Monte Fioraro (o M. Azzarini) e Monte Tartano

 
Zona montuosa Alpi Orobie LocalitÓ di partenza

Rif. Madonna delle Nevi, Loc. Riva -
Mezzoldo (BG)

Quota partenza 1340 Mt. Quota di arrivo 2431 Mt. il M. Fioraro
2292 Mt. il M. Tartano
Dislivello totale 1500 Mt. compresi i saliscendi Data di uscita 03/06/2017
Ore di salita 3 h. per il Monte Fioraro
altre 1 h. 30' per il Monte Tartano
Ore di discesa 1 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 124B, 124A, 101 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Bella giornata di sole fino al primo pomeriggio. Un bel temporalone si è abbattuto sulla zona quando io ero ormai all'auto. Sentieri perfettamente segnalati fino al rifugio Balicco, Da qui in poi meno evidenti, comunque battuti fino alla Bocchetta di Budria. Nessun bollo o ometto, e assenza quasi totale di minime tracce di passaggio lungo la cresta Est che porta al Monte Fioraro. Segni di passaggio sono presenti invece lungo la cresta che, dalla stessa bocchetta, conduce al Monte Tartano. Neve residua in discrete quantità sul versante nord.

Eventuali pericoli
Particolare attenzione nel percorrere la pochissimo frequentata cresta per il Fioraro: ripide pareti quasi verticali verso la Valtellina e ripidissimi prati e improvvisi salti rocciosi verso la Valle Brembana. Il terreno è sicuro ed i passaggi quasi mai difficili, ma l'esposizione piuttosto elevata. Da evitare assolutamente in caso di pioggia.
Presenza di acqua
Troverete acqua presso il nuovo rifugio Balicco ed al vicino bivacco Zamboni.
Punti di appoggio
Lungo la salita si incontrano varie baite, casere (vedi escursioni del 19-11-2014 e del 15-01-2017), alpeggi e piccole strutture in pietra. Oltre a queste, in poco più di un ora si arriva al rifugio Balicco, aperto da circa 1 anno ed in altri 5 minuti al bivacco Zamboni. Presso quest'ultimo l'accesso è libero durante tutto l'anno.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il 99% degli escursionisti che salgono al Monte Fioraro percorrono l'erbosa cresta Ovest che, dal Passo di San Marco raggiungibile in auto, segue lo spartiacque tra la Valle Brembana e la Valtellina. Si tratta di una facile dorsale con vari saliscendi e qualche ripido tratto faticoso. In questa escursione, invece, optiamo per la cresta Est. Questa si sviluppa, lunga e selvaggia, dalla Bocchetta di Budria, poco sopra il rifugio Balicco e tra delicati passaggi su roccia (mai tecnicamente difficili, ma esposti), affilati tratti erbosi, improvvisi salti misti, sia in salita che discesa, consente di vivere una piacevole esperienza di escursionismo fuori dagli itinerari battuti. Raramente questa cresta viene seguita, forse per la lunghezza e l'esposizione, o forse semplicemente perché non conosciuta. Chi arriva alla bocchetta di Budria, solitamente opta per il più abbordabile e poco distante Monte Tartano verso est (cima che raggiungeremo durante la camminata, dopo il Fioraro ed essere tornati alla stessa bocchetta). Quest'ultimo viene salito su traccia di sentiero che alterna facili saltini rocciosi, belle placche inclinate e tratti erbosi. Nel complesso, questa escursione è adatta a persone discretamente allenate, ma soprattutto avvezze a percorsi fuori sentiero e con una buona esperienza di terreni ripidi ed esposti. Ampissimi i panorami lungo entrambe le creste.
Descrizione percorso
Lasciata l'auto nei pressi del rifugio Madonna delle Nevi, all'inizio della salita per il Passo di San Marco in Valle Brembana, si prende il ripido sentiero nel bosco di abeti indicato come "Sentiero delle Casere" con direzione rifugio Balicco (sulla palina di metallo manca il n° del sentiero, ma si tratta del 124A). velocemente di quota nella fitta abetaia con stretti tornantini. Arrivati ad una prima baita poco discosta dal sentiero alla nostra sinistra, eccoci in una bella radura erbosa con bel panorama. Proseguiamo oltre la baita, camminando sul limite del bosco alla nostra destra. Saliamo e con un giro antiorario andiamo a prendere un bel traverso pianeggiante. Rientrati nel bosco, ignoriamo la deviazione in discesa per il tornante n. 9 della salita del Passo di San Marco. Seguiamo per il rifugio Balicco. Pochi minuti ed usciamo definitivamente dal bosco. Ignoriamo una seconda deviazione in discesa verso sinistra ed iniziamo una lunga serie di ampi tornanti su comodo e ben tenuto sentiero. Una serie di pannelli didattici ci illustra la zona. Arrivati all'incrocio con il sentiero 124, lo seguiamo verso sinistra ed in brevissimo eccoci alla Casera Azzaredo (1795 Mt. di quota; 