Mandrea - Via Black Hole

 
Zona montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca LocalitÓ di partenza LocalitÓ Laghel - Arco di Trento (TN)
Quota partenza 230 Mt. circa Quota di arrivo 520 Mt. circa
Dislivello totale

+50 Mt. per l'attacco
+160 Mt. la via (215 lo sviluppo senza lo zoccolo)

Sentieri utilizzati Non numerati
Ore di salita 15' per l'attacco
4 h. 15' la via
Ore di discesa 1 h.
Esposizione Sud-est Giudizio sull'ascensione Bella
Data di uscita 22/10/2011 Difficoltà V+, VI+, 1 passo A0
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Davide, Claudia, Luca B.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata molto bella e con temperature gradevoli. Il sentiero che porta all'attacco è evidente; bisogna però prestare attenzione sulla rampa erbosa che conduce alla base del pilastro e, nel caso non ci si senta sicuri, conviene già legarsi. La roccia in via è nel complesso molto buona fatta eccezione per i due tiri finali dove risulta mediocre con un tratto decisamente friabile.

Eventuali pericoli

I soliti dell'arrampicata in ambiente. Prestare attenzione alla vecchia corda fissa presente in quanto a monte è molto danneggiata.
Prestare molta attenzione ai primi metri dell'ultima lunghezza in quanto la roccia è decisamente friabile.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. Indispensabile una serie di friend (da 0.4 a 3 Camalot) e cordini per le soste.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Mandrea è una parete molto lunga che si snoda alle spalle di Arco, in località Laghel, in grado di offrire una varietà di itinerari di salita incredibili sia dal punto di vista delle difficoltà che della chiodatura.

Questa parete, dopo l'apertura del
Pilastro Gabrielli, vede nuovamente all'opera Giuliano Stenghel in compagnia questa volta di Maurizio Giordani impegnati ad aprire nel 1979 la via Black Hole. Itinerario di gran classe e molto logico che si sviluppa quasi completamente in diedri fessurati. L'unica pecca è l'uscita della via caratterizzata da due lunghezze con roccia discreta ma con un tratto decisamente friabile. Chiodatura molto parsimoniosa tranne nel diedro del quinto tiro. Quasi tutte le soste (tranne le ultime due) sono attrezzate.
Attacco, descrizione della via
Da Arco di Trento seguire la strada per Riva del Garda, dopo aver oltrepassato il centro di Arco svoltare a destra seguendo le indicazioni per "Laghel". Attraversare un uliveto e in corrispondenza di un bivio, dove sulla destra c'Ŕ una chiesetta bianca, svoltare a sinistra e seguire la strada che ora diviene molto ripida e successivamente sterrata. Parcheggiare al termine della strada (sbarra) in corrispondenza di un crocefisso in legno e di una fontana in cemento (evitare di invadere proprietÓ privata).
Percorrere la mulattiera a fianco del crocefisso per poche decine di metri, abbandonarla e proseguire per tracce puntando alla base dell'evidente Pilastro Gabrielli. Alla destra della verticale del Pilastro si trova una rampa erbosa (bolli rossi). Alzarsi pochi metri, indi traversare a destra fino ad una grossa pianta in corrispondenza di una placca con corda fissa. Si risale tutta la placca per poi obliquare a sinistra fino alla terrazza alla base del pilastro. Attrezzare una sosta su una pianta e legarsi (se non lo si ha giÓ fatto prima...).

1░ tiro:
dalla sosta su albero spostarsi qualche metro a sinistra e salire dritti. Superare uno strapiombino verso sinistra e salire infine la placchetta fino alla sosta (2 spit+maglia rapida).
25 Mt., V, IV, 1 radice con cordone, 1 clessidra con cordone, 3 chiodi (1 dei quali con cordone).

2° tiro:
spostarsi sulla cengia a destra per 3 metri poi prendere la fessura che obliqua verso sinistra. Salire dritti e all'altezza di un tettino (dal quale verso destra si stacca la via Zero Negativo) attraversare due metri a sinistra raggiungendo una la lama che si segue fino alla sosta (2 spit). 35 Mt., V+, 3 chiodi, 1 pianta con cordone.

3° tiro:
attraversare a sinistra sfruttando la fessura fino alla sosta (1 spit, 1 chiodo uniti da cordino). 12 Mt., V+, 1 chiodo, 1 pianta con cordone.

4° tiro:
salire il diedro verticale sfruttando la fessura fino a raggiungere la sosta (2 spit). 35 Mt., VI, VI+, 1 clessidra con cordone, 1 cuneo.

5° tiro:
salire verticalmente seguendo la fessura/diedro che poi diventa strapiombante. Superare lo strapiombo raggiungendo così la sosta (2 spit +cordone) sulla sinistra. 15 Mt., VI+, A0, 7 chiodi, 2 clessidre con cordone.

6° tiro:
non salire dritti ma attraversare a sinistra e, oltrepassato lo spigolo, alzarsi fino al terrazzino di sosta (3 chiodi).
8 Mt., VI, 2 chiodi (uno dei quali con cordone), 1 pianta con cordino.

7° tiro:
salire per diedro un po' friabile poi superare un muretto strapiombante, uscendone a sinistra. Proseguire ora per canalino terroso sino al cospetto di una parete strapiombante di colore marrone. Attrezzare una sosta sulla pianta appena a sinistra.
45 Mt., V-, V+, IV, 1 chiodo, una pianta con cordone.

8° tiro:
seguire la fessura/diedro fino ad uno strapiombino. Superarlo e proseguire per rocce rotte aiutandosi con le piante presenti fino al termine delle difficoltà dove si attrezza la sosta su pianta. Attenzione alla roccia decisamente friabile nella prima parte di questo tiro.
40 Mt., V+, IV.
Discesa
Dal termine della via seguire la traccia di sentiero inizialmente in salita che entra nel bosco e poi inizia a scendere (parallela corre la strada asfaltata). Proseguire per circa 200 metri sino a quando s'incontra una mulattiera con indicazioni per Arco, seguire i bolli CAI sino a raggiungere nuovamente la strada sterrata percorsa precedentemente con la macchina. Proseguire fino a dove si ha parcheggiato. Il sentiero di discesa richiede un po' d'intuizione...

Note

Nonostante l'esposizione sia favorevole, nelle mezze stagioni il grosso pilastro che forma il diedro nel quale corre la via fa si che la parte superiore dell'itinerario vada in ombra molto prima rispetto alle vie adiacenti.

Pubblicazioni

Questa relazione è stata inserita nella guida ARRAMPICARE Dolomiti sud-occidentali vol.1 edita da ViviDolomiti.
Clicca sull'immagine qui sotto per accedere alla pagina web ViviDolomiti edizioni - libri di montagna e acquistarne direttamente una copia.

Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia")

   
Claudia sulla lama che porta alla seconda sosta

Davide e Luca sul traverso della terza lunghezza

   

Luca e Claudia durante il superamento del bel diedro della quarta lunghezza

   

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Passaggio finale per raggiungere la quarta sosta

Il quinto tiro visto dalla sesta sosta

   

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Claudia sul traverso del settimo tiro

La parete con i tracciati delle vie:
in rosso Pilastro Gabrielli ed in viola Black Hole

 
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