Bivacco Ledł (o Petazzi)

 
Zona montuosa Alpi Lepontine Localitą di partenza Livo (CO)
Quota partenza 650 Mt. Quota di arrivo 2250 Mt.
Dislivello totale 1730 Mt. compresi i saliscendi Data di uscita 01/07/2017
Ore di salita 5 h. Ore di discesa 3 h. 20'
Sentieri utilizzati non numerati Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà E
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata fresca e serena fino al primo pomeriggio. Tipico temporale estivo di breve durata ed intensità durante la discesa. Sentieri ben segnalati ma scarsamente battuti: in alcuni punti si potevano vedere i bolli del percorso, ma non la traccia. Un poco di attenzione presso il bivio tra il sentiero per il rifugio Capanna Como ed il bivacco Ledù; nel tratto successivo al ponte di pietra la direzione da tenere (verso destra) non è ben visibile.

Eventuali pericoli
Nessuno.
Presenza di acqua
Troverete acqua in abbondanza lungo tutto il percorso. Presso il bivacco avrete la possibilità di rifornirvi d'acqua grazie al limpidissimo laghetto di Ledù.
Punti di appoggio
Lungo il tracciato vi imbatterete in numerose baite e alpeggi che possono offrire un minimo di riparo in caso di necessità. Il bivacco Petazzi al Ledù offre riparo e pernotto per 6-8 persone. Vi troverete una buona scorta di generi di conforto (tè, caffè, zucchero, sale, buste liofilizzate, ecc.), fornelletto a gas, stoviglie, pentole ed un ottimo liquore alla mela verde risultato particolarmente gradito ai due Sassbaloss... L'acqua è reperibile nei pressi del bivacco. Dopo circa 2 ore di cammino dall'auto si passa nei pressi del rifugio Pianezza (attualmente in fase di ristrutturazione), pressapoco nel punto in cui si dividono i sentieri per il bivacco Ledù e il rifugio Capanna Como.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Lunga, ma appagante escursione tra i monti della zona al confine tra la Val Chiavenna e la parte nord-ovest del lago di Como. Queste sono zone poco frequentate ma di una bellezza aspra e a tratti selvaggia; qui si trovano profonde e boscose valli ricche di cascate, ripide e alte pareti rocciose, creste seghettate, nonchè valloni pietrosi ed ampi panorami. Il bivacco Ledù sorge al culmine di uno di questi valloni, poco distante dal laghetto omonimo, ed è dedicato alla memoria di Bruno Petazzi detto "Tavan". Raggiungerlo richiede una certa fatica, ma il percorso non presenta nessuna difficoltà tecnica, e saprà di certo ripagare l'escursionista con una grande varietà paesaggi ed ambienti (dal bosco ai pascoli di alta quota, dalle radure di rododendri al bellissimo borgo alpino di Baggio, dalle pietraie ai valloni detritici) ed un bellissimo panorama sul lago di Como, dal golfo di Piona fino alla punta di Bellagio.
Descrizione percorso
Provenendo da Lecco, occorre risalire interamente il lago di Como e discenderne parzialmente la sponda occidentale fino a Gravedona. Da qui si prende la deviazione per Livo. Un bella strada in salita ci conduce all'abitato di Livo; da qui si prosegue lungo una stradina a pedaggio (1 euro, da pagarsi con un distributore automatico di ticket) che risulta stretta ma con ottimo fondo fino al cimitero del piccolo comune. Proseguiamo oltre su strada che ora diviene sterrata e a tratti piuttosto accidentata. La strada è per lo più pianeggiante, con brevi saliscendi, e piuttosto stretta (rarissimi sono i punti in cui possono transitare due automobili). La affrontiamo con molta lentezza ed attenzione fino allo spiazzo del Crotto Dangrì. Qui parcheggiamo ed iniziamo a camminare. Passiamo dinanzi al suddetto ristoro (dove è possibile anche praticare canyoning), attraversiamo un bel ponte a schiena d'asino in pietra e ci inerpichiamo per una ripida e costante salita gradinata. Lungo il percorso si superano le stazioni della Via Crucis. Passiamo accanto alla bella chiesetta di Santa Maria e continuiamo a guadagnare ripidamente quota. In circa tre quarti d'ora arriviamo al pittoresco borgo di Baggio. Numerose casette in pietra ci attendono in un ambiente rilassante e sereno. Nei pressi di una fontana-lavatoio una palina ci inviata a proseguire verso sinistra. Iniziamo ora un lungo traverso in mezzacosta pianeggiante. Il tratto di percorso è molto suggestivo. Davanti a noi si apre una bella vallata, sotto i nostri piedi, parecchie decine di metri più in basso scorre il torrente ed il ripido fianco alla nostra destra della valle è solcato da varie cascatelle. Giunti ad un tratto di discesa, perdiamo quota fin sul fondo della valle; qui, grazie ad un ponte, attraversiamo il tumultuoso ed ampio corso d'acqua. Riprendiamo la salita dalla parte opposta della valle. Dopo un primo tratto in cui la vegetazione risulta scarsa, arriviamo presso due baitelle con il tetto in pietra. Qui la pendenza diminuisce. In breve arriviamo all'inizio di un bellissimo bosco di faggi. Il sentiero serpeggia tra le piante e sale in modo costante. Lasciamo alla nostra destra un ponte (qui, attraversando il ponte, partirebbe il sentiero vecchio che sale al bivacco Ledù, ma che non più segnalato dalle paline). Andiamo oltre, sempre rimanendo nel bosco di faggi, fino ad una piccola radura erbosa dove pascolano numerosi cavalli. Giunti ad un ponticello di pietra, una palina ci indica a destra per il bivacco Ledù e dritti per il rifugio Capanna Como. Attraversiamo quindi il ponticello ed ignoriamo la traccia verso sinistra nell'erba che porta al vicino rifugio Pianezza. Oltre il ponte, davanti a noi un masso riporta la scritta in rosso "Bivacco Ledù" verso destra. Camminiamo ora sul lato destro della grande radura erbosa e saliamo verso il bosco poco lontano. Entrati in questo facciamo attenzione al sentiero che diviene poco visibile. In breve dobbiamo deviare verso sinistra e salire molto ripidamente tra faggi e latifoglie su traccia non molto chiara. Più in alto il sentiero diviene più evidente e marcato. Procediamo su bel sentiero a tornantini con elevata e costante pendenza. Il bosco di faggi è fitto e fresco. Alzando lo sguardo non ne si vede la fine. Dopo una certa fatica eccoci improvvisamente uscire dal fitto della vegetazione: eccoci ora in una bella conca erbosa. Alla nostra sinistra alte rocce si ergono dai pascoli sottostanti. Proseguiamo dritti nel prato lungo una bella traccia salendo senza sforzo. Improvvisamente si apre il panorama verso il lago di Como e l'intera valle percorsa fin ora. Superiamo tre piccole costruzioni in pietra e proseguiamo oltre sempre nell'ampio vallone erboso. La traccia diviene poco visibile. I bolli rossi e bianchi sono sparsi nel prato e spesso non paiono collegati da una traccia visibile. Dopo un ripido tratto di prato eccoci ad un grande pianoro che termina più avanti dove un gradone interrompe la linearità della vallata. L'ambiente è molto rilassante. Per qualche minuto ci dimentichiamo delle ripide pendenze affrontate fin qui e passeggiamo in piano o addirittura in leggera discesa. Giunti ai piedi del gradone, lo risaliamo tra fitti cespugli di rododendro. Anche qui il sentiero è quasi invisibile e sale zigzagando tra la bassa e fitta vegetazione. Arrivati presso alcuni piccoli recinti in pietra, alla nostra sinistra si innalza ripida ed appuntita una rocciosa vetta che domina l'intera conca. In lontananza, alle nostre spalle il lago di Como si distende sempre più esteso verso sud. Una palina in metallo riporta le indicazioni per il bivacco ad un ora di cammino verso destra, mentre a sinistra in due ore si arriverebbe al rifugio Capanna Como. A destra, dunque. Attraversiamo una pietraia mista a tratti erbosi con andamento in saliscendi. Attraversiamo un torrentello e poco dopo torniamo a salire piuttosto ripidamente su terreno più aperto ed erboso dove numerose rocce punteggiano la zona. Continuiamo a salire fino ad incrociare una bella crestina che sale alla nostra destra. Un ometto fa da guardiano alla vallata appena percorsa. Da qui cambiamo vallone, entrando in quello del bivacco che si vede i lontananza. Manca ormai poco alla meta. Dopo un breve tratto in leggera discesa, attraversiamo una pietraia piuttosto instabile. Passiamo accanto ad alcune belle placconate rocciose che scendono ripide alla nostra sinistra. Eccoci ora nella parte finale della salita: ci troviamo in un valloncello caratterizzato da piccole placche appoggiate tra le quali serpeggia il comodo sentierino erboso che in pochi minuti ci conduce al bivacco Ledù e da qui, in un minutino arriviamo al soprastante pittoresco laghetto omonimo. Sopra di questo si trova la bocchetta del Cannone dalla quale è possibile scendere verso la Val Bodengo.
Discesa
Ripercorrere il tracciato della salita.

