Sasso Malascarpa,
Corni Occidentale, Centrale e Orientale di Canzo

Zona montuosa Prealpi Comasche Località di partenza Loc. Belvedere - Valmadrera (LC)
Quota partenza 290 Mt. Quota di arrivo 1387 Mt.
Dislivello totale +1400 Mt. circa con i saliscendi Data di uscita 10/01/2015
Ore di salita 4 h. Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati n. 1, 3, 5, 8, 4 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Calda giornata dalle caratteristiche primaverili più che invernali. Sentieri a tratti poco chiari subito dopo San Tomaso. Anche lungo la variante "impegnativa" del Sentiero Geologico Alto si perdono facilmente le tracce, anzi, a dire il vero, ad un certo punto sparisce tutto quello che potrebbe fare da punto di riferimento e ci si trova a ravanare in un ripidissimo canale boscoso ricco di sfasciumi, inventandosi il percorso, fino ad incrociare il sentiero che attraversa verso il Sasso di Malascarpa. Per il resto troverete un'elevata quantità di bolli, paline e bacheche.

Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Troverete acqua dopo 10' di cammino nei pressi di una santella triangolare; in seguito la trovate al santuario di San Tomaso dopo circa 30' dalla partenza. Al fontanino Acqua del Tufo 15' dopo il santuario. Al rifugio SEV poco sotto la Forcella dei Canzi. Al faggio monumentale circa 30' dopo al cima del Corno Orientale, lungo al discesa verso Valmadrera.
Punti di appoggio
Il santuario di San Tomaso dopo 30' di cammino. Il rifugio Sev, nei pressi della Forcella dei Canzi dopo 3 ore dall'auto. Nulla durante la discesa dal Corno Orientale, fino al secondo passaggio dal santuario di San Tomaso.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Bell'anello escursionistico dalle molteplici sfaccettature. Il percorso si snoda lungo sentieri di bassa montagna, tra boschi di latifoglie, una panoramica e facile cresta, brevi e semplici passaggi di arrampicata verso le cime dei Corni di Canzo, emozionanti risalite di selvaggi valloni e zone ad alto interesse geologico con fossili e curiose formazioni rocciose. Il dislivello abbastanza significativo, a seguito dei vari saliscendi, e la lunghezza del percorso rendono questa piacevole e semplice uscita adatta a escursionisti allenati.
Descrizione percorso
Dal paese di Valmadrera, sulla sponda occidentale del lago di Lecco, si sale alla frazione Belvedere, dove termina la strada accessibile alle automobili; qui si parcheggia (i posti sono limitati). Una palina indica i vari sentieri della zona. Noi saliamo dritti lungo una evidente stradina asfaltata e cementata piuttosto ripida. Dopo un primo tornante destrorso il fondo stradale diviene lastricato. Proseguiamo fino ad una piccola santella dalla forma triangolare nei pressi della quale si trovano una bella fontana ed una bacheca che illustra le zone di interesse escursionistico della zona ed i vari sentieri possibili. Prendiamo il sentiero di sinistra n. 3 che porta al santuario di San Tomaso al quale arriviamo seguendo l'ampia sterrata che, con vari tornanti, guadagna rapidamente quota. Poco prima del santuario Passiamo una stretta gola rocciosa dalla quale scende un torrentello che forma anche un paio di ripide cascatelle. Subito dopo arriviamo ad una fontanella adiacente ad una piccola costruzione in pietra. poche decine di metri e siamo davanti ad un grande prato alla nostra sinistra. In fondo al prato si trova il santuario di San Tomaso (580 Mt., 30' dal parcheggio) dal quale si gode uno splendido panorama. Spalle al prato del santuario proseguiamo verso sinistra per un breve tratto, per poi salire lungo un sentiero verso destra. Il sentiero passa tra prato e bosco ed ha la strana caratteristica di sprofondare in una specie di trincea naturale. Superati alcuni massi erratici di piccole e medie dimensioni proseguiamo nel fitto del bosco di latifoglie. Osservando alla nostra sinistra, in basso nel bosco, si intravede il sentiero n° 1 che incroceremo poco più avanti. Il percorso segue un evidente sentiero ben marcato. Ad un bivio, seguiamo verso sinistra. Giunti ad una fonte (Acqua del Tufo, 772 Mt.) ci colleghiamo al sentiero n. 1 che proviene dal santuario. Lo seguiamo verso destra ed in pochi minuti siamo davanti ad una palina che ci indica la direzione per il Sasso di Malascarpa. Esistono due possibilità per raggiungerlo: una impegnativa verso destra ed una facile proseguendo dritti. Seguiamo la prima delle due possibilità. Subito la pendenza aumenta notevolmente tra piante di faggio. Arrivati su un piccolo ghiaioncello, proseguiamo dritti fino alla base di alcune alte e sottili torri calcaree (10' dal bivio). Una bacheca ci illustra le caratteristiche della zona. Qui i bolli tendono a sparire. Un poco evidente bivio si presenta alla base del primo gruppo di guglie. Andiamo a sinistra e passiamo sotto le alte pareti verticali di calcare. La salita diventa ripida e sdrucciolevole, occorre spesso attaccarsi alle piante per salire. Superate le pareti verticali, il sentiero tende a perdere pendenza. Arrivati davanti ad un canalone che scende dalla nostra destra, spariscono completamente i pochi bolli che c'erano. Risaliamo il canalone boscoso, facendo attenzione alla eventuale presenza di ghiaccio sul suo fondo. Il