Bivacco Ca' Bianca

Zona montuosa Mesolcina/Spluga Località di partenza Fraz. Starleggia - Campodolcino (SO)
Quota partenza 1565 Mt. Quota di arrivo 2575 Mt.
Dislivello totale 1000 Mt. circa Data di uscita 12/07/2014
Ore di salita 2 h. 45' Ore di discesa 3 h.
Sentieri utilizzati n. C21, C20 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Nonostante le previsioni indicassero temporali pomeridiani, la giornata è stata favorevole e piacevole fino al termine della camminata. Caratteristica comune ai sentieri della Val Chiavenna, specialmente di quelli più in quota, è di avere una certa scarsità di bolli ed indicazioni (cosa per altro a noi gradita). I segnali non sono mai invadenti ed eccessivi, posti nei punti giusti, anche se a tratti difficili da individuare. Occorre quindi prestare maggior attenzione rispetto ad altre zone nel seguire il giusto itinerario. Il percorso si svolge su sentieri comunque sicuri e presenta solo alcuni tratti coperti da abbondante neve residua.

Eventuali pericoli
Le insolite ed abbondantissime nevicate di questo inverno hanno lasciato grandi quantità di neve residua in alcuni canali e valloncelli, quindi prestare attenzione al loro attraversamento, specialmente in caso di ponti di neve sotto i quali scorrendo dell'acqua, si possono creare profonde cavità nelle quali sarebbe pericoloso cadere.
Presenza di acqua
Lungo tutto il percorso troverete acqua in abbondanza.
Punti di appoggio
Il Bivacco Ca' Bianca (3 h. da Starleggia) è dotato di ogni attrezzatura per cucinare (pentole, fornello a gas, stoviglie, stufa, ecc) e dispone di 12 posti letto. Attenzione poichè non c'è acqua. A parte questo punto d'appoggio, lungo il percorso incontrerete l'affascinante abitato di San Sisto dove sono presenti numerose baite e casette (30' dalla partenza), il rifugio Curti in località Cusone (1 h. dal parcheggio), anch'esso circondato da baite. Durante la discesa, dopo il Pian dei Cavalli, potrete trovare riparo presso alcune baite, poco prima di giungere nuovamente all'abitato di San Sisto.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nessuno.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevole itinerario ad anello che porta, salendo al bella Val Starleggia, ad un solitario e panoramicissimo bivacco, posto a pochi metri dal confine con la Svizzera, lungo un percorso poco frequentato e in un ambiente severo ma mai difficile. Molto interessante anche la discesa verso il Pian dei Cavalli, affascinante altopiano disseminato di fenomeni carsici quali doline, grotte, piccolissimi laghetti e una ricchissima flora (tra cui abbondano le stelle alpine), nonché frequentato da alcune mandrie di cavalli ed asini al pascolo libero, ed in ultimo caratterizzato da antichissime testimonianze della presenza dell'uomo già a partire da 10.000 anni fa.
Descrizione percorso
Lungo la statale della Val Chiavenna che porta verso il Passo Spluga, superato il paese di Campodolcino, si prende una strada a sinistra che sale ripida e stretta fino all'ameno abitato di Starleggia dove, poco sopra le chiesetta dal campanile color rosa, si parcheggia. Tornati indietro di poche decine di metri lungo la strada si sale verso sinistra (palina che indica C20 San Sisto) tra le casette della frazione per uscirne in breve e trovarsi su un ripido prato. Camminiamo su uno scivoloso sentierino tra l'erba alta, superiamo un crocefisso e poco dopo entriamo all'interno di una bella e ripida abetaia. Usciti dal fitto delle piante ci troviamo di fronte una santella e poco sopra il curioso e piccolo campanile seicentesco di San Sisto (1765 Mt.), lontano alcune centinaia di metri dal resto della chiesetta omonima e posto in posizione tale da consentire di udire i rintocchi della sua campana fino al sottostante abitato di Starleggia. Con un percorso pianeggiante arriviamo, dopo aver superato un ponte di legno, all'abitato di San Sisto, dove numerose baite in legno e pietra fanno bella mostra di sé, proprio all'imbocco dell'affascinante Val Starleggia, il tutto preceduto dalla piccola chiesetta con campanile (separato rispetto alla chiesetta, costruito su un grande roccia). In fondo alla valle si vede la rocciosa mole del Pizzo Quadro. Ignoriamo la deviazione verso destra (sentiero C20 che porta al Pian dei Cavalli ed al Lago Bianco, da cui scenderemo al ritorno) per proseguire verso sinistra, attraversando un limpidissimo torrentello e dirigendoci, sempre in falsopiano su ampia sterrata, verso un gruppo di larici. Poco oltre si lascia alla nostra sinistra un ampio parcheggio al quale si arriva proseguendo oltre l'abitato di Starleggia. Più avanti vediamo una vecchia cava alla nostra destra e in breve arriviamo ad un ponticello; superato quest'ultimo abbandoniamo la sterrata ed iniziamo a salire verso destra per