In realtà la sequenza più logica sarebbe di salire prima il Baciamorti, l'Aralalta, il Sodadura e per ultimo la Cima di Piazzo, ma al momento di salire il Sodadura abbiamo preferito proseguire evitandola. Al ritorno si aveva ancora un poco di energia ed è stata usata per arrivare sulla vetta anche di questo monte.
Commenti vari
Un caloroso saluto a Mario e Fabio, due escursionisti del Gruppo GEM di Mozzo, incontrati sulla cima del Baciamorti e con i quali ho proseguito l'intera camminata in piacevolissima compagnia, tra risate e discussioni. Un saluto anche al vivace ed affamato cagnolone Lucky. Grazie per la traccia !
   

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Il bosco dopo Quindicina

In vetta al Baciamorti

   

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Piccole cornici sull'Aralalta

Il pianoro Cabretondo

   

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La cima di Piazzo

Salita finale alla Cima di Piazzo

   

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Lo Zuccone Campelli

Sulla cima di Piazzo

   

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Il versante di salita del Sodadura

Sulla vetta del Sodadura