Zucco di Maesimo

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza Loc. Culmine di S. Pietro - Cassina Valsassina (LC)
Quota partenza 1258 Mt. Quota di arrivo 1680 Mt.
Dislivello totale

+500 Mt. con i saliscendi

Data di uscita 07/01/2013
Ore di salita 1 h. 30' Ore di discesa 1 h. 15'
Sentieri utilizzati n. 21 DOL Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri
Tiepida e assolata giornata più simile all'autunno che all'inverno. Assenza di neve fino all'ultimo tratto rivolto a Nord, oppure nelle zone all'ombra. Sentieri poco evidenti nella prima parte. Ben segnati nell'ultima. Alcuni punti risultano abbastanza ripidi ed esposti su erba scivolosa.
Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Acqua alla partenza presso la fontana della chiesa e poco oltre troverete una canna da cui esce dell'acqua che si getta in una vasca. Dopo circa 1 ora, lungo il tratto in mezzacosta nei prati incontrerete una sorgente d'acqua coperta da un tettuccio di legno.
Punti di appoggio

Un baitello nell'abetaia dopo circa 45 minuti di cammino.

Materiale necessario oltre al tradizionale
Nessuno.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Escursione veloce e con un basso dislivello ma comunque di sicuro piacere in quanto si svolge in ambienti molto panoramici e poco frequentati. Il percorso si sviluppa nella prima parte lungo una facile ed ampia dorsale erbosa, per poi tagliare in mezzacosta ripidi prati scivolosi e infine attraverso sassose vallette ombrose, fino alla panoramicissima vetta.
Descrizione percorso
Dalla strada della Valle Taleggio, si prende la deviazione per Vedeseta e da qui si continua verso Avolasio e successivamente per il Culmine di San Pietro (dal quale, volendo si scende in Valsassina). Parcheggiata l'auto nei pressi della chiesetta, si inizia camminare lungo il sentiero n. 21 della dorsale orobica lecchese (DOL), si passa accanto alla chiesa e ad una fontana, si arriva nei pressi di una baita e si inizia a camminare lungo ampi prati. Dopo pochi minuti si giunge ad una palina dalla quale si prende il sentiero di sinistra indicato come sentiero estivo che riporta anche i tempi per lo Zucco di Maesimo. Passato un piccolo rudere ed una vasca da bagno colma d'acqua si prosegue lungo tracce a volte poco evidenti ma che portano verso la dosale erbosa della valletta. Una volta raggiunta la dosale la si segue alternando tratti ripidi al altri più riposanti. Giunti ad un boschetto di faggi, lo si attraversa quasi in piano per poi scendere bruscamente verso una bella abetaia sempre seguendo il filo della dorsale. Si intravede, tra gli abeti una bella baita, per poi uscire dal bosco e con un lungo tratto in mezzacosta, tagliare i ripidi pendii erbosi che scendono dalla cresta rocciosa alla nostra sinistra. Si incontra una curiosa fonte d'acqua coperta dal un tettuccio in legno e da qui si torna a salire per prati fino ad incontrare una curiosa palina in legno simile ad una croce che ci invita a deviare verso sinistra. Ancora pochi minuti di salita per prati ripidi sotto i quali si aprono profondi baratri e canaloni cosparsi da vari pinnacoli rocciosi. Giunti ad una valletta erbosa si abbandonano i fianchi dalla montagna per attraversare una lunga serie di vallette pietrose molto varie, cosparse di cespugli e piccole piante. Ancora un ultimo sforzo in salita e si arriva ad una stretta selletta dalla quale, deviando verso sinistra lungo una cresta, e poi un boschetto di faggi, si arriva in pochi minuti alla palina di vetta.
Discesa

Percorrere a ritroso l'itinerario di salita.

Note
Dalla vetta è possibile tornare alla forcellina e da qui scendere verso il lato opposto del monte e compiere un percorso ad anello per tornare al Culmine di San Pietro denominato percorso basso. Attenzione a quando arriverete alla palina in legno che assomiglia ad una croce messa lì a ricordo di qualcuno, qui dovete andare verso sinistra, non fate come il sottoscritto che ha continuato dritto e si è trovato sopra profondi e ripidissimi canali erbosi particolarmente scivolosi anche se in un modo o nell'altro poi si incrocia nuovamente il sentiero corretto. Lungo il percorso sarà facilissimo imbattersi nei veloci salti dei camosci. La quota della vetta dello Zucco di Maesimo su alcune cartine è indicata come 1680 (così come sulla palina in vetta) in altre 1650 ed in altre ancora 1664... boh!
Commenti vari
Bellissima risulterà la strada che, dalla Val Taleggio, conduce alla partenza, presso la chiesetta al Culmine di San Pietro, un vero e proprio passo di montagna (che collega la suddetta Val Taleggio con la Valsassina) anche se a bassa quota, con carreggiata molto stretta, asfalto sconnesso e panorama affascinante.
   
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Alba verso il Prato Longone
Il Resegone incorniciato
   
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Il lungo tratto in mezzacosta tra i prati
La palina ingannatrice a forma di croce
   
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Panorama dalla vetta verso i prati di Artavaggio
Omar in vetta
   
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Il sentiero lungo la dorsale al ritorno
La prima parte del sentiero
   
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