Corna di Savallo - Monte Palo - Corna di Caspai

 
Zona montuosa Prealpi Bresciane Località di partenza Loc. Pineta, Lodrino (BS)
Quota partenza 850 Mt. Quote raggiunte 1436 Mt. Corna di Savallo
1461
Mt. Monte Palo
1391
Mt. Corna di Caspai
Dislivello totale 1100 Mt. con i saliscendi Data di uscita 27/01/2018
Ore di salita 3 h. (fino al Monte Palo)
Ore di discesa 3 h. (dal Monte Palo in poi)
Sentieri utilizzati Non numerati, sentiero 3V Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata incerta al mattino, che ci ha spinti ad optare per questo itinerario a bassa quota. Invece, con il passare delle ore, le condizioni meteorologiche si sono poi rivelate ottime, con ampie schiarite ed anche un tiepido sole.
Sentieri ottimamente indicati e tracciati, con una nuovissima segnaletica verde a cura del Comune di Lodrino.

Eventuali pericoli
Nessun pericolo evidente. Occorre però prestare un minimo di attenzione ai tratti più esposti ed accidentati della cresta che unisce le cime, dove si alternano facili roccette ben appigliate e pendii erbosi ripidissimi, che possono essere parecchio insidiosi in caso di ghiaccio o bagnato.
Presenza di acqua
Presenza di fontane al paese di Lodrino, e anche nella località Pineta, vicino al parco degli Alpini.
Al Rifugio Nasego c'è un fontana, ma che in genere viene chiusa nei mesi più freddi dell'anno. In caso di necessità all'interno del locale invernale è possibile (e probabile) trovare delle bottiglie d'acqua.
Punti di appoggio
Il rifugio Nasego, molto grande ed accogliente, posto nei pressi della sella omonima tra il Monte Palo e la Corna di Savallo. È gestito durante la bella stagione e nei giorni festivi tutto l'anno, ma in genere ne viene lasciata disponibile un'ampia parte con camino, cucina, tavoli e sedie. Il tutto viene affidato al senso di responsabilità degli utenti e degli escursionisti che ne beneficiano.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nessuno. Ma gli amanti delle ferrate potrebbero trovare avvincenti le due ferrate tracciate sulla Corna di Savallo e sulla Corna di Caspai (quest'ultima particolarmente impegnativa).
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevole escursione sulle montagne che separano la Valle Trompia dalla Valle Sabbia, lungo la dorsale/cresta che raccorda le cime rocciose di alcune montagne aspre e invitanti: da Est a Ovest si susseguono la Corna di Savallo (con varie cime minori), il Monte Palo (che è l'elevazione maggiore), la Corna di Caspai e il Monte Inferni. L'itinerario circolare qui proposto è particolarmente remunerativo per la varietà di ambienti che si attraversano, e per le belle vedute che offre sulle Prealpi Bresciane; nelle giornate più limpide è possibile gettare lo sguardo fin sulle acque del Lago di Garda. È potenzialmente adatto da compiersi tutto l'anno, ma magari è meglio evitare i mesi più caldi dell'anno a causa della quota modesta di queste montagne, che possono riservare temperature abbastanza torride.

Descrizione percorso (fino al Monte Palo)
Dalla Valle Trompia, provenendo da Brescia, superare il paese di Marcheno, e in località Brozzo seguire a destra le indicazioni per Lodrino. In pochi chilometri di curve e tornanti si raggiunge il paese, portarsi nella sua parte più alta, in località Pineta, dove, poco oltre la trattoria Genzianella, in corrispondenza di un tornante verso sinistra c'è ampia possibilità di parcheggio.
Seguire le evidenti indicazioni per il Rifugio Nasego verso destra, il sentiero è ben marcato e facilmente camminabile, sale subito con tre tornanti, poi prende un andamento rettilineo verso Sud-Est mentre sale costantemente tagliando il pendio, passando in un paio di frangenti in una sorta di trincea incassata tra pareti rocciose, poi taglia ancora a mezzacosta il pendio erboso che scende ripidissimo dal Monte Palo sovrastante (ignorare il sentiero che si stacca al di sopra e che punta direttamente verso la cima della montagna), e subito dopo quattro tornantini molto stretti si affronta l'ultimo rettilineo, passando ad un certo punto sotto ad un enorme traliccio dell'alta tensione, per poi raggiungere l'ampio valico dove sorge il Rifugio Nasego (1317 Mt., 1h. 15' dalla partenza), in bella posizione panoramica a cavallo tra la valle di Lodrino a Sud, e quella di Marmentino a Nord.
Dal rifugio saliamo dapprima sulla corna di Savallo: in soli 20 minuti, seguendo la facile cresta verso Est, si raggiunge dapprima il traguardo del tracciato di una corsa in montagna (“Trofeo Nasego”), poi una cimetta con delle cannule in metallo che aiutano ad identificare le cime circostanti, e infine, a poche decine di metri di distanza, tramite un tratto attrezzato che francamente ci è parso abbastanza inutile si giunge alla croce di vetta della Corna di Savallo, recintata con una staccionata (1436 Mt.).
Ridiscesi al rifugio, si affronta ora la salita al Monte Palo, percorrendo la cresta in direzione opposta, verso Ovest. Si entra in un marcato valloncello che di fatto suddivide la cresta in due cordigliere separate, al loro interno si trova un curioso piccolo pascolo sospeso sul crinale della montagna, con una minuscola zona umida, poi una vecchia cascina semi-diroccata nei pressi di un faggio solitario (vedi le note in fondo alla pagina), da qui si incomincia più marcatamente a salire verso al cima del Monte Palo. Davanti a noi prosegue il valloncello incassato tra le due creste: è possibile salire indifferentemente lungo la cresta di destra o lungo quella di sinistra, il risultato è il medesimo in quanto le due creste si ricongiungono poco prima della cima. Sulla vetta il panorama è notevole, e immancabilmente campeggia la consueta (e grande) croce recintata.

