| Zona montuosa |
Alpi Orientali - Alti Tauri |
Località di partenza |
Kals, rist/albergo Lucknerhaus
(Austria) |
| Quota partenza |
1920 Mt. |
Quota di arrivo |
3798 Mt. |
| Dislivello totale |
+881 Mt. per lo Stüdl Hütte (1° giorno)
+997 Mt. dal rifugio alla vetta (2° giorno) |
Sentieri utilizzati |
Non numerati |
| Ore di salita |
2 h. 15' dal parcheggio allo Stüdl Hütte
1 h. 30' dal rifugio all'attacco
5 h. 20' la via |
Ore di discesa |
4 h. 50' fino al parcheggio |
| Esposizione |
Sud-ovest (est/sud-est la discesa) |
Giudizio sull'ascensione |
Ottima |
| Data di uscita |
09-10/08/2010 |
Difficoltà |
AD+ (III+, A0) |
| Sass Balòss
presenti |
| Luca. |
| Amici presenti |
| Claudia. |
| Condizioni climatiche, dei sentieri
e del ghiaccio |
| Per entrambi i giorni siamo stati fortunati. Il tempo è stato nuvolo il primo giorno, ma la sera si è aperto; il secondo giorno sempre bello fino al pomeriggio. I sentieri sono ben evidenti e comodi. Il ghiacciaio che si percorre durante l'avvicinamento era in buono stato, senza crepacci, un solo ponte ben ghiacciato la mattina presto.
Quello che si percorre scendendo dalla Normale era in perfette condizioni, nessun problema ad attraversarlo. |
| Eventuali
pericoli |
Oltre ai soliti d'arrampicata può essere pericoloso scendere dalla
Normale per due motivi:
1- per via dell'affollamento eccessivo. Sono presenti molte cordate
che si scavalcano e, scendendo slegati, si potrebbe essere urtati;
2- in caso di temporali la normale è il posto meno adatto dove stare per la presenza di molti paletti metallici di ancoraggio, utili per le guide sia in salita che in discesa, ma meno appropriati in caso di fulmini. |
| Presenza
di acqua |
| No. |
| Punti
di appoggio |
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Stüdl-Hütte (2801 Mt., all'andata), Erzherzog Johann-Hütte (3454 Mt., al ritorno). |
| Materiale
necessario oltre al tradizionale |
Corda da 30
Mt., imbraco, caschetto, ramponi, piccozza, 5 rinvii, qualche moschettone,
alcuni cordini, occhiali da sole.
In base all'innevamento dei ghiacciai potrebbero servire le ghette. Noi i ramponi li abbiamo usati solo pochi metri in discesa e sarebbe bastata 1 sola piccozza in due. |
| Descrizione
dell'ascensione |
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Da Lienz seguire la statale 108, fino al bivio per Kals.
Arrivati a Kals, proseguire in direzione Burg fino ad un incrocio dove è posizionato un pannello di legno con cartina della zona.
Prendere la strada che sale a destra del cartello Kalser Glocknerstraße.
Proseguire fino al gabbiotto di pagamento dei 9 euro posizionato 2 km circa prima del parcheggio dove lasciare la macchina.
Non sono presenti ulteriori parcheggi sulla strada, ma per non
pagare, dovrebbe essere possibile parcheggiare nello spazio appena prima del gabbiotto
(oppure passare presto, prima delle 6).
Lasciata la macchina a quota 1920 Mt. si hanno due possibilità di salita: o per la comoda strada sterrata a sinistra del torrente o per il sentiero alla sua destra. Entrambe portano
al primo rifugio che si incontra (Luckner Hütte 2241 Mt.) unendosi
poco prima di raggiungerlo. Da lì si prosegue per sentiero segnato con bolli rossi e bianchi fino a raggiungere il rifugio Stüdl Hütte (2801 Mt.).
Se la meta fosse la via Normale è possibile proseguire (se si hanno
ancora fiato e gambe) raggiungendo il rifugio Erzherzog-Joahann Hütte (3454 Mt.).
Lo Stüdl Hütte offre alcune possibilità di svago: all'interno c'è
una piccola palestra di roccia, mentre all'esterno una slackline.
Inoltre è possibile salire al Freiwandspitze (2920 Mt.); una vetta
che offre una bella
veduta sul Großglockner, raggiungibile in circa 30' con facile
sentiero.
La mattina seguente colazione dalle ore 5:00. La prima parte
del sentiero è abbastanza ripida, si deve salire su un "panettone" proprio davanti al rifugio arrivando alla
base del ghiacciaio Teischnitzkees. Si prosegue ora sul ghiacciaio stando vicini al bordo destro fino sotto alla parete (al nostro passaggio le condizioni erano ottime e c'era una discreta traccia, non è servito utilizzare ramponi e nemmeno legarsi). Per trovare il giusto punto d'attacco individuare un paletto metallico sulle rocce iniziali.
Salire per roccette semplici di I° e II° (meglio
slegati) seguendo i paletti metallici che ogni tanto si trovano lungo la cresta fino a raggiungere il Frühstücks-platzl.
Attenzione alla roccia iniziale con massi instabili e, al nostro
passaggio, con un po' di vetrato. Fin qui pochissimi golfari ed alcuni paletti metallici. Il Frühstücks-platzl (3550 Mt.) è indicato da una targa gialla che consiglia di scendere, se il tempo impiegato per giungere lì dal rifugio è stato superiore alle
3 h., poiché da lì in poi le difficoltà aumentano. Da qui fino al traverso, che rappresenta l'ultima difficoltà,
i fittoni ed i paletti metallici sono più frequenti. Presenti anche tre tratti attrezzati con corde fisse.
Dal Frühstücks-platzl conviene
legarsi e procedere in conserva tranne che nei 4 punti più
difficili.
1- Subito dopo la targa c'è un canalino con cordone.
2- Un muretto fessurato con cavo metallico a metà cresta circa (foto 7).
3- Una breve placchetta molto liscia sul filo dello spigolo con
2-3 golfari (foto 8).
4- Uno strapiombino con successivo traverso verso la fine. Anche
qui con cavo metallico.
Dopo il traverso le difficoltà scemano notevolmente fino a raggiungere la vetta (3798 Mt.).
Giunti in vetta ci ha colpito la presenza di 4 guide che accoglievano
la gente, prestandosi anche come fotografi. In realtà il
motivo della loro presenza era legato alla caduta della croce di vetta, forse dovuta ad un fulmine e, con l'aiuto dell'elicottero, l'hanno
poi raddrizzata.
Purtroppo la nostra foto di vetta è con la croce pendente!
Discesa
Dalla vetta si scende dalla via Normale con passaggi di II°.
Si può anche scendere slegati, però prestare attenzione perché
alcune persone, non molto pratiche, potrebbero urtarvi e farvi
cadere... Si seguono i paletti metallici che vengono utilizzati
per l'assicurazione. Si supera una sella e poi si continua a
scendere fino ad un'altra sella meno marcata. Qui si abbandona la
Normale che continua sulla cresta per entrare nel canale
ghiacciato a sinistra (viso a valle). Si scendono i primi metri
più ripidi (alcuni golfari per eventuali calate o assicurazioni)
poi, per terreno più facile si continua fino al rifugio Erzherzog-Joahann Hütte
(3454 Mt., circa 2 h). Tolti i ramponi e riposta anche la piccozza si scende per roccette
(ferrata) fino al ghiacciaio/nevaio Ködnitzkees. Al nostro
passaggio il ghiacciaio non presentava alcuna difficoltà, tantè
che siamo scesi senza ramponi e piccozza (la parte più ripida si
può evitare stando sulle rocce dov'è presente ancora una ferratina).
Al termine del ghiacciaio (1 h. dal rifugio) si prosegue puntando
ad una specie si sella con 2 grossi ometti. Da qui, per ripido
sentierino, si scende fino a ricollegarsi col sentiero percorso
salendo allo Stüdl Hütte. Lo si segue a ritroso fino al parcheggio (1h. 50' dal termine del ghiacciaio).
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| Note |
Il Großglockner è la vetta più alta dell'Austria. Forse è maggiormente conosciuta e frequentata dal punto di vista scialpinistico.
La cena al rifugio è ottima ed abbondante a buffet. |
| Commenti
vari |
| La scelta della Stüdgrat è stata abbastanza casuale. L'idea iniziale era quella di arrampicare in Austria ma cercando notizie in giro, ci ha incuriosito
ed affascinato questa vetta, l'idea di fare una cosa diversa dal solito, una via in quota. In effetti la scelta è stata ottima, l'ambiente e le condizioni trovate eccezionali,
e la spruzzatina di neve sulla cresta ha reso l'esperienza ancora più bella. |
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Il rifugio invernale |
Claudia sulla slackline, sullo sfondo lo Stüdl Hütte |
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Sullo sfondo i seracchi del ghiacciaio Teischnitzkees |
Il Großglockner
all'alba |
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Sulle rocce iniziali della cresta |
Uno sguardi verso il basso, i direzione dello Stüdl Hütte |
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Il muretto fessurato a metà cresta circa |
La liscia placca sul filo dello spigolo |
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Tratto di cresta prima del traverso |
In vetta |
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Panorama del
Großglockner con il tracciato di salita dalla Stüdlgrat (rosso) e
discesa dalla Normale (verde) |
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