Cima Plem - Via Normale

 
Zona montuosa Adamello/Presanella - Sottogruppo del Baitone Località di partenza Loc. Ponte del Guat - Sonico (BS)
Quota partenza 1540 Mt. Quota di arrivo 3182 Mt.
Dislivello totale +1700 Mt. (con i vari saliscendi)
Data di uscita 13/08/2016
Ore di salita 4 h. 45' Ore di discesa 3 h. 45'
Sentieri utilizzati n. 13, 1, 31, 23
Giudizio sull'escursione Molto bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EEA, F
Condizioni climatiche e dei sentieri

Ottima giornata, limpidissima e non troppo calda. Sentieri in ottimo stato, ben tracciati e dotati di un'idonea segnaletica. In buono stato anche il tratto attrezzato del sentiero sotto il Passo di Cristallo.

Eventuali pericoli
Il percorso è in genere abbastanza sicuro. Fare solo particolare attenzione al tratto attrezzato sotto il Passo di Cristallo, che è veramente esposto, anche se la parte delicata dura solo poche decine di metri. Attenzione anche sotto la vetta di Cima Plem, dove ci sono delle placche lisce di granito inclinato su cui occorre prestare un minimo di attenzione: ma la roccia garantisce un ottimo grip, e l'esposizione è tutto sommato relativa.
Presenza di acqua
Esiste una fontanella alla partenza al Ponte del Guat e un'altra al “Baitoncello”, con un cartello recante la dicitura “non potabile”... ma è buona. Poi si transita da ben tre rifugi, dove ovviamente è possibile rifornirsi di acqua e viveri.
Punti di appoggio
Durante l'escursione, come detto sopra, si toccano tre rifugi gestiti: Baitone, Tonolini e Gnutti. Anche se vengono raggiunti fuori stagione, in genere garantiscono un locale invernale. Inoltre rifugio Ponte del Guat (alla partenza) presso Malga Premassone.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Consigliabile il caschetto, e per chi non si fidasse troppo delle proprie braccia e del cavo metallico nel tratto attrezzato del sentiero che sale al Passo di Cristallo, portate anche un set da ferrata, che comunque userete solo per pochi metri. A inizio stagione raccomandabili anche i ramponi, una piccozza e magari uno spezzone di corda per assicurarsi nel caso in cui il tratto attrezzato rimanesse sotto la neve.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Bellissima escursione, consigliabile da effettuarsi in estate o all'inizio dell'autunno, nel cuore del granitico gruppo dell'Adamello. In circa una decina di ore ci si troverà a percorrere ampi pascoli, valloni detritici, grandi ghiaioni, bellissime placche rocciose, creste aguzze e frastagliate, cime vertiginose, torrenti limpidi e impetuosi, laghi tranquilli... Un itinerario molto piacevole e vario, di difficoltà tutto sommato contenute, idoneo anche per dei normali escursionisti (purché allenati).
Descrizione percorso
Raggiungere la media Valle Camonica, poi da Sonico o da Malonno seguire le indicazioni per le frazioni Rino/Garda e per la Val Malga (sono presenti anche indicazioni per i rifugi Baitone/Gnutti/Tonolini). La strada - a tratti stretta ma ben transitabile - si addentra nella profonda e selvaggia Val Malga fino all'evidente parcheggio (nei pressi di un ponte sul torrente) a quota 1540 Mt. È possibile parcheggiare anche un poco più avanti (a pagamento), al parcheggio del ristoro/rifugio Ponte del Guat (tranne che nei mesi invernali). Dal parcheggio gratuito comunque in 10-15' si perviene a questo rifugio, dove si attraversa il torrente Remulo e occorre ignorare il sentiero 23 che prosegue dritto in direzione del rifugio Gnutti (sarà la nostra via di discesa al ritorno), per proseguire invece a sinistra lungo il sentiero 13. Detto sentiero sale ripido con numerosi tornanti nel bosco di abeti e betulle, rimontando il costone di Cima di Val Rossa, fino a raggiungere la quota più congeniale ai larici. Dopo circa 1 ora di cammino di transita dal “Baitoncello” (1940 Mt.), anticamente una stazione intermedia della funivia che dal Ponte del Guat saliva alla diga del Baitone, ed oggi una casa di servizio dei guardiani dell'Enel. Si attraversano alcuni ripidi valloncelli (esposti alle valanghe in inverno), con la diga del Lago Baitone già ben visibile, in alto. Si raggiunge la Malga Baitone (2065 Mt.), attorniata da pascoli scoscesi e fornita nelle vicinanze di un'area per pic-nic, ma occorre salire ancora per raggiungere la diga del Lago Baitone (2280 Mt.): la si raggiunge, comunque, dopo 1 h. e 30' di cammino dalla partenza, dopo aver costeggiato i ruderi di un'altra malga. Attraversare verso destra seguendo il sentiero che passa poco sotto la diga: in circa 5 minuti si raggiunge il già visibile rifugio Baitone, posto dall'altra parte della struttura (è anche possibile proseguire dritto lungo il sentiero 13, che costeggia la sponda occidentale del Lago Baitone e raggiunge anch'esso il rifugio Tonolini, più o meno nello stesso tempo). Dal Rifugio Baitone incamminarsi lungo il sentiero n. 1 (anche detto alta Via dell'Adamello) verso nord-est, e costeggiando la sponda orientale del Lago Baitone si sale dolcemente fino ad arrivare al rifugio Tonolini (2467 Mt., 2 h. dalla partenza), posto in magnifica posizione su un poggio roccioso che domina il Lago Baitone, con alle spalle il bellissimo Lago Rotondo, piccolo laghetto di origine glaciale e dalle acque limpidissime. Si prosegue ancora lungo il sentiero n. 1, che sale verso il Passo Premassone (da cui poi si scende verso il Rifugio Garibaldi), e poco dopo essere passati sopra un piccolo laghetto dalla forma circolare (il Lago Bianco), in una zona di grossi massi di granito accatastati, si trova su una roccia l'evidente indicazione per il Passo di Cristallo, verso destra. Si inizia ora a seguire il sentiero 31, che risale molto ripido (e a tratti poco evidente) verso l'evidente passo tra il Corno di Cristallo e la Cima Plem. Poco prima di raggiungere il passo, traversando verso sinistra il pendio roccioso e ripidissimo, si giunge all'inizio di un tratto di sentiero attrezzato con dei cavi d'acciaio, che aiuta a superare un tratto parecchio esposto e delicato sulle placche lisce di roccia, fino a condurre, in poche decine di metri, nel canale detritico pochi metri sotto l'intaglio del Passo di Cristallo (2885 Mt., 3 h. 45' dalla partenza). Dal passo è possibile – volendo – salire verso Sud Ovest seguendo la facile cresta fino al corno di Cristallo (2988 Mt.), noi invece abbiamo proseguito nella direzione opposta, seguendo la cresta che porta, in un'altra oretta circa, a raggiungere la Cima Plem. Ci si mantiene un po' più in basso del filo di cresta (che comunque è impraticabile, tormentata com'è da numerosi gendarmi e lame di granito), seguendo l'evidente sentierino (ci sono anche vari bolli di vernice) che passa su degli sfasciumi, pendii erbosi un po' esposti, fino condurre in un facile diedro di ottima roccia, che si risale facilmente, fino a giungere a delle grandissime placche inclinate che conducono verso la vetta. Mantenendosi sulla sinistra di queste placche, si risale fino alle enormi rocce accatastate sotto la cima, che poi viene raggiunta senza problemi. Ed ecco la ricompensa principale per questa escursione: una vista sublime sulla vicinissima parete nord-overt del Monte Adamello, grandissima e vertiginosa, che sembra quasi di poter toccare con un dito. Tutto attorno la visuale spazia tra laghi che riempiono le valli sottostanti, creste affilatissime che si dipartono dalle cime rocciose, ghiacciai sospesi che si sporgono sui precipizi e lame di granito incombenti da più parti. Davvero tutto molto bello!
Discesa
Ripercorrere lo stesso itinerario fino al Passo Cristallo. Qui giunti, invece che ridiscendere al rifugio Tonolini, calare sul versante opposto verso la Val Miller, puntando al rifugio Gnutti, scendendo lungo l'altro “pezzo” del sentiero 31. Si perde quota molto velocemente calando lungo pascoli aperti, costellati di estese superfici rocciose e levigate che affiorano un po' dappertutto. Ben presto si intravede a fondovalle il torrente che si immette serpeggiando nel verde delle acque del Lago Miller. In circa un'ora e mezza di discesa dal Passo Cristallo si raggiunge quindi il rifugio Gnutti, posto alla fine del Lago Miller, nei pressi di un piccolo sbarramento a captarne le acque, in posizione molto piacevole e soleggiata. Dal rifugio il sentiero 23 conduce verso la fine del percorso, si transita dapprima con andamento quasi pianeggiante presso Malga Miller, poi il percorso prende a scendere molto ripidamente lungo le “Scale del Miller”, che consistono in una lunga successione di grossi gradoni in granito posti lungo il sentiero, in parte naturali e in parte artificiali. Il percorso è abbastanza ripido e faticoso da compiersi in salita, in discesa invece si prede quota molto rapidamente, giungendo infine ai prati dove sorge Malga Frino (1695 Mt.), e infine al ristoro/Rifugio Ponte del Guat, dove è molto piacevole e riposante bere qualcosa di fresco. Da lì in 10 minuti si torna all'automobile. La discesa dal rifugio Gnutti al rifugio Ponte del Guat richiede circa 1 h. e 20' di cammino.

