Becco di Valsoera - Via Mellano/Perego/Cavalieri

Zona montuosa

Alpi Graie - Sottogruppo del Gran Paradiso

LocalitÓ di partenza Diga Teleccio - Rosone di Locana (TO)
Quota partenza 1917 Mt. Quota di arrivo 3212 Mt. fine via (3369 Mt. la vetta)
Dislivello totale +995 Mt. per l'attacco
+300 Mt. la via (455 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati Non numerati
Ore di salita

45' dal parcheggio al rifugio
1 h. 45' dal rifugio all'attacco
7 h. la via

Ore di discesa 1 h. 40' le doppie
1 h. 20' il sentiero sino al rifugio
30' dal rifugio al parcheggio
Esposizione

Ovest, nord-ovest

Giudizio sull'ascensione Ottima
Data di uscita 04/08/2011 Difficoltà VI, A1
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti

Paolo.

Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Il tempo durante tutta la giornata è stato ottimo; nel pomeriggio qualche nebbiolina ha avvolto la sommità del Becco di Valsoera.
Il sentiero che conduce al rifugio è in ottimo stato. Per raggiungere l'attacco si risalgono prati e ghiaioni senza una traccia precisa. La roccia in via è generalmente ottima e migliora man mano che si sale.

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata in ambiente.
Presenza di acqua
Fontana al rifugio Pontese.
Punti di appoggio
Il rifugio Pontese. In caso di necessitÓ, accanto alla diga ove si parcheggia, Ŕ presente l'abitazione dei digaioli.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Solito da arrampicata in ambiente. Indispensabile una serie completa di friend (utili anche un 4 e 5 Camalot), qualche dado e 1 staffa. Portare un martello e qualche chiodo per il tratto artificiale (i primi metri presentano una chiodatura precaria e vetusta).
Vivamente consigliate 2 corde da 60 Mt. per le calate in corda doppia.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione generale
Il Becco di Valsoera è sicuramente, insieme al becco della Tribolazione, la vetta più importante ed imponente dell'intero Vallone di Piantonetto. Questo incredibile itinerario fu salito da Enrico Cavalieri, Andrea Mellano e Romano Perego il 6 e 7 Agosto del 1960. Oggi la maggior parte delle cordate termina la salita sulla caratteristica cuspide che precede la vetta. Se si decide di proseguire sino alla sommità del Becco, lo sviluppo diviene di 600 Mt. circa.
La via si snoda lungo un percorso logico che alterna fessure a diedri; nella prima parte l'arrampicata risulta meno continua ma mai banale mentre, a partire dal quinto tiro, diviene decisamente più sostenuta. L'itinerario è esposto ad ovest e nord-ovest in una zona molto fredda; nel pomeriggio non è raro che il Becco venga avvolto da nebbie rendendo la roccia un po' umida.
Negli anni successivi a questa nostra ripetizione le soste sono state attrezzate con 2 fix+catena+anelli. Clicca qui per vedere la relazione aggiornata dopo la salia del 23 luglio 2017 da parte di Luca e Andrea.
Attacco, descrizione della via
Da Rosone in Valle dell'Orco imboccare la strada asfaltata che risale il Vallone di Piantonetto sino a raggiungere la diga di Teleccio (1917 Mt.) dove si parcheggia. Da qui seguire il sentiero, costeggiando il lago sulla destra, sino al rifugio Pontese (indicazioni). Raggiunto il rifugio non seguire il sentiero che sale a destra alla bocchetta di Valsoera ma continuare dritti per il Piano delle Muande sino ad un alpeggio (presenti alcune costruzioni in cemento). Abbandonare la traccia e proseguire verso destra per ripidi prati e ghiaie in direzione dell'ormai visibile parete. Superare lo zoccolo aggirandolo all'inizio verso destra e poi tornando verso sinistra (presente una debole traccia e qualche ometto).
L'attacco è situato alla base dell'evidentissima fessura/diedro che solca l'intera parete e che delimita, sulla sinistra, la Torre Staccata.

