Pizzo Paradiso, Pizzo Tre Signori e Cima Fontane

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Ornica (BG)
Quota partenza 969 Mt. Quota di arrivo 2493 Mt. Pizzo Paradiso
2554 Mt. Pizzo Tre Signori
2095 Mt. Cima Fontane
Dislivello totale 1750 Mt. Data di uscita 18/07/2020
Ore di salita 3 h. 30' per il Pizzo Paradiso
altri 45' per il Pizzo dei Tre Signori ancora 1 h. 20' per la Cima Fontane
Ore di discesa 2 h. 15'
Sentieri utilizzati n. 106, 45, 101
Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar
Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Condizioni ideali per una escursione: temperature non troppo calde, anzi. Cieli sereni e visibilità a lunghissima distanza. Sentieri ben segnalati e ben tenuti. Solo qualche tratto franato lungo il n. 101 (tratto nominato anche "Sentiero dei Solivi") dalla Bocchetta Alta alla Cima Fontane.

Eventuali pericoli
Nessuno. Un minimo di attenzione per scendere dal Tre Signori lungo il "Caminetto": se avete persone sopra o sotto di voi abbiate cura di non smuovere sassi o di noi riceverne dall'alto.
Presenza di acqua
Acqua in abbondanza lungo la Valle d'Inferno.
Punti di appoggio
Numerose le baite private che si incontrano nel lungo percorso fatto. A parte quelle nella prima parte di sentiero, a partire dall'inizio della Val d'Inferno, troverete possibilità di riparo nell'agriturismo d'Alpe Ferdy (La Casera, 1415 Mt., 1h. dalla partenza); nella Baita Ciarelli (1629 Mt.), che permette di accedere ad un piccolo locale sempre aperto al pubblico. Poco oltre si giunge al ricovero Baita Predù a quota 1800 Mt. (nome che deriva da grossa pietra) ricavato sotto un grosso masso e, per ultimo, il ricovero Corna dei Vitelli a 1900 Mt. (anche qui corna intesa come roccia), anch'esso ricavato sotto un masso. Dopo la discesa dal pizzo, giunti ad incrociare il sentiero 101, poco ad est della Bocchetta Alta, è possibile, con una deviazione di circa 30' verso destra, arrivare al Rifugio Grassi. Al termine del traverso semipianeggiante del "Sentiero dei Solivi", poco prima di affrontare la breve salita alla Cima Fontane, sulla destra troverete l'ingresso di una miniera piuttosto profonda e nella quale potete ripararvi.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevole e lunga camminata ad una delle più famose e frequentate cime delle Alpi Orobie Occidentali. il Pizzo dei Tre Signori. Qui abbiamo anche aggiunto la salita al suo dirimpettaio: il Pizzo Paradiso, pochissimo conosciuto, frequentato e di facile accesso dalla Bocchetta d'Inferno, ma con un bellissimo panorama dalla sua cima sulla zona del Lago Rotondo, il Pizzo di Trona e tutta la zona del rifugio Benigni. Durante il ritorno, possiamo salire anche l'erboso dosso della Cima Fontane, la quale, pur non aggiungendo nulla all'escursione, ci consente comunque di avere un ottima visione della Valle d'Inferno. Nel complesso si tratta di una lunga escursione per gente allenata, priva di difficoltà ma piuttosto impegnativa per il dislivello e la lunghezza. Di certa soddisfazione per i panorami e gli ambienti vari e mai uguali attraversati.
Descrizione percorso
Dall'ingresso di Ornica, ameno e solitario paesino in alta Val Brembana, si prosegue fino ad una evidente curva verso sinistra. Poco dopo un cartello indica la partenza del sentiero 107. Noi proseguiamo dritti tra le case del paese fino ad un successivo tornante verso destra. Qui una strada stretta sale dritta (Via del Santuario, indicazioni anche per il sentiero 106 e l'agriturismo Ferdy). Io ho parcheggiato poco prima di questa strada, ma consiglio di proseguire in salita fino ad arrivare ad un piccolo santuario poco prima del quale esiste la possibilità di parcheggiare comodamente l'auto e guadagnare qualche decina di metri di dislivello. Ovunque abbiate parcheggiato, a piedi si supera il suddetto santuario (969 Mt.), poco dopo si incontra una bella fontana alla nostra destra (palina che indica la località Prato del Forno, 1000 Mt.) e circa 100 Mt. oltre, abbandoniamo l'asfalto per prendere un sulla sinistra sentierino che costeggia uno spumeggiante torrente. Saliamo lungo il sentiero che in breve sbuca di nuovo sulla strada asfaltata appena abbandonata. Sarà così per qualche minuto. Il sentiero taglierà tornanti e curve della strada. Arrivati ad un ampio tornante destrorso, proseguiamo dritti abbandonando definitivamente l'asfalto per il ripido