Zona montuosa |
Dolomiti di Brenta |
Località di partenza |
Rif. Vallesinella - Madonna
di Campiglio (TN) |
Quota partenza |
1513 Mt. |
Quota di arrivo |
2763 Mt. fine via (2883 Mt. la
vetta) |
Dislivello totale |
+662 Mt. dal parcheggio
al rif. Brentei
+238 Mt. dal rifugio all'attacco
+350 Mt. la via (470 lo sviluppo) |
Sentieri utilizzati |
n. 317, 318, 305 (Sent. delle Bocchette) |
Ore di salita |
2 h. dal parcheggio al
rif. Brentei
45' dal rifugio all'attacco
6 h. 30' la via |
Ore di discesa |
45' le doppie (dallo Stradone Provinciale)
2 h. 15' il sentiero fino al rif. Vallesinella |
Esposizione |
Sud-ovest |
Giudizio sull'ascensione |
Ottima |
Data di uscita |
17/07/2010 |
Difficoltà |
VII-/V+, A0 |
Sass Balòss presenti |
Luca. |
Amici presenti |
Claudia. |
Condizioni climatiche, dei sentieri
e della roccia |
Il tempo è stato buono. Sentieri
ben segnalati ed evidenti. Il tratto del Sentiero delle Bocchette
che si percorre durante la discesa è intuibile e ben protetto.
La traccia
che conduce all'attacco sale un ripido ghiaione e in alcuni punti
occorre individuare il miglior percorso di salita.
La roccia in via è ottima. |
Eventuali
pericoli |
Soliti d'arrampicata in ambiente.
In alcuni tratti del "Sentiero delle Bocchette" la roccia molto levigata risulta scivolosa se bagnata. |
Presenza
di acqua |
E' possibile trovare acqua
nei pressi del parcheggio di Vallesinella, ai rifugi Casinei (1850
Mt.), Brentei (2175 Mt.) e Pedrotti (2491 Mt.). Sul sentiero
318, poco prima del rifugio Brentei, un cartello indica una sorgente.
Durante la discesa sul Sentiero delle Bocchette vi è la sorgente "Catullo Detassis".
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Punti
di appoggio |
Rifugio Vallesinella (1513 Mt.), rifugio Casinei (1850 Mt.), rifugio Brentei (2175 Mt.) e rifugio Pedrotti (2491 Mt.). |
Materiale
necessario oltre al tradizionale |
Solito materiale
d'arrampicata in ambiente. Utili friends per integrare ulteriormente la salita. |
Caratteristiche
dell'arrampicata |
Descrizione
generale
Stupenda ed elegante via aperta da Giorgio Graffer e Antonio Miotto nell'agosto del 1934.
La via segue lo spigolo sud-ovest dello spallone occidentale con arrampicata molto bella ed interessante e sicuramente molto ardita per l'epoca in cui è stata aperta se si pensa, che Graffer, superò a piedi nudi i tratti più impegnativi. Via attualmente molto ripetuta e abbastanza chiodata nei tratti più impegnativi.
Attacco, descrizione della via
Da Madonna di Campiglio (TN) seguire le indicazioni per Vallesinella
dove vi è anche l'omonimo rifugio (1513 Mt.). Qui parcheggiare
(3 euro). Imboccare il sentiero n. 317 che in circa 40 minuti
conduce al rifugio Casinei (1850 Mt.). Dal rifugio prendere il
sentiero n. 318 che dopo aver guadagnato repentinamente quota si porta nella Val Brenta e sale più dolcemente
verso il rifugio Brentei (2175 Mt.) dal quale si
seguono le indicazioni per la Bocca di Brenta. Oltrepassare la
successiva cappella commemorativa e proseguire fino ai piedi del
Campanile
Basso dove, sulla sinistra, in corrispondenza di un canalone ghiaioso si stacca
una piccola e poco marcata traccia che sale fino
all'inizio dello spallone. Puntare all'evidente diedro dove corre la via Fehrmann. 30 Mt. più in basso
e più a sinistra attacca la Graffer. Piccolo ometto alla base. E' anche possibile, dall'attacco della Fehrmann, traversare in orizzontale verso sinistra su cengia.
