Monte Serosine e Monte Gelo

 
Zona montuosa Adamello/Presanella Località di partenza Loc. Piana del Gaver - Breno (BS)
Quota partenza 1500 Mt. Quota di arrivo 2621 Mt.
Dislivello totale 1340 Mt. compresi i saliscendi Data di uscita 10/06/2017
Ore di salita 4 h. 45' Ore di discesa 2 h. 45'
Sentieri utilizzati n. 26, 35 Giudizio sull'escursione Molto bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EE, F
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata luminosa e fresca, sentieri evidenti, ben tracciati ed in ottimo stato, fatta eccezione per la parte di cresta tra il Monte Serosine e il Monte Gelo, dove di fatto non esiste alcun sentiero.

Eventuali pericoli
Nessun pericolo, tranne nel tratto lungo la frastagliata cresta tra il Monte Serosine e il Monte Gelo, dove occorre prestare molta attenzione ai precipizi presenti da entrambi i lati del filo di cresta, che a tratti è molto affilata.
Presenza di acqua
Ci sono ovunque torrenti e corsi d'acqua, ma considerando i numerosi animali che spesso pascolano su questi monti, è sicuramente consigliabile portarsela da casa, o rifornirsi alle fontane presso la partenza.
Punti di appoggio
Dopo circa 1 h. e 45' dalla partenza si arriva al nuovo bivacco “Casinello di Blumone”, a 2090 metri, realizzato sui ruderi di una baita preesistente, e attrezzato di comodi letti, coperte, tavolo e sedie, cucina, legna, stoviglie. Dal passo di Serosine e lungo la cresta vi imbatterete in numerosi ruderi costruiti con blocchi di granito, che sono i resti di vari edifici militari, costruiti durante la Prima Guerra Mondiale su questi monti che appartenevano al fronte, a difesa dei confini tra Italia e Austria-Ungheria.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Utile uno spezzone di corda e vari ancoraggi da usarsi per chi volesse percorrere integralmente la cresta, che in vari punti è fuori portata per dei normali escursionisti.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevole escursione nel gruppo dell'Adamello meridionale, tra monti e creste di scarsa fama e frequentazione, ma al tempo stesso di grande effetto scenografico. Il percorso si snoda tra ridenti pianure contornate da foreste, valli sospese percorse da torrenti, pietraie, creste affilate di granito, il tutto con la presenza di numerosissimi ruderi di guerra, strade e villaggi militari in buono stato di conservazione.
Descrizione percorso
Raggiungere in auto la piana del Gaver – bellissima località di soggiorno montano dell'alta Valsabbia – discendendo dal Passo Crocedomini (se si proviene dalla Valle Camonica), oppure provenendo dal Lago d'Idro e Bagolino (se si viene da Brescia). Si parcheggia nei pressi del bar Bruffione. Qui imboccare la strada pianeggiante, bianca e sterrata, che si inoltra verso al testata della valle del Caffaro, costeggiando ampi prati e foreste di monumentali abeti rossi con aree attrezzate per il picnic, e conduce dapprima alla locanda Gaver e al Rifugio Nikolajewka, e poi infine al grande edificio della centrale idroelettrica (20' di cammino, 1,7 Km dalla macchina), dove finisce questo lungo tratto pianeggiante, e dove (volendo) è solitamente possibile arrivare in automobile, nei periodi di bassa frequentazione. Qui si inizia a salire abbastanza ripidamente, lungo il sentiero n. 26, che compie due ampi tornanti, e si inerpica, sempre ben percorribile, nel bosco di abeti e larici, diminuendo di pendenza mentre si addentra nella parte superiore della valle. Il bosco si fa meno fitto, mentre il torrente Caffaro scorre spumeggiante al di sotto. Si attraversano dei prati, e mentre si prosegue in leggera salita, è possibile osservare, incombente e possente alla nostra sinistra, la mole massiccia del Cornone di Blumone, che domina l'intera vallata. Si giunge alla malga Blumone di Sopra (1709 Mt., 1 h. dalla partenza, in realtà è poco più di un rudere), poi si prosegue in falsopiano, iniziando poi a salire con alcuni piccoli tornanti, tra rododendri e rocce, guadagnando quota in modo abbastanza ripido, per poi riprendere unandamento più pianeggiante nei pressi di una cascata. Dopo vari tratti di sentiero in salita tra gradoni di roccia e piccoli tornanti, si transita attraversando condotte forzate della centrale idroelettrica che tagliano il pendio, poi si segue il torrente, che qui scorre incassato in una profonda forra rocciosa, poi si perviene al Bivacco Casinello di Blumone (2090 Mt., 1 h. 45' dalla partenza), posto all'inizio di una piana di alta quota, sospesa sopra un alto gradone, sotto una cascata. Sotto il bivacco, si attraversa il torrente, per risalire sul versante opposto, compiendo un ampio tornante, per poi salire il ripido costone con numerosi tornantini. Occorre risalire 300 metri di dislivello, fino a portarsi sotto al largo valico del Passo di Serosine (2428 Mt., 2 h. 45' dalla partenza), dove si trova un gruppo di ruderi di pietra risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Dal Passo, si inizia a percorrere la cresta rocciosa verso sinistra (direzione Nord Est), che dapprima è larga e costituita da facili lastroni di granito appoggiati, poi si fa improvvisamente più tecnica e alpinistica. Noi siamo risaliti lungo un diedro arrivando a pochissimi metri dal filo di cresta, per poi rinunciare e ridiscendere
(con estrema attenzione) poche decine di metri più in basso, riuscendo a risalire poco più avanti, dove abbiamo percorso un po' di cresta, che qui si fa lunga e affilata, molto estetica, e circondata da un superbo ambiente alpino, e dominante il bellissimo Lago Nero, posto in fondo alla solitaria vallata verso destra, sul versante trentino. La cresta invita a proseguire oltre, ma ben presto un nuovo ostacolo, nelle sembianze di un difficile salto verticale da discendere, ci ha invitato a ridiscendere (un ometto posto su una cimetta poco più a sud farebbe tuttavia supporre che un passaggio sia in qualche modo possibile), sempre sul versante occidentale, per ritentare più a nord un nuovo approccio lungo la cresta. Qui la stessa si fa un po' meno esposta e più percorribile, pur rimanendo il percorso particolarmente audace e gradevole, e con numerosi ma mediamente facili passi di arrampicata, facendo attenzione ai precipizi che incombono soprattutto verso destra, si giunge sul Monte Serosine (2577 Mt., 4 h. 15' dalla partenza), che in realtà è una sommità un po' più pronunciata della altre, posta lungo la (lunga) cresta che unisce il Monte Bruffione e il Monte Gelo. Si scende dalla cima di circa 50 metri di quota seguendo ancora la cresta verso Nord, fino a giungere ad un evidente valico che prelude l'ultima salita che dovremo affrontare: l'ascesa alla cima del Monte Gelo. Dapprima si perviene ad una palina posta in prossimità di un sentiero che sale da sinistra (lo percorreremo al ritorno), poi si segue l'evidente sentiero che in un ventina di minuti su facili roccette e tratti su terreno sconnesso e moto ripido, con un ultimo brevissimo tratto su delle placche quasi verticali, ma ben appigliate, si giunge in cima al Monte Gelo, (2621 Mt., 4 h. 45' dalla partenza), dove la vista spazia sulle cime dell'Adamello meridionale, come il Monte Bruffione (più a Sud), l'onnipresente mole nera del Cornone di Blumone (a Sud-Ovest), lo Cima e lo Scoglio di Laione (a Ovest), il Monte Listino e la vicinissima piramide di roccia “levigata” della Cima Blumone (a Nord e Nord-Ovest); più lontano (a Nord-Est), separato dal profondo solco della trentina Val Daone/Val di Fumo, il sotto-gruppo del Carè Alto, con il suo entourage di grandi cime glaciali.
Discesa
Dalla cima del Monte Gelo, ridiscendere fino alla palina dove si era pervenuti provenendo dalla cresta del Monte Serosine, e ridiscendere il versante occidentale della nostra montagna su sfasciumi e facili tratti accidentati, che lasciano presto il posto a pascoli ripidi con grossi massi affioranti. In meno di mezzora di discesa dalla cima si arriva al valico erboso del Passo del Gelo (2318 Mt.), dove spicca una tomba isolata dedicata ad un militare della Guerra Bianca, lasciata qui, tra le montagne dove tanti come lui hanno perso al vita in un conflitto durissimo tra difficoltà per noi oggi inimmaginabili. Dal passo discendere la valletta lungo il comodo sentiero, e in 20' si arriva in un grande pianoro umido, dove un limpido torrente, compiendo vari meandri, fuoriesce da una laghetto semi intorbato: una delle tante zone umide che l'Adamello offre tra le sue numerose valli. Dal laghetto, proseguendo ancora in discesa lungo il sentiero, in meno di 10' ci si ricongiunge al sentiero fatto in salita, giusto poche decine di metri più in alto del Bivacco Casinello di Blumone. Dal bivacco ripercorrere in discesa il percorso già fatto all'andata; da qui sono solo 1 h. e 20' di discesa.

