Grignetta - Concatenamento:
Torrione Magnaghi Meridionale - Canalino Albertini
Torrione Magnaghi Centrale - Traversino

 
Zona montuosa Gruppo delle Grigne - Settore Magnaghi Località di partenza Piani Resinelli (LC)
Quota partenza 1278 Mt. Quota di arrivo 2045 Mt.
Dislivello totale +575 Mt. per l'attacco
+190 Mt. la via (330 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati n. 7, 3, 2
Ore di salita 1 h. per l'attacco
2 h. 20' le vie (sino alla forcella GLASG)
Ore di discesa 1 h. 10'
Esposizione Sud Giudizio sull'ascensione Bella
Data di uscita 10/09/2006 Difficoltà IV, IV+
Sass Balòss presenti
Luca, Bertoldo.
Amici presenti
Domenico, Tommaso.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Il sole ci ha accompagnato lungo tutta la giornata. I sentieri che si percorrono durante l'avvicinamento sono evidenti e ben segnalati. La roccia è ottima anche se qualche passo risulta leggermente unto.

Eventuali pericoli
Prestare la solita attenzione di quando si arrampica in ambiente.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Rifugio Porta ed eventualmente il bar al posteggio dei Piani Resinelli.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Solito da arrampicata. Sufficiente una corda da 50 Mt. Eventualmente portare dei cordini per integrare i fittoni con le numerose clessidre. Inutili dadi, friend e chiodi.
Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Sui Torrioni Magnaghi si concentrano un elevato numero di itinerari d'arrampicata, alcuni dei quali tra i più belli ed impegnativi della Grigna. Il Canalino Albertini venne salito per la prima volta il 17 maggio del 1914 da Eugenio Fasana, Abele Meazza, Armando Venturoli e Attilio del Vecchio. La felicità della riuscita della salita fu subito tramutata in tristezza perché al termine della salita, durante l'attraversata in cresta, tre membri della cordata caddero nel Canalone Porta (si salvò solo Fasana). La via è dedicata all'esploratore polare e alpinista milanese Gianni Albertini. Nel 2002 le guide alpine di Lecco, in corrispondenza di un progetto di sistemazione delle vie classiche, hanno provveduto a sostituire le vecchie soste e alcuni vecchi chiodi di passaggio con dei fittoni resinati. In via sono presenti ancora vecchi chiodi.
Avvicinamento, descrizione della via
Raggiungere i Piani Resinelli (1278 Mt.). Dal grande parcheggio salire mediante la strada carrozzabile al sovrastante rifugio Porta (15', 1426 Mt.) e da qui imboccare il sentiero n. 7 che conduce in vetta alla Grigna (Cresta Cermenati). Abbandonato il bosco seguire la traccia che sale a tornanti sui pratoni del pendio meridionale sino ad incontrare una deviazione (palina in loco). Prendere a destra seguendo il sentiero n. 3 e le indicazioni per il "Canalone Porta", "Sigaro", "Magnaghi".
Continuare lungo il sentiero che taglia in mezzacosta la montagna sino ad arrivare al Canalone Porta (altra palina con indicazioni). Qui si segue la traccia (sentiero n. 2) a sinistra che sale zigzagando lungo il canalone sino alla base del sigaro (piccolo spiazzo sopra il quale c'è un tetto). L'attacco è posto sulla sua destra in corrispondenza di una placca appoggiata
(poco sopra è visibile un fittone). Se salendo lungo il canalone, sulla destra vedete la scritta "Gasomania", vuol dire che avete appena superato l'attacco.

1° tiro "Canalino Albertini":
spostarsi a sinistra e risalire i vari salti rocciosi sino a quando la parete aumenta di verticalità e sulla sinistra ha inizio il camino che divide il Sigaro dal Torrione Meridionale dei Magnaghi. Presenti due soste vicine. Il tiro è in comune con la Normale al Sigaro.
25 Mt., II, III, 2 fittoni, 1 chiodo.

2° tiro:
salire lungo il canale a destra del camino sino a raggiungere un piccolo terrazzo dove si sosta. 35 Mt., III, IV, 4 fittoni, 1 chiodo.

3° tiro:
ancora in verticale lungo il canale sino alla sosta posta su di un pulpito alla base del successivo diedro. 40 Mt., IV, 2 fittoni.

4° tiro:
spostarsi a destra e, dopo aver superato un piccolo strapiombo, salire lungo il diedro (l'attacco è leggermente unto). Al suo termine piegare a sinistra sino a raggiungere la sosta che si trova su un piccolo ballatoio (la sosta è doppia). 40 Mt., IV+, IV, III, 4/5 fittoni.

5° tiro:
rimontare le facili rocce e poi piegare a destra, per placca semplice, giungendo sulla cresta sud. Seguirla, necessario abbassarsi ad un intaglio, fino alla sosta successiva. 50 Mt., III+, 2 fittoni, 2 soste intermedie (su fittoni).

6° tiro:
sempre lungo la cresta sino alla vetta dove, in corrispondenza di un grosso masso, ci sono varie possibilità di sosta. 45 Mt., II.

7° tiro "Traversino":
dal masso si scende con pochi passi alla Forcella Dorn. Sosta attrezzata. 15 Mt., I, II.

8° tiro:
con una spaccata portarsi sul Torrione Centrale dei Magnaghi (vecchio chiodo e poco sopra un fittone). Uscire poi sulla destra (2 fittoni per eventuale sosta) e proseguire per rocce semplici sino alla sosta posta sulla vetta. 40 Mt., IV+, III, II, 1 fittone, 1 chiodo.

9° tiro:
si segue il filo della cresta sino a raggiungere un grosso masso con una freccia rossa che indica la sinistra. Qui si scende per facili rocce sino all'inizio di un tratto attrezzato dove si sosta. 40 Mt., I, III, 2 fittoni.

Proseguire fino al termine del tratto attrezzato raggiungendo la forcella GLASG.
Discesa

Dalla forcella è possibile salire in vetta al Torrione Settentrionale dei Magnaghi percorrendo per esempio la via Lecco o la via Bartesaghi oppure, come abbiamo fatto noi, scendere lungo il canalone (passi di II, eventuali doppie) sino alla Forcella dei Prati (poco prima c'è una piazzola per l'elicottero). Da qui mediante i sentieri percorsi durante l'avvicinamento si raggiunge il parcheggio.

Commenti vari

Dal libro "Grigna Assassina" di Marco Ferrazza edito da CDA Vivalda dedicato alla figura di Eugenio Fasana:
Da solo lascia Milano per Domodossola, dove pernotta in albergo. Durante la notte fa un sogno: gli compare Abele, si parlano e di nuovo insieme percorrono la piana del Devero. Eugenio ancora una volta cerca una spiegazione per l'incidente mortale dei tre amici caduti al Torrione Magnaghi e si rivolge ad Abele:
"Or vuoi tu confidarmi come fu che cadesti quel giorno sciagurato dallo spigolo del torrione, sicché io ti piansi perduto?"
E lui:
"che vuoi, amico mio. La fortuna si stanca di portarti sempre sulle spalle. Ecco tutto. I particolari non contano. E dicendo 'fortuna', bada bene ch'io calo giù, per un momento, allo stesso piano del vostro debole criterio d'uomini che han tutto capovolto, poiché il quella che voi chiamate morte sono i germi della vera vita.
Poi diceva:
"I morti sono come le farfalle: infrante le lor crisalidi volano via, liberi come l'aria, per gli spazi infiniti. E' chiaro dunque che la morte è il principio della vita."
Sentivo che diceva cosa grandi le quali giacevano quasi ignorate in fondo all'animo mio; ma esse mandavano appena una pallida luce quando venivano richiamate alla mente. E poi quella luce era troppo flebile per illuminare a pieno il mio nobile intelletto. Eravamo vicini, ma ancora divisi da un abisso; e io non avevo troppa lena e coraggio per salti metafisici nel vuoto.
In campo ad un certo tempo tornai quindi a interloquire.
"Ma il Venturoli e il Del Vecchio," gli dissi " Quelli non li ho più rivisti".
Parlavo tranquillo e insieme meravigliato della mia stessa tranquillità; e così ricordai circostanze, sorrisi, parole e intonazioni di voce che mi facevano ancor vivi e parlanti i compagni perduti.
Ma Abele, il ritornato, taceva. Allora m'accorsi che quiei detti sonavano tristi in quel silenzio, e interruppi la mia patetica commemorazione. Turbato di buttai a sedere che il cuore mi batteva forte forte."

Note
Questa salita è stata effettuata durante un'uscita del corso di roccia della Scuola Valle Seriana.
   

Ingrandisci

Ingrandisci

Mafalda, Paolino, Tommaso e Domenico in sosta

Mafalda

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Maurizio in sosta sullo Spigolo Dorn

Il settore dei Magnaghi con i tracciati delle vie: Graziella,
Clara, Canalino Albertini, Spigolo Dorn e Spigolo Antidorn