Marmolada/Punta d'Ombretta - Via Don Quixote

 
Zona montuosa Marmolada LocalitÓ di partenza Fraz. Malga Ciapela - Rocca Pietore (BL)
Quota partenza 1559 Mt. circa Quota di arrivo 3247 Mt. circa
Dislivello totale +515 Mt. dal parcheggio al rif. Falier
+443 Mt. dal rifugio all'attacco
+730 Mt. la via (920 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati n. 610
Ore di salita 1 h. 10' dal parcheggio al rif. Falier
1 h. dal rifugio all'attacco
10 h. la via
Ore di discesa 20' le doppie
2 h. il sentiero fino a passo Fedaia
oppure 10' fino alla stazione della funivia
Esposizione Sud Giudizio sull'ascensione Bella
Data di uscita 08/07/2012 Difficoltà VI+/VI, A0
Sass Balòss presenti
Luca, Bertoldo.
Amici presenti
Claudia, Isabella.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata con tempo stabile anche se fredda e ventosa. Il sentiero che conduce al rifugio Falier è evidente e ben segnalato mentre la traccia che conduce all'attacco in alcuni punti richiede un po' d'intuito. La discesa avviene su ghiacciaio in base alle condizioni del quale possono essere necessari o meno ramponi/piccozza. La roccia è varia da buona a ottima.

Eventuali pericoli
Soliti d'arrampicata in ambiente.
Presenza di acqua

E' possibile trovare acqua nei pressi della malga d'Ombretta (1904 Mt.) e al rifugio Falier (2074 Mt.).

Punti di appoggio
Malga Ombretta (1904 Mt.), rifugio Falier (2074 Mt.), stazione della funivia di Punta Rocca (3250 Mt.), stazione intermedia della funivia nei pressi del rifugio Serauta (2950 Mt.), rifugio passo Fedaia (2057 Mt.).
Materiale necessario oltre al tradizionale

Solito materiale d'arrampicata. Portare friend, nut e cordini per integrare. Prima di affrontare la salita è utile informarsi presso il rifugio Falier sulle condizioni del ghiacciaio della Marmolada in quanto potrebbero essere utili ramponi o piccozza.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
La Marmolada, conosciuta anche come la Regina delle Dolomiti, ha da sempre catturato l'attenzione di numerosi alpinisti tra cui Ettore Castiglioni che ne rimase letteralmente stregato al punto di aprirvi diverse vie e tentarne altrettante. Castiglioni è anche autore della prima guida alpinistica dedicata al gruppo. "Odle, Sella, Marmolada" è uno dei primi volumi della pregiata collana "Guida ai monti d'Italia" del Cai (è del 1937) . L'autore per descrivere la Marmolada utilizza una citazione:
"O Marmoleda, che can che 'l soregie
Te corona coi sie rai,
Ti es regina,
E onor te cogn dèr ogni mont.
Tu ti es bela, tu ti es grana
fina in pès e forta in verra,
Te grigna ciel e terra
e del Trentin ti es el prum onor".

Così i Ladini cantano la Marmolada, così amano la loro regina, cui deve dare onore ogni altro monte; essa è bella, essa è grande, dolce in pace e forte in guerra e a lei sorridono il cielo e la terra. Nel mezzo dello sterminato affastellarsi di crode rosse-giallastre, la candida Marmolada, quasi 'marmorizzata', troneggia isolata con imponenza sovrana.
Come la monografia di Alp dedicata ad Heinz Mariacher e Luisa Iovane puntualizza, la via Don Quixote è senza dubbio la via più "alla moda" della parete sud della Marmolada.
"Mariacher e C. avevano più volte contemplato quel magnifico pilastro, invitante come un cono di gelato, ma non pensavano di scalarlo proprio quel giorno, il 26 giugno del 1979. Il programma era un altro: visto il tempo così così, all'insegna della nebbia, Heinz, Luisa e Reinhard (Schiestl) puntavano ad una ripetizione della Vinatzer. Poi, ad un tratto, la nebbia si è aperta ed in alto è sbucato l'obelisco dei sogni. Heinz e Reinhard sono andati in fibrillazione, Luisa ha preferito non immischiarsi e quelli hanno subito cominciato a giocare, spontaneamente (con il materiale per una ripetizione, non per una 'prima') come due bambini e come Don Chisciotte 'che vedeva il mondo a modo suo' (così Heinz, che a quei tempi stava naturalmente leggendo Cervantes). Nota finale: qualche anno dopo, sempre per gioco, Mariacher ha ripercorso da solo la sua stupenda creazione e senza corda, spassandosela, è arrivato in cresta in un'ora e venti minuti."
La via è in buona parte chiodata nei tiri più impegnativi mentre le lunghezze più semplici sono completamente da attrezzare. Alcuni chiodi (compresi quelli di sosta) sono da verificare in quanto decisamente vetusti.
Attacco, descrizione della via
Dalla frazione Malga Ciapela seguire la strada che conduce al campeggio e all'agriturismo Malga Ciapela. Proseguire sino all'inizio del divieto d'accesso (la strada diviene poi sterrata) e parcheggiare.
Imboccare il sentiero n. 610 che, dapprima mediante strada carrozzabile sterrata e successivamente per comodo sentiero, conduce alla Malga d'Ombretta (1904 Mt.). Durante il percorso è possibile prendere delle scorciatoie (paline in loco).
Raggiunta la malga proseguire sempre lungo il sentiero n. 610 che in mezza costa sale dolcemente verso il rifugio Falier (2074 Mt.).
Da qui si sale in direzione del Passo Ombretta fino a quando il sentiero piega decisamente a sinistra (circa 20' dal rifugio); abbandonarlo e imboccare una traccia che sale in obliquo verso destra in direzione di una rampa che conduce sulla sommità di un avancorpo giallastro addossato alla parete. Poco prima di raggiungere lo spigoletto al termine della rampa ci si alza brevemente e si traversa verso sinistra portandosi sotto un camino/canale che sale in obliquo verso sinistra.