portarci presso le case di Cusone e il rifugio Curti. Saliamo, tra prati e fitte macchie di rododendro, su un tracciato poco definito fino alla soglia del rifugio dove risulta evidente il tricolore della bandiera italiana. Lasciamo il rifugio alla nostra sinistra e proseguiamo verso il lato destro orografico del vallone in cui siamo (sinistro per chi sale) lungo il quale passa un evidente sentiero in mezzacosta. Lo seguiamo tra cespugli e prati fino ad arrivare ad un piccolo sbarramento idrico appartenente ad una specie di piccola diga con relativa casetta nelle vicinanze. Guadiamo verso destra il torrente che alimenta il laghetto formato dalla diga e risaliamo verso la cresta di un evidente costone erboso al cui inizio si trova un paletto rosso e bianco ed un masso su cui vi sono le indicazioni per la Cima di Sancia a sinistra e per il bivacco ca' Bianca a destra. Proseguiamo lungo la costa della dorsale erbosa per poi entrare in un valloncello appena accennato, nel quale se non si presta attenzione è facile perdere il sentiero giusto. Al termine del valloncello giungiamo al cospetto di due piccoli laghetti (poco più di due pozze, il primo è ormai intorbato) dai quali si gode un bel panorama sui monti circostanti. Ora rimontiamo verso sinistra la parte finale del percorso per il bivacco che è già ben visibile in alto, pochi metri sotto la linea di cresta che fa da confine con la Svizzera. L'ultima parte di tracciato si svolge tra pietraie e macereti, facendo ben attenzione a non perdere i pochi bolli presenti. Noi li abbiamo ben presto persi e siamo saliti seguendo un linea più o meno logica che ci ha portato ad attraversare un paio di valloncelli con molta neve residua per arrivare proprio sotto il gradino roccioso su cui sorge il bivacco. Rimontato anche quest'ultimo tratto tra sfasciumi e pietre si arriva alla meta (2575 Mt., 2 h. 45' dal parcheggio).
Discesa
Viso a monte, si cammina verso destra (indicazioni per il Passo di Barna su di un masso poco sopra il bivacco) tra massi instabili e pietre dalla forma di lastre lisce e levigate. Il percorso è un continuo saliscendi che molto lentamente fa perdere quota verso il Passo di Barna. Alcuni passaggi sono molto belli, tra alte placche verticali e tratti che sembrano lastricati artificialmente. Un minimo di attenzione è richiesta nell'attraversare un paio di zone ancora innevate. Giunti all'ampio intaglio del passo (2548 Mt., 20 minuti dal bivacco) si prosegue sotto il fianco della Cima Dalè alla nostra sinistra, ignorando il bolli lungo la cresta che porterebbero alla sua vetta. Rimaniamo bassi in falsopiano seguendo vari ometti ed alcuni rari bolli. Il sentiero è pochissimo marcato tra placche rocciose ed erba. Puntiamo all'evidente intaglio tra il Pian dei Cavalli e la cresta del Monte Tignoso. Poco prima si ha una bella vista sul Lago Bianco, in basso poco sopra il piccolo altopiano. In lontananza è visibile anche un curioso e lunghissimo muretto a secco che corre per diverse centinaia di metri lugo il piano. Prima di arrivare all'intaglio si scende verso il lago (2323 Mt.) e da qui, con percorso più o meno libero (sono presenti due o tre tracce tra l'erba che si ricongiungono poco prima del termine del piano) si discende lentamente verso l'ampio pianoro erboso costellato da piccole doline. Il luogo è davvero incantevole, rilassante ed è un piacere fare piccole deviazioni per andare a esplorare una grotta, il fondo di una dolina o una mandria di cavalli al pascolo. Un grande cartello indica il limite dell'altopiano e riporta alcune notizie a suo riguardo. Qui la pendenza in discesa cambia subito e diviene più marcata. In breve arriviamo a d un gruppo di baite affacciate sulla Val Chiavenna. Superate queste casette si torna a scendere lungo l'evidente sentiero fino ad un bivio con un sentiero pianeggiante. Noi pieghiamo decisamente verso destra (a sinistra si vede una grande baita). Pochi metri e superiamo un ponticello sotto il quale scorre un torrente che crea pozze limpidissime. Dai pendii erbosi visibili sopra il sentiero zampillano numerosi ruscelli di acqua, questi sono lo sbocco all'aria aperta delle acque che scompaiono nelle miriadi di fenditure carsiche del Pian dei Cavalli, dopo essere scorse nascoste lungo percorsi sotterranei. Sempre in discesa, si arriva sopra l'abitato di San Sisto con un bel sentiero panoramico in mezzacosta, ma spostati più a monte del previsto, per cui, tagliando dritti in discesa verso il fondovalle si arriva in pochi minuti a questo abitato (in realtà il sentiero proseguiva ancora un poco verso l'interno della valle per poi tornare indietro e scendere sul fondo di quest'ultima e da lì verso San Sisto). Arrivati tra le case del borgo si ripercorre a ritroso il sentiero fatto in mattinata fino all'auto.