Discesa (dal Monte Palo)
Dalla cima del Monte Palo proseguire lungo la cresta verso Ovest, perdendo quota con alcuni tratti abbastanza ripidi e scivolosi mentre si segue la (qui abbastanza labile) traccia di passaggio che taglia il pendio erboso. Si piega ben presto verso Nord seguendo l'ampia dorsale che va in direzione del visibile paese di Marmentino, fino all'evidente sella dove sorge il roccolo Morandi (1227 Mt.), dove è situato un posto fisso di caccia in un ampio prato attorniato da boschi.
Dal roccolo seguire verso sinistra il sentiero 3V (indicazioni per Lodrino e il Passo della Cavada), che con andamento quasi pianeggiante (in realtà si perde leggermente quota) in una ventina di minuti fa attraversare il versante settentrionale del Monte Palo, transitando da altri posti di caccia con ruderi di vecchi edifici, fino ad arrivare ad un'altro passo: il Passo della Cavada (1158 Mt.).
Qui giunti, imbocchiamo il sentiero verso la Corna di Caspai (itinerario indicato come “per esperti”), che prende a seguire la cresta, particolarmente rocciosa e accidentata. Il sentiero segue fedelmente la cresta, ma noi in realtà ad un certo punto lo abbiamo smarrito, finendo per seguire delle tracce poco marcate che rimangono poche decine di metri al di sotto del filo di cresta, sul versante Nord della montagna, e rimontando poi con degli stretti tornanti su pascoli magri e ripidissimi (attenzione in caso di neve o bagnato) gli ultimi metri per raggiungere la cima della Corna di Caspai, dove campeggia un'altra grande croce, anch'essa recintata. Qui sotto, sul versante Sud che si affaccia direttamente su Lodrino, termina la via ferrata.
Dalla cima della Corna di Caspai proseguire sempre lungo la cresta verso Ovest (indicazioni per il Passo della Cisa), la quale si fa subito particolarmente stretta, con un paio di passaggi un po' delicati su delle rocce, che tuttavia si superano senza difficoltà alcuna. Poi la discesa inizia a farsi più ripida mentre le rocce lasciano il posto a prati molto scoscesi, si superano alcune balze rocciose un po' esposte e ricoperte di erba scivolosa, per poi transitare nei pressi di un'enorme roccia appoggiata a fianco del sentiero. Ancora pochi altri minuti e si perviene ad un altro passo, abbastanza stretto: si tratta del Passo della Cisa (1227 Mt.), dove si trova una baita (Baita Fratelli Ghisla) e una santella con una Madonna e una targa in ottone riportante una “Preghiera del Cacciatore”, a testimonianza – qualora ce ne fosse ancora bisogno – della radicata e antica passione che i “locals” nutrono per la pratica della caccia.
Da qui è possibile in soli 15-20 minuti salire in cima al Monte Inferni, nuova cima lungo la cresta che si eleva poco sopra. Noi invece abbiamo imboccato il sentiero che scende direttamente verso Lodrino (indicazioni presenti il loco), attraverso boschi e pascoli, si discende molto rapidamente passando al di sotto delle pareti possenti della Corna di Caspai, su cui si sviluppa la nota ferrata di cui già si accennava sopra. In un mezz'oretta scarsa dal Passo della Cisa si perviene ad una grande casa rurale posta alla fine di una strada forestale. Seguendo verso sinistra questa strada in pochi minuti si raggiungono le prime case e i bei villini della località Pineta. Facendo attenzione a non infilarsi nella pineta (si vagherebbe cercando un varco nella recinzione attorno alle case, al limitare della pineta), scendere subito a destra alla prima occasione sbucando sulla strada asfaltata, che percorsa in discesa in pochi passi riconduce al tornante dove si era lasciata l'automobile.

Note
La Cascina Nasego, posta presso un pascolo sospeso sul crinale del Monte Palo, fu teatro di un fatto sanguinoso, tra i tanti della Resistenza bresciana: "[…] in parte diroccata, incendiata dai nazi-fascisti il 26 ottobre 1944; nel rogo vi gettarono morente Mario Donegani, partigiano della 122a Garibaldi. Una targa infissa nel muro ricorda il suo sacrificio. Donegani, antifascista di vecchia data, era sopravvissuto – benché gravemente ferito – all’eccidio di Piazza Rovetta a Brescia nel novembre 1943" (Aldo Giacomini, Sui monti ventosi, p. 58).
Omar e Guly avevano già tentato la salita al Monte Palo il 25.02.2006, rinunciando però per la troppa neve presente sul sentiero.
Commenti vari
Sulle pareti rocciose della Corna di Savallo e della Corna di Caspai sono state realizzate due vie ferrate abbastanza impegnative, e particolarmente apprezzate dagli escursionisti.
La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 12,6 Km. La velocità media (comprese le soste) è risultata essere pari a 2,1 Km/h.

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Salendo alla Corna di Savallo, sullo sfondo il Lago di Garda

Sulla Corna di Savallo

   

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I resti della Cascina Nasego

Uno sguardo verso il sottostante paese di Lodrino

   

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In cresta verso la Corna di Caspai

Sulla Corna di Caspai

   

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