Pizzo di Roncobello e Cima Menna

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Loc. Costa Inferiore - Roncobello (BG)
Quota partenza 1000 Mt. circa Quota di arrivo 2300 Mt.
Dislivello totale +1400 Mt. circa con i saliscendi Data di uscita 25/10/2014
Ore di salita 3 h. 30' Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati n. 235, 270 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata splendida. Un mare di nubi sulla pianura e nelle valli ha creato un affascinante effetto visivo per chi era in alto e si è goduto un caldo sole autunnale. Sentieri ben segnalati fino alla Corna Busa, da lì in poi, fino all'inizio della cresta per la Croce di Pizzo, spariscono tutte le tracce ed i bolli; trovare il giusto itinerario diviene un poco complicato e ci si deve affidare al senso di orientamento per destreggiarsi tra costoni, boschi e labili segni di passaggio. Una volta usciti dal bosco e presa la cresta, il percorso diviene logico e facilmente individuabile. Buone le condizioni della cresta dalla Croce di Pizzo, al Pizzo di Roncobello e alla Cima Menna, anche se richiede in alcuni punti un minimo di attenzione. La discesa dalla Cima Menna lungo la costiera ovest è più agevole e ben segnalata.

Eventuali pericoli
Come detto un minimo di attenzione lungo la cresta.
Presenza di acqua
Troverete acqua appena partiti presso una fontana vicino alla chiesetta di Costa Inferiore.
Punti di appoggio
Il Roccolo dello Zoppo dopo circa 1 ora e mezza ore di salita, poi nulla fino alla Cima Menna. Dalla cima del Menna, in circa 20' si può scendere al Bivacco MAGA sul versante sud. Durante la discesa di ritorno dopo circa 1h 30' dalla vetta incontriamo la Baita dello Zoppo, bellissima costruzione che offre riparo in un piacevole spiazzo pratoso tra i boschi.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Escursione abbastanza faticosa, non tanto per la lunghezza o il dislivello (comunque significativo), ma per le forti pendenze che si devono affrontare. È richiesta anche una certa capacità di individuare il percorso corretto in zone prive di segnali, sfruttando solo labili tracce (a volte nemmeno quelle) e segni di passaggio. Questa via di salita alla Cima Menna, pochissimo frequentata, rappresenta una bella variante alla più comune e monotona salita da Zorzone (vedi escursione della primavera dell'anno 2000). Si sviluppa dapprima in un bel bosco misto e poi di abeti, per poi proseguire lungo una facile, ma articolata e piuttosto lunga, cresta che tocca la Croce di Pizzo, prosegue verso il Pizzo di Roncobello ed infine arriva alla Cima Menna. Splendidi ed ampissimi i panorami, sia verso i monti che verso la pianura. La discesa avviene lungo la più agevole costiera ovest del Menna, fino al Passo omonimo, per poi scendere in un ampio vallone e tornare nel bel bosco fatto in salita chiudendo così un piacevolissimo anello.
Descrizione percorso
Giunti a Roncobello, in Val Brembana, si supera la chiesa e si scende verso destra in direzione (cartello indicatore) della bella frazione di Costa Inferiore, si prosegue fino al termine della strada e si parcheggia sul retro di una chiesetta. Un segnale dipinto su un muro ci invita a seguire il sentiero n. 235. Arriviamo sul davanti della chiesetta e pochi metri dopo scendiamo a sinistra (sempre sentiero 235) fin sul fondo di una valletta erbosa della quale risaliamo subito dopo
il versante opposto. Superiamo una casetta e incrociamo un ampio sentiero sterrato (si tratta della pista da sci di fondo) e lo attraversiamo proseguendo dritti. Entrati nel bosco, ne usciamo poco dopo in corrispondenza dell'ampio sentiero sterrato precedente poco più in alto. Questa volta seguiamo la sterrata verso destra e fatto un centinaio di metri deviamo a sinistra seguendo l'indicazione "Pizzo e Menna". Il sentiero è ora stretto, ma in breve diviene ampio e dritto. La pendenza costante ci fa guadagnare rapidamente quota in un bel bosco misto. Passiamo sotto ad una linea teleferica per il trasporto di legnami e continuiamo