Cima Capi - Ferrata Fausto Susatti
Cima Rocca - Sentiero delle Gallerie

 
Zona montuosa Prealpi Bresciane Località di partenza Biacesa (TN)
Quota partenza 418 Mt. Quota di arrivo 909 Mt. (Cima Capi)
1090 Mt. (Cima Rocca)
Dislivello totale 865 Mt. compresi i saliscendi Data di uscita 18/11/2017
Ore di salita 3 h. 30' (fino a Cima Rocca) Ore di discesa 2 h.
Sentieri utilizzati n. 417, 470 (Sentiero dei Bech), 405 (Sentiero Susatti), 471A, 471 (Sentiero delle Laste), 470 Giudizio sull'escursione Molto bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EEA
Amici presenti
Matteo.
Condizioni climatiche, dei sentieri e delle ferrate

Giornata meravigliosa, soleggiata e tiepida, con vento teso ma non fastidioso. Visibilità eccellente nel primo mattino, poi l'umidità è aumentata compromettendo un po' la trasparenza dell'aria. I sentieri sono ottimamente indicati ed in ottimo stato di manutenzione, compresi i tratti di ferrata.

Eventuali pericoli
Nessuno in particolare, nonostante buona parte del percorso si svolga su ferrate e senteri attrezzati, dove occorre avere un passo sicuro e assenza di vertigini. La ferrata comunque è molto semplice. Prestare attenzione al precipizio sotto Cima Capi, e sotto ai numerosi terrazzini panoramici disseminati lungo il sentiero, la parete precipita verticalmente per molte centinaia di metri!
Presenza di acqua
Ci sono almeno 3-4 belle fontane tra l'abitato di Biacesa e le prime centinaia di metri di cammino, poi più niente.
Punti di appoggio
Il Bivacco Arcioni (858 Mt.), posto al di sotto di Cima Rocca.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Set da ferrata completo di dissipatore, caschetto per le numerose gallerie che si percorrono durante la discesa e una lampada frontale.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Meraviglioso itinerario di bassa quota sui monti dell'alto Lago di Garda, breve ma eccezionalmente panoramico, che abbina la percorrenza di una ardita cresta rocciosa sospesa a picco sulle acque del lago, con passaggi tecnici su roccia e numerosissime tracce e testimonianze di manufatti della Grande Guerra. Si transita nei pressi di stanze artificiali scavate nella rocccia, fortini, lunghi tratti di trincea, articolate gallerie che attraversano la montagna. Un magnifico e consigliabile itinerario escursionistico nonché un museo all'aperto.

