Monte Colombarolo - Monte Ponteranica

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Loc. Passo San Marco - Mezzoldo (BG)
Quota partenza 1830 Mt. Quota di arrivo 2378 Mt.
Dislivello totale 800 Mt. con i saliscendi Data di uscita 23/08/2017
Ore di salita 3 h. per il Monte Ponteranica Occidentale Ore di discesa 2 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 101, 161 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri
Ad una bella prima parte della mattina serena e fresca, è seguita una seconda nebbiosa e più instabile. Qualche macchia di neve residua della leggera nevicata di qualche giorno precedente si trovava ancora nelle zone ombrose. Sentieri poco segnalati ed in alcuni casi non sempre evidenti, salvo il tratto di 101.
Eventuali pericoli
Attenzione ad alcuni brevi tratti piuttosto esposti lungo la cresta dal Monte Ponteranica Orientale all'Occidentale ed alla discesa dal Monte Verrobio all'omonimo passo.
Presenza di acqua
No. Troverete acqua solo verso la fine della camminata lungo il sentiero 101, quando ormai sarete in vista del rifugio Cà San Marco.
Punti di appoggio
Nei pressi del Passo di Verrobbio le trincee della Linea Cadorna, ed alcune strutture nelle vicinanze, possono offrire riparo in caso di necessità. Poco sotto il passo, sul versante brembano si trova un baitello in pietra, ottimo per ripararsi dalla pioggia. Non troverete più nulla fino alla zona dei Laghi di Ponteranica, poco sotto i quali, ecco un secondo baitello. Un ultima piccola costruzione di pietra la superiamo poco prima del ritorno all'auto, salendo dal Piano dell'Acqua Nera.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Bell'itinerario ad anello in una zona molto interessante sotto vari aspetti: naturalistici (si attraversano ambienti vari, tra cui zone umide), storici (meritano una visita le trincee della Linea Cadorna; il rifugio Cà San Marco che era un edificio della dogana veneta; la via Mercatorum) ed escursionistici (belle creste erbose, pittoreschi valloni e vette panoramiche). Sicuramente il tema ricorrente di questa escursione è rappresentato dalle creste lungo le quali si sviluppa gran parte del percorso.
Descrizione percorso
Risalita la Valle Brembana fino a poche centinaia di metri dal Passo San Marco, deviamo verso sinistra per raggiungere il rifugio Cà San Marco. Lasciamo qui l'auto e saliamo al passo vero e proprio lungo il sentiero che passa dietro al rifugio stesso e che anche un tratto dell'antica Via Priulia, utilizzata in passato per motivi commerciali. Dal passo andiamo verso sinistra seguendo fedelmente la linea di cresta erbosa che ci condurrà in poco più di un ora al Passo di Verrobbio. Camminiamo lungo la cresta che si presenta comoda e facile. Superiamo una prima cimetta che dovrebbe essere il Monte Cimetto (appunto...) per proseguire oltre. Un breve saltino roccioso (aggirabile verso sinistra) un poco più impegnativo ci consente di non abbandonare il filo di cresta. Nessuna altra difficoltà ci divide dalla seconda vetta della gironata: il Monte Verrobbio. Da qui si prosegue in forte discesa sempre in cresta. Da adesso occorre molta attenzione per via della forte pendenza e di una certa esposizione. Dopo un ripido tratto erboso, dobbiamo abbandonare la cresta per scendere verso sinistra e compiere un esposto traverso su ripidissima erba. Tornati sulla linea di cresta la seguiamo in discesa. Siamo ormai in vista del passo quando dobbiamo abbandonare per la seconda volta la cresta che compie alcuni salti rocciosi quasi verticali. Ci appoggiamo quindi ancora a sinistra ed arriviamo comodamente al Passo di Verrobbio (2022 metri di quota, 1 h. e 30' dalla partenza). Qui ci concediamo 10' per una breve visita delle trincee della Linea Cadorna. Una palina indica varie direzioni, ma noi le ignoriamo tutte per dirigerci verso l'ampia conca pietrosa che scende davanti a noi e ci condurrà verso la seconda lunga cresta della giornata: quella dal Colombarolo al Monte Ponteranica (prima orientale e poi occidentale). Saliamo senza percorso obbligato. Superiamo numerose piccole pozze d'acqua più o meno ampie. Il percorso serpeggia tra placche inclinate di roccia ruvida, zone erbose e le citate pozze. Salendo, cerchiamo di andare leggermente verso sinistra, evitando il centro dell'ampio vallone. Ad un certo punto, dovremmo riuscire ad individuare alcuni ometti di pietra. Consiglio di seguire questi ometti per evitare u tortuoso girovagare tra rocce e pietrame. Il percorso si sposta verso sinistra man mano sale, fino al margine praticabile del vallone. Ora sale su terreno più friabile e ripido ed in breve ci porta sotto la cresta nei pressi di una specie di breve trincea naturale che seguiamo in salita per alcuni metri fino alla cresta. Andando a sinistra si arriva ad un ometto di sassi (Monte Colombarolo?, quota 2309 Mt.). Da qui si ha una bellissima vista sul percorso compiuto fino ad ora: il rifugio Cà San Marco, il Passo di Verrobbio, la cresta che li unisce, il vallone appena risalito. Proseguiamo seguendo la cresta verso destra, in direzione ovest, verso il Ponteranica. Il percorso è agevole e non faticoso. Camminiamo su una larga cresta erbosa con alcuni comodi saliscendi. Arriviamo ad un secondo ometto di vetta dal quale iniziamo a vedere in lontananza le belle e frastagliate forme del Monte Valletto. Sempre lungo la cresta in breve arriviamo al Monte Ponteranica Orientale (2378 Mt.). Qui è posto un terzo ometto di pietra. Sotto di noi verso si ha una bella vista sul Lago Pescegallo. Davanti a noi si trova un grosso monolite sulla cui cima vediamo un piccolo gruppo di pietre: lo ignoriamo. Per proseguire, non possiamo più seguire la cresta che poche decine di metri oltre l'ometto diviene impraticabile; occorre tornare alla selletta poco prima della vetta del Ponteranica Orientale e seguire una labilissima traccia che taglia i ripidi prati che sovrastano i Laghetti di Ponteranica. Il percorso è appena visibile, su erba ripida e scivolosa e presenta un saltino facile facile in discesa. Dopo il saltino si riprende il traverso su balze erbose, facendo attenzione a non abbassarsi troppo. Una volta aggirati alcuni salti rocciosi della cresta abbandonata, riprendiamo la stessa nei pressi di una selletta. Da qui possiamo proseguire con maggior tranquillità e facilità lungo il filo della dorsale che con alcuni saliscendi ci conducono al cospetto del grande ometto di pietra posto sull'antecima del Ponteranica Occidentale. Spettacolare la vista sul Monte Valletto davanti a noi, leggermente a sinistra, con le sue forme quasi dolomitiche e con il caratteristico intaglio roccioso che pare essere stato creato da un enorme colpo d'ascia. Per raggiungere la cima vera e propria dobbiamo salire un breve tratto erboso, piegare un poco a sinistra e giunti davanti a d una piccola croce a ricordo di un escursionista, salire direttamente una divertente paretina ben appigliata alta circa tre metri. Sbuchiamo così direttamente davanti al piccolo ometto di vetta (2370 Mt. di quota). Davanti a noi si innalza un bellissimo pinnacolo roccioso di cui non conosco il nome e sulla cui cima si intravede un paletto metallico. Bellissimo ed ampio il panorama sia in lontananza che sotto di noi verso i laghetti.
Discesa
Tornati al grande ometto dell'antecima, si scende lungo una evidente traccia che inizia poco prima di esso, verso destra e tende a spostarsi verso il lato destra dell'ampio vallone sottostante. Dobbiamo portarci sotto le ardite e verticali rocce del Monte Valletto, per poi passare sotto di esse con un breve traverso in salita. Alzando lo sguardo non si può che rimanere stupiti dalla bellezza dei torrioni rocciosi sopra di noi. Una breve salita su pietre ci conduce ad una selletta erbosa. Da qui saliamo lungo la facile dorsale erbosa verso sinistra che in breve ci conduce alla lignea croce del Monte Tribortoi (2309 Mt. di quota). Scendiamo tranquillamente lungo la dorsale; superiamo un ometto di pietre ed arriviamo ad un'altra selletta. Qui, da sinistra, giunge anche il sentiero che scende direttamente dalla cima del Monte Ponteranica Orientale. Attacchiamo ora il ripido tratto di cresta che ci permette di proseguire il percorso senza abbandonare il filo della dorsale: si tratta di un punto un poco delicato che richiede l'uso delle mani per superare alcuni salti rocciosi erti e su rocce un poco friabili. Il sentiero originale aggira questo tratto spostandosi verso destra e salendo su comoda erba o facili sfasciumi. Seguendo invece la cresta si sbuca direttamente sulla sommità di questo rilievo. Continuiamo ora sull'ampia dorsale erbosa in discesa fino alla successiva selletta e la successiva risalita fino all'ennesimo ometto di pietra a cui segua l'ormai classica discesa. Da qui è possibile vedere il bel vallone sotto di noi, dove serpeggia il torrente che esce dai Laghetti di Ponteranica, nonché i laghetti stessi. Proseguiamo la discesa fino ad incrociare il sentiero che proviene dai laghetti e che ignoriamo. Pochissimo più a valle eccoci all'incrocio con il sentiero n. 101 che si dirige a sinistra verso il rifugio Cà San Marco e che seguiamo fedelmente. Questo scende nel bel vallone sotto di noi su comodo ed ampio tracciato. Giunto nel pianoro sottostante, ci permette di attraversare il torrentello in una zona umida ed acquitrinosa per poi risalire verso una piccola baita e poi oltre fino ad immetterci in un secondo vallone che scende verso il Lago di Valmora. Il percorso è agevole e rilassante. Sotto di noi, verso sinistra si notano numerosi massi di grosse dimensioni sparsi lungo il torrente che sinuoso scende a valle. Con un lungo mezzacosta il sentiero ci conduce, senza perdere troppa quota, verso una curiosa croce di ferro alle cui estremità si trovano fiori stilizzati. Da qui riprendiamo una leggera salita verso sinistra fino ad arrivare in vista della lontana lingua d'asfalto del Passo di San Marco. Al termine della salita eccoci cambiare versante e iniziare una ripida discesa verso il Piano dell'Acqua Nera tra bellissimi larici, piccole pietraie e bellissimi panorami verso il Passo San Marco. Una palina ci indica di proseguire lungo il sentiero 101 e poco oltre una bacheca riporta la cartina della zona e una breve descrizione della Via Mercatorum lungo la quale ci troviamo. La discesa riprende più ripida e con brevi tornantini, tra larici e rododendri. Giunti sul fondo della valle, attraversiamo il pianoro erboso ed acquitrinoso del Piano dell'Acqua Nera (1780 Mt. di quota), ci portiamo sul suo lato opposto e riprendiamo una regolare salita su pascoli, superiamo un baitello, fino ad incrociare il sentiero n. 161 che verso sinistra porterebbe al Passo di Verrobbio. Noi invece andiamo verso destra e con un lungo ma comodo sentiero in mezzacosta torniamo al Rifugio Cà San Marco.