1° tiro:
salire obliquando a sinistra superando una serie di placche. La sosta (2 spit+cordino+maglia rapida) è situata in corrispondenza di un muro giallastro ed è in comune con la via Agrippine. 45 Mt., III, passi di IV.

2° tiro:
traversare un paio di metri a sinistra e superare un muretto verticale molto tecnico. Dopo aver raggiunto il primo spit della via Agrippine obliquare a sinistra in direzione dello spigolo oltre il quale si trova la sosta (3 chiodi+cordino+maglia rapida).
50 Mt., V, V-, 1 spit, 2 chiodi.

3° tiro:
salire verticalmente per delle balze puntando ad un muretto che si supera mediante delle fessure. Obliquare a destra sino a raggiungere la sosta (1 spit+2 chiodi+cordini+maglia rapida) che si trova alla base di un diedro fessurato molto rotto.
50 Mt., V-, V, 2 chiodi, 1 friend incastrato.

4° tiro:
salire lungo il diedro a destra della sosta e continuare per una placca fessurata sino al suo termine. Traversare a sinistra sino a raggiungere la sosta (2 spit+cordini+maglia rapida) posta poco sotto un muretto coperto da licheni gialli ed inciso da una grande fessura (visibili dei cunei). 35 Mt., IV, V, 1 chiodo.

5° tiro:
superare la fessura con cunei e al suo termine traversare a sinistra. Proseguire lungo un diedrino indi uscire a sinistra su di un ripiano dove si trova la sosta (4 chiodi+cordini+maglia rapida). 35 Mt., III, VI-, V+, VI, 2 cunei, 2 chiodi, 1 sosta intermedia (2 chiodi).

6° tiro:
proseguire dritti per pochi metri poi traversare a destra in placca sino a raggiungere una fessurina molto chiodata che si supera in artificiale (attenzione: i primi metri presentano una chiodatura precaria). Giunti su un terrazzino sulla sinistra, alla base di un diedro fessurato, si sosta (3 chiodi+cordini+maglia rapida). 35 Mt., VI, A1, A0, V, numerosi chiodi.

7° tiro:
superare il sovrastante diedro indi proseguire lungo la placca obliquando leggermente a sinistra. Poco sotto un marcato tetto si sosta (2 chiodi+cordini+maglia rapida). 45 Mt., V, VI+ oppure A0, V+, 8 chiodi.

8° tiro:
aggirare il tetto sulla sinistra ed entrare in un grande diedro che si segue sino a raggiungere un terrazzino dove si trova la sosta (5 chiodi+cordini+maglia rapida). 45 Mt., V, IV+, V+, 8 chiodi.

9° tiro:
seguire il diedro sino alla successiva sosta (2 chiodi+cordini+maglia rapida) posta quasi al termine del diedro stesso.
45 Mt., V-, V+, 6 chiodi.

10° tiro:
continuare lungo il diedro per circa 10 Mt. indi traversare a destra (chiodi) ed entrare in un secondo diedro. Continuare sino a raggiungere il grande tetto che lo chiude e mediante lame e blocchi sulla sinistra (non stare sulla parete di destra, attenzione alla roccia) uscire su di un terrazzino dove si trova la sosta (cordini su spuntone). 35 Mt., V, V+, 3 chiodi.

11° tiro:
traversare verso destra e dopo aver aggirato lo spigolo proseguire su di una placca; un muretto sulla sinistra conduce alla sosta attrezzata (2 spit+cordone+maglia rapida). 35 Mt., IV+, III, IV, 2 chiodi, 1 spit.
Discesa
La discesa avviene in corda doppia lungo la via "Nel corso del tempo" (tutte soste su 2 fix+cordini+maglia rapida).
Effettuare le prime 2 calate tendendo verso sinistra (viso a monte) sino a raggiungere la sommità della Torre Staccata (quest'ultima sosta è ancorata sulla sinistra di un enorme masso). Da qui con altre 7 calate (eventualmente anche 5, inizialmente tendere ancora a sinistra) si raggiunge la base della parete nei pressi dell'attacco.
Rientrare a valle seguendo a ritroso i sentieri percorsi durante l'avvicