Monte Campione e Monte Campioncino

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Loc. Fondi - Schilpario (BG)
Quota partenza 1260 Mt. Quota di arrivo 2174 Mt.
Dislivello totale 1100 Mt. con i saliscendi Data di uscita 17/02/2018
Ore di salita 3 h. per il Monte Campione
altri 50' per il Campioncino
Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati n. 428 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Neve e freddo hanno caratterizzato l'intera giornata. Cieli sereni alla partenza ma che in breve sono divenuti grigi e pesanti, fino a regalarci una leggera nevicata a fine percorso. Sentieri innevati fin dalla partenza, ben segnalati, evidenti e perfettamente battuti fino al rifugio Campione. Da qui alla vetta del Monte Campione, non abbiamo rinvenuto traccia alcuna di passaggio. Traccia che è poi ritornata ben presente dal rifugio alla vetta del Campioncino (cima minore, ma decisamente più frequentata).

Eventuali pericoli
Una certa attenzione va posta lungo la cresta Est del Monte Campione: questa si presenta molto sottile in un punto preciso, circa a metà della sua lunghezza. Qui è assolutamente vietato sbagliare ed occorre procedere sul filo molto sottile ed irto, per una ventina di metri. Passato questo delicato punto, le difficoltà scompaiono fino alla cima.
Presenza di acqua
Tutto era ghiacciato e coperto di neve. Troverete comunque acqua presso l'accogliente rifugio Bagozza, dopo circa 1 ora di cammino.
Punti di appoggio
Numerose le baite e le cascine che si incontrano sul percorso. Troverete anche due rifugi: il Bagozza (1580 Mt. di quota), come detto, ad 1 h. dal parcheggio, ed il rifugio Campione a circa 2 h. e 15' dall'auto. Il primo risulta sempre aperto, anche in inverno, mentre il secondo negli ultimi tempi è chiuso durante la stagione invernale, ma offre comunque un ottimo riparo grazie ad un'ampia e confortevole tettoia munita di tavoli e panche. Tra i due rifugi è posizionata una cascina (Malga Campelli, a 1815 Mt. di quota, poco prima del Passo Campelli), con tanto di stalla, che potrà servire in caso di necessità.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Risulta utile una piccozza, nel caso vogliate scendere dalla dorsale ovest del Monte Campione, arrivando direttamente al Passo Giovetto. Ma nel caso vi capitasse di salire con il nostro incosciente Guglielmo, fate attenzione perché la lascerà sicuramente a casa…
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Interessante escursione da effettuarsi in periodo invernale. Si sviluppa lungo una bellissima vallata alpina disseminata di pascoli e conifere, sotto la magnifica corona di monti del Gruppo della Concarena, dalle caratteristiche marcatamente dolomitiche, tra i quali spiccano il torreggiante Cimone della Bagozza e la vicina Cima Mengol. La zona è genericamente abbastanza al sicuro da slavine anche in presenza di molti centimetri di neve, ed è infatti molto gettonata da ciaspolatori e scialpinisti, soprattutto per quanto riguarda gli itinerari verso le cime dei monti Gardena e Campioncino.
Descrizione percorso
Da Schilpario, in Valle di Scalve, la più orientale ed isolata delle valli bergamasche, si prende la bella strada che conduce al Passo del Vivione. Dopo pochi chilometri, questa, nella stagione invernale, non è più percorribile dalle automobili. Una sbarra segna l'inizio del divieto di proseguire. Siamo in Località Fondi. Lasciamo l'auto in un ampio parcheggio a pagamento (5 euro al giorno, mannaggia a loro!!) nei pressi della sbarra ed iniziamo a camminare lungo la medesima strada. Il percorso è piacevole e non sembra minimamente di procedere lungo una strada asfaltata. In caso di neve, tutto è perfettamente ammantato e ben battuto dal continuo passaggio di sci alpinisti e ciaspolatori. Subito superiamo una bella chiesetta dedicata a Santa Barbara, protettrice dei minatori (qui sono numerose le miniere che in passato venivano sfruttate intensamente). Camminiamo in una fitta abetaia ed in vari punti possiamo evitare il tragitto della strada tagliando i tornanti della stessa. L'ambiente è molto rilassante e ci regala fin da subito scorci sulle cime rocciose della zona. Proseguiamo alternando tratti nel bosco ad altri in belle radure luminose. La pendenza del tragitto è sempre contenuta. Poco meno di un ora dopo la partenza eccoci sotto il rifugio Bagozza, posto su una specie di terrazza naturale sopra il percorso. Prima di arrivarci, una palina di metallo ci indica il sentiero n. 428 per il Passo Campelli verso destra. Deviamo quindi a destra, abbandonando definitivamente la strada per il Passo del Vivione che qui inizia a compiere un lunga traversata verso sinistra (nella stagione estiva, si può arrivare fin qui in automobile). In breve lasciamo alla nostra sinistra la deviazione che porterebbe al vicino rifugio (meno di 200 Mt. di distanza su sentiero pianeggiante). Altri cinque minuti di cammino ed usciamo anche dal bosco di abeti per trovarci finalmente nella splendida conca dei Campelli. Ci guardiamo attorno e vediamo alla nostra destra le dolomitiche cime del Cimon