Note
Il Pian dei Cavalli (piàn di cavài) è uno dei luoghi più belli e conosciuti della Valle Spluga. Esso racchiude in sé elementi di straordinario interesse naturalistico, panoramico e storico. Si tratta di un ampio e luminoso altopiano di rocce calcaree che separa la Valle di Starleggia, a sud, dalla Val Febbraro, a nord. Vi si trovano dei siti archeologici dove sono state ritrovate numerose tracce (reperti di punte di frecce, coltelli ed utensili ricavati dalla pietra scheggiata ed addirittura residui dei fuochi di bivacco) della presenza di nuclei di cacciatori di circa 10.000 anni fa. Questo luogo consentiva loro di dominare la valle sottostante, avvistando le prede più ambite, i cervi. Si trattava di cacciatori nomadi, che passavano con facilità sul versante opposto dello spartiacque, in Svizzera.
Commenti vari

Abbiamo catalogato questa camminata come EE non tanto per le difficoltà tecniche incontrate (pressoché inesistenti) ma per l'elevata possibilità di perdere i segnali lungo il percorso. Crediamo sia un itinerario da evitarsi in caso di forti nebbie, specialmente nel tratto in discesa tra il bivacco ed il Lago Bianco.

La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 14,6 Km. con una velocità media (comprese le numerose soste) di 2,25 Km/h.

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Il singolare campanile di San Sisto

Giochi d'acqua nei pressi delle Case di Cusone

   

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Tra i cespugli di rododendro

La testata della Val Starleggia

   

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Presso uno dei due laghetti prima del bivacco

Risalendo i nevai sotto il bivacco

   

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Ultimo tratto prima del bivacco

Omar in dirittura d'arrivo

   

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Il tratto tra il bivacco e il Passo di Barna

Il Lago Bianco

   

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Asini al pascolo al Pian dei Cavalli

Spunti botanici

   

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Rilievi GPS

 

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