Corno Mara

 
Zona montuosa Alpi Retiche - Gruppo dello Scalino
Località di partenza Loc. Alpe Mara - Montagna in Valtellina (SO)
Quota partenza 1749 Mt. Quota di arrivo 2809 Mt.
Dislivello totale 1100 Mt. Sentieri utilizzati Senza numero
Ore di salita 2 h. 30' Ore di discesa 2 h. 45'
Data di uscita 10/07/2021 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Sole e cieli limpidi per l'intera camminata. Sentieri ben segnalati durante la salita della costa Sud-Ovest fino alla vetta del Corno Mara. Poco evidenti e mal segnalati durante la discesa dalla costa Sud-Est, con alcuni problemi di orientamento ed individuazione del tracciato fino alla base della montagna. I sentieri tornano segnati ed evidenti al termine della ripida discesa e da qui fino a reincrociare il percorso già fatto.

Eventuali pericoli
Attenzione a non smuovere sassi durante la discesa della costa Sud-Est, molto ripida e franosa.
Presenza di acqua
Nelle vicinanze del rifugio bivacco Gugiatti si trova una fontana-abbeveratoio. Durante la discesa potremo rinfrescarci presso vari torrenti.
Punti di appoggio
A circa 15 minuti di cammino dall'auto, superiamo una cascina con bella vista sulla valle. Dopo circa 1 ora dalla partenza, transitiamo presso il rifugio-bivacco Giugiatti (noi l'abbiamo trovato chiuso) a 2137 metri di quota, dove possiamo trovare un minimo di riparo. Poco più a monte passiamo accanto ad una grande stalla con ampia possibilità di ricovero. Durante la discesa passiamo nei pressi di una baita circa 15 minuti sotto la Bocchetta di Mara e più in basso riecco la prima cascina incontrata all'andata.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Posizionato sopra Sondrio, il Corno Mara, ci regala immensi panorami, non solo dalla sua cima, ma lungo quasi tutto l'itinerario percorso per raggiungerne la sommità. Benchè facilmente raggiungibile, non è una montagna molto frequentata, anzi, e lascia ampio margine per godere di lunghe ore in un ambiente poco antropizzato e battuto. Benchè la vetta sia ad una quota ragguardevole, superiore ai 2800 metri, il dislivello necessario per arrivarci è piuttosto limitato ed anche le difficoltà sono praticamente inesistenti. Un minimo di attenzione è necessaria per la discesa dal versante Sud-Est. Nel complesso si tratta di una camminata semplice, con lunghi tratti ripidi, ma anche altri riposanti e rilassanti. Gli ambienti attraversati vanno dal bosco di larici, ai pascoli di montagna, dalle pietraie alle facili dorsali erbose, dai ripidi pendii sassosi, alle conche punteggiati di pozze d'acqua: cosa desiderare di più?
Descrizione percorso
Provevendo da Lecco, superato Sondrio, seguiamo le indicazioni per il paesello Montagna di Valtellina. Da qui cerchiamo le indicazioni per l'Alpe Mara. Saliamo lungo la strada per l'amena località posta ad oltre 1700 metri di quota. Questa è asfaltata solamente fino ad un evidente bivio. In seguito, per circa 5 km, la stradina diviene impervia, con fondo molto disconnesso che potrebbe creare problemi ad alcuni tipi di auto non adatte a fondi sterrati. Giunti ad un comodo parcheggio al termine della strada, pochi metri prima dell'Alpe Mara e dopo una brevissima discesina nei pressi di un torrente e di una bacheca con cartina del luogo, lasciamo l'auto. Torniamo indietro all'inizio della discesa e prendiamo l'evidente strada sterrata alla nostra sinistra (indicazioni per il rifugio Gugiatti). Saliamo la comoda sterrata tra abeti e larici in un bell'ambiente bucolico e rilassante. Man mano saliamo iniziamo a godere dei primi ampi panorami sul versante settentrionale delle Orobie bergamasche. Arrivati presso una cascina con lavandino esterno, la strada prosegue dietro al cascina stessa. Ignoriamo la strada pianeggiante che procede verso sinistra anche se andrebbe nella direzione giusta per il rifugio Gugiatti. Saliamo alle spalle della cascina seguendo la strada sterrata. Questa, con ampio giro verso destra e poi sinistra ci porta verso il rifugio, con un ultimo tratto pianeggiante, preceduto da una fontana-abbeveratoio. Dopo aver ripreso fiato presso il bivacco, ed ammirato il bellissimo panorama da questo poggio erboso, ritorniamo all'abbeveratoio (località Alpe Cavallina, a 2150 metri di quota) e saliamo verso l'evidente base del Corno Mara davanti a noi, leggermente a destra. Poco oltre ecco una palina che indica il Corno Mara, dato a 2 ore e mezza di cammino. Per ampi prati