la nostra salita. Dopo poche centinaia di metri la pendenza aumenta ancora, e si inizia a camminare su ripidi tornanti fino al cospetto di alte rupi rocciose ricche di cavità. Giunti ad un bivio, si segue verso sinistra (indicazioni per il Pizzo); subito la traccia diviene meno chiara e visibile. Si passa sotto ad una enorme cavità naturale (Corna Busa) nella quale è stata deposta una Madonnina. Dopo una breve visita alla grotta, si prosegue sul sentierino che sale tra abeti verso un primo costone. Qui spariscono tutti i bolli e le tracce. Io ho fatto l'errore di salire verso destra, lungo il costone boscoso, fidandomi di alcuni vecchi bolli rossi dipinti su alcuni abeti. Giunto ad un capanno di caccia, ho proseguito verso sinistra sempre lungo il costone. Ad un certo punto i bolli sono spariti e con essi il costone è terminato in una specie di conca. Da qui, inventandomi il percorso sono andato verso sinistra, puntando ad un successivo costone che poi ho seguito nuovamente verso l'alto, rivelandosi quello corretto da seguire fin da subito e che in breve mi ha portato al Roccolo dello Zoppo, una semplice struttura in muratura adibita alla caccia. Il percorso corretto da seguire prevedeva invece, dopo la grotta, di arrivare al primo costone boscoso, proseguire dritti in un valloncello, oltrepassarlo e salire al costone successivo per poi seguirlo in salita verso destra fino al Roccolo dello Zoppo. Dal roccolo si continua verso l'alto su sentiero labile ma evidente fino ad incrociare il Sentiero Gilberti (n. 270), attraversarlo e continuare verso l'alto (indicazioni all'incrocio per il Pizzo). La pendenza aumenta improvvisamente e contemporaneamente sparisce tutto quello che potrebbe essere utile per seguire il sentiero. Qualche anima buona ha costruito dei piccoli ometti, ma è sufficiente seguire la linea di massima pendenza per non sbagliare. Dopo circa 20' dall'incrocio con il 270 il bosco termina e la traccia divine più chiara. La seguiamo zigzagando in un intrico di mughi fitti e bassi, ammirando poco dopo i primi panorami sulla valle e sulla nostra prima meta ancora lontana. Usciti dal boschetto di mughi, ci troviamo finalmente all'inizio della vera e propria cresta che ora seguiamo fedelmente e faticosamente. Arrivati su una spalla incontriamo una tratto molto affilato ed un poco esposto. Superato questo punto delicato, risaliamo all'interno di un valloncello molto ripido, spostandoci verso destra al suo termine, per poi rimontare nuovamente in cresta, seguendola verso sinistra. La Croce di Pizzo è ormai visibile ma ancora lontana. Il percorso segue sempre la cresta; la abbandoniamo solo in alcuni punti abbassandoci verso destra per evitare i tratti più esposti, ma sarà divertente affrontare anche questi ultimi. Dopo circa 30' dall'inizio della cresta si arriva alla Croce di Pizzo (2040 Mt.; 2 h. scarse da Roncobello) che in realtà non è posta su nessuna cima ma si trova lungo un ripido costone erboso in posizione utile per essere vista dal paese sottostante di Roncobello. Proseguiamo quindi sul costone erboso che ora è decisamente più agevole e semplice e ci regala anche qualche tratto riposante e alcuni saliscendi. Superato un breve punto in cui la cresta si assottiglia molto (è possibile rimanerne alla sua destra) si riprende a salire verso una enorme e profonda voragine che osserviamo dall'alto con un certo timore (15' dalla croce). La metà successiva è la cima del Pizzo di Roncobello, ben visibile in lontananza e che si raggiunge sempre lungo la facile cresta che stiamo percorrendo. La cima è preceduta da una piccola pietraia che possiamo evitare restandone alla sua destra e camminando al limite del costone che precipita ripido alla nostra destra. Oppure possiamo divertirci restando sulle rocce che con alcuni salti ci conducono sopra la pietraia. Proseguiamo ora sempre in cresta con passaggi un poco più esposti ma mai difficili fino alla pianeggiante cima del Pizzo di Roncobello (2274 Mt.; 50' dalla Croce di Pizzo). Da qui, dopo