Creta delle Chianevate/Pilastro della Plote- Via Spigolo Sud

Zona montuosa Alpi Carniche - Gruppo Coglians-Mooskofel LocalitÓ di partenza Fraz. Collina - Forni Avoltri (UD)
Quota partenza 1350 Mt. circa Quota di arrivo 2450 Mt. circa (2769 Mt. la vetta)
Dislivello totale +772 Mt. dal parcheggio al rifugio
-162 +240 Mt circa dal rifugio all'attacco
+250 Mt. la via (325 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati n. 143, 148, 149, 171
Ore di salita 2 h. dal parcheggio al rifugio
50' dal rifugio all'attacco
6 h. 30' la via
Ore di discesa 1 h. le doppie
50' il sentiero fino al rifugio

1 h. 30' dal rifugio al parcheggio
Esposizione Sud Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 23/08/2013 Difficoltà VII/VI-, A0
Sass Balòss presenti
Luca.
Amici presenti
Claudia.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata nuvolosa. Giunti alle ultimi facili lunghezze ha iniziato a tuonare in lontananza ed abbiamo preferito optare per la più veloce discesa in corda doppia. I sentieri che si percorrono sono in ottimo stato. La roccia varia da molto buona ad ottima.

Eventuali pericoli
Soliti d'arrampicata in ambiente.
Presenza di acqua

No. Nemmeno al rifugio c'è acqua potabile ma solo quella piovana raccolta nelle cisterne.

Punti di appoggio
Rifugio Giovanni e Olinto Marinelli (2122 Mt.).
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale dotazione alpinistica. Indispensabili due mezze da 60 Mt. se si opta per la discesa in corda doppia.
Indispensabile un assortimento di friends per integrare le protezioni in loco.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
La parete sud della Creta delle Chianevate non appare come una muraglia compatta ma è formata da diversi pilastri di varie dimensioni e altezze. Qui la presenza degli arrampicatori non è certo numerosa come in altre zone delle Alpi.
Lo Spigolo Sud del Pilastro della Plote è sicuramente l'itinerario classico più gettonato non solo della parete ma dell'intero gruppo. Aperto da Roberto Mazzilis e Claudio Moro il 26 agosto 1982 regala un'arrampicata varia su placche abbastanza tecniche e fessure. Attualmente la via risulta discretamente chiodata anche se è necessario integrare con protezioni veloci; tutte le soste sono attrezzate.
Attacco, descrizione della via
Di seguito descriviamo l'avvicinamento utilizzando come punto d'appoggio il rifugio Giovanni e Olindo Marinelli.
Volendo è possibile fare la salita in giornata raggiungendo l'attacco dal Passo Croce Carnico (1360 Mt.) tramite il sentiero n. 146 e poi il 149. Tenere presente che sono comunque circa 850 Mt. di dislivello dal passo all'attacco.
Raggiungere, da Santo Stefano di Cadore (BL) o da Villa Santina (UD), il comune di Forni Avoltri. Da qui imboccare la strada che sale a destra verso Collina. Si oltrepassa il paese e si prosegue fino al rifugio Tolazzi (1350 Mt.) dove inizia il divieto d'accesso per le auto e c'è un ampio parcheggio. Seguire la carrozzabile (segnavia n. 143) fino al rifugio Giovanni e Olindo Marinelli. Possibili delle scorciatoie però mal segnalate. Dal rifugio è necessario abbassarsi sul versante opposto fino alla sottostante conca erbosa (segnavia 148) dalla quale si prende il bivio (sentiero n. 171) in direzione della parete sud delle Chianevate. Giunti al cospetto della parete si segue brevemente il sentiero n. 149 verso sinistra per poi abbandonarlo e risalire il ghiaione fino alla base del Pilastro della Plote. Pochi metri a destra del punto più basso, in corrispondenza di un diedro fessurato, si trova l'attacco della via (chiodo con cordone).
Per non sbagliare l'attacco conviene identificare, già dal rifugio, quale sia il pilastro corretto. Guardando la parete è ben visibile, a circa 30 metri da terra, una grotta/nicchia con a destra una rampa inclinata da destra verso sinistra. Circa 120-150 metri a destra della grotta/nicchia si trova l'attacco della via.

1° tiro:
alzarsi nel diedro fessurato per circa 7-8 Mt. poi traversare a sinistra (passo iniziale in discesa) fino ad una placca. Traversare ancora 4-5 Mt. e poi in verticale fino un terrazzino. Spostarsi a sinistra e sostare (da attrezzare). Poco più in alto a destra è visibile una sosta (verrà usata nella discesa in corda doppia). 40 Mt., IV+, III, V+, 4 chiodi.

2° tiro:
seguire il diedro/fessura fino alla sosta (2 chiodi+cordone). 20 Mt., V, 1 friend incastrato.

3° tiro:
alzarsi sopra la sosta ed obliquare a sinistra per 2-3 metri. Non continuare verso sinistra ma superare uno strapiombino con fessura ed obliquare subito a destra in placca fino un diedrino. Lo si risale e per gradoni si raggiunge la sosta (2 chiodi+cordini+anello di calata).
30 Mt., V, V+, IV, II, 4 chiodi.

