Creste di Pregasina: Cima Nodice - Cima Al Bal - Cima della Nara

 
Zona montuosa Prealpi Bresciane Località di partenza Loc. Pregasina - Riva del Garda (TN)
Quota partenza 540 Mt. Quota massima 1376 Mt.
Dislivello totale 1020 Mt. circa Data di uscita 18/02/2017
Ore di salita 3 h. 15' Ore di discesa 2 h. 15'
Sentieri utilizzati n. 422, 429, 429a, 430 Giudizio sull'escursione Molto bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà E; alcuni tratti EE
rari passaggi di I, II (spesso evitabili)
Amici presenti
Matteo.
Condizioni climatiche e dei sentieri

Bella giornata, cielo limpido. Temperature gradevoli, solo un po' di freddo nelle zone in ombra. Sentieri ben segnati ed evidenti, tranne in alcuni tratti della cresta tra Cima al Bal e Cima della Nara.

Eventuali pericoli
Nessun pericolo particolare. Il sentiero è spesso accidentato e a tratti esposto, ma mai in modo tale da mettere a rischio l'escursionista esperto. I tratti più delicati sono comunque molto facili, abbastanza rari, molto bene appigliati, e in certi tratti anche evitabili.
Presenza di acqua
C'è solo una fontana a Pregasina, alla partenza dell'itinerario.
Punti di appoggio
C'è un bivacco appena sotto Cima Nodice (“Baita del Gri”), e un altro a Passo Rocchetta, dal quale si transita durante la discesa. Ma lungo tutto il percorso non è difficile trovare gallerie di guerra scavate nella roccia, che offrono un ottimo riparo dalle interperie.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nessuno in particolare. Non serve a nostro parere alcuna attrezzatura da ferrata.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Itinerario di grande soddisfazione, che abbina interesse storico e grande interesse paesaggistico, lungo un percorso non lungo e poco faticoso, che si sviluppa lungo una cresta a tratti affilata, con passaggi tecnici e divertenti. Lungo tutto il percorso si può godere di scorci davvero magnifici sul lago di Garda, che si stende ai nostri piedi sotto ripidissime balze rocciose, e osservare la singolare vegetazione alpina/mediterranea che ricopra queste pendici scoscese, dove coesistono assieme pini, faggi, larici, e molte alte specie tipiche di climi marini.
Descrizione percorso
Si parte da Pregasina, bellissima frazione di Riva del Garda, comune più settentrionale del lago di Garda. Appena a nord di Riva del Garda (proseguendo in direzione di Arco), si seguono le indicazioni per il lago di Ledro, percorrendo una lunghissima galleria rettilinea si sbuca in un baleno nella val di Ledro. Prima di raggiungere Biacesa svoltare subito a sinistra oltrepassando il torrente, seguendo le indicazioni per Pregasina. Un'altra galleria, seguita da alcune dolci curve conducono alle prime case di Pregasina, poi al centro del piccolo paesino, poco sotto alla piccola chiesa (dedicata a San Giorgio) c'è un comodo parcheggio. Si comincia a camminare sulla strada che si dirige verso sud, costeggiando il piccolo cimitero (indicazioni sentiero 422, per la Bocca di Lè e Cima Nodice). Ben presto si imbocca il sentiero che si stacca a destra impennandosi ripidissimo (sempre indicazioni per Cima Nodice), lungo una stradina con fondo cementato che sale nel bel bosco, poi la strada si restringe e diventa un sentiero, transitando nei pressi di una casa rurale in corso di ristrutturazione, perdendo un po' della ripidità iniziale. Dopo 15 minuti di cammino dalla partenza si nota un sentiero che si immette da sinistra: sarà la nostra via di discesa al ritorno. Proseguiamo tenendo la destra, lungo il percorso si notano vari massi erratici di granito provenienti dal massiccio dell'Adamello, depositati qui dal grande ghiacciaio che vari millenni fa ha scavato il profondo solco oggi occupato dal lago di Garda. Si perviene ad un nuovo bivio, dove teniamo la destra, imboccando il sentiero 429a, che ci condurrà verso la “Scala Santa”. Ed eccoci ben presto, dopo mezzora di cammino dalla partenza, al cospetto di uno stretto passaggio del sentiero tra una enorme pinnacolo roccioso (chiamato “Popò de Lè”) appoggiato alla parete, e la parete stessa, nei pressi di una caverna fortificata e vari terrazzamenti militari. Oltrepassato questo stretto e suggestivo passaggio, davati a noi si presenta la Scala Santa, con i suoi ripidi gradini intagliati direttamente nella roccia, e una corda fissa che aiuta la progressione, aggiungendo anche una certa sicurezza al passaggio lungo questo tratto un po' esposto, ma comunque davvero facilissimo. Dopo la scala si è ormai nei pressi di Cima Nodice, i dintorni sono costellati da trincee e camminamenti, oltre che da rocce estremamente panoramiche affacciate sul Garda e sulla valle di Ledro. Un brevissimo tratto di sentiero verso sinistra (il “Senter del Toni”) conduce sulla sommità di cima Nodice (860 Mt., 50' dalla partenza), transitando nei pressi di alcune belle gallerie militari che ne solcano la roccia. Dalla cima si scende a sinistra in pochi minuti al bivacco “Baita del Gri” con l'annessa tomba dei caduti, poi ci si dirige alla vicina Bocca di Lè, in una zona boscosa, al di sotto della cresta che da qui ci apprestiamo a cominciare a risalire. Iniziare ora a seguire il sentiero 430 che risale direttamente la dorsale – che ben presto diviene cresta – di Cima Bal. La prima parte sopra la Bocca di Lè è molto ripida e faticosa e risale il bosco, ma presto iniziano le prime roccette, molto divertenti, e man mano che la cresta si fa più stretta e affilata i passaggi esposti aumentano, così come i pulpiti rocciosi che offrono vedute vertiginose sulla valle di Ledro e sul gruppo roccioso della Rocchetta, dall'altra parte della stessa. Dopo avere effettuato un traverso sul versante verso destra, per evitare delle rocce difficili, e un successivo rientro verso sinistra per tornare sul filo di cresta, si transita da una piccola sommità chiamata Cima Strussia (1236 Mt., 2 h. dalla partenza), che è solo la prima delle cime che che si percorrono lungo la cresta. Segue poco dopo Cima Al Bal (1259 Mt. 2 h. 15' dalla partenza), e poi alcuni bei passaggi tecnici sulle rocce della cresta che qui è particolarmente stretta. Più avanti fare attenzione a tenere la destra per non perdere la variante più “difficile” (alpinistica, ma a portata anche di un buon escursionista) e divertente lungo la cresta (il sentiero più semplice prosegue rimanendo al di sotto del filo di cresta). Ci sono delle grandi rocce calcaree ben appigliate, e dei bei passaggi divertenti intervallati da tratti di sentiero. Si raggiunge infine l'elevazione più alta della lunga cresta: Cima della Nara (1376 Mt., 3 h. 15' dalla partenza, dove c'è un bell'ometto di sassi e una targhetta con il nome della montagna.
Discesa
Dalla cima proseguire ancora lungo la cresta, in discesa seguendo la traccia segnata n. 430, procedendo sempre verso sud con andamento spesso pianeggiante, verso il versante settentrionale del monte Guil. Fare attenzione al bivio a sinistra (proseguendo a destra si sale in breve sul monte Guil, per chi volesse aggiungere un'altra cima), e proseguire lungo questo sentiero per alcuni minuti perdendo quota in discesa con alcuni piccoli tornanti, fino ad immettersi su un altro sentiero (il n. 422). Imboccarlo quindi svoltando a gomito a sinistra, andando in lieve discesa a raggiungere prima un bello sperone roccioso isolato a margine della mulattiera (nei pressi è possibile osservare i resti di un villaggio militare), poi il bel punto panoramico di Passo Rocchetta (1158 Mt., 45' di cammino dall'inizio della discesa da Cima della Nara), dove si trova anche una sorta di ricovero/bivacco, che abbiamo trovato chiuso. La via più rapida per il ritorno, da qui, è imboccare il sentiero in discesa n. 422 (indicazioni per Pregasina), che in un oretta circa di cammino riconduce al paese dove si è lasciata l'auto, alternando tratti su sentiero stretto ma ben percorribile, a dei tratti su strada sterrata forestale.

Note
Tutta la zona in cui si sviluppa questo itinerario è stata fortemente interessata – tra il 1915 e il 1918 – dagli scontri armati tra italiani e austriaci, a presidio dei rispettivi confini, che passavano proprio di qui, tra l'alto Garda a sud di Riva, e il lago d'Idro più a Ovest, lungo la valle di Ledro. La zona è ricca di gallerie militari, finestre di osservazione, trincee e muri di contenimento.
Da Passo Rocchetta sarebbe possibile compiere una discesa più interessante a Pregasina percorrendo la bella cresta rocciosa del monte Palaer fino a Bocca Larici (e facendo una visita al meraviglioso belvedere panoramico di Punta Larici, uno dei migliori di tutto il lago di Garda), e da lì tornare a Pregasina scendendo con la comoda stradina percorsa dal sentiero n. 422b. Il tempo rimasto a disposizione ci ha convinto a scendere più velocemente direttamente da Passo Rocchetta.
Commenti vari

Un grazie all'amico Matteo Pasotti per il bellissimo contributo fotografico, a cui abbiamo attinto in parte per compilare questa scheda. Resterà a lungo nella nostra memoria l'improvviso attacco che il povero Matteo ha subito da parte del suo smartphone assassino, al quale, “giustamente, secondo me…” ha reagito con grande veemenza e abbondante sangue freddo!
La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 12,2 Km. La velocità media (comprese le numerose soste) è risultata essere pari a 2,2 Km/h.

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Omar sulla Scala Santa

Omar nei pressi di Cima Nodice

   

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Salendo la cresta sopra la Bocca di Lè

Una finestra aperta nelle gallerie militari

   

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Il fido Omar ci indica la strada da seguire…

Matteo e Omar in sosta lungo la cresta

   

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Si risalgono le rocce sulla cresta

Sulla Cima della Nara



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Rilievi GPS

 

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