aver goduto dall'ampio panorama (specialmente verso l'Arera e la Corna Piana) scendiamo per qualche decina di metri di dislivello seguendo alcuni bolli rossi comparsi all'improvviso lungo la facile cresta. Il percorso in discesa è ripido ma non difficile ed evita un paio di tratti in cui sono presenti salti verticali della cresta vera e propria. Giunti ad uno stretto intaglio si riprende a salire fino ad una evidente deviazione dalla linea di cresta. Ci spostiamo a destra della cresta per affrontare un breve traverso esposto e friabile dove sono presenti numerosi spit (utili in caso di neve o ghiaccio). Al termine del bel passaggio si riprende a salire fino ad un bel salto roccioso affossato in un canalino e dopo altri 10' di cammino ed un ripido tratto erboso ci troviamo sulla Cima di Menna (3 h. 30' dalla partenza)
Discesa
Dalla croce si scende verso Ovest, lungo la costiera che conduce al Passo di Menna. Iniziamo la discesa seguendo la traccia, inizialmente priva di bolli. questi compariranno poche decine di metri dopo e così anche il segnale del sentiero 235. Facciamo un minimo di attenzione al terreno sdrucciolevole ed al baratro alla nostra destra. Il percorso alterna tratti erbosi ad alcuni pietrosi fino ad una prima sella. Impressionante è il panorama sotto i nostri piedi verso destra. Giunti ad una specie di piccolo arco roccioso (15' dalla croce) si risale pochi metri, sempre nei pressi del costone, per poi iniziare un breve traverso quasi pianeggiante che taglia in due una facile fascia rocciosa. Al termine di questo passaggio riprendiamo a scendere su prati verso il vicino Passo di Menna (2009 Mt., 40' dalla cima). Dal passo, si abbandona la cresta e si scende bruscamente verso destra all'interno di un ampio ed ombroso vallone lungo un ripido e serpeggiante sentierino. In meno di mezz'ora giungiamo sul fondo del vallone dove il sentiero diviene meno chiaro. Seguendo il sentiero 235, a tratti poco evidente e confuso, continuiamo la nostra discesa rientrando in un bel bosco, per poi arrivare alla splendida Baita dello Zoppo (50' dal passo). Qui occorre prestare attenzione a non perdere il sentiero 235 poiché la radura della baita è priva di segnali che indichino la giusta direzione. Spalle all'ingresso della baita si procede verso la staccionata di legno che delimita la proprietà e da qui si procede verso destra individuando subito una traccia nell'erba che in breve riporta all'interno del fitto bosco di abeti. La discesa è lunga ma non stancante. Superato un tratto di sentiero delimitato da due curiose file di sassi, si scende fino ad arrivare nelle vicinanze della Corna Busa, incontrata durante la salita e l'incrocio con il sentiero che ci ha portato al Pizzo (15' dalla baita). Da qui si segue il percorso in discesa della mattina sempre lungo il ripido sentiero 235 fino all'auto (30' dall'incrocio).

Note
Poco prima di arrivare a Roncobello, in corrispondenza di un tornante verso sinistra, si stacca una stradina che porta al Vecchio Mulino di Baresi, bellissimo esempio di restauro conservativo di un antico mulino ad acqua del Cinquecento, presso il quale numerosi valligiani venivano a portare i loro prodotti (castagne, grano, ecc.) per trasformarli in farina.
Commenti vari

Penso che la croce della Cima Menna, danneggiata dalla neve e dai fulmini, con quella sua deformazione degna di un artista, sia tra le più affascinanti nell'intero arco Orobico.

   

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La Croce di Pizzo

Il Pizzo di Roncobello a sx e il Menna a dx

   

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Un mare di nebbia verso la pianura

Omar sul Pizzo di Roncobello

   

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La lunga cresta verso la Cima Menna

In discesa dal Pizzo di Roncobello

   

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Omar cerca di raddrizzare la croce sul Menna

Discesa dalla cima verso il Passo di Menna

 

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