1° tiro:
salire il camino iniziale e proseguire per rocce più semplici sino a quando é possibile uscire a sinistra. Percorrere brevemente la rampa erbosa raggiungendo la sosta (4 chiodi+cordini+maglia rapida). 30 Mt., III.

2° tiro:
proseguire in obliquo verso sinistra sino a raggiungere la sommità di un pilastrino addossato alla parete dove si sosta (masso incastrato con cordone) scomodamente. 25 Mt., II.

3° tiro:
abbassarsi e traversare verso sinistra. Risalire il canale uscendo a sinistra e raggiungendo la sosta (1 chiodo e 1 clessidra) posta alla base di una fessura/camino. 35 Mt., II, III, 1 chiodo con fettuccia.

4° tiro:
seguire la fessura/camino; al suo termine proseguire per rocce rotte e poi mediante una facile placca raggiungere la sosta (clessidra con cordoni). 40 Mt., IV, III, IV, 1 clessidra con cordone.

5° tiro:
obliquare leggermente a destra per placca e successivamente imboccare il diedro/canale ascendente verso sinistra. Sostare (3 chiodi+1 clessidra) su di un esile cengia sulla destra. 50 Mt., IV, III.

6° tiro:
spostarsi a sinistra e risalire il canale/camino; al suo termine traversare a sinistra sino ad una spaccatura che si segue sino alla sosta (2 chiodi+cordone). 50 Mt., IV, I, 1 chiodo con fettuccia.

7° tiro:
seguire la fessura obliqua verso destra sino ad uscire alla base della grande placca. Traversare brevemente a sinistra sino alla sosta (3 chiodi+cordini). 15 Mt., IV+, III, 1 chiodo, 1 cordone su masso incastrato.

8° tiro:
in verticale sino a raggiungere la fessura che si segue sino al suo termine. Obliquare a destra sino alla sosta (clessidra con cordoni).
30 Mt., V.

9° tiro:
salire il diedro obliquo verso destra sino a quando diviene nettamente più verticale e si restringe a camino. Qui uscire a destra (delicato) ignorando le protezioni che si vedono più in alto raggiungendo la sosta (2 chiodi).
45 Mt., V, V+, VI-, 4 chiodi (di cui 2 con cordino), 1 sosta intermedia (2 clessidre+cordone).

10° tiro:
risalire la fessura che poi diviene camino sino ad uscire sulla grande terrazza. La sosta è situata leggermente sulla sinistra (2 clessidre+ cordino). 55 Mt., IV, III, II, I, 1 clessidra con cordone, 1 sosta intermedia (2 chiodi+cordone).

Percorrere la grande terrazza puntando alla base del pilastro che caratterizza la linea di salita. Sono ben identificabili tre grosse nicchie. Due quasi sovrapposte ed una più a destra. Portarsi sotto la verticale delle due sovrapposte ed attrezzare una sosta. 80 Mt., I°, II°.

11° tiro:
obliquare verso destra lungo un sistema di fessure superficiali sin sotto la verticale della grossa nicchia di destra dove si sosta (2 chiodi+ cordino). 40 Mt., III+.

12° tiro:
obliquare verso destra e alzarsi lungo una fessurina. Poi proseguire lungo una breve placchetta ed il successivo diedrino sino a raggiungere la nicchia dove si sosta (3 chiodi+cordino). 45 Mt., IV+, 1 chiodo.

13° tiro:
superare lo strapiombo verso destra e successivamente obliquare verso sinistra seguendo la fessura sino alla sosta (2 chiodi).
35 Mt., V+, VI-, V, 2 clessidre con cordone, 4/5 chiodi (di cui 1 con cordino).

14° tiro:
spostarsi a sinistra e seguire il canalino che poi diviene diedro. Al suo termine obliquare a sinistra per rocce più facili sino ad un comodo ripiano dove si sosta (2 clessidre da collegare). 45 Mt., IV+, III, IV+, III, 1 sosta intermedia (2 chiodi+cordone), 1 chiodo.

