Monte Duria

 
Zona montuosa Mesolcina - Spluga Località di partenza Loc. Alpe Bodone - Peglio (CO)
Quota partenza 1113 Mt. Quota di arrivo 2264 Mt.
Dislivello totale 1300 Mt. con i saliscendi Sentieri utilizzati Non numerati
Ore di salita 3 h. 10' Ore di discesa 2 h. 15'
Data di uscita 29/05/2021 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Inizialmente la giornata ci ha regalato cieli sereni, ma già verso metà mattina le prime fitte nebbie ci hanno avvolto per lasciarci nuovamente intravedere gli ampi e bei panorami solamente una volta arrivati nella parte finale della salita. Sentieri ben indicati e segnalati lungo l'intero percorso, nonchè ben tenuti.

Eventuali pericoli
Un minimo di attenzione all'uscita del ripido canale che porta nei pressi della cresta Est del Monte Duria, qui infatti si compie un tranquillo traverso verso sinistra che in caso di terreno bagnato o con neve residua potrebbe risultare disagevole, proprio sopra ai ripidissimi fianchi della montagna.
Presenza di acqua
Fontanella presso il parcheggio alla partenza dall'Alpe Bodone. Nei pressi della cima del monte La Motta, si trova un bell'abbeveratoio. Giunti al termine della discesa del suddetto monte troviamo una seconda bellissima fontana-abbeveratoio. Poco più avanti, alla base della ripidissima salita sui prati che costituiscono la base del monte Duria, ecco un altro abbeveratoio (località Paregna, 1470 Mt., 1 ora di cammino dal parcheggio).
Punti di appoggio
Dopo circa mezz'ora di cammino, a circa 15 minuti dal monte La Motta, incontriamo una baita di pastori che può offrire un buon riparo. Più oltre, nei pressi dell'abbeveratoio di cui sopra, posto alla base della parte più ripida della salita (località Paregna), discosta verso sinistra dal sentiero, ecco una seconda baita.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nel caso facciate questa camminata ad inizio primavera, o comunque con neve residua anche sui versanti a Sud, portatevi un paio di ramponi, utili nel canale finale e soprattutto nella parte successiva verso la vetta.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il Monte Duria (con l'accento sulla i...), posto nella parte Nord occidentale del lago di Como è uno splendido balcone panoramico sul lago stesso, sulle cime della val Darengo e della valle dei Ratti, nonchè sui giganti granitici della val di Mello. La sua salita, sebbene priva di reali difficoltà, è piuttosto faticosa, quasi costantemente su percorso ripido ed assolato, prima su costoni erbosi, poi per una bella conca detritica, a cui segue un ripido ma semplice canale e infine un bel traverso su pendii sfasciumati. Solo nella parte finale occorre prestare un minimo di attenzione, ma nulla di tecnico. Suggeriamo di evitare questo percorso nel periodo estivo.
Descrizione percorso
Provenendo da Lecco, si segue la superstrada SS36 fino allo svincolo di Fuentes. Da qui andiamo per un breve tratto verso Chiavenna, per poi andare a sinistra per Como-Menaggio. Raggiunta Gravedona, sulla sponda occidentale del lago di Como, si devia per Peglio e da qui si sale per una stradina asfaltata fino all'Alpe Bodone (strada a pagamento). Al termine della strada troveremo un ampio parcheggio con indicazioni per i sentieri ed una fontana. Dal parcheggio, seguiamo le chiare indicazioni scritte su una palina per il Monte Duria. Saliamo ripidamente lungo un prato ricco di cespugli ed arbusti. Superiamo alcune betulle. Il sentiero non è ben tenuto e, a tratti appare rovinato. Numerosi ometti di grosse dimensioni ci accompagnano lungo la faticosa salita. Poco più in alto i cespugli e gli arbusti lasciano il posto ad ampi prati che risaliamo su sentiero pietroso. Alle nostre spalle ecco apparire, sempre meglio man mano saliamo, il Lago di Como. Arriviamo in breve ad una prima croce di legno nei cui pressi si trova una palina. Seguiamo le indicazioni per il monte La Motta, dato a circa 25 minuti di cammino. Eccoci ora davanti ad una cascina posta in un'ampia sella erbosa. Raggiungiamo una strada ampia e cementata e la seguiamo in salita. Arrivati ad un abbevaratoio, ammiriamo il bel panorama verso valle, alle nostre spalle. Proseguendo lungo l'ampio crinale erboso, superiamo alcuni grossi ometti di sassi. Giunti al culmine di questa dorsale erbosa, siamo sul monte la Motta. Scendiamo ora dolcemente, sempre per prati fino ad un altro abbeveratoio con panchina di pietra. Seguiamo l'empia sterrata che perde lentamente quota fino alla sella di Paregna, posta a 1470 metri di quota, con palina ed ennesimo abbeveratoio. L'inidcazione per il monte Duria riporta altre 2 ore e mezza di cammino. Poco sopra la palina imbocchiamo una ripida strata cementata che abbandoniamo poco più avanti per seguire il sentierino verso sinistra che, con estrema pendenza e fatica, rimonta i ripidi pendii erbosi davanti a noi. Saliamo senza tregua su labile traccia. Arriviamo ad una prima sella, riprendiamo fiato e poi riprendiamo con altrettanta pendenza a salire. Affrontiamo poi un traverso su terreno leggermente franato e pietroso. Arrivati ad un grosso masso con bollo bianco e rosso sulla sua superficie, la parte più faticosa è terminata. Percorriamo ora una bella conca ricca di pietre sparse e pascoli, aggirando verso sinistra un evidente dosso roccioso davanti a noi. Entriamo poi in un bel valloncello proprio alla base dell'articolata e lunga parete Sud del monte Duria, caratterizzata da numerosi canali che ne solcano la superficie. Ci spostiamo verso la parte orientale della parete, superando una pietraia. Giunti alla base di un evidente e stretto canale alla nostra destra, abbandoniamo la traccia alla base della parete per risalire verso l'inizio del canale stesso. Con una certa fatica, ma affascinati dal bell'ambiente circostante, risaliamo il canale restando sul suo lato destro. Ormai al suo termine, la traccia piega verso sinistra e attraversa il canale stesso. Possiamo anche completare la salita del canale ed arrivare ad una stretta bocchetta sulla cresta Est del monte Duria (vertiginoso il panorama verso il lato settentrionale). Da qui, con una certa attenzione, risaliamo una evidente placconata rocciosa alla nostra sinistra, ricca di appigli, poco discosta dalla cresta vera e propria. Poco sopra il terreno diviene più agevole ed erboso. Compiamo un traverso verso sinistra ed andiamo a prendere una seconda fascia rocciosa più lavorata della prima. Risaliamo anche questa e ci portiamo sul filo di cresta che poi seguiamo più o meno fedelmente fino ad un netto intaglio nella cresta stessa. Scendiamo qualche metro e ci troviamo ormai in prossimità dell'ultimo strappo sotto alla vetta. Per raggiungerla ci spostiamo verso sinistra e prendiamo un facile terreno tra balze di pietre ed erba. Eccoci così al grande ometto di vetta. Qui si trova anche una piastra che segnala le vette visibili ed una cassetta di metallo con il libro di vetta. Se non vogliamo seguire la cresta Est, possiamo, più facilmente, traversare il canale di salita poco prima del suo termine e poi seguire i bolli e gli ometti lungo il percorso a tratti esposto sui ripidi pendii meridionali del monte Duria, ma mai difficile, arrivando così sotto all'ultimo balzo, preceduto da un salto roccioso ben appigliato, ai piedi della vetta, come in precedenza.
Discesa
Lo stesso dell'andata. Evitando però la cresta. Giunti in localita Paregna, possiamo evitare di salire e scendere i numerosi dossi erbosi che portano al monte La Motta; restiamo bassi tenendo la sinistra e passiamo sotto le pendici di queste alture, lasciandone le sommità alla nostra destra.