sentiero n° 106. Entriamo in un bellissimo bosco misto. Il percorso segue ed attraversa in più punti il torrente che scende dall'alto (attenzione ai tronchi con cui sono fatti i ponticelli perché risultano molto scivolosi). Con ripidi e continui tonanti il sentiero sale velocemente nel bosco misto. Supera le Baite di Costa (1279 Mt., 30' dal parcheggio), svolta decisamente a destra e passa accanto alla Baita Giai. Cinque minuti dopo incrociamo un'ampia e pianeggiante strada sterrata (lo Stradù) che seguiamo verso sinistra. Dopo circa 200 Mt. la strada compie un curva verso destra e noi possiamo ammirare un bellissimo scorcio sul fondovalle. Dopo la curva proseguiamo in leggera discesa fino a deviare verso destra (vi è una piccola struttura dell'acquedotto) su un sentierino che si immerge in un fitto bosco di abeti, pulito e ben tenuto. Il percorso prosegue in leggera salita. In pochi minuti arriviamo alla fine del bosco ed all'inizio della bella Val d'Inferno. Risaliamo ora l'ampio sentiero sterrato che serpeggia tra prati e abeti fino ad arrivare presso l'Agriturismo d'Alpe Ferdy (1415 Mt., 1 h. dall'auto). Da qui scendiamo leggermente verso sinistra, attraversiamo un ponticello di legno per poi tornare a salire piuttosto ripidamente verso la testata della valle, tra prati, recinti per animali, faggi, larici ed abeti. Giunti presso la Baita Ciarelli (1 h. 20' dalla partenza), l'ambiente si fa più ampio e si riducono le piante d'alto fusto. Continuiamo a salire su comodo ma ripido sentiero, attraversando verso sinistra il torrente al centro della valle per poi risuperarlo verso destra fino ad arrivare ad una curiosa costruzione posta sotto ad un enorme masso di verrucano lombardo (tipica roccia di queste zone): si tratta della Baita (più giusto chiamarla ricovero...) Predù (40' dall'agriturismo). Camminiamo tra grossi massi ed erba, alzandoci sempre più, per poi spostarci verso sinistra, attraversare per l'ennesima volta il torrente ed arrivare ad un secondo ricovero (Baita delle Corna dei Vitelli, 1910 Mt., 10' dal bivacco Predù) posto sotto un masso. Passiamo oltre il ricovero aggirandolo verso sinistra e salendo per prati ripidi fino ad incrociare il sentiero 101 che seguiamo verso destra per un breve tratto. Giunti ad una palina che ci indica la Bocchetta d'Inferno saliamo verso destra. Poco dopo abbandoniamo il sentiero 101, alla nostra destra e visibile la croce in legno del Poiat (2095 Mt.), piccolo dosso erboso piramidale all'inizio del vallone pietroso, per inoltrarci all'interno di quest'ultimo che termina presso la bocchetta d'Inferno. La conca è dominata dall'imponente e severa sagoma della Sfinge, alta torre rocciosa dalla curiosa forma di profilo umano nella sua parte terminale. Saliamo su comodo sentierino sassoso, prima tra erba e poi saltando su grossi massi sparsi. Transitando sotto la Sfinge, posta alla nostra sinistra, non possiamo non restare intimiditi ed affascinati da questa formazione rocciosa. Il sentiero che risale il vallone rimane inizialmente alla sua sinistra (per chi sale), passata la Sfinge si sposta verso il centro e lo attraversa per portarsi sul suo lato destro. Qui si sale con alcune serpentine verso un masso su cui si leggono alcune indicazioni confuse, tra cui rifugio FALC a sinistra e rifugio Benigni a destra (meno di 1 h. dal bivacco Corna dei Vitelli). Noi prendiamo verso sinistra ed in breve risaliamo un gradone pietroso e siamo alla Bocchetta d'inferno (quasi 3 h dal parcheggio, 2306 Mt.). Sotto di noi, verso nord si vede bene il lago d'Inferno e il rifugio FALC. Una palina indica varie direzioni. Qui prendiamo decisamente verso destra per salire al Pizzo Paradiso. Una scritta su di un masso ci indica la direzione per il Lago Rotondo. Procediamo con un breve traverso, passiamo sotto ad una fascia rocciosa alla nostra destra e poco dopo eccoci alla base di un valloncello che risaliamo verso destra. Superiamo una facile placca con un bollo rosso facendo attenzione a non scivolarci sopra e riprendiamo a salire sul lato opposto del valloncello. In pochi minuti sbuchiamo su un bel dosso erboso. Lo rimontiamo verso sinistra fino ad una ampia e comoda sella erbosa. Da qui il sentiero per il Lago Rotondo scende sul versante opposto, mentre noi andiamo verso destra per rimontare gli ultimi metri pietrosi stando preferibilmente sulla costa centrale, fino alla tondeggiante