della Bagozza, del Pizzo Camino, della Cima Mengol, del Corno Baione, ecc. Dritti davanti a noi sono invece riconoscibili il Monte Campione ed il Campioncino, separati da una profonda sella non praticabile. A sinistra, si eleva benevolo il Monte Gardena e più ad ovest il Monte Colli. Poche decine di metri ed incontriamo la deviazione per il Gardena a sinistra. La oltrepassiamo e attraversiamo un piccolo ponticello. Subito dopo ecco la deviazione a destra per il Passo di Valzellazzo; ignoriamo anche questa per procedere dritti e tranquilli sull'ampia traccia davanti a noi verso il Passo Campelli ed il rifugio Campione, dati entrambi ad un'ora di cammino (cosa non possibile, visto che il rifugio si trova oltre il passo...). Man mano che ci inoltriamo nella conca, l'ambiente diviene sempre più piacevole ed affascinante: le alte pareti rocciose che osserviamo ci sembrano sempre più vicine. Un quarto d'ora dopo l'ultima palina, eccoci nei pressi della Madonnina dei Campelli e ad una piccola croce in ferro sul bordo del sentiero. Qui si trova anche una palina che segnala la deviazione per la Cima della Bacchetta, a ben 5 ore di cammino. Davanti a noi ora si staglia il Cimone della Bagozza con il suo imponente spigolo e il ripido vallone innevato percorso da vari sci alpinisti. In meno di venti minuti, il percorso ci conduce, senza sforzo, alla Baita Campelli. Da qui, possiamo proseguire dritti con alcuni saliscendi, oppure deviare a sinistra e con un giro in senso orario, salire direttamente al Passo dei Campelli, ben visibile poco lontano. La pendenza come sempre è modesta, ed in 15-20 minuti arriviamo al passo (1892 Mt. di quota, 2 ore dall'auto), tagliando le ripide pendici del Monte Campioncino, teatro di discese da parte degli sci alpinisti. Si veda la nostra escursione del 31/01/2015 che ci aveva condotti qui, partendo però dal versante verso la Valle Camonica. Qui al Passo Campelli, una palina segnala il rifugio Campione a soli 10 minuti. Percorriamo ora un sentierino in mezzacosta sul versante opposto della conca, camminando ora in territorio bresciano. La traccia è pianeggiante e con un tranquillo giro in senso antiorario, arriviamo sopra il rifugio Campione che raggiungiamo scendendo su tranquilli prati. Da qui abbiamo due possibilità: proseguire verso il Passo d'Erbigno e poi seguire a sinistra la cresta sud-est del Monte Campione, oppure risalire il ripidissimo pendio alle spalle del rifugio e raggiungere la stessa cresta in un punto più alto, per poi seguirla verso sinistra. Optiamo per questa seconda scelta e con grande fatica saliamo il pendio erboso suddetto che, con pendenze parecchio superiori ai 30 gradi ci conduce in 10 minuti molto impegnativi alla cresta del Monte Campione. La seguiamo verso sinistra. Inizialmente non presenta alcuna difficoltà, da dopo qualche minuto eccoci ad un punto in cui la cresta si assottiglia molto e, in entrambi i versanti, le pendenze sono molto elevate. Anche il percorso stesso è molto ripido. Alla nostra sinistra alcune placche rocciose scendono quasi verticali sul fondo del vallone sottostante, mentre a destra un altrettanto ripido fianco erboso cade verso i larici più in basso. Con calma ed attenzione, seguendo fedelmente il filo sottile creato dalla neve sulla cresta, superiamo questi 20 metri più delicati. Passato questo tratto, le difficoltà scompaiono e la cresta diviene docile e sempre più ampia man mano che si sale, trasformandosi in un'ampia dorsale nei pressi della tondeggiante ed ampia vetta del Monte Campione (3 ore da Fondi; 2172 Mt. di quota). Dalla cima ripercorriamo i nostri passi fino al rifugio Campione e da qui puntiamo alla vicina ed evidente croce del Monte Campioncino. Saliamo i ripidi prati davanti al rifugio che si innalzano sempre più ripidi fino alla cima. Salendo, ci spostiamo verso sinistra, fino ad incrociare la dorsale che sale dal Passo dei Campelli e prosegue verso il Campioncino. Una volta raggiuntala, la seguiamo verso destra. Poco prima dello strappo finale, la pendenza cala leggermente, per poi aumentare negli ultimi 50 metri, ma senza mai essere eccessiva o creare reali difficoltà. Qui occorre prestare attenzione in caso di neve dura, oppure indurita dal continuo raspare delle lamine degli sci in discesa. Con questo ultimo sforzo eccoci al cospetto della croce di ferro del Campioncino (20-25 minuti dal rifugio, 2102 Mt. di quota). Davanti a noi si stagliano i monti aspri e rocciosi che dividono le province di Bergamo e Brescia.
Discesa
Spalle alla croce, scendiamo lungo la dorsale fino a quando questa perde pendenza e sembra appiattirsi. Qui la abbandoniamo per scendere con percorso libero lungo il ripido ma bonario fianco sud del Campioncino e tenendo come punto di riferimento da raggiungere la Baita Campelli ben visibile sotto di noi. In caso di nebbia, consigliamo di proseguire lungo la dorsale che più in basso presenta un paio di dossi da risalire per poi arrivare al Passo di Campelli e da qui alla baita. Una volta arrivati alla baita, non resta che ripercorrere i nostri stessi passi fino all'auto.

Note
Era nostra intenzione salire il Monte Campione da est e scenderne la dorsale ovest fino al sottostante Passo Giovetto, per poi salire il Monte Gardena, ma una volta in cima al Campione, non avendo con noi le necessarie piccozze, abbiamo evitato la discesa diretta che risultava molto ripida e con neve instabile. Abbiamo preferito tornare lungo la stessa cresta est e poi salire il vicino ed invitante Monte Campioncino.
Commenti vari

Durante la discesa dal Monte Campioncino abbiamo prestato aiuto ad una ragazza (peraltro carina...) in palese difficoltà sul ripido ma, a dire il vero, innocuo pendio nevoso sotto la croce di vetta. La donzella aveva deciso di non muovere alcun passo né verso l'alto, né tanto meno verso il basso, preferendo starsene seduta immobile e spaventata, nonostante i continui incitamenti del preoccupato fidanzato. Grazie al nostro provvidenziale intervento da super eroi mascherati, la bella fanciulla è potuta ritornare a casa sana e salva, tra le maledizioni che lanciava al povero moroso, reo di averla condotta su una vetta troppo (?) pericolosa.
Unica nota negativa della giornata è risultata la presenza di alcune motoslitte (solo un paio nell'occasione, ma c'è da scommettere che la giornata grigia abbia scoraggiato altri “piloti”) che scorrazzavano rumorosamente lungo i fianchi del Monte Gardena ed il cui rumore risuonava in tutta la conca.

La lunghezza totale del nostro percorso è stata di circa 15,1 Km. La nostra velocità media - comprese le soste - 2,4 km/h.

SCARICA IL FILE PER IL GPS

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Omar all'inizio della Conca dei Campelli

Monti Campione e Campioncino

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Guly in avvicinamento al Passo di Campelli

Guly lungo la cresta sud-est del Campione

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Sulla cima del Monte Campione…

…e del Monte Campioncino

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Le splendide montagne della zona

Rami di acero contro il cielo

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Rilievi GPS