4° tiro:
obliquare a destra puntando alla placca sovrastata da un tettino. Traversare a destra sfruttando la fessura sotto al tettino ed al suo termine continuare a traversare, in leggera ascesa, fin sotto alla verticale del canale che scende dall'evidente pilastro staccato. Ora in verticale pochi metri fino alla sosta (2 clessidre+cordoni+maglia rapida). 25 Mt., IV-, V+, VI-, 4 chiodi.

5° tiro:
obliquare leggermente verso sinistra fino una cengetta mediante la quale si traversa a destra. Salire la spaccatura appena a sinistra del fondo del canale. Al suo termine superare la terraza detritica inizialmente dritti e poi verso sinistra fino ad una nicchia dove si sosta (2 chiodi+cordino+1 clessidra).
50 Mt., IV, V+, II, 5 chiodi (2 dei quali vicini), 1 sosta intermedia (3 chiodi+cordoni+maglia rapida che si usa nella discesa in doppia).

6° tiro:
salire leggermente verso destra e poi in verticale sul muro giallo. Quando la parete diventa molto compatta obliquare a destra fino ad una zona di facili rocce. Obliquare ora verso sinistra fino alla base di una fessura/diedro dove si sosta (3 chiodi+cordini+maglia rapida).
45 Mt., V, V+, V, 3 chiodi (2 dei quali vicini).

7° tiro:
seguire la fessura/diedro spostandosi, dopo i primi metri, sulla sinistra. Poi prendere una bella lama gialla che permette di raggiungere la sosta (4 chiodi+cordone+anello calata) situata sotto ed a sinistra di un grosso strapiombo. 50 Mt., V+, 4 chiodi, 1 friend incastrato.

8° tiro:
raggiungere lo strapiombo e traversare a destra fino al suo termine. Risalire la difficile fessura e poi per placchette lavorate fino alla sosta (1 clessidra+cordone+maglia rapida). 20 Mt., V, VII oppure A0, IV, 7 chiodi (2 dei quali vicini), 1 friend incastrato.

9° tiro:
obliquare a sinistra circa 3 metri e poi in verticale. Quando le rocce spianano ed inizia una specie di cresta cercare sulla destra la sosta (2 chiodi+cordone+moschettone). 45 Mt., IV, 2 chiodi, 1 clessidra con cordone.

Qui terminano le difficoltà della via e, se si opta per la discesa in corda doppia, conviene scendere.
Se si decide di continuare ci sono ancora circa 100 metri di III e IV- fino alla sommità del pilastro e poi altri 150 metri di rocce un po' friabili di II e III per raggiungere la cresta sommitale della Creta delle Chianevate. Da qui si ritorna alla base della montagna seguendo la via Normale (verso destra rispetto all'uscita in cresta) sulla quale sono visibili i resti di alcune postazioni risalenti alla Grande Guerra.
Discesa
Dalla S9 in doppia sfruttando alcune soste della linea di salita ed altre fuori via che rendono le calate più verticali.
1a. calata: 40 Mt. fino alla S8;
2a. calata: 30 Mt. puntando al pilastro staccato fino ad individuare la sosta;
3a. calata: 45 Mt. fino a raggiungere il pilastro staccato. La sosta è nel canale ma sulla parete del pilastro;
4a. calata: 25 Mt. fino alla terrazza dove si è passati con quinto tiro;
5a. calata: 40 Mt. fino alla S4;
6a. calata: 40 Mt. fino alla sosta che era visibile da S1;
7a. calata: 25 Mt. fino a terra.
Da qui tornare al rifugio Marinelli e successivamente al parcheggio seguendo a ritroso il percorso d'avvicinamento.

Note
Compreso tra la cima del Monte Coglians e quella della Creta delle Chianevate si sviluppa il suggestivo e imponente vallone “La Chianevate”, uno degli ambienti naturali più selvaggi dell'interno arco alpino. E' un vallone stretto ed incassato di origine tettonico-glaciale, compreso tra pareti strapiombanti alte da 300 a 500 Mt., relativamente piatto e concavo sul fondo. Nei pressi di questo vallone si possono ammirare delle singolari conformazione carsiche chiamate "Monumenz" per la loro caratteristica forma regolare: caratterizzati da una pianta grossomodo quadrata con lato di molte decine di metri e forma vagamente “a panettone”. Tali morfologie sono citate per la prima volta da Giovanni Marinelli che, nella sua Guida della Carnia (1898), descrive i calcari come “incisi e scolpiti dalle acque di pioggia e di fusione delle nevi”.
Pubblicazioni

Questa relazione è stata inserita nella guida ARRAMPICARE Dolomiti nord-orientali vol.1 edita da ViviDolomiti.
Clicca sull'immagine qui sotto per accedere alla pagina web ViviDolomiti edizioni - libri di montagna e acquistarne direttamente una copia.

Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia")

   

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Luca sulla prima lunghezza. A sinistra nel diedrino fessurato iniziale e, a destra, al termine del lungo traverso

   

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Diedro fessurato anche sulla seconda lunghezza

Il breve diedrino che porta alla terza sosta

   
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Il traverso verso sul quarto tiro. A sinistra la prima parte sotto al tettino; a destra la liscia placca che conduce fino in sosta
   
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Quinta lunghezza Un passaggino strapiombante del bellissimo sesto tiro
   
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Settima lunghezza. A sinistra la fessura/diedro iniziale; a destra Claudia sulla lama gialla degli ultimi metri
   
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Il difficile traverso sotto lo strapiombo dell'ottavo tiro Il Pilastro della Plote con il tracciato della via Spigolo sud
   
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