punteggiati di massi e larici, arriviamo ad una grande stalla che lasciamo alla nostra destra per continuare la leggera salita. Superiamo un gruppo di ruderi poco lontani dal sentiero ed eccoci poco dopo all'inizio della salita vera e propria. Con pendenza in graduale aumento, arriviamo alla dorsale Sud Ovest del Corno Mara dove alcuni paletti di legno segnalano il tracciato. Il percorso è logico ed evidente e l'ampio panorama ci alleggerisce la fatica della salita. Improvvisamente, seguendo la dorsale, ci ritroviamo sopra ad un'inaspettata valletta pietrosa dalla quale appare ancora lontana la vetta che poco prima ci pareva a portata di mano. Scendiamo nella valletta stando sul suo lato sinistra (per chi sale). Con decisa fatica e notevole sforzo, risaliamo i ripidi pendii del valloncello, facendo attenzione a non perdere i radi bolli ed ometti che agevolano l'orientamento. Tra balze erbose e qualche masso affiorante raggiungiamo la cresta del valloncello e la seguiamo verso destra. Immensa la vista sul Gruppo del Bernina, del Disgrazia, del Pizzo Scalino. Poco oltre la comoda ed ampia cresta, diviene più stretta e con qualche roccetta affiorante. Stando sotto il filo della cresta proseguiamo senza alcun problema. Man mano saliamo, ci allontaniamo dal filo di cresta per abbassarci su un ripido traverso che con un minimo di attenzione ci conduce ai piedi di una bella pietraia dalla quale appaiono ben visibili due piccoli pinnacoli rocciosi a guisa di corna. Saliamo la pietraia facendo attenzione ai massi mobili. Transitiamo sotto i due suddetti corni, li superiamo per poi piegare verso sinistra e con agevole sentierino arrivare alla croce di vetta con libro delle firme. C'è da perdersi a guardare il panorama dalla vetta.
Discesa
Scendiamo ora lungo il ripido pendio pietroso che guarda verso il Pizzo Scalino e la Cima Rossa, ossia la direzione opposta a quella di salita. Il terreno è sassoso, instabile e ripido, ma non presenta difficoltà. Facciamo solo attenzione all'instabilità del fondo e alla mancanza di segni. Dopo un primo tratto pietroso, il terreno diviene erboso, anche se sempre ripido. Cerchiamo di restare vicini al filo della dorsale. La direzione appare evidente e ci conduce alla sella tra il Corno Mara e la Cima Rossa. Detta sella si trova a 2642 metri e si chiama Bocchetta Torresello. Da qui ora troviamo più evidente il sentiero che scende verso destra in un valloncello erboso e poi in una piccola pietraia. Qui si trovano alcuni bolli che ci aiutano a superare la pietraia, costeggiandola sulla sinistra. Poco più in basso, dopo un comodo tratto pianeggiante, i bolli si perdono nuovamente e qui occorre evitare di scendere direttamente verso valle (come fatto da noi...) puntando ad una casera (Alpe Rogneda) e ad una zona paludosa con un evidente laghetto intorbato visibile più in basso. Si deve, invece, tendere verso sinistra e compiere un ampio giro in senso orario fino a scendere verso la suddetta zona paludosa (I Laghetti). In un modo o nell'altro arriviamo ad una ampio sentiero nei pressi di una specie di struttura in cemento che ricopre un torrente. Incrociata qui una strada sterrata la seguiamo verso destra in leggera salita. Camminiamo comodamente tra pascoli e massi di varie dimensioni e qualche sparuto larice. Terminata la salita eccoci ad una selletta erbosa (Bocchetta di Mara, 2342 metri di altezza) con grosso ometto di pietra a sinistra. Scendiamo ora lungo il versante opposto sempre per comodi prati e qualche pozza qua e là. In lontananza è ben evidente il bivacco rifugio Gugiatti, mentre in basso sotto di noi, verso sinistra, ecco una baitella che dobbiamo raggiungere. Con breve discesa per prati la raggiungiamo e la lasciamo alle nostre spalle. Il sentiero per un breve tratto viene inghiottito dall'erba alta, ma poco più in basso torna ben visibile. Poco più in basso arriviamo all'ampio sentiero sterrato che andando verso destra ci riporterebbe al rifugio. Noi andiamo invece in discesa verso sinistra. Ad un certo punto, sulla destra del sentiero, si stacca una traccia che ci consente di perdere più velocemente quota rispetto all'ampio giro del percorso originale. Arriviamo così alla cascina con il lavandino che abbiamo incontrato la mattina. Da qui seguiamo l'ampia sterrata che procede verso destra. Questa scende lentamente verso valle fino all'Alpe Mara dal lato opposto rispetto a quello da cui siamo partiti.