15° tiro:
salire verso sinistra le facili rocce e proseguire in verticale seguendo un vago spigoletto sino alla sosta (2 chiodi+cordone).
45 Mt., II, III, 1 chiodo.

16° tiro:
in verticale sino a raggiungere la placca. Aggirare la parte più verticale spostandosi in obliquo a sinistra e successivamente traversare verso destra sino una fessurina che conduce alla sosta (2 chiodi). 40 Mt., IV, IV+, 2 chiodi.

17° tiro:
salire il diedro fessurato sino al suo termine e per breve placchetta alzarsi sul terrazzino di sosta (2 chiodi+cordone; appena a sinistra è presente un'altra sosta su 2 chiodi). 35 Mt., IV+.

18° tiro:
ancora in verticale lungo la placca sino ad una fessura che obliqua a sinistra. Sostare alla base del diedro (3 chiodi).
35 Mt., V+, 1 clessidra con cordone, 2/3 chiodi, 1 sosta intermedia (2 chiodi).

19° tiro:
seguire la fessura che in alto piega a destra e poi torna verticale sino al sovrastante terrazzino dove si trova la sosta (3 chiodi+1 clessidra). 45 Mt., VI+ oppure VI e A0, 16/17 chiodi, 1 sosta intermedia (2 chiodi+cordone).
La via originale, dopo aver percorso per circa 6 metri l'esile fessura, esce a sinistra e risale una placca verticale sino alla sosta. Le difficoltà dovrebbero essere lievemente minori ma la chiodatura è certamente più rada.

20° tiro:
obliquare a sinistra e salire alla base della placca che si supera in obliquo verso sinistra sino a raggiungere la sosta (4 chiodi).
30 Mt., IV, VI, 6 chiodi.

21° tiro:
alzarsi brevemente, traversare a destra per circa 4 metri e salire la bellissima placca. Obliquare poi a sinistra sin sotto la verticale di un diedro dove si trova la sosta (3 chiodi). 40 Mt., V+, 8/9 chiodi, 1 sosta intermedia (3 chiodi+cordino).

22° tiro:
salire il diedro e poi tenere la destra (ignorare i chiodi a sinistra); per rocce più facili raggiungere un comodo ripiano di sosta (2 spit smartellati) sotto la placca finale. 30 Mt., V, IV, III, 2 chiodi.

23° tiro:
traversare a destra sino ad una colata nera. Alzarsi sotto lo strapiombino e aggirarlo a sinistra superando una placchetta e raggiungendo le rocce sommitali. Sostare su 2 spit. 30 Mt, IV, 1 chiodo.
Discesa
Dalla vetta scendere sul versante nord con 2 calate in corda doppia:
1a. calata: 55 Mt. scendere sino ad una terrazza posta in corrispondenza dell'intaglio
tra i torrioni. Non fermarsi sulla sosta qui presente. Poco più sotto, verso sinistra (viso a monte) si trova un altro ancoraggio.
2a. calata: 60 Mt. sino ad oltrepassare la crepacciata terminale del ghiacciaio.
Da qui esistono due possibilità:
1- salire in direzione della stazione a monte della funivia posta in vetta a Punta Rocca (3250 Mt.) oppure scendere alla stazione intermedia posta in corrispondenza del rifugio Serauta (2950 Mt.). Un tempo la funivia era gratuita per gli alpinisti ma tale concessione è stata abolita in seguito alle proteste di Mountain Wilderness. L'ultima corsa è alle 16.30 e la funivia riporta alla frazione di Malga Ciapela.
2- scendere a piedi in direzione della stazione intermedia della funivia e poco prima di raggiungerla piegare a sinistra imboccando le piste da sci. Seguirle sino al passo Fedaia dove si trova l'omonimo rifugio (2057 Mt.). Da qui rientrare a Malga Ciapela (utile avere 2 macchine oppure fare l'autostop).

Note

La via è lunga e tortuosa... è dunque da escludere un'eventuale calata a corda doppia.

Pubblicazioni

Questa relazione è stata inserita nella guida ARRAMPICARE Dolomiti nord-occidentali vol.1 edita da ViviDolomiti.
Clicca sull'immagine qui sotto per accedere alla pagina web ViviDolomiti edizioni - libri di montagna e acquistarne direttamente una copia.

Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA DON QUIXOTE
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia")

   

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Isa sulla placca dell'ottava lunghezza

Il diedro del nono tiro

   

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La parte alta della via.
Visibili le 3 nicchie sopra la grande terrazza

Lo strapiombo all'inizio del tredicesimo tiro

 

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Claudia alla tredicesima sosta Sedicesima lunghezza
   
Luca alla sedicesima sosta e Claudia non molto lontano Il bel diedro del diciassettesimo tiro
   
Due immagini del diciannovesimo tiro che, in libera, è il più duro della via
   
Ancora una placchetta impegnativa sulla ventesima lunghezza Luca, Isa, Matteo e Claudia al termine del viaggio
   
La parete sud della Marmolada con il tracciato, abbastanza indicativo, della via