1° tiro:
dall'ometto salire le facili rocce per poi obliquare a sinistra sino al terrazzo dove si sosta su spuntone. 35 Mt., III+.
2° tiro:
salire leggermente a sinistra per poi obliquare a destra sino alla sosta (4 chiodi con cordone) sotto una parete gialla appena a sinistra dello spigolo. 35 Mt., IV, 2 chiodi vicini.
3° tiro:
ignorare la variante che sale sopra la sosta e traversare a destra aggirando lo spigolo. Alzarsi 2 Mt. sino al terrazzo di sosta (3 chiodi con cordone). 15 Mt., IV.
4° tiro:
salire a sinistra della sosta per roccia grigia. Aggirare lo spigolo e salire sino alla sosta che si trova a destra di uno strapiombo (3 chiodi con cordone). 40 Mt., IV, V+, 5 chiodi.
5° tiro:
continuare in verticale sopra la sosta. Obliquare un po' a sinistra e poi verso destra cercando i punti più deboli sino a raggiungere un'evidente cengia. Sostare 6/7 Mt. a sinistra della lama/diedro gialla (3 chiodi con cordoni).
45 Mt., V, IV+, 5 chiodi di cui 1 con fettuccia bianca.
6° tiro:
salire la lama/diedro fin quasi al suo termine. Spostarsi a destra per 2 Mt. e salire sino alla sosta (3 chiodi con cordone).
50 Mt., IV+, V, 9/10 chiodi.
7° tiro:
spostarsi a destra per 2 Mt. e salire la placca, aggirare lo strapiombo a sinistra raggiungendo la fessura/diedro che si risale sino alla sosta (2 chiodi). 30 Mt., V, V+, VII- oppure A0, V, 11/12 chiodi.
8° tiro:
proseguire dritti e, dopo aver superato la difficile fessura gialla, spostarsi leggermente a destra per poi salire ad una cengetta. Alla sua estremità sinistra, in corrispondenza della base di un evidente diedro giallo, c'è la sosta (3 chiodi).
30 Mt., V, V+, VII- oppure A0, IV+, 8 chiodi.
9° tiro:
seguire il diedro giallo, che poi diviene diedro/camino grigio, sino quasi al suo termine dove si sosta (grossa clessidra).
50 Mt., IV+, IV, 6/7 chiodi.
10° tiro:
salire gli ultimi metri del diedro/camino. Obliquare a destra sostando sulla terrazza sotto gli strapiombi gialli (3 chiodi).
20 Mt., IV-, 1 chiodo.
11° tiro:
leggermente a destra della sosta sale una variante con difficoltà sostenute (VII) che noi abbiamo evitato. Salire il diedro giallo obliquo verso sinistra sino ad una cengetta dove si sosta (2 chiodi nascosti oppure grosso spuntone). 35 Mt., IV-, III.
12° tiro:
alzarsi pochi metri. Traversare a sinistra (non salire verso gli strapiombi gialli dove si vedono dei chiodi) sino a quasi raggiungere lo spigolo. Risalire il camino (che prima resta nascosto) sino alla sosta che è posizionata a metà camino circa (3 chiodi).
30 Mt., IV-, 1 passo di V, 3 chiodi.
13° tiro:
continuare nel camino e poi salire le ripide placche obliquando, dopo i primi metri, verso sinistra sino alla sommità dello spallone.
55 Mt., IV, 4 chiodi.
E' anche possibile salire dritti per le ripide placche fino alla sosta (1 chiodo+clessidra). Poi traversare verso sinistra lo spallone fino alla base del diedro della via Normale. Lunghezza e difficoltà analoghe.
A questo punto la via è terminata.
Ci si trova al termine dello "Stradone Provinciale", in corrispondenza del diedro dove sale la via Normale. E' possibile raggiungere la vetta tramite una delle varie vie che
incrociano lo "Stradone Provinciale" (Normale, Preuss, Spigolo Fox,...), oppure iniziare direttamente la discesa. In quest'ultimo caso seguire lo "Stradone Provinciale" verso sinistra (viso a monte) portandosi a quella che abbiamo indicato come 3a. calata
Discesa
Avviene quasi interamente in corda doppia seguendo vagamente la linea della via Normale. Tutti gli ancoraggi sono su 2 fittoni+catena+anelloni di calata. Dalla vetta spostarsi verso nord-ovest in direzione del Val di Brenta.