Note
La strada che sale da Peglio all'Alpe Bodone è piuttosto stretta e a tratti un poco dissestata, ma completamemte asfaltata e fruibile anche da automobili normali. Per percorrerla serve un ticket acquistabile presso il piccolo municipio di Peglio, dove un distributore automatico all'interno di una nicchia eroga il biglietto al costo di 2 euro (noi l'abbiamo trovato guasto... così siamo saliti senza permesso, nella speranza che il vigile fosse a conoscenza del fatto).
Commenti vari

A meno che non siate dei masochisti e vi beiate della fatica fine a sé stessa, percorrendo il ripidissimo tratto di prati poco oltre la località Paregna, vi domanterete perchè tracciare un sentiero dritto verso l'alto senza il minimo tratto per rifiatare, anzichè ricorrere a ben più comodi ed efficenti tornati più o meno ampi. Ce lo siamo chiesti per almeno mezz'ora di sbuffi e porconi, anche noi, ma non abbiamo trovato alcuna risposta. Provateci voi... e fatecelo sapere.

La lunghezza totale del percorso è di 10,2 Km. La nostra velocità media (comprese le soste) è stata di 1,8 Km/h.

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Ai piedi della salita all'Alpe Paregna

Panorama verso il lago salendo i ripidi pascoli

   

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Guly nel facile canale

Fuori dal canale, tra roccette e pendii erbosi

   

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In cresta

Prosegue il bel tratto di cresta con evidenti ometti

   

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Omini di vetta

La cresta prosegue verso occidente

   

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Panorama-verso-Sud

Parte del percorso finale

   

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Rilievi GPS