Monte Colodri/Pilastro Zanzara - Via dei Tre Spigoli

 
Zona montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca Località  di partenza Arco (TN)
Quota partenza 100 Mt. Quota di arrivo 405 Mt. circa
Dislivello totale

+65 Mt. circa per l'attacco
+240 Mt. la via (375 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 431B
Ore di salita 15' per l'attacco
8 h. 30' la via
Ore di discesa

15' sino alla vetta del Colodri
30' dalla vetta al parcheggio

Esposizione Nord Giudizio sull'ascensione Sufficiente
Data di uscita 20/02/2016 Difficoltà A1, A2
Sass Balòss presenti
Luca, Bertoldo.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata serena. Il sentiero che conduce all'attacco è una vaga traccia. La ferrata che si percorre in discesa non è difficile però presenta dei tratti molto unti e, se bagnati, decisamente scivolosi.
La roccia in via è nel complesso ottima (ma l'itinerario è completamente in arrampicata artificiale). La terrazza mediana richiede particolare attenzione in quanto quasi priva di protezioni e con rocce instabili.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. Necessari 20/25 rinvii per la progressione artificiale. 2 staffe e fiffi per ogni componente della cordata. Inutili friend, dadi e chiodi (al massimo sarebbe più utile un perforatore manuale nel caso manchi o si rompa un chiodo a pressione). Un paio di scarpette d'arrampicata potrebbero semplificare la vita sul quarto tiro e all'inizio del sesto.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Il monte Colodri è il simbolo dell'arrampicata nella Valle del Sarca. E' situato immediatamente a nord dell'abitato di Arco e presenta pareti molto verticali e strapiombanti percorse quasi ovunque da itinerari d'arrampicata. Dalle linee classiche lungo fessure e diedri affrontate già nella seconda metà degli anni '70 a quelle estreme in artificiale o chiodate per l'arrampicata libera su difficilissime placche.
In comune hanno arrampicata atletica e roccia quasi sempre ottima.
Il Pilastro Zanzara si trova sulla spalla destra del monte e deve la sua fama alla via Zanzara e Labbradoro aperta da Maurizio Zanolla "Manolo" e Roberto Bassi nel 1983 e che per anni ha rappresentato la massima espressione dell'arrampicata libera nell'intera valle.
La via Dei Tre Spigoli è un itinerario abbastanza recente in completa arrampicata artificiale. La direttiva della salita è data appunto da tre spigoli interrotti tra di loro da delle terrazze. Purtroppo solo l'ultimo spigolo regala un'arrampicata molto esposta e a tratti strapiombante. Itinerario aperto in solitaria da Diego Filippi nel 2012 e chiodato sistematicamente con chiodi a pressione artigianali sia per la progressione che nelle soste.
Attacco, descrizione della via
Da Arco di Trento imboccare la strada che conduce ai campeggi e alla piscina comunale ove conviene parcheggiare. Da qui continuare a piedi in direzione di Ceniga (e del pilastro). Dopo circa 500 Mt. sulla sinistra si trova un ristorante/pizzeria. Continuare sulla strada ancora poche decine di metri individuando sulla sinistra una stradina (solitamente chiusa da un cancello di facile superamento) che va verso la parete. Raggiunto uno spiazzo salire sulla destra il ghiaione per una vaga traccia fino a raggiungere la base del primo spigolo che caratterizza la via. Appena a sinistra dello spigolo si nota una fessura che sale verso un evidente tetto dove passa la via Micheluzzi.

1° tiro:
seguire la linea dello spigolo fino un piccolo pulpito dove si sosta (4 chiodi a pressione+cordoni).
35 Mt., A1, numerosi chiodi a pressione.

2° tiro:
sempre seguendo il filo dello spigolo fino alla sosta (4-5 chiodi a pressione+cordoni). 30 Mt., A1, numerosi chiodi a pressione.

3° tiro:
stando appena a destra del filo dello spigolo si continua fino a raggiungere la grande terrazza mediana dove si sosta (5 chiodi a pressione+cordoni). 20 Mt., A1, numerosi chiodi a pressione.