Descrizione percorso
Provenendo dalla strada che costeggia a Ovest il Lago di Garda, raggiungere Riva del Garda, e seguire subito dopo l'abitato le indicazioni per Storo e il Lago di Ledro. Una lunghissima galleria ci conduce già dentro la valle del Ponale, che scende verso il Garda dal Lago di Ledro. Dopo circa un chilometro si arriva al paese di Biacesa, e si svolta subito a destra andando a parcheggiare nei pressi del piccolo campo sportivo. Qui inizia l'itinerario escursionistico. Si percorrono a ritroso i pochi metri della stradina dalla quale si è arrivati al campo sportivo, poi si seguono a destra le indicazioni per il Sentiero Susatti e Cima Capi. La stradina sale abbastanza ripida ed acciottolata passando tra dei poderi ed alcune case rurali poste nella parte alta dell'abitato di Biacesa, poi, nei pressi di una fontana, una bella indicazione con l'effige di un capra indica verso destra il sentiero che dobbiamo seguire (che è il numero n. 470) qualificandolo come “Sentiero dei Bech”. Il sentiero prosegue verso Est con andamento abbastanza pianeggiante, attraversando il bosco. Dopo circa 20 minuti dalla partenza si perviene ad un bivio, qui occorre ignorare il sentiero n. 471  che si stacca in salita (o “Sentiero delle Laste”), che è il sentiero attrezzato che percorreremo in discesa provenendo dal Bivacco Arcioni. Proseguire quindi dritto lungo il sentiero 470, che con andamento costante continua ad attraversare a mezzacosta il versante della montagna portandoci verso l'attacco della ferrata del Sentiero Susatti. Ad un certo punto il sentiero ci fa perdere alcune decine di metri di quota, poi si transita sotto ad una parete di roccia strapiombante addosso alla quale è possibile visitare i ruderi suggestivi di un forte militare. Si prosegue ancora lungo il sentiero avvicinandosi sempre di più alle acque del Lago di Garda, siamo ora sotto lo spigolo roccioso di Cima Capi, che campeggia in alto con la sua evidente forma piramidale. Si giunge ad un nuovo bivio: andando dritti il sentiero porterebbe a Riva del Garda (sentiero che noi abbiamo rinvenuto “chiuso” da una ordinanza che accenna a dei lavori di messa in sicurezza della parete rocciosa), noi invece imbocchiamo a sinistra il sentiero 405, che sale improvvisamente molto ripido portandosi a rimontare le prime roccette della cresta di Cima Capi. La vista verso destra sul Lago di Garda è già da ora bellissima, e arrivati al cartello del sentiero attrezzato Susatti conviene imbracarsi e iniziare a percorrere la bellissima ferrata in sicurezza. Il percorso è molto facile e piacevole, ma non mancano tratti verticali ed esposti che si superano con l'ausilio di comodi pioli metallici. Il percorso è nel complesso molto aereo ed estetico, si svolge su un bel calcare spesso solcato dal dilavamento dell'acqua, e a tratti risulta “unto” dai numerosi passaggi degli escursionisti. Ci sono lungo il percorso numerosi terrazzini panoramici posti su dei torrioncini verticali di roccia, a picco sul lago, centinaia di metri più in basso. Si giunge infine sulla piccola sommità di Cima Capi (dopo circa 2 ore e 15' dalla partenza), che è un piccolo rilievo roccioso, tra il pendio scosceso e boscoso che scende verso Ovest nella valle del Ponale, e che precipita invece con un'altissima parete verticale di roccia verso il Lago di Garda. Dalla cima discendere verso Nord-Ovest cercando la strada tra alcune trincee di guerra invase dalla boscaglia, perdendo un po' di quota fino a camminare poi più comodamente sul margine del precipizio, da dove è possibile ammirare la parete Nord di Cima Capi: davvero imponente ed impressionante il muro di roccia che precipita verticale e a tratti addirittura strapiombante per varie centinaia di metri fino quasi al livello del lago di Garda. Ma il sentiero continua costeggiando il baratro e transitando nei pressi di una piazzola attrezzata per l'atterraggio di elicotteri. Ancora più avanti si giunge ad un bivio con il sentiero numero 460 (Sentiero attrezzato Foletti) che conduce verso sinistra in discesa direttamente verso il Bivacco Arcioni, ma noi lo ignoriamo proseguendo dritto lungo il sentiero 405 che porta verso la Bocca Pasumer. Inizia qui un tratto abbastanza accidentato a mezza costa che, grazie ad una cengia sospesa sul vuoto, permette di attraversare la massiccia parete Est di Cima Rocca. Si scende di qualche metro con una scaletta, poi, facendo attenzione al precipizio verso destra si percorre tutta la cengia attrezzata (ma comunque, va detto, abbastanza larga) fino al termine della grande parete, dove il sentiero entra in un boschetto e prende a salire con alcuni piccoli tornanti, salendo poi alla Bocca Pasumer (975 Mt., 40 minuti da Cima Capi). Da questo valico occorre seguire le indicazioni poste sulla palina che ci fanno svoltare a gomito verso sinistra (sentiero 471 A, attrezzato, per Cima Rocca). Da qui il percorso di snoda quasi interamente camminando all'interno di profonde trincee, con anche alcuni ricoveri scavati nella roccia calcarea, e con vari facili tratti attrezzati che aiutano a salire nei punti più accidentati. Dopo meno di 20 minuti di cammino dalla Bocca Pasumer si giunge davanti ad un'evidente galleria con un cartello di indicazioni riguardo all'uso di torce elettriche; ma da qui passeremo durante la discesa, proseguire piuttosto in salita per gli ultimi minuti di cammino, fino a raggiungere la piccola vetta rocciosa di Cima Rocca, dove si può godere di un fantastico panorama sull'alto Lago di Garda.

