Monte Guglielmo (Gölem)
da Zone e discesa dalle Creste

 
Zona montuosa Prealpi Bresciane LocalitÓ di partenza Zone (BS)
Quota partenza 680 Mt. Quota di arrivo 1957 Mt.
Dislivello totale +1330 Mt. Data di uscita 06/12/2014
Ore di salita 4 h. 10' Ore di discesa 3 h.
Sentieri utilizzati n. 227, 207, 205 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Gölem, Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata nuvolosa, con ampi schiarite al mattino, e con pioggerellina diffusa al tardo pomeriggio. Sentieri evidenti e ben tracciati. Abbiamo rinvenuto le frecce che indicano i sentieri sulle paline spezzate da dei vandali da Zone fino a quasi al Rifugio Almici.

Eventuali pericoli
Nessuno in particolare. Attenzione solo al tratto di cresta che scende dalla cima del Dosso Pedalta verso il Monte Agolo: alcuni tratti potrebbero risultare insidiosi in caso di ghiaccio, e in versante nord del Monte Guglielmo è parecchio ripido!
Presenza di acqua

È possibile rifornirsi di acqua al paese di Zone; poi ci sono delle fontane alla Baita Casentiga e a Malga Palmarusso.

Punti di appoggio

Baita Casentiga e Malga Palmarusso di Sotto offrono un minimo di riparo dalle interperie. Malga Palmarusso di Sopra è attrezzata con una stanza che funge da bivacco. Poco sotto la cima del Monte Guglielmo sorge il rifugio Almici, mentre sulla sua cima più famosa (Castel Bertino) il grande monumento al Redentore offre ricovero nel suo stanzone interno.

Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Lunga camminata fin sulla cima del colosso che sovrasta il Lago d'Iseo, visibile da quasi tutta la Lombardia nelle giornate limpide. In una facile e piacevolissima escursione circolare, che da Zone, poco sopra il Lago d'Iseo, risale la Valle Vandul, toccado vari alpeggi panoramici, fino a raggiungere la cima del Dosso Pedalta. La discesa avviene lungo la lunga cresta Nord-ovest, fino all'antico valico della Croce di Zone, dove un tempo svallava la Via Valeriana.
Descrizione percorso
Una volta raggiunto Marone, sulla sponda orientale del Lago d'Iseo, salire al sovrastante paese di Zone in pochi chilometri di automobile. È possibile trovare parcheggio nei pressi della bella chiesa. Da qui seguire in salita la strada acciottolata (via Monte Guglielmo, sentiero 227) che transita dalla palestra comunale e che porta nella Val Vandul, e lungo la quale sono disseminate varie sculture di legno raffiguranti animali fantastici o fiabeschi, tutti realizzati da un artista locale, e che caratterizzano il curioso “Bosco degli Gnomi”, interessante itinerario per famiglie e bambini. Sempre seguendo il sentiero
si transita dalle cascine rurali della località Pure, poi si entra in bel bosco ombroso fino ad sbucare in una zona aperta denominata “Zuf”; qui si attraversa il fondo della valletta e si prosegue a salire con alcuni tornanti fino ad arrivare ad una bella cascina isolata, attorniata da faggi e prati (Malaga Casentiga, 1410 Mt., 1 h. 40' dalla partenza) da dove si può godere di una bella vista sul Lago d'Iseo e sulle valli Ombrino e Vandul. Dalla cascina tenere la sinistra e seguire le indicazioni per il Monte Guglielmo, salire un paio di ampi tornanti dominati dalla evidente mole rocciosa del Corno del Bene, poi si prende un lungo falsopiano verso Sud fino a giungere alla grande Malga Palmarusso di Sotto (1596 Mt., 2 h. 15' dalla partenza) dove si trova una fontana, e dove iniziano i grandi pascoli che ricoprono la montagna fino alla cima del Monte Guglielmo. Da qui con alcuni tornanti il sentiero sale fino a raggiungere la dorsale del Corno del Bene: con pochi minuti è possibile raggiungerne la cima, che è una balconata magnifica sul lago e sui monti che lo circondano. Proseguire verso sinistra lungo il sentiero (che in realtà da qui è una strada sterrata) seguendo sempre le indicazioni per il Monte Guglielmo. Si tocca subito una magnifica piccola pozza per l'abbeveraggio del bestiame, nelle sue forme perfettamente circolari sembra quasi un cratere di origine vulcanica e domina in maniera invidiabile la sottostante superficie azzurra del Lago d'Iseo, poi la strada prosegue con pendenze molto moderate e risale i pascoli aperti fino ad un bivio; qui noi abbiamo proseguito a sinistra la strada meno ripida che in 10 minuti porta alla Malga Palmarusso di Sopra (1845 Mt., 3 h. 10' dalla partenza) dove, in una stanza, è ricavato un piccolo bivacco per gli escursionisti. Dalla malga seguire il sentiero semi-pianeggiante che andando verso Sud-Est porta in 10 minuti al vicino rifugio Almici (1861 Mt., 3 h. 20' dalla partenza), frequentatissimo in estate – ma anche tutto l'anno – dagli escursionisti bresciani, e fiancheggiato dalla sua semplice e pittoresca chiesetta. Dal rifugio Almici portarsi con l'evidente sentiero alla sella poco sotto la cima di Castel Bertino, dominato dal grande monumento al Redentore, ma qui giunti (1915 Mt., 3 h. 50' dalla partenza) invece di raggiungerne la vetta, piegare a gomito a sinistra (sentiero 207) seguendo verso Nord-Ovest la comoda cresta del Monte Guglielmo. In meno di venti minuti, oltrepassate varie piccole elevazioni appena accennate, si perviene alla cima più alta del Monte Guglielmo: il Dosso Pedalta (1957 Mt.) dove sorge un piccolo e discreto ometto di sassi.
Discesa
Dal Dosso Pedalta proseguire lungo la cresta da cui si è pervenuti, con andamento Nord-Ovest, e iniziare lungo questa a perdere gradualmente quota fino alla Punta Caravina (1847 Mt.), elevazione più settentrionale della dorsale sommitale del Monte Guglielmo. Da qui la cresta scende più ripida superando alcuni facilissimi tratti rocciosi, dove però è opportuno prestare un minimo di attenzione in caso di bagnato o di ghiaccio. Si perviene al Roccolo della Caravina (1590 Mt.), posto sempre sulla cresta, poi ancora più giù il Roccolo del Fattore. Proseguendo ancora in discesa la cresta lascia il posto ad una larga spalla, si giunge a degli ampi prati dove – su un dosso panoramico appena discosto verso il versante Sebino – fanno sfoggio di sè le “Tredici piante”, visibili da grande distanza dai monti circostanti, che sono appunto 13 vecchi faggi disposti a semicerchio, nei pressi della Malga Agolo (1333 Mt.). Continuiamo la discesa lungo la dorsale, arrivati a Malga Aguina, con la relativa pozza per l'abbeveraggio (1150 Mt.), imboccare la strada sterrata che scende a sinistra con vari ampi tornanti nel bosco, un ultimo tratto quasi pianeggiante avente direzione verso Sud porta in breve alla Croce di Zone, antico valico che metteva in comunicazione il Lago d'Iseo con la Valle Camonica a Nord. Dal passo (900 Mt.), dove sorge un ristoro, occorre piegare in discesa a sinistra sul sentiero 205, che ripercorre la strada romana chiamata Via Valeriana, recentemente recuperata in buona parte, almeno per quanto riguarda la zona del Lago d'Iseo. In meno di mezzoretta si ritorna comodamente a Zone, scendendo lungo il fondo di una valletta (Val Valurbes) fresca e ricchissima di conifere e percorsa da un torrentello. Prima di raggiungere Zone, però, vale la pena di fermarsi alla grande roccia inclinata (nei pressi della piccola chiesetta della “Madonna del Disgiolo”) dove sono rimaste impresse varie impronte di arcosauri, risalenti a 220 milioni di anni fa.

Note

Il Monte Guglielmo ha subito un storpiatura toponomastica, infatti il nome originale della montagna è Gölem, che nella lingua locale significava “culmine, sommità”. Il nome della montagna è stato in seguito italianizzato in “Guglielmo”.
Il Guglielmo è un massiccio molto grande e imponente, visibile da molto lontano dalle Alpi e dalla pianura padana, spesso con il suo cappuccio di neve che resiste fino a primavera, ed è la montagna di casa dei triumplini e in generale di tutti gli escursionisti bresciani.
Il Monte Guglielmo in realtà ha due vette principali, unite da una lunga dorsale: Il Dosso Pedalta (1957 Mt., la vetta più alta, la cui salita è descritta in questa relazione), e Castel Bertino (1949 Mt., la più famosa e frequentata).
Sulla vetta propriamente detta della montagna, Castel Bertino, c’è un enorme edificio monumentale, una cappella circolare con tetto a punta, che è il Monumento al Redentore, qui edificato ai primi del secolo scorso.

Commenti vari

Questa è stata la terza salita al Monte Guglielmo (o Gölem, che dir si voglia) operata dai SassBalòss. Si vedano al proposito le salite del 1999 (da Pezzoro, in Valtrompia) e del 2005 (da Caregno, in Valtrompia). Il versante sul Lago d'Iseo offre a nostro parere dei panorami più ampi e interessanti di quelli verso la Valtrompia.
A Zone sono degne di interesse le fiabesche crature intagliate nel legno dall'artista locale "il Rosso” che popolano il “Bosco degli Gnomi”, disseminate lungo la prima parte del percorso qui descritto.
Poco a monte di Zone salendo verso la Croce di Zone (quindi quasi al ritorno nella nostra escursione) è possibile osservare una grande roccia inclinata su cui sono impresse varie orme di antichi arcosauri (antenati dei più famosi dinosauri). Dei pannelli didattici aiutano a decifrare le (almeno 5) sequenze di passi, composte da 70 impronte, di questi animali preistorici immortalate dal tempo in quello che un tempo era il letto sabbioso di un fiume.
Il tratto di sentiero che abbiamo percorso tra la Croce di Zone e Zone stesso è l'antico sedime della Via Valeriana, antica via di comunicazione di origine romana, di fatto unico collegamento (fino al 1850, data di apertura della strada litoranea del Lago d'Iseo) tra la pianura e la Valle Camonica.
La lunghezza totale del nostro percorso (andata e ritorno) è stata di ben 20 Km. La nostra velocità media - comprese le soste - 2,8 km/h.

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Omar si diverte con uno dei gioppini del Bosco degli Gnomi.

La bella pozza panoramica sul Lago d'Iseo.

   

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Arrivati al rifugio Almici.

Vista panoramica sul Basso Sebino.

   

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In cima al Dosso Pedata, massima elevazione del Gölem.

Scendendo dalla creste verso la Croce di Zone.

   

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Rilievi GPS

 

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