Grignetta/Torre Costanza - Via dei Camini (o via Normale)

 
Zona montuosa Gruppo delle Grigne Località di partenza Ex Rifugio Alippi - Piani Resinelli (LC)
Quota partenza 1178 Mt. Quota di arrivo 1723 Mt.
Dislivello totale

+440 Mt. per l'attacco
+145 Mt. la via (160
lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 9 (Sentiero delle Foppe)
Ore di salita

2 h. per l'attacco
2 h. 30' la via

Ore di discesa 30' le doppie
1 h. 15' il sentiero fino alla macchina
Esposizione Nord Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 15/07/2017 Difficoltà IV+, V-
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Mattia.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata stupenda anche se calda. Il sentiero che conduce all'attacco è evidente e richiede qualche piccolo passo d'arrampicata. Durante la discesa occorre prestare molta attenzione. La roccia in via è ottima, solo l'inizio di L5 richiede attenzione.

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata in ambiente.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Solito da arrampicata. La via è stata riattrezzata a fittoni resinati ma friend e dadi sono fondamentali per integrare. Tutte le soste sono ottimamente attrezzate.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
La Torre Costanza è forse il torrione più bello e più imponente di tutta la Grignetta. Per descrivere questa bellissima via di salita vale la pena riportare le parole di Silvio Saglio contenute nella sua monografia dedicata alle Grigne e pubblicata dal CAI-TCI:
"La Torre Costanza è di forma arrotondata; non ha quindi nè spigoli nè pareti ben definite. Quello che viene considerato come versante Nord è la parte rivolta alla Torre Cecilia (La Mongolfiera - probabilmente un errore di stampa - n.d.r.), incisa da un profondo camino, lungo il quale si svolge la via comune di salita. L'itinerario è frequentato perché l'arrampicata è sempre interessante e mai banale, e richiede, data la conformazione del camino, o una buona tecnica oppure un discreto dispendio di forze. E' la via dei primi salitori".

La via venne salita da Angelo Vassalli e J. A. Sprangher nel 1914.
Oggi lungo il tracciato sono presenti alcuni fittoni resinati ma, durante la progressione, occorre integrare con dadi e friend. Si tratta di una via piuttosto 'fredda' che conviene affrontare nei mesi estivi; evitare la ripetizione dell'itinerario dopo giornate di pioggia perché resta a lungo bagnato.
Attacco, descrizione della via
Dal parcheggio dei Piani Resinelli proseguire fino ad incontrare sulla destra una piccola chiesetta. Qui svoltare a destra e subito dopo a sinistra. La strada prosegue in piano per qualche centinaio di metri dopodiché inizia a perdere quota fino a raggiungere l'ex rifugio Alippi. Qui vi è anche un piccolo campeggio. Poco prima del campeggio sulla destra vi è una stretta strada sterrata (via alle Foppe). Questa strada attraversa il bosco e conduce ad un piccolo gruppo di case di villeggiatura. Qui è possibile parcheggiare. In prossimità delle case parte il sentiero n. 9 che conduce al rifugio Rosalba. Percorrere il sentiero seguendo le indicazioni "Sentiero delle Foppe" sino ad incontrare sulla destra una palina con le indicazioni per la Torre Costanza, la Mongolfiera e la Punta Giulia. Qui deviare lungo una piccola traccia che conduce ad un canalone (Canalone del Diavolo). Proseguire alternando tratti di canalone con tratti di sentiero (richiesto qualche piccolo passo d'arrampicata) sino a raggiungere un'altra palina che indica la deviazione a sinistra per la Torre Costanza e per la Mongolfiera. Seguendo una traccia ancor più debole e superando qualche tratto d'arrampicata si giunge a dei ripidissimi tratti situati tra la parete est della Torre Costanza e la Mongolfiera. Proseguire in direzione della forcella e poco prima di raggiungerla imboccare la traccia a sinistra che conduce sotto la verticale dell'evidente camino. Un fittone resinato, alla base di un muretto, indica l'attacco.

1° tiro:
alzarsi lungo il muretto verticale e poi portarsi a sinistra in direzione del camino. Salirlo per alcuni metri e sostare (fittone+catena).
30 Mt., III+, IV, III, IV, 3 fittoni, 2 chiodi (di cui 1 con cordino).

2° tiro:
salire lungo il canale aggirando sulla destra il grande masso incastrato. Proseguire e raggiungere un tratto più ripido che si supera con uno spostamento dapprima a destra e poi rientrando a sinistra. Sostare (fittone+catena) poco dopo.
40 Mt., IV+, III, IV+, 2 fittoni, 2 chiodi.

