Val Terzera - Baita Foppa dell'Orso

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza LocalitÓ Riva - Mezzoldo (BG)
Quota partenza 1300 Mt. Quota di arrivo 1845 Mt.
Dislivello totale +600 Mt. circa Data di uscita 19/11/2014
Ore di salita 3 h. 30' Ore di discesa 1 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 111, 124 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Soleggiatissima ma fredda giornata. Neve fin dai 1400 metri. A circa 1800 Mt. il manto nevoso superava i 40 cm. Sentieri ben segnalati, ma poco evidenti a causa della neve.

Eventuali pericoli
Nessuno. Attenzione al traverso per arrivare alla Casera Cavizzola in caso di neve non assestata.
Presenza di acqua
Troverete acqua nella parte bassa della valle, presso il torrente che vi scorre sul fondo. E' probabile la presenza di acqua anche nella parte alta, ma il freddo e la neve hanno coperto tutto.
Punti di appoggio
La prima casera incontrata è stata quella di Siltri (1726 Mt., 1 h. 15 ' dalla partenza); la successiva è stata la Casera Cavizzola (1800 Mt.; meno di 40' dalla Siltri); la Baita Foppa dell'Orso (1845 Mt., 1 h. dalla Cavizzola). Lungo la discesa incontrerete la Baita Cossù a meno di 30' dall'arrivo al parcheggio.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla. Chi avesse un paio di ciaspole le troverà assolutamente comode viste le caratteristiche del percorso.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Bell'anello escursionistico, facile e poco faticoso in caso di assenza di neve. Un poco più impegnativo se affrontato, come in questo caso, con un discreto manto nevoso non battuto. Gli ambienti attraversati, rilassanti e bucolici, il limitato dislivello e le numerose casere o baite che si incontrano ed offrono possibilità di sosta, lo rendono adatto anche a escursionisti poco allenati. La Val Terzera risulta essere molto adatta a lunghe passeggiate, anche con la neve, regalando ampi panorami e affascinanti abetaie.
Descrizione percorso
Lungo la strada che da Mezzoldo sale al Passo di San Marco, superato l'albergo Genzianella, si devia a destra in località Riva, poco prima dell'albergo-rifugio Madonna delle Nevi. Presso un campetto sportivo si lascia l'auto e si scende ad attraversare il torrente su un ponte di legno e si risale il sentiero 111 che porta all'interno della Val Terzera. Subito dopo ignoriamo il sentiero che si stacca verso destra e conduce al giro delle Casere. Proseguiamo invece dritti tenendo l'impetuoso torrente alla nostra sinistra per poi attraversarlo (tra mille difficoltà vista la grande quantità di acqua e ghiaccio presenti) in qualche modo verso sinistra (in caso di piena è consigliabile fin dall'auto, non attraversare il ponte ma restare sul lato destro orografico del corso d'acqua seguendo la variante del sentiero 111 ben indicata su di un masso alla partenza). Risaliamo ora l'ampia sterrata che, con pendenza regolare, supera una prima baita poco distante dal sentiero, lasciamo alla nostra sinistra il bivio per il sentiero 124 che percorreremo in discesa al ritorno (indicazioni per il rifugio Zamboni e la baita Cossù) e poi una seconda baita
alla quale passiamo proprio davanti alla parta d'ingresso. Poco oltre riattraversiamo il torrente portandoci sulla sinistra orografica della valle. Tagliamo una radura erbosa e puntiamo verso il bosco di abeti alla nostra destra. Qui arrivati, un bel sentierino in mezzacosta ci conduce all'interno di un valloncello che percorriamo, risalendone poi il versante opposto. Siamo ora in una bella abetaia. Facciamo attenzione alla traccia poco evidente. La pendenza aumenta e in circa 30' scarsi arriviamo ad una freccia in legno su di un tronco che ci invita a sinistra verso Casera Siltri. Sbucati fuori dal bosco, arriviamo alla casera dopo circa 20-25 minuti. Il panorama si fa interessante e piacevole. Scendiamo ora sul pianoro erboso sottostante la casera e puntiamo verso un evidente abbeveratoio su cui è riportata la direzione verso sinistra per le atre casere ed il sentiero 111. Iniziamo una breve salita che ci porta fino al bivio (qui si trova un larice con due tronchi uniti) per il sentiero che conduce all'incrocio con il sentiero 101 e che ignoriamo procedendo invece sempre sul 111 verso la Casera di Cavizzola. La raggiungiamo dopo un traverso pianeggiante in mezzacosta (2 h. abbondanti dalla partenza). Proseguiamo ora verso un evidente vallone in leggera discesa. Passiamo accanto ad un grande recinto fatto con pietre e muri a secco e giunti nel vallone lo seguiamo in discesa facendo attenzione a non perdere i bolli, poco evidenti. Sul versante opposto del vallone, rientriamo nella bella abetaia e ne seguiamo il sentiero che in mezzacosta la percorre con vari saliscendi. In corrispondenza di un piccolo spiazzo, sul tronco di un abete si trova una freccia che indica il Rifugio Madonna delle Nevi in discesa, noi invece proseguiamo dritti seguendo una seconda freccia per il sentiero delle casere. Bella la vista sull'intera valle Terzera, il Monte Cavallo e la Cima Siltri. Ad un secondo bivio, saliamo verso destra seguendo la direzione per il bivacco Zamboni. Dopo una decina di minuti su terreno aperto arriviamo alla Baita Foppa dell'Orso (1845 Mt.; 3 h. abbondanti dalla partenza).
Discesa
Tornati sui nostri passi fino al bivio che indicava il sentiero delle casere, lo seguiamo fino ad uscire dalla abetaia nei pressi di un rudere e poco dopo arriviamo alla stazione di monte di una teleferica per il trasporto di merci. Qui, una freccia ci invita a deviare decisamente verso sinistra e rientrare nel bosco in discesa. Il sentiero è comodo, immerso tra gli abeti e scende velocemente verso il fondo della Valle Terzera (sentiero 124). Superata la Baita Cossù (20' dalla freccia) si prosegue sempre su comodo sentiero fino ad incrociare il sentiero 111 fatto questa mattina (20' dalla baita), seguirlo verso destra e tornare all'auto (10-15')

Note
Partendo dal parcheggio è possibile percorrere il bel sentiero delle Casere che, ricalcando in parte l'itinerario da me compiuto, porta a visitare altre 3 baite adibite ad alpeggio e produzione di formaggi completando così un anello di circa 4 ore (senza neve...), istruttivo ed affascinante. Era mia intenzione risalire la Val Terzera incrociare il sentiero 101 arrivare alla Forcella Rossa e da lì in vetta alla Cima dei Siltri lungo la facile cresta Nord; la quantità di neve non battuta presente, il ritardo accumulato e le mie scarse condizioni fisiche mi hanno fatto desistere dopo aver ravanato per quasi un'ora con la neve al ginocchio, consigliandomi di tornare sui miei passi e puntare al più agevole anello percorso.
Commenti vari

Un salutone al temerario ed indomito cagnolino Spike (nome stampato sulla targhetta che aveva al collare) che mi ha accompagnato per tutta la camminata, sprofondando spesso nella neve più alta di lui. Ho scoperto poi che Spike è famoso tra gli escursionisti della zona che spesso lo hanno come compagno per giornate intere.

   

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Il temerario piccolo Spike

A destra la Casera Siltri

   

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Omar alla Casera Cavizzola

Casera Cavizzola dall'alto

   

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Omar alla Baita Foppa dell'Orso

 

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