Note
Molte relazioni in rete davano la strada per l'Alpe Mara, facilmente percorribile anche con auto normali (non 4x4), asfaltata e solamente a tratti ripida; in realtà, fate molta attenzione, poichè la strada è piuttosto ripida, stretta e soprattutto non asfaltata, con fondo sassoso e a tratti parecchio disconnesso che potrebbe danneggiare le auto meno adatte ai fuoristrada. Il povero Guglielmo si è sorbito i 5-6 km di salita in automobile e relativa discesa al ritorno, a passo d'uomo, con la costante paura di forare, toccare il fondo della macchina sui grossi sassi e maledicendo l'incolpevole (?) Omar per la scelta scellerata dell'itinerario.
Commenti vari
Questa piacevole camminata è stata caratterizzata, tra le altre cose, da una serie di incontri con altri escursionisti che ci hanno piacevolmente impressionati, stupiti e lasciato ammirati: il primo è stato con due bellissime ragazze bionde solitarie che ci hanno fatto perdere un poco di bava...; il secondo con un ammirevole ragazzo al quale mancava parte di una gamba e si muoveva con incredibile destrezza anche sulla pietraia finale; il terzo con un bimbo di soli 7 anni che, in compagnia degli orgogliosi genitori, è arrivato in vetta al Corno Mara apparentemente senza il minimo sforzo e con enorme entusiasmo. Nella cartina qui sotto è tracciato in colore arancione l'itinerario che abbiamo seguito con i nostri errori di percorso, tranne il tratto dove – in azzurro – è indicata la discesa improvvisata che abbiamo compiuto tra la Bocchetta Torresello e l'edificio in cemento di captazione d'acqua nei pressi del laghetto intorbato.

SCARICA IL FILE PER IL GPS

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Vista sulle Orobie

Rifugio bivacco Gusatti con sguardo verso le Orobie occidentali

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Dalla conca pietrosa verso la vetta

Dalla cresta finale sguardo sulla conca e il rifugio

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Gruppo del Bernina visto dalla cima

Pizzo Scalino

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Guly nella pietraia finale poco prima della vetta

Sorrisi in cima

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Versante di discesa verso Bocchetta Torresello

Scendendo verso il laghetto intorbato e l'alpe Rogneda, con la Bocchetta di Mara indicata dalla freccia

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Guly alla Bocchetta di Mara

Corno Mara con a sinistra la cresta di salita e a destra quella di discesa

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Rilievi GPS