Monte Misma

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Località Sbardellata - Santuario della Forcella o della Madonna della Neve - Pradalunga (BG)
Quota partenza 680 Mt. Quota di arrivo 1161 Mt.
Dislivello totale 500 Mt. circa Data di uscita 19/02/2016
Ore di salita 1 h. 30' Ore di discesa 1 h. 15'
Sentieri utilizzati n. 510, 539 Giudizio sull'escursione Sufficiente
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Discreta giornata a carattere tardo invernale, tiepida e abbastanza soleggiata. Tracciati ben evidenziati e segnalati. Numerosi ed utili anche i cartelli che danno spiegazioni sulle zone e le località attraversate.

Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Trovate un bar presso il Santuario della Forcella o della Madonna della Neve, poco prima di arrivare, in auto, al parcheggio da dove iniziare la camminata.
Punti di appoggio
Numerose le cascine e le baite, più o meno in grado di dare riparo, che si incontrano lungo tutto il percorso. In particolare si possono segnalare quelle appena iniziata la camminata in Valle del Moss; l'edificio accanto alla grande antenna a poche centinaia di metri dalla vetta, posta poco dopo la croce di Sant'Antonio (1h 15' dalla partenza); la Ca' dell'Aert durante la discesa a circa 30' dalla cima; l'edificio all'interno del Castagneto secolare di Pratolina, 15' prima di arrivare all'auto.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Niente.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Semplice camminata priva di pretese, adatta ad un pomeriggio da riempire. Ambienti alpestri e di bassa montagna, boschi misti e bei castagneti antichi, ampi panorami dalla cima, a dispetto della modesta quota raggiunta. Il Monte Misma è una bassa montagna posta all'inizio della Val Seriana ed è molto frequentata dagli abitanti della zona. Alcune zone visitate hanno comunque un certo interesse etnico, naturalistico e storico.
Descrizione percorso
Da Pradalunga, pasto ad inizio della Valle Seriana, si sale al santuario della Forcella (su alcune cartine è indicato come santuario della Madonna della Neve) seguendo le evidenti indicazioni verso destra (per chi proviene da Bergamo) che si trovano in centro al paese. La strada è ripida e stretta e si inerpica fino al santuario con numerosi tornanti. Lungo la salita troverete alcune sculture in pietra che rappresentano le stazioni della Passione di Cristo nella Via Crucis. Superiamo l'ampio parcheggio del santuario e proseguiamo ora su strada pianeggiante per un paio di km fino ad un ampio spiazzo sterrato sulla sinistra. Poco oltre un cartello indica che la strada prosegue sterrata e non collaudata. Lasciamo l'auto nel grande spiazzo e iniziamo la camminata seguendo le indicazioni per il sentiero 510. Questo ci conduce sotto ad una cascina ma poco prima di arrivarci, si devia a sinistra per entrare in un ampio prato punteggiato da vecchi castagni contorti. Siamo nella valletta dei Moss. Camminiamo tranquillamente in questo bell'ambiente fino ad alcune cascine, passiamo sotto una specie di porticato dell'ultima di queste per entrare subito dopo in un bel bosco. Proseguiamo ora nel bosco misto fino ad un bivio (cartelli indicanti Le Vie del Misma) al quale andiamo diritti. Pochi metri dopo usciamo dal bosco e ci troviamo di fronte una vecchia stalla abbandonata: si tratta di Stalla Cura (il nome deriva dalla pratica agricola di mantenere i pascoli). Davanti a noi si apre il bel panorama della parte mediana della Valle Seriana. Nelle immediate vicinanze della stalla il sentiero si divide. Proseguendo diritti si scende verso Albino (sentiero 510), mentre a destra si prosegue l'anello attorno alle pendici del Misma. Noi non seguiamo nessuna delle due direzioni, bensì saliamo diritti lungo il costone erboso che si dirige in alto verso il bosco sopra di noi. La traccia è poco evidente ma logica. Una