Note
Dalla sommità di cima Plem è possibile gettare lo sguardo, oltre che sulla grandiosa parete dell'Adamello, anche su ben dodici laghi e laghetti alpini, che giacciono nelle valli che si irraggiano tutto attorno al massiccio.
Commenti vari

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La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 18,0 Km. La velocità media (comprese le numerose soste) è risultata essere pari a 1,8 Km/h.

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Luci dell'alba al rifugio Tonolini

Risalendo il tratto attrezzato sotto Passo Cristallo

   

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Raggiungendo Passo Cristallo

Passo Cristallo

   

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La cresta di Cima Plem

Nel diedro verso la cima

   

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La grandi placconate di granito che conducono verso la cima

Una sguardo verso la conca del Baitone con i suoi laghi



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Ultime rocce sotto la vetta, sullo sfondo il Corno Miller La massiccia parete nord-ovest dell'Adamello


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Finalmente in cima

Scendendo in Val Miller, uno sguardo verso Passo Adamello

   
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Omar impegnato nella discesa verso la Val Miller Il rifugio Gnutti
   

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Rilievi GPS

 
(*) Trattasi di locuzioni apparentemente senza senso, crediamo rivolte ad un gregge di pecore, articolate da un (presumiamo) pastore Camuno incontrato nei pressi di Malga Miller durante la discesa dal rifugio Gnutti. Non ci è dato sapere cosa significassero. Ma le pecore si facevano comunque i cavoli loro, beate e strafottenti.
 

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