1a. calata: 55 Mt. fino al "Terrazzino del Re del Belgio" (eventuale sosta intermedia dopo 30 Mt.);
2a. calata: 55 Mt. fino allo "Stradone Provinciale" (eventuali 2 soste intermedie dopo 20 e poi 15 Mt.).
Percorrere
interamente lo "Stradone Provinciale" verso sinistra (viso a monte) fino al successivo
ancoraggio.
3a. calata: 40 Mt. fino un terrazzino sotto un tettino;
4a. calata: 40 Mt. fino alla cengia.
Percorrere la cengia
verso sinistra (viso a monte) per 10-15 metri fino alla sosta
attrezzata posta sopra la parete Pooli.
5a. calata: 40 metri (alcuni metri nel vuoto) fino a raggiungere la base della parete Pooli. Qui vi sono due anelli di calata.
6a. calata: 40 metri all'ampio terrazzo dove attacca la via Normale.
7a. calata (evitabile): 30 metri fino al canale detritico poco sotto la bocchetta del Campanile Basso.
Ripercorrere a ritroso il "Sentiero delle Bocchette" e poi seguire il sentiero 318 che scende verso il rifugio Brentei
e successivamente al parcheggio accanto al rifugio Vallesinella.
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Note |
La via non termina in vetta. Per raggiungerla, una volta sullo "Stradone Provinciale", bisogna proseguire per un'altra via (Normale, Preuss, Spigolo Fox,...). |
Commenti
vari |
Dal libro "Il Campanile Basso - Storia di una montagna" di Marino Stenico e Gino Callin:
Due imprese di Giorgio Graffer meritano il loro posto d'onore nella storia del Campanile Basso: la prima ascensione direttissima per lo spigolo nord il 24 agosto del 1933 e la prima ascensione dello spigolo sud-ovest dello Spallone, nel 1934.
La prima salita la compì con la sorella, la seconda con Antonio Miotto.
Vi è un episodio che bene esprime le difficoltà estreme di quest'ultima ascensione. Giorgio Graffer, si sapeva, usava arrampicare scalzo sui tratti di parete più difficile. Parlando con Renzo Videsott gli scappò detto che solo sullo Spallone aveva arrampicato scalzo per più tratti.
"Ma allora è di sesto, si o no?"
"Ricordo solo che è stata specialmente dura!"
"Ma sulla Solleder della Civetta ti sei tolto le pedule?"
"No, non c'è stato bisogno."
"Ma allora, il Basso dallo Spallone è di sesto grado!"
"Se proprio vuoi sarà di sesto..."
Sullo stile di Giorgio Graffer in arrampicata vale quanto scrisse di lui Marcello Pilati: "Vedo due dita ferree raggrinzirsi sulla roccia, distendersi lentamente, lasciare l'appiglio, trovarne un altro, accarezzandolo quasi dapprima, poi aggredendolo forti e tenaci." E ancora: "Giorgio si raggomitola sotto lo strapiombo, allarga le gambe a compasso, si distende lentissimamente, senza strappi." |
Pubblicazioni |
Questa relazione è stata inserita nella guida ARRAMPICARE Dolomiti sud-occidentali vol.1 edita da ViviDolomiti.
Clicca sull'immagine qui sotto per accedere alla pagina web ViviDolomiti edizioni
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Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia") |
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L'inizio del quinto tiro |
La bella lama/diedro della sesta lunghezza |
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Sempre sulla sesta lunghezza |
Sul passaggio chiave del settimo tiro |
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Ancora pochi metri difficili sull'ottava lunghezza |
Il diedro/camino grigio del nono tiro |
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Sul traverso verso sinistra, dodicesimo tiro |
Verso fine via |
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Durante la discesa sul Sentiero delle Bocchette |
Parete Ovest e Spallone
del Campanile Basso con i tracciati
delle vie: in rosso la Fehrmann, in azzurro la Graffer |
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