cima del Pizzo Paradiso. Torniamo sui nostri passi fino alla Bocchetta d'Inferno ed iniziamo a salire verso il Pizzo dei Tre Signori. La palina alla bocchetta ci indica di proseguire dritti. Saliamo lungo un versante aperto e roccioso grazie ad un sentiero a tratti poco visibile che serpeggia tra grossi massi (per chi ne avrà voglia ci sarà la possibilità di affrontare direttamente alcuni di questi massi, tagliano tornanti e deviazioni). Seguiamo i numerosi ometti in un ambiente quasi lunare. Senza mai essere troppo faticoso, né tanto meno difficile, il percorso procede tra vallette e dossi rocciosi fin sotto al croce della cima che si raggiunge con un ultimo ripido tratto in 30' dalla bocchetta. Scendiamo ora lungo il versante opposto della montagna, quello Ovest grazie al sentiero 45 che, dopo un primo tratto pianeggiante, scende leggermente esposto (presenza di alcune catene) fino ad un ampio intaglio roccioso. Da qui si entra nello stretto camino appoggiato (da cui il nome del sentiero "Via del Caminetto"). Fate attenzione alla roccia sempre umida in questo punto ed alla probabile presenza di neve fino ad inizio estate. Nel caminetto sono presenti delle catene appena sistemate. Usciti da questi ripidi e originali passaggi, dopo qualche altro tratto attrezzato nel quale fare attenzione all'esposizione, affrontiamo un facile passaggio in cresta pianeggiante. Arrivati ad una Madonnina (15' dalla croce), dalla quale volgendosi indietro si può osservare l'ardito percorso appena fatto, saliamo nuovamente un breve tratto e torniamo a camminare sul semplice cresta erbosa. Ad un certo punto il percorso piega a sinistra e scende ripidamente (altre catene) verso il basso con alcuni tornantini e facili salti rocciosi fino ad un traverso protetto da un cavo metallico al termine del quale si torna a scendere verso destra senza più nessuna difficoltà fino ad una palina posta sul sentiero 101. Andando a destra si arriva in 30' al rifugio Grassi. Noi invece andiamo a sinistra sul 101 (indicato qui anche come Sentiero dei Solivi) che con un lungo traversone in mezza costa ed in saliscendi (più sali che scendi...) ci riporta poco sopra la Val d'Inferno. Il sentiero è erboso e tranquillo, anche se taglia i ripidi pendii meridionali del pizzo, e risulta danneggiato dal cedimento della parte superficiale del terreno. Al termine del lungo traverso in falsopiano, il sentiero piega verso destra ed inizia a perdere quota più velocemente passando tra erba e numerosi sassi affioranti. Arrivati ad una evidente sella erbosa , sulla nostra destra si nota una zona rocciosa rossa e l'ingresso di una miniera probabilmente di ferro. Davanti a noi si innalza una piramidale cima erbosa: la Cima Fontane. Ne raggiungiamo facilmente la base e altrettanto facilmente ne saliamo i fianchi fino alla sua sommità presso al quale ci meritiamo un poco di riposo osservando il panorama.
Discesa
Torniamo alla base della Cima delle Fontane presso la sella erbosa e scendiamo verso destra lungo il sentiero n. 101, qui sassoso ed in parte franato. Questo, tagliando i fianchi di un pendio ci condurrà in pochi minuti alla palina che indica l'incrocio con il sentiero n. 106 della Valle d'Inferno. Non ci resta che seguirlo fino ad Ornica ripercorrendo i passi fatti salendo.

Note
La salita al Tre Signori è stata relazionata altre volte, tra cui il 4-10-2014. La salita al meno conosciuto Pizzo Paradiso avrebbe dovuto essere fatta in sequenza con la Cima del Giarolo (vedi relazione del 15-09-2018), ma un tratto particolarmente ostico aveva respinto le velleità del vecchio Omar durante quella camminata.
Commenti vari
Al termine della Valle d'Inferno, poco oltre la Bocchetta d'Inferno, quale nome migliore per una cima che non Pizzo Paradiso...
   

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Percorso finale per il Pizzo Paradiso

L'ultimo facile tratto per la cima del Pizzo Paradiso

   

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Panorama dal Paradiso verso il Pizzo di Trona
ed il Lago Rotondo

Il versante di salita al Pizzo Tre Signori visto dal Pizzo Paradiso

   

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Tratto attrezzato in discesa prima del Caminetto

Il Sentiero dei Solivi

   

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La modesta e bucolica Cima Fontane

Dalla sua sommità la vista sulla Valle d'Inferno