Note
Una menzione particolare per la bellissima Piana del Gaver, ampia località pianeggiante solcata dalle acque spumeggianti del fiume Caffaro e circondata da grandi foreste di abeti. La zona, caratterizzata anche da numerosi ambienti di torbiera di alta quota, si presta per gite e piacevoli pic-nic.
Commenti vari

Peccato non essere riusciti a percorrere integralmente la cresta tra il Monte Serosine e il Monte Gelo, vari tratti del filo di cresta sono intervallati da alti salti di roccia e placche verticali, e ci hanno consigliato un paio di volte a ridiscendere con attenzione sul versante occidentale per alcune decine di metri, evitando così le parti più esposte e soprattutto più alpinistiche della cresta.
La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 19,0 Km. La velocità media (comprese le numerose soste) è risultata essere pari a 2,3 Km/h.

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Dal Passo di Serosine, verso l'inizio della cresta da percorrere

Omar su un tratto molto affilato della cresta

   

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Tratti aerei e particolarmente esposti di cresta

Gli ultimi metri prima di toccare la cima del Monte Gelo

   

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Dal Monte Gelo, la cresta che arriva dal Passo Serosine

In cima al Monte Gelo, sullo sfondo il Carè Alto

   

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La tomba ad un milite di guerra situata al Passo del Gelo

Rettile sorpreso in un sonnellino nei pressi del bivacco

   

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Rilievi GPS

 

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