Monte Colombina

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Loc. Falecchio - Songavazzo (BG)
Quota partenza 645 Mt. Quota di arrivo 1458 Mt.
Dislivello totale 813 Mt. circa Data di uscita 03/02/2018
Ore di salita 3 h. Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati n. 556, 554, 555 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Tempo uggioso, nebbia e nuvole basse nella prima parte della camminata, poi più aperto e sereno verso il primo pomeriggio. Neve sul percorso a partire dai 1100 metri. Il manto nevoso, fresco e senza traccia, ha raggiunto i 30 cm sulla cima del Colombina. Sentieri ben evidenti anche se non sempre ben segnalati, ma nel complesso, visto l'ambiente, è difficile sbagliare itinerario.

Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
In questa stagione non ho trovato acqua, ma nelle stagioni non invernali, troverete acqua nelle zone del Colle di San Fermo, dove sono collocati un agriturismo ed un ristoro.
Punti di appoggio
Durante tutta la camminata, fino a poco oltre il Colle di San Fermo è possibile trovare riparo presso numerose baite, cascine e capanni da caccia.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevole e facilissima camminata che si sviluppa su una lunga, prima bucolica, poi boscosa e mai noiosa dorsale culminante nella cima del Monte Colombina, balcone naturale sul Lago d'Iseo. Dalla cima di questa bassa montagna è possibile ammirare un immenso panorama su numerosissime vette di Alpi e Prealpi, sul Lago d'Iseo e sulla Pianura Padana. Ideale è percorrere questo itinerario nel periodo invernale, possibilmente con l'intero tracciato ben innevato; anche con grandi quantità di neve fresca, non esistono problemi e pericoli legati a slavine.
Descrizione percorso
Dal paese di Songavazzo, in Val Seriana, si prende la strada che conduce alla contrada Falecchio. Lungo la salita, ad un certo punto, presso un tornante sinistrorso, si incontra un bivio sulla destra con le indicazioni del sentiero n. 556, ma noi lo ignoriamo per proseguire fino ad una cappella degli alpini ornata da un grande cappello da alpino. Si continua oltre, su strada sterrata fino ad un grande cartello che indica l'ingresso nel "Plis del Monte Varro", una specie di parco sovracomunale. Qui, immersi nel bosco, si trovano alcuni comodi posti auto. Proseguiamo ora a piedi nella fitta vegetazione di conifere su ampia sterrata semi pianeggiante, circondati da imponenti alberi. Giunti ad un ampio tornante verso sinistra, abbandoniamo la strada sterrata principale per andare verso destra lungo una sterrata meno ampia ed in leggera discesa. Al termine del tratto di discesa eccoci davanti ad una palina che ci indica il sentiero n. 556 (lo stesso che proviene dal tornante superato in automobile più in basso). Lo seguiamo verso sinistra seguendo la direzione per il Monte Torrione e San Fermo. Il percorso si svolge sempre su comoda sterrata che sale in modo regolare in una abetaia. Giunti ad una specie di ponticello, alla nostra destra vediamo una santella triangolare che superiamo. La pendenza tende ad aumentare e alla nostra sinistra è ben presente una specie di profondo solco sul cui fondo dovrebbe scorrere dell'acqua. Saliamo fino ad incontrare un bivio verso destra che ignoriamo (sbarra metallica poco più in alto) per proseguire dritti lungo un tratto cementato e piuttosto ripido. Poco più in alto la strada sterrata lascia il posto ad un sentiero più stretto e quasi incassato in una trincea naturale. Lungo il sentiero, alla nostra destra si apre una bellissima valletta punteggiata da cascine e baite (1 h. dalla partenza). Superiamo alla nostra sinistra il Rocol de Camasù ristrutturato ed adibito a bella baita a mò di torre giallo paglierino. Il sentiero prosegue tra due steccati di legno in un rilassante ambiente pianeggiante. Dopo un breve tratto di discesa, riprendiamo a salire e lasciamo alla nostra destra il bivio per la Madonna della Cremonella e il paese di Bossico. Più avanti eccoci ad una baita con un quadretto della Sacra Famiglia sopra all'ingresso. In breve il sentiero ci conduce sulla dorsale e prosegue tranquillo in una fittissima abetaia con alberi altissimi. Facendo ben attenzione al bivio successivo poco visibile, ignoriamo il sentiero verso destra per la Chiesetta dei Caduti, per proseguire a sinistra verso il Colle di San Fermo. Dopo dieci minuti eccoci davanti al cancello di legno di un roccolo. Altri cinque minuti di ripida salita ed il sentiero corre in una profonda trincea per poi continuare quasi pianeggiante nel fitto bosco. Finalmente, ad un certo punto ecco che alla nostra sinitra si aprono bellissimi scorci sulla Presolana e la Costiera di Bares. Da questo punto panoramico, il bosco si estende sotto di noi, in un susseguirsi ininterrotto di abeti. Usciamo per un breve tratto dal bosco e con un'ampia curva verso sinistra costeggiamo il Monte Torrione per giungere in breve ad una cascina in invidiabile posizione panoramica, tra abeti e latifoglie. Perdiamo decisamente quota lungo un sentierone che scende superando una seconda cascinetta alla nostra destra. Al termine della discesa troviamo una palina che indica verso destra il Fontanino del Grom. Noi invece andiamo dritti su sentiero pianeggiante arrivando in breve ad un cartello di legno con le coordinate geografiche del posto (località Colecc). Eccoci ora davanti ad una cascina che raggiungiamo ed entriamo in un enorme zona prativa punteggiata da steccati e baitelle, mentre davanti a noi si innalzano i docili pendii del Monte Colombina. Il luogo è incantevole e molto rilassante. Il percorso è tranquillo e senza fatica, ci conduce al Colle di San Fermo (1250 metri di quota, a due ore dalla partenza). Superiamo una grande struttura di legno e pietra sotto la quale si trovano numerosi tavolini per pic-nic. Verso destra scende un'ampia sterrata. Noi camminiamo verso la vicina chiesetta di San Fermo dove una palina indica a sinistra il sentiero n. 555 e a destra il n. 554. Seguiamo quest'ultimo verso destra, superiamo la chiesetta, una pozza d'acqua (ghiacciata...) ed un agriturismo (La Selva), nonché varie baite e casette. Una bella bacheca con cartina ci chiarisce i sentieri della zona. Alla nostra sinistra si innalza regolare il pendio prativo che scende dal Colombina ed è ben visibile la croce posta sulla sua anticima. Proseguiamo verso il Forcellino, senza raggiungerlo. Arrivati in località P.zza Vetra, superiamo un'ultima baita attraversando una sbarra davanti a noi. Ora non ci resta che proseguire dritti e decidere il percorso migliore per raggiungere la croce in lato alla nostra sinistra. Con il pendio innevato è possibile salire dritti verso la croce, ma è più comodo proseguire ancora qualche metro fino ad incrociare la facile dorsale che sale verso sinistra con meno pendenza. Comunque si salga, il percorso avviane per prati e sotto di noi si ha una bellissima vista sul Lago d'Iseo e sull'altopiano di Bossico. Man mano si sale, lo sguardo spazia alle Prealpi Bresciane e Bergamasche e poi alle Alpi e sulla pianura: un vero spettacolo. Giunti alla grande croce in ferro, proseguiamo dritti sulla dorsale ora pianeggiante, superiamo un interessante ed utile indicatore delle cime visibili e continuiamo ora tra alcuni piccoli abeti ai lati della crestona. Saliamo poche metri di quota per arrivare sulla cima vera e propria del Monte Colombina dove non esistono segni di vetta. Il sentiero è quasi immerso tra mughi e bassi abeti e ci si accorge di essere sulla cima solo perché non c'è più nulla da salire.
Discesa
Dopo la croce e la successiva vetta vera e propria, proseguiamo ancora lungo la poco evidente ma logica dorsale che ora scende su un sentiero immerso nella fitta vegetazione, prima di basse conifere e poi di latifoglie. Il tracciato è tortuoso ed occorre molta attenzione per trovare l'itinerario corretto in caso di neve. Tendenzialmente la direzione da seguire è in basso e verso sinistra. Più in basso si rinvengono alcuni bolli rossi sul tronco delle piante. Scendiamo fino ad incrociare l'evidente ed ampio sentiero che compie l'intero periplo del Monte Colombina. Incrociato il sentiero lo seguiamo verso sinistra e arriviamo ad un tratto costeggiato da due steccati di legno. Proseguiamo placidamente fino a superare alla nostra sinistra una grande baita di pietra preceduta da alcuni grossi e contorti tronchi di faggi. Una palina segnala che per la croce del Colombina (cioè il sentiero appena disceso) servono 30 minuti di salita ed 1,5 chilometri. In breve eccoci in vista della piccola chiesetta di San Fermo alla quale arriviamo in meno di mezz'ora dalla vetta. Qui ritroviamo la palina di metallo con il sentiero n. 554 che abbiamo seguito per la salita alla cima del Colombina. Non ci resta ora che ripercorrere a ritroso l'intero percorso fatto per Songavazzo lungo il sentiero n. 556.

Note
Teoricamente, lungo la dorsale che dal parcheggio porta al Colombina si incontrano anche il Monte Torrione e la Cima Trifone; io non ho visto nessuna deviazione che conducesse su queste due cime. Per gli appassionati di flora, nei pressi del Rocol de Camasù si trova una rara sequoia gigante (anche se in realtà si tratta di un esemplare molto giovane, alto “solo” circa 4 metri), ben protetta da una rete ed indicata da un cartello.
Commenti vari
La zona è molto bella e rilassante, ma fate attenzione alla presenza di motociclisti che, in barba ai divieti, scorrazzano lungo le strade agro-silvo-pastorali del posto e lungo i numerosi sentieri di quello che oltretutto è un territorio protetto.
   

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La chiesetta di San Fermo

Omar al Colle di San Fermo

   

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Panorama verso il Lago d'Iseo

Omar alla croce del Monte Colombina

   

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Nebbie e nuvole salgono dal basso

Verso la vera cima del Monte Colombina