3° tiro:
proseguire ancora lungo il camino, superando una strozzatura. Sostare poco dopo (fittone+catena). Allungando bene le protezioni è possibile concatenare questa lunghezza alla successiva. 30 Mt., IV+, 2 fittoni, 4 chiodi.

4° tiro:
proseguire in verticale su facili rocce raggiungendo la sosta (2 fittoni) sulla sinistra. 10 Mt., II, III-.

5° tiro:
portarsi sotto la paretina gialla e superarla (atleticamente) sfruttando delle lame. Traversare a sinistra e raggiungere un piccolo pulpito dove si trova una sosta su chiodi. Ignorarla e proseguire in verticale raggiungendo un piccolo terrazzino dove si trova la sosta (fittone+catena). 30 Mt., IV+, V-, 2 fittoni, 1 chiodo, 1 sosta intermedia (2 chiodi).

6° tiro:
per facili rocce senza percorso obbligato guadagnare la vetta e sostare (fittone). 20 Mt., II.
Discesa
Dalla vetta si scende assicurandosi lungo una facile rampa sul versante ovest (vecchi bolli). Da qui poi si prosegue arrampicando in discesa lungo un facile canalino (molto esposto) sino a raggiungere la sosta attrezzata per la calata (che resta sulla sinistra, viso a monte). Da qui con 3 calate da 25 Mt. (possibilità di accorparle) si raggiunge la base della parete dove una traccia di sentiero riporta ai prati che dividono la parete est della Torre Costanza dalla Mongolfiera.
Mediante il sentiero percorso durante l'avvicinamento si ritorna al parcheggio.
Noi, per evitare un tratto che avrebbe richiesto dell'arrampicata in discesa, ci siamo lasciati tentare da una bella traccia di sentiero e qualche ometto che taglia a sinistra e che conduce ad un canalone parallelo a quello adiacente alla Torre Costanza. Inizialmente questa deviazione si è dimostrata vantaggiosa, poi però dei salti verticali hanno causato qualche problema d'orientamento costringendoci anche ad una calata in doppia (fortunatamente grazie a qualche ancoraggio piuttosto nuovo lasciato dal soccorso alpino siamo riusciti a non abbandonare materiale). Conviene dunque rientrare per l'esatto percorso seguito durante l'avvicinamento.

Note
Dal libro "90 Scalate su guglie e monoliti" di Gian Carlo Grassi:
"Tra tutte le strutture rocciose della Grignetta quella che meglio costituisce un connubio fra profili esili e massa monumentale è proprio questa torre. La sua architettura imponente e molto isolata, le sue pareti verticali e strapiombanti allontanano la speranza di poter raggiungere la cima con difficoltà accettabili. Le vie infatti sono quasi tutte a livelli superiori ed alcune offrono le massime difficoltà della zona. La Normale (o via dei Camini - n.d.r.), molto bella, non è per nulla banale ed è molto particolare come ambiente. Si tratta di un'arrampicata completamente in camino, sempre ombroso, lungo la parete nord. Molti tratti sono esposti, spesso umidi o addirittura bagnati. L'arrampicatore deve pertanto fare un'accurata scelta del momento stagionale e meteorologico, inoltre deve possedere una buona abitudine alle tecniche di opposizione. Più breve della via Cassin sul Medale, nell'insieme appare più difficile anche per l'ambiente solitario ed isolato, raramente riscontrabile tra le guglie della Grigna. Su questo monumento della natura le vie aperte rappresentano l'anticamera d'attesa di grandi nomi come Cassin, Dell'Oro, Varale e Bonatti, prima di evolvere sulle Alpi per scrivere con le loro imprese pagine di storia. Soprattutto Riccardo Cassin sulle parete della Torre Costanza ha scolpito il suo stile in senso assoluto, tracciando due itinerari di incomparabile bellezza. La parete sud, e la parete est (via del Littorio) sono arrampicate di grande soddisfazione, ricche di significato storico, sulle quali, quando si arrampica, è molto bello scappare con la fantasia ad immaginare le situazioni vissute dai primi salitori".
   

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Mattia si prepara a salire la prima lunghezza

Pochi metri prima di giungere alla prima sosta

 

 

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Will impegnato sul secondo tiro assicurato da Mattia

La breve quarta lunghezza

   
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Soddisfazione in vetta alla Torre Costanza
   

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