1 h. abbondante dalla partenza). A breve distanza superiamo la stalla Azzaredo e per ampi prati punteggiati da abeti guadagniamo quota. Arrivati ad una serie di paletti di legno colorati di bianco e rosso, li seguiamo lungo stretti tornanti erbosi. Eccoci ora alla Baita Arletto (1860 Mt., 10' dalla Casera Azzaredo). Pochi metri e superiamo una palina che indica verso destra il Sentiero delle Casere e dritti il rifugio Balicco. Cinque minuti dopo, salendo, ad un certo punto, sotto di noi a destra è ben visibile la struttura in pietra del Bivacco dell'Orso. Eccoci ormai in vista del rifugio Balicco che raggiungiamo senza alcuna fatica in una decina di minuti (totale dalla partenza 1 ora e mezza). Da qui in altri cinque minuti siamo al cospetto del piccolo bivacco Zamboni. Seguiamo ora verso sinistra e saliamo per prati fino ad un enorme ometto di pietra dal quale deviamo verso destra per salire alla bocchetta di Budria, prima con un traverso quasi pianeggiante verso destra e poi con ripido sentierino segnato da rari e confusi ometti. La salita è breve ma piuttosto faticosa, il sentiero non è ben evidente, ma senza nessuna difficoltà arriviamo allo stretto intaglio tra la Valle Brembana e la Valtellina. Dalla bocchetta si gode di una bella vista sul vicinissimo Pizzo del Vento davanti a noi, e sul Monte Tartano alla nostra destra. Il monte Fiorano, nostra prossima meta, non è visibile da qui, nascosto da un paio di sommità lungo la cresta che dobbiamo percorrere prima di poterla scorgere piuttosto lontana. Attacchiamo la cresta restandone perfettamente e fedelmente sul filo, senza mai scendere di un solo metro da esso. I primi cento metri di sviluppo sono i più impegnativi e con i passaggi più difficili. Un tratto di cresta deve essere fatto praticamente stando a cavalcioni con una gamba penzoloni lungo un versante ed una lungo l'altro. Segue un bel punto delicato con passaggi su rocce ben articolate, sempre sul filo di cresta. Qui l'esposizione è notevole e il baratro sotto le gambe poco rassicurante. Proseguiamo ora su terreno più facile, erboso con tratti di facili roccette, sempre comunque molto ripido. Bellissimo il colpo d'occhio sui tratti di cresta percorsi, con le ripide placche verso nord. Arrivati sulla prima cima troviamo un paletto di ferro arrugginito su cui un tempo vi era un divieto di caccia. Scendiamo con molta cura verso ovest camminando su erba piuttosto ripida senza mai allontanarsi dalla sottile cresta. Arrivati ad una selletta risaliamo fino alla successiva cimetta dove un mucchietto di sassi ci assicura che qualcuno sia già passato di qui. Scendiamo con particolare attenzione lungo il percorso obbligato. Ci aspettano ancora un paio di saliscendi con brevi tratti impegnativi. Uno di questi risulterà piuttosto impressionante se osservato dall'alto. Qui la tentazione è di abbandonare il filo di cresta per aggirare il salto roccioso, ma la pendenza ai lati della cresta è tale da essere quasi impraticabile. Meglio stare fedeli alla cresta e scendere disarrampicando questo difficile tratto. Una volta superatolo eccoci su terreno più facile. La mole triangolare del Fioraro è davanti a noi, ma ancora lontana. Verso destra si ha una bella vista sul Monte Pedena e la sua interessante e rocciosa cresta sud. Risaliamo molto faticosamente verso la cima restando in alcuni punti leggermente a sinistra della cresta. Un punto franato ci obbliga a discostarci ancora verso sinistra. Ormai ci siamo, ancora pochi minuti di terreno ripidissimo su tracciato erboso ed eccoci all'antecima dove un muretto di sassi ci aspetta e da qui su facile dorsale erbosa quasi pianeggiante fino alla piccola croce di vetta. Tornati alla bocchetta di Budria ripercorrendo la cresta in senso opposto, si deve proseguire oltre la bocchetta stessa verso il Monte Tartano. Il percorso è decisamente più semplice ed agevole. Si tratta solo di seguire la cresta che ci oppone qualche difficoltà di rilievo grazie ad una bella serie di placche inclinate verso sinistra da superare con una certa attenzione, specie nel primo salto (qui occorrerà fare molta attenzione al ritorno in discesa). Superata la zona delle placche, eccoci su terreno che alterna erba, brevi canaletti e facili salti rocciosi fino alla cima, dove un piccolo ometto di pietra ci attende.
Discesa
Una volta tornati alla bocchetta di Budria lungo la crestina del Tartano, non ci resta che scendere al rifugio Balicco lungo il medesimo itinerario di salita e da lì scendere all'auto, sempre seguendo a ritroso i nostri passi.

