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Rifugio Garibaldi

 
Zona montuosa Adamello/Presanella Località di partenza Temù (BS)
Quota partenza

1300 Mt. circa

Quota di arrivo 2548 Mt.
Dislivello totale +1250 Mt. circa Data di uscita 25/11/2006
Ore di salita 3 h. 45' Ore di discesa 2 h. 45'
Sentieri utilizzati n. 11, 1 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri
Pioggia e nebbia per tutta la giornata. Neve e vento gelido oltre i 2200 Mt. Il manto di neve, nei pressi del rifugio era di circa 15-20 Cm. e ciò ha creato qualche problema poiché il sentiero, fatto da massi di granito accostati, spesso celava buche e gradini invisibili. Sentieri comunque perfettamente segnalati e comodi.
Eventuali pericoli
Presenza di alcune grosse colate di ghiaccio poco oltre il lago Benedetto.
Presenza di acqua
Lungo tutto il percorso troverete torrentelli e una bella fontana presso gli edifici dei guardiani della diga del laghetto d'Avio.
Punti di appoggio
In corrispondenza delle 3 dighe che si incontrano, gli edifici dei guardiani offrono un utile riparo in caso di maltempo. Inoltre il rifugio Garibaldi dispone di un piccolo locale invernale per 5-6 persone dotato di letti e coperte, ma non di materiale per cucinare. Anche presso la malga Cadea, dopo circa 1 ora di cammino trovate la possibilità di un riparo di fortuna.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Utili, in caso di tempo umido e freddo, i ramponi.
Caratteristiche dell'escursione
Descrizione Generale
Escursione lunga e a tratti faticosa per le elevate pendenze. Nessuna difficoltà particolare, ma necessita di un buon allenamento. Ambiente imponente nella zona attorno al rifugio. L'unica nota stonata in un così bel contesto è data da alcuni tratti asfaltati, specie quello molto lungo e ripido da malga Cadea al laghetto d'Avio.
Descrizione Percorso
Lasciata l'auto nei pressi di una baita in Val d'Avio, a pochi chilometri da Temù, un poco invitante cartello indica la strada a sinistra con l'indicazione di 3 h. 45' per il rifugio Garibaldi. Si inizia su una larga strada sterrata che passa tra abeti e larici e prosegue con moderata pendenza per alcuni minuti. In seguito, la pendenza aumenta e con vari tornanti asfaltati fa guadagnare quota fin fuori dal bosco. Superato il greto di un torrente, il panorama si allarga sulla valle circostante.  Ci troviamo nei pressi di Malga Caldea a 1574 Mt. di quota. Qui, una bella zona attrezzata per pic-nic, ci invita a prendere fiato, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga. Lasciate le baite, si rientra per un breve tratto nel bosco per poi superare un ponticello e iniziare una ripidissima salita su asfalto che, con una lunga serie di faticosi tornati porta più in alto del primo dei laghi che incontreremo: il laghetto dell'Avio, con la sua diga.  Si prosegue su comoda sterrata pianeggiante una cinquantina di metri sopra il laghetto fino a giungere alla seconda diga, quella del lago d'Avio (1900 Mt). Da qui, si prosegue pochi metri sopra il livello delle acque tramite la sterrata che corre lungo la sponda destra del lago. Mentre camminiamo, alla nostra destra ci accompagna un lungo passaggio protetto che serve da strada di servizio per i custodi delle dighe durante l'inverno. Giunti poco prima del termine del lago, a cospetto della terza grande diga che chiude il bacino del lago Benedetto si sale verso destra fino ad arrivare alle costruzioni dell'Enel. Ammirando il grande lago Benedetto (1932 Mt.), ci si porta sulla sua sponda destra, si superano alcuni caseggiati diroccati e tra piccoli cespugli e pini mughi, ci si porta verso la parte a monte di quest'ultimo grande bacino. Qui giunti, si abbandona la strada pianeggiante e si risale con alcuni tornati il salto roccioso che domina il lago. Attenzione in questo punto alle colate di ghiaccio originate dall'acqua che scende dall'alto. Superato il salto roccioso ci si trova in un bellissimo pianoro erboso con al centro un antiestetico traliccio della corrente e verso destra la malga Lavedole (2047 Mt). Ci si inoltra nel pianoro su una specie di sentiero ciottolato e in corrispondenza del pilone, si prosegue verso sinistra fino ad un vicino ponticello. Lo si supera e si inizia a salire in un valloncello. Giunti al pianoro successivo, ad un poco evidente bivio, si continua verso sinistra tornando a salire piuttosto ripidamente tra bellissimi esemplari di pino cembro, molto raro da queste parti. Immersi tra larici e cembri, si giunge alla stazione di una teleferica. Da qui, il sentiero prosegue verso destra e diviene comodo e pianeggiante fino all'inizio della ripida salita finale che rimonta faticosamente la valle fino alla diga del lago del Venerocolo. Quest'ultimo tratto, definito "il calvario" dai soldati della Prima Guerra mondiale che lo percorrevano con pesanti carichi e non con comodi zaini imbottiti, si svolge lungo stretti tornanti a volte su sassi instabili. La diga vista da sotto appare a portata di mano, ma serviranno lunghi minuti per arrivarci. Al termine del "calvario", il sentiero serpeggia con minore pendenza fino alle prime costruzioni della centrale elettrica. Poco prima di arrivare alle sponde del lago artificiale, si devia verso sinistra e in breve si arriva al rifugio Garibaldi, immerso in una bellissima conca, al cospetto della severa parete nord dell'Adamello (che data la nebbia non abbiamo potuto ammirare).
Discesa
Per il ritorno si seguirà la medesima strada dell'andata.
Note
Numerosi pannelli ci accompagnano lungo l'escursione, spiegandoci di volta in volta, la fauna, la flora, la geologia e la storia dei luoghi che stiamo attraversando. Davvero belli e utili.
Commenti vari
Le relazioni che avevamo a disposizione parlavano di punto di partenza presso Malga Caldea, a circa 1574 Mt. Noi ci siamo fermati a un parcheggio presso una baita in Val d'Avio, a circa 1300 metri, perché una sbarra ed un cartello di divieto di accesso, nonché la strada poco invitante (sterrata), ci hanno fatto desistere dal proseguire oltre in automobile. In questo modo ci siamo sorbiti un'oretta scarsa in più fino a Malga Caldea.
   
Lo spettro della diga
Davanti al secondo lago
   
Pit-Stop
Un tratto ghiacciato
   
Salendo verso il Calvario
Lungo il Calvario
   
No comment
Pronti a scendere dal Garibaldi
   

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