Cima di Valbona, Cavignon, Cima Paion, Cima del Forcellone

 
Zona montuosa Latemar - Sottogruppo della Valsorda LocalitÓ di partenza Predazzo (TN)
Quota partenza 2200 Mt. (Baita passo Feudo) Quota di arrivo 2800 Mt. (Cima Paion)
Dislivello totale +480 Mt. per la Cima di Valbona e il rifugio
+505 Mt. dal rifugio al Cavignon, Paion e Forcellone
Sentieri utilizzati n. 516
Ore di salita 1 h. 10' da passo Feudo al rifugio Torre di Pisa
3 h. 20' le vette del Cavignon, Paion e Forcellone
Ore di discesa 40' dal rifugio a passo Feudo
Esposizione Sud, Est Giudizio sull'escursione Bella
Data di uscita 31/12/2015 Difficoltà EE
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Anita, Diego.
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata inizialmente soleggiata con temperature piuttosto rigide. La mancanza di neve ha permesso quest'escursione in quota in pieno inverno. I sentieri che si percorrono sono evidenti e ben segnalati. Solo l'ultimo tratto di salita alle vette del Paion e del Forcellone si svolge lungo tracce non bollate che talvolta richiedono qualche breve passo d'arrampicata.

Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Rifugio baita passo Feudo (2200 Mt.) e il rifugio Torre di Pisa (2671 Mt.).
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nessuno.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Prima di descrivere il percorso riportiamo quanto Luca Visentini ha scritto nella sua monografia dedicata al Latemar:
"Il Latemar è una montagna come tutte le altre, nel senso che non è uguale a nessuna delle altre.
Si crede ad un Latemar monotono, deludente, minore, friabile e irritabile. In realtà esiste solo un Latemar dove ogni pietra o macchia di prato, guglia o costone, avvallamento o linea di cresta o angolo di bosco, vengono illuminati ogni giorno dalla luce del cielo ma anche dalla propria, irripetibile e assolutamente geniale. Pregiudizi, paragoni, mode, potranno condizionare il modo di accostarsi al Latemar, non la sua preziosa singolarità, non le sue possibilità d'avventura.
[...] Ho mosso milioni di passi sulle montagne e sono contento che diverse migliaia di questi - i più belli - del Latemar abbiano calcato i versanti e toccato i segreti. Ho amato il Latemar e la leggenda dei suoi orsi, oramai estinti. Dentro al meraviglioso bivacco posto al suo centro ho conosciuto anche l'amore illuminato della notte. Mi ha lavato alla sorgente lì vicino, poi è scivolato tortuosamente per la Valsorda e giù sino al mare, incontro a una barca a vela".
Si tratta di un concatenamento di vette prettamente escursionistiche anche se, per raggiungere la cima del Paion, occorre superare qualche passo d'arrampicata e camminare sul filo affilato di una cresta.
In estate queste vette vengono prese di mira dai trekker ma quest'inverno, così poco innevato, abbiamo potuto godere di una tranquillità anomala.
Descrizione del percorso
Da Predazzo percorrere la statale della Val di Fiemme in direzione di Moena e dopo pochi chilometri parcheggiare in corrispondenza degli impianti del Latemar.
Raggiungere mediante l'ovovia e la successiva seggiovia la baita passo Feudo (2200 Mt.). Alle spalle del rifugio imboccare il sentiero n. 516 che in breve guadagna quota che conduce al rifugio Torre di Pisa (2671 Mt.) posto nei pressi della vetta del Cavignon. Poco prima di raggiungere il rifugio sulla sinistra è ben visibile la Cima di Valbona (2660 Mt. - croce di vetta) che si conquista facilmente superando dei semplici balzi erbosi e rocciosi. Dal versante di avvicinamento la vetta appare poco pronunciata ma una volta che la si raggiunge si avrà una bella visuale a picco sul versante nord ovest.
Dal rifugio Torre di Pisa continuare lungo il sentiero 516 che dopo aver toccato la sommità del Cavignon porta alla "Torre di Pisa", un curioso monolite di roccia chiara altro circa 30 metri situato tra il Primo Campanile di Fuori e la Cima del Battistero; Ora il sentiero si
porta sotto il versante orientale della Cima di Valsorda e prosegue verso nord in quota sino ad un bivio. Non imboccare il sentiero n. 516B che scende verso destra in direzione del bivacco ma continuare a traversare in quota (sempre sentiero n. 516) e abbandonarlo nei pressi della Forcella del Forcellone seguendo una traccia non sempre evidente. Poco prima di raggiungere la forcella piegare a sinistra e iniziare a guadagnare repentinamente quota. Superare diversi facili passi d'arrampicata sino a raggiungere la cresta. Da qui verso destra, in massima esposizione, si raggiunge la vetta (croce+libro) del Paion (2800 Mt. - conquistata nel 1852 dal bolzanino Anton von Grabmayr).
Perdere quota percorrendo a ritroso il sentiero sino alla forcella. Per raggiungere la vetta del Forcellone (2582 Mt. - salita per la prima volta nel 1895 da Theodor Christomannos con le guide Pichler e Pinggera di Solda) conviene continuare sul filo di cresta superando pendii erbosi e facili roccette fino ad una fascia di rocce. Qui spostarsi a destra e raggiungere un canale con delle rocce scure che si supera senza difficoltà. Portarsi poi ancora a destra e superare degli altri pendii erbosi sino a raggiungere la vetta (croce+libro) ora visibile.
Discesa
Dalla vetta del Forcellone scendere seguendo una ripida traccia e puntando direttamente al sentiero n. 516. Mediante questo si rientra al rifugio Torre di Pisa e quindi a passo Feudo.

   

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Anita quasi in vetta alla Cima di Valbona

La cima di Valsorda vista dal Cavignon

   

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Primo Campanile di Fuori, la Torre di Pisa e il Battistero

La cresta del Paion

   

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Will

Diego e Matteo in vetta al Paion

   

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Cima del Forcellone

   

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