Pizzo d'Erna/Pala del Cammello - Via Annamaria

 
Zona montuosa Alpi Orobie - Sottogruppo del Resegone Località di partenza Loc. Malnago - Fraz. Versasio (LC)
Quota partenza 540 Mt. Quota di arrivo 930 Mt. circa
Dislivello totale

+200 Mt. circa per l'attacco
+90 Mt. la via (110 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 18
Ore di salita 45' per l'attacco
4 h. la via
Ore di discesa 15' le doppie
30' il sentiero fino al parcheggio
Esposizione Ovest Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 25/04/2016 Difficoltà VII+/V+, A1
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti

Claudia.

Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata molto serena con un cielo completamente terso. Un po' di vento (più lieve di quanto pronosticato dalle previsioni meteo) ci ha tenuti un po' al fresco fino all'arrivo del sole. I sentieri che si percorrono sono evidenti tranne il tratto finale. Di primo acchito verrebbe da dire che la roccia è abbastanza scadente ma, volendo ben guardare, varia da discreta a buona (e in alcuni tratti anche ottima) ad eccezione del primo tiro dove, specialmente verso la fine, è pessima. A noi comunque non ha mai ispirato piena fiducia. Sicuramente complice il fatto che, dopo pochi metri, abbiamo staccato una presa grande come un caschetto e dall'aspetto apparentemente sano.

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata in ambiente.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Bar Caminetto nei pressi del parcheggio.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Normale dotazione alpinistica. Utile un minimo assortimento di friends (noi abbiamo usato n. 0.3, 2 e 3 Camalot). Con la chiodatura attuale chiodi e martello non necessari ma potrebbero servire in caso di fuoriuscita di un vecchio chiodo.
Se non si ha il grado per passare in libera 1 staffa e 1 fiffi agevolano il superamento dei tratti strapiombanti.
Caratteristiche dell'ascensione
Descrizione generale
La Pala del Cammello non è una cima vera e propria ma più una parete rocciosa che termina con un ripido bosco.
Questo itinerario è stato aperto da Aldo Anghileri e Sergio Panzeri il 19 aprile 1973 e dedicato ad Annamaria Panzeri. Segue grossomodo quella striscia di roccia rosso/marrone che si trova nel centro della parete. Ovviamente, in origine, la via si sviluppava lungo tutta la parete fino a raggiungere il bosco. Le ultime lunghezze sono però cadute in abbandono per via della pessima qualità della roccia e per l'infida discesa. Attualmente le (rare) cordate che ripetono la via si fermano alla S5 per poi scendere comodamente in corda doppia.

Attualmente l'itinerario risulta ben protetto con molti chiodi ai quali, negli anni, sono stati aggiunti alcuni spit e dei più recenti fix. Le soste sono tutte rinforzate con almeno 1 spit o fix. Resta comunque una via da non sottovalutare che mantiene caratteristiche alpinistiche.
Attacco, descrizione della via
Da Lecco seguire le indicazioni per la Valsassina e successivamente quelle per la funivia "Piani d'Erna" situata in località Versasio. Poco prima di raggiungere la funivia prendere la stradina a sinistra (via ai Poggi) e parcheggiare nei pressi del bar Caminetto (non nella proprietà privata del bar). Da qui la parete è ben visibile. Prendere come riferimento la larga striscia rosso/marrone lungo la quale corre la via. Seguire la strada sulla destra del bar e imboccare la prima stradina che si incontra sulla sinistra (fondo cementato, segnavia n. 18). Quando diviene sterrata, ad un bivio continuare dritti ed al bivio successivo salire verso destra. Continuare fino a che la stradina muore nel bosco. A questo punto traversare verso sinistra raggiungendo la base della parete. L'attacco è situato appena a destra di una grossa pianta che forma una specie di pulpito.


1° tiro:

salire facilmente accanto alla pianta e poi affrontare il difficile muretto obliquando subito verso sinistra fino a raggiungere una cengia. Spostarsi a sinistra sotto una fessura che si risale fino in sosta (1 chiodo+1 chiodo a pressione+1 fix+cordoni). Attenzione alla pessima qualità della roccia dalla cengia fino alla sosta! 30 Mt., II, VII oppure A0, V, I, V, 5 chiodi, 1 spit, 4 fix, 1 pianta con cordone.

2° tiro:
salire il soprastante diedro strapiombante uscendone a sinistra (presa instabile). DA qui obliquare subito a destra fino all'esposto pulpito dove i trova la sosta (2 spit+1 fix+catena+cordoni+maglia rapida, 2 chiodi a pressione, 1 chiodo).
15 Mt., VII- oppure A1, VI oppure V+ e A0, 8/9 chiodi (alcuni vicini), 1 spit, 1 fix.

3° tiro:
traversare in leggera ascesa verso sinistra per circa 8 metri. Alzarsi un paio di metri e spostarsi a destra su stretta cornice per 2 o 3 metri. Salire le belle rocce rosse ritornando a sinistra e imboccando un diedro (lungo tratto sprotetto) che si segue fino al pulpito di sosta (1 chiodo+1 spit+cordoni+maglia rapida). 30 Mt., V, VI oppure A0, V, V+, 4 chiodi, 1 spit, 1 clessidra con cordone.

4° tiro:
seguire il diedro piegando poi leggermente a destra sotto al tettino. Al suo termine alzarsi e spostarsi a sinistra raggiungendo la comoda sosta (2 chiodi+2 spit+cordoni+maglia rapida). 20 Mt., VII/VII+ oppure A1, V+, VI oppure A0, V, II, 7 chiodi, 1 spit.

5° tiro:
seguire la fessura fin sotto al marcato strapiombo e poi traversare a destra in placca raggiungendo una seconda fessura decisamente aggettante. Al suo termine si sosta (2 spit+catena+anello di calata).
15 Mt., V+, VI oppure A0, VII- oppure A1, 6 chiodi, 2 clessidre con cordone.
Discesa
Comodamente in corda doppia sfruttando alcune delle soste della via. Con corde da 60 Mt. possibile effettuare solo due calate:
1a. calata: 50 Mt. sino alla S2;
2a. calata: 40 Mt. sino alla base della parete.
Rientrare al parcheggio seguendo a ritroso il percorso d'avvicinamento.
Note

Via che richiede una certa dimestichezza alpinistica sia per la chiodatura (affidabile ma sempre da valutare) che per la qualità della roccia.

Commenti vari

Dalla S5 abbiamo continuato sulla placchetta sovrastante uscendo verso destra e sostando (2 chiodi+cordone+maglia rapida) su un terrazzino nei pressi dello spigoletto. 10 Mt., V, III. Poi, dalle relazioni che avevamo a disposizione, non era ben chiaro se ci fosse ancora un tiro decente o se iniziavano le rocce marciotte per andare verso la cima e da qui ci siamo calati. Reputiamo che la maggior parte delle cordate che ripetano la via si calino dalla S5.

Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA ANNAMARIA
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia")

   

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Luca sul muretto iniziale

Claudia sulla fessura friabile che conduce alla prima sosta

   

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Il diedro strapiombante della seconda lunghezza

Claudia in uscita dal diedro strapiombante

   

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Traverso in leggera ascesa all'inizio del terzo tiro

La bella roccia rossa che caratterizza la terza lunghezza

   
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Il quarto tiro segue interamente un bel diedro fessurato
   
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Ultima lunghezza decisamente strapiombante La Pala del Cammello con il tracciato della via Annamaria