Note
Il Monte Fioraro è indicato su alcune cartine anche come Monte Azzarini. Una bella serie di cartelli e bacheche ci accompagnano fino al rifugio Balicco, illustrandoci le caratteristiche geologiche e naturalistiche della zona. Per chi non se la sentisse di ripercorrere la cresta est del Fioraro, esiste una seconda possibilità per tornare alla bocchetta di Budria, anche se piuttosto lunga: si tratta di scendere dal Fioraro lungo l'opposta cresta ovest, direzione Passo di San Marco fino ad incrociare il sentiero n. 101 prima di arrivare sul Pizzo della Segade; seguire quest'ultimo verso sinistra fino al grande ometto di pietra sopra al Balicco, e risalire il canale erboso fino alla bocchetta di Budria. Altra possibilità poco raccomandabile è quella di ripercorrere la cresta est fino ad intuire una possibilità di discesa lungo il versante brembano (in verticale sopra ad un grande recinto di pietre) fino ad incrociare il sentiero 101 e seguirlo verso sinistra fino al Balicco.
Commenti vari
Presso il parcheggio del rifugio Madonna delle Nevi, all'inizio del sentiero, si trova una palina che indica in 2 h. 20' il tempo necessario a raggiungere il rifugio Balicco; si tratta di una esagerazione: anche con passo medio, si arriva alla nuova struttura in circa 1 h. 30'.
   

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Il rifugio Balicco e la bocchetta di Budria a destra

Un bel salto lungo al cresta est del Fioraro

   

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Parte della cresta est percorsa con un saltino roccioso

La cima del Monte Fioraro

   

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Dalla cima verso gran parte della cresta appena percorsa

Omar sulla vetta del Monte Tartano

   

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Dal Tartano verso il Fioraro

La cresta del Fioraro dalla Bocchetta di Budria

 

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