Note
Questa zona è caratterizzata dalla frequente presenza di fitte nebbie che arrivano puntuali da metà mattina e si protraggono fino a pomeriggio inoltrato; tenetene presente per programmare al meglio la vostra giornata. Grande confusione sulla posizione e sui nomi della zona: il Monte Colombarolo viene posizionato in vari punti a seconda delle cartine che si hanno a disposizione ed il gruppo del Monte Ponteranica secondo taluni racchiude la cima orientale occidentale, secondo altri anche la centrale.
Commenti vari
La croce di legno posta sulla sommità del Monte Tribortoi è stata posta in luogo da poco tempo ed il nome di questa montagna mi lascia un poco perplesso: il significato è traducibile in tre sciocconi (bortol in bergamasco è una persona poco sveglia...) e pare fare il verso alla vicina cima dei Triomen (tre uomini).
   

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Monte Verrobbio con la cresta verso Passo San Marco

Dal Passo Verrobbio la conca pietrosa verso il Colombarolo

   

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Ometto sul Monte Colombarolo

La cresta verso il gruppo del Ponteranica con il Valletto a sx

   

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Ometto sul Ponteranica Orientale

La cresta dal Ponteranica Orientale all'Occidentale

   

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Il grande ometto sull'antecima del Ponteranica Occidentale

La cresta dal Colombarolo al Ponteranica Occidentale
e i Laghetti di Ponteranica