Discesa
Da Cima Rocca ridiscendere in pochi minuti alla galleria che si era rinvenuta durante la salita, e indossato il casco con la torcia percorrerla per tutta la sua lunghezza (oltre 300 metri). Lungo la galleria ci sono alcune stanze laterali, alcune piccole finestre che permettono di gettare lo sguardo fin giù verso Biacesa, e una misteriosa quanto invitante diramazione laterale in ripida discesa
(chiusa da uno sbarramento) che penetra per chissà quanto nelle profondità della montagna. Allo sbocco della galleria una fortificazione in cemento ci conduce all'uscita tramite uno stretto passaggio, e appena ricomincia il sentiero si nota provenire dall'alto il sentiero normale che discende direttamente dalla cima. Si prosegue la discesa lungo il sentiero fino a entrare in una nuova galleria, anch'essa abbastanza lunga, prima della cui uscita si nota provenire dall'alto una ripidissima diramazione (anche questa sbarrata). Pochi minuti ancora di cammino da quest'altra galleria e si giunge ad un pozzo attrezzato con una scaletta metallica, con la quale ci si cala in una nuova galleria, che ci conduce lungo delle stanze abbastanza ampie, fino all'uscita, da dove il sentiero in discesa ci conduce ad una radura soleggiata e attrezzata con alcuni tavoli e dove si nota la bella chiesetta di San Giovanni Battista “in montibus”. A poche decine di metri dalla chiesetta si trova invece l'accogliente Bivacco Arcioni, che ospita tra l'altro una bella cucina con camino e fornelli. Dalla chiesetta di San Giovanni esistono due diverse opzioni per ridiscendere a Biacesa: il sentiero normale (n. 460), oppure il sentiero attrezzato n. 471, denominato “Sentiero delle Laste”. Noi scegliamo il sentiero attrezzato 471, e scendiamo rapidamente nella boscaglia superando alcune placche rocciose con l'aiuto di cavi e gradini metallici. Il percorso è decisamente facile e solo a tratti lievemente esposto, per un escursionista esperto il set da ferrata qui potrebbe anche rimanersene nello zaino. Le difficoltà finiscono presto e il sentiero serpeggia con alcuni ultimi tornanti nel bosco fino a ricongiungersi al sentiero 470, dove si è transitati all'inizio dell'itinerario per portarsi all'attacco della ferrata di Cima Capi. Si segue quindi verso destra il sentiero 470 fino a tornare a Biacesa.

Note
Da Cima Rocca, per chi non volesse affrontare la galleria più lunga, invece che ridiscendere da dove si è saliti, è possibile effettuare la discesa verso sud lungo il sentiero normale, e in pochi minuti ricongiungersi all'itinerario che fuoriesce da detta galleria.
Commenti vari
Un grazie all'amico Matteo Pasotti che, oltre a farci da guida su questi sentieri che aveva già percorso anni prima, ci ha fatto dono delle sue bellissime fotografie, alcune delle quali le potete ammirare in questa relazione.

La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 8,8 Km. La velocità media (comprese le soste) è risultata essere pari a 1,5 Km/h.

Altre ripetizioni
L'itinerario era già stato percorso, seppure con alcune varianti, da Bertoldo il 15 febbraio 2014.

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Omar sulle prime rocce del Sentiero Susatti

Sul bellissimo spigolo panoramico di Cima Capi

   

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Omar risale la divertente ferrata

Lo spigolo risale molto aereo ed estetico

   

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Tutti assieme su Cima Capi

Il sentiero poco oltre Cima Capi

   

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Panorama sull'Alto Garda, con l'altissima parete di Cima Capi

Matteo sulla cengia attrezzata sotto la parete di Cima Rocca

   

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Foto di vetta su Cima Rocca

Nella galleria militare scendendo da Cima Rocca



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Guly si cala in una delle gallerie di guerra durante la discesa Uscendo dalle gallerie, nei pressi del Bivacco Arcioni
   

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Rilievi GPS