volta entrati nel bosco (poche decine di metri di dislivello più in alto della Stalla Cura), il sentiero diviene più chiaro e non si deve fare altro che seguirlo rimanendo sulla dorsale. Arrivati alla croce di Sant'Antonio (1040 Mt. circa, bel panorama), si scende verso il vicino ripetitore con numerose antenne, lo si lascia alla nostra destra per proseguire, sempre per evidente traccia non segnalata, verso l'ormai vicina croce del Monte Misma. Ci arriviamo camminando prima in un luminoso boschetto di querce, poi tra piccoli faggi modellati dal vento ed in fine su prato. Un ultimo tratto pianeggiante e siamo al cospetto della grande croce in ferro, nelle cui vicinanze si trova una utile rosa dei venti indicante le numerosissime vette che da qui si possono osservare.
Discesa
Proseguiamo lungo la dorsale erbosa del Misma in direzione sud. Superato un piccolo monumento a ricordo dei caduti di guerra, il sentiero (n. 539) inizia a scendere per prati. Arrivati dopo pochi minuti al bosco sottostante, si prende a destra e, per piacevole sentiero immerso tra noccioli e querce, si perde lentamente quota. Ad un tornante verso sinistra, si ignora il sentiero che procede dritto, proseguendo invece proprio verso sinistra, sempre lungo il 539. Pochi minuti ed arriviamo alla cascina Ca' de l'Aert con tanto di pannelli solari, impianto mini eolico e pozza d'acqua nelle vicinanze. Scendiamo ancora nel bosco lungo l'ampio sentiero sotto la bella cascina ristrutturata. Rimanendo sempre sul sentiero principale, superiamo altre cascine e da lì scendiamo fino ad una bacheca con bella cartina della località Mesolt (quota 770 Mt.). Procediamo verso destra lungo un bel sentierone sterrato che si dirige in basso verso una zona ben tenuta con una specie di viale alberato. Poco più avanti si ha, verso destra, una bella vista sulla cima del Misma, dalla sua forma quasi pianeggiante ed allungata. Giunti presso il castagneto secolare di Pratolina, dopo averne visitato i monumentali alberi, abbandoniamo il sentiero 539 e ci dirigiamo davanti all'evidente edificio in pietra con portico al centro del parco. Qui un sentierino scende verso il bosco sottostante mantenendosi al centro di un valloncello piuttosto umido e stretto. Al termine di questo ci troviamo in località Sbardellata proprio davanti allo spiazzo dove abbiamo lasciato l'auto. Oppure, da Pratolina si può seguire l'ampia sterrata che con un giro più tortuoso e lungo riporta sempre all'auto.

Note
Una delle particolarità della camminata è rappresentata sicuramente dall'affascinante Castagneto Secolare di Pratolina, dove sono presenti una trentina di castagni vecchissimi, all'interno di un curatissimo parco verde. Da segnalare, anche, che lungo le pendici sud del Monte Misma, si trova l'oasi del WWF e SIC (Sito di Importanza Comunitaria) della Val Predina, dove ha casa numerosa ed interessante fauna selvatica e flora tipica della zona. Quest'ultima, ampia circa 90 ettari, può essere visitata tutto l'anno previa prenotazione da un minimo di 10 persone e contiene anche un centro di cura per animali selvatici feriti. Il centro visite è aperto invece da marzo a ottobre. Per maggiori informazioni vi consiglio il sito www.oasivalpredina.it. Ricordo anche che durante la camminata si attraversano le cave di "pietra coti", usata fin dai tempi più antichi per affilare gli attrezzi da taglio (forbici, falci e falcetti).
   

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Dalla stalla Cura uno sguardo verso la Val Seriana

La croce di Sant'Antonio

   

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Omar accanto alla croce sul Misma

Scorcio di una zona della Val Predina a sud-est del Misma

   

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La cupola pianeggiante del Misma

In azzurro il percorso fatto

 

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