4° tiro:
alzarsi fino alle prime piante poi spostarsi a sinistra e salire su sfasciumi tornando leggermente verso destra fino alla sosta (1 chiodo a pressione). 40 Mt., III, 2 chiodi a pressione.

5° tiro:
traversare verso sinistra fino alla base di un breve diedrino chiuso da uno strapiombo. Si sosta (1 chiodo a pressione+1 pianta con cordone) sulla terrazza sotto la verticale del diedrino. 35 Mt., II.

6° tiro:
raggiungere il diedro con alcuni passi in libera e seguirlo fino allo strapiombino. Uscire verso sinistra e poi percorrere con attenzione gli infidi metri sulla terrazza fino a raggiungere la sosta (pianta con cordone). 35 Mt., III+, A1, II, numerosi chiodi a pressione.

7° tiro:
alzarsi verso sinistra raggiungendo il secondo spigolo. Appena più a sinistra c'è il diedro della via Micheluzzi. Seguire il filo dello spigolo fino all'aerea sosta (6 chiodi a pressione+cordoni). 35 Mt., A1, numerosi chiodi a pressione.

8° tiro:
sempre sul filo dello spigolo fino alla sosta successiva (pianta con cordone). 20 Mt., A1, numerosi chiodi a pressione.

9° tiro:
traversare sulla terrazza erbosa verso destra in leggera ascesa e poi continuare il traverso su placche appoggiate portandosi sotto la verticale dell'ultimo spigolo che caratterizza la via (5 chiodi a pressione+cordoni). Verso la fine del traverso s'incrocia la via Pilastro nord. 35 Mt., A1, numerosi chiodi a pressione.

10° tiro:
seguire lo spigolo fino alla comoda sosta (5 chiodi a pressione+cordoni). 30 Mt., A1, numerosi chiodi a pressione.

11° tiro:
salire a sinistra e superare lo strapiombo. Continuare ora su placche inclinate appena a sinistra del filo dello spigolo raggiungebdo la comoda sosta (4 chiodi a pressione). 30 Mt., A1, numerosi chiodi a pressione.

12° tiro:
portarsi sotto al tettino, superarlo direttamente e poi continuare a destra del filo dello spigolo fino alla sommità dove si sosta (1 chiodo a pressione+1 clessidra con cordone). 30 Mt., A2, A1, numerosi chiodi a pressione, alcuni fix.

Discesa
Dal termine della via scendere verso sinistra ad un intaglio e seguire la traccia sempre verso sinistra fino ad una palina. Qui è possibile seguire il facile sentiero che porta all'estremità meridionale dell'abitato di Arco (indicazione per S. Maria di Laghel, soluzione consigliata in caso si esca col buio) oppure continuare con dei piccoli saliscendi fino alla vetta del Monte Colodri (croce e libro di vetta) dalla quale ci si abbassa verso sud sino a raggiungere la ferrata del Colodri (n. 431B). Mediante quest'ultima si ritorna velocemente nei pressi del parcheggio.

Note

Come tutte le altre vie della valle è consigliata la salita nelle mezze stagioni o nelle belle giornate invernali tenendo comunque presente che l'esposizione è a nord e dopo le prime due o tre lunghezze si è sempre all'ombra. Da evitare il periodo estivo.

Commenti vari
Data la chiodatura sistematica e abbastanza sicura, nonchè la linea poco strapiombante ad eccezione di alcuni tratti nelle ultime lunghezze, questo itinerario potrebbe essere adatto per impratichirsi con l'arrampicata artificiale. Attenzione però che non c'è tempo per incantarsi a guardare il panorama...
   

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Sulla prima lunghezza

   

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Superamento della terrazza mediana

Matteo sul traverso del nono tiro
   

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Due immagini del decimo tiro. A sinistra Matteo e a destra Luca impegnati in uno dei pochi tratti strapiombanti

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Superamento dello strapiombino all'inizio del dodicesimo tiro

Il Monte Colodri con il tracciato della via Dei tre spigoli
Fotografia di Diego Filippi, tracciato Sassbaloss

 

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