Note
La cartina Kompass in nostro possesso riportava un sentiero che è poi risultato ormai abbandonato, almeno nelle indicazioni delle paline; queste infatti non segnalavano il bivio per il bivacco nello stesso punto della cartina, ma ci hanno indicato di proseguire più a monte per poi effettuare un comodo traverso in quota per giungere alla nostra meta. Con un paio di ore in più (e qualche anno in meno di età...) è possibile effettuare un anello ad alta quota che ci conduce al rifugio Capanna Como ed al rifugio Darengo e da qui scende nuovamente a Livo, attraversando magnifici e solitari ambienti. Una breve menzione merita l'affascinante borgo di Baggio, ameno e quasi abbandonato gruppo di case di pietra, abbarbicato sul fianco boscoso di una valle profonda.
Commenti vari

Un bravo di incoraggiamento al povero Guly che, nonostante una palese mancanza di preparazione fisica, è riuscito stoicamente a raggiungere il bivacco e qui ricaricarsi con dell'ottimo e caldo tè, abbondantemente corretto (forse troppo...) con liquore alla mela verde!

La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 22,5 Km. La velocità media (comprese le numerose soste) è risultata essere pari a 2,4 Km/h.

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L'abitato di Baggio

Il bel pianoro erboso con il gradone da risalire

   

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Bella vista dalla selletta al termine del vallone

Il lungo traverso verso il bivacco

   

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Il Bivacco Ledù in lontananza

Il bivacco Ledù o Petazzi

   

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Il laghetto di Ledù

Omar e Guglielmo al bivacco Ledù con il lago di Como

   

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Rilievi GPS

 

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