percorso diventa irto e rimaniamo sulla parte destra (per chi sale) del canale, vicino alle pareti rocciose sempre alte ed affascinanti e che ci accompagneranno fino al termine di questo faticoso tratto. Saliamo sulla destra fino a quando il fondo diviene troppo instabile. Passiamo ora al centro del canale e arranchiamo tra massi e sassi su quello che dovrebbe essere il fondo di un ripido corso d'acqua asciutto. Attorno a noi si vedono solo piante, cespugli e le pareti rocciose. Alla nostra sinistra, oltre il fondo del torrente, si innalza un ripido pendio boscoso oltre il quale ci sono i Campi Solcati, particolari pareti rocciose appoggiate, percorse da profonde scanalature dovute all'erosione. Dal centro del canale la salita si fa più agevole e non serve più aggrapparsi a piante e radici. Improvvisamente compaiono dei vecchi ed abbandonati resti di gradini intagliati nel ripido terreno. Li seguiamo zigzagando a destra e sinistra. Finalmente usciamo dal canale in una zona quasi pianeggiante ricca di piante di faggio. Senza raggiungere al staccionata di legno che vediamo alla nostra sinistra, ci spostiamo verso destra fino a raggiungere le pareti rocciose alla nostra destra. Le seguiamo in salita restandone alla base ed in breve sbuchiamo ad una ampia sella erbosa. Qui una bacheca ci illustra gli interessanti fossili della zona del Sasso di Malascarpa
(1200 Mt., 45' dopo il bivio del sentiero n. 1). In zona si vede un alto ripetitore in cemento rosso e bianco. Scendiamo poche decine di metri verso la zona prativa. Una palina ci indica di andare verso destra (direzione La Colma) lungo una panoramicissima e tranquilla cresta che con continui saliscendi ci conduce verso la zona dei Corni di Canzo. Questi sono proprio davanti a noi in bella sequenza: Occidentale, Centrale ed il più piccolo Orientale. Lungo la cresta possiamo osservare, in alcuni punti, lo splendido panorama, nonché alcune curiose formazioni fossili e geologiche. Al termine della cresta inizia una ripida discesa all'interno di un bosco che, alla nostra destra è fatto da faggi e betulle ed alla nostra sinistra da abeti. Scendiamo proprio lungo il costone che divide la vegetazione. Arrivati sul fondo della discesa (La Colma, 1000 Mt.) una palina ci segnala le varie possibilità di sentiero ed una bacheca con una bella cartina dettagliata ci illustra la zona. Saliamo lungo il ripido sentiero n. 5 che porta alla Forcella dei Corni. Il percorso è ripido e la pendenza costante. Si sale nel bosco e dopo circa 25' si arriva alla forcella (1300 Mt.) che divide il corno occidentale da quello centrale. Da qui si cammina verso sinistra lungo un sentierino in saliscendi, ignoriamo la discesa verso il sottostante rifugio SEV e ci portiamo sotto il salto roccioso terminale del Corno Occidentale. Dopo un primo tratto di facilissime roccette, si prosegue e si arriva ad un evidente canalino roccioso alla cui base, in una piccola grotta, si trova un presepio in legno. Evidenti frecce rosse ci invitano a salire lungo il canalino con divertenti passaggi di facile arrampicata quasi verticale (I grado). In pochi minuti di salita arriviamo al prato della cima con la croce di vetta (1387 Mt.; 15' dalla forcella) ed un bellissimo panorama davanti a noi. Scendiamo lungo lo stesso percorso fino alla Forcella dei Corni. Da qui seguiamo l'indicazione per il Corno Centrale. Andiamo dritti lungo la facile cresta. Camminiamo tra rocce coperte di muschio e piante. Sbuchiamo in una zona prativa e continuiamo fino alla base rocciosa del Corno Centrale. Dopo esserci spostati leggermente verso sinistra, troviamo la traccia di salita tra facili balze erbose e semplici passaggi su roccette. In meno di 15' dalla forcella siamo al cospetto della piccola croce di vetta (1371 Mt.). Ridiscesi per l'ennesima volta alla Forcella dei Corni scendiamo ulteriormente, su facile sentiero, al rifugio SEV a 5' di cammino. Qui arrivati ci portiamo sul davanti del rifugio e proseguiamo verso una palina che ci segnala la direzione verso la Bocchetta di Luera lungo il sentiero n. 4. Con un breve traverso ci dirigiamo verso la base del Corno Centrale e ne percorriamo le pendici, ammirando la sua bella struttura rocciosa. Passiamo accanto ad un paio di torrioncini verticali per poi tornare nel bosco per un breve tratto di salita e poi di discesa fino alla Bocchetta di Luera. Dalla bocchetta, continuiamo dritti lungo il sentiero n. 8 che in meno di 5' ci deposita facilmente sulla cima del più piccolo dei tre Corni, quello Orientale (1232 Mt.).
Discesa
Dalla croce si torna alla Bocchetta di Luera e da qui si piega verso sinistra in un ripido sentierino nel bosco. La pendenza è notevole e il fondo piuttosto scivoloso. Dopo una buona mezzora si arriva presso un grande faggio monumentale nelle cui vicinanze si trova anche una bella fontanella. Qui siamo anche al crocevia di alcuni sentieri. Noi prendiamo a sinistra il sentiero n. 2 che dolcemente scende verso Valmadrera. Poco prima di arrivare sotto il Corno Rat, ci dirigiamo verso destra ad incrociare il sentiero n. 8 che a sua volta ci porterà verso il n. 4. Seguendo quest'ultimo in pochi minuti saremo al Santuario di San Tomaso e da qui all'auto lungo il percorso già fatto in salita.

Note
Per chi ha una certa passione verso gli aspetti geologici delle montagne, questo è sicuramente il posto ideale per trovare curiosità ed angoli interessantissimi. Il Sentiero Geologico Alto presenta formazioni rocciose interessanti, stratificazioni evidenti, fenomeni di natura carsica e di erosione da parte delle acque, nonché numerosi fossili, anche di coralli, ed altro ancora. In zona sono presenti anche grossi massi erratici, facilmente visitabili con brevi deviazioni. Da segnalare anche il Sentiero Geologico Achermann, poco distante, che, attraverso una lunga serie di pannelli esplicativi, ci accompagna in un lungo tragitto attraverso numerosi aspetti geologici della zona. Tutto questo è richiuso all'interno della Riserva Naturale Sasso di Malascarpa; il cui nome pare derivi dal dialetto "masca" che significa strega. Per salire sui Corni di Canzo, sono presenti anche alcune belle ferrate, specialmente quella del Corno Occidentale e quella del Corno Rat e che saranno teatro, forse, di prossime uscite.
Commenti vari

Scendendo dalla cimetta del Corno Orientale, ho incontrato un escursionista che mi ha suggerito, per una prossima camminata, di proseguire dalla cima del Corno Orientale lungo la divertente cresta che, con alcuni passaggi attrezzati e semplici tratti di arrampicata, porta ala vetta del Corno Rat e da qui in discesa verso Valmadrera. Essendo ormai sceso parecchio, non ho avuto il tempo e la voglia di risalire e percorrere la cresta, ma sarà la scusa giusta per tornare in questa bella zona.

   

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Guglie calcaree all'inizio del Sentiero Geologico Alto

Fossili di Conchodon al Sasso di Malascarpa

   

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Dal Sasso di Malascarpa verso i Corni di Canzo

Omar sul Corno di Canzo Occidentale

   

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Panorama verso la punta di Bellagio

Sul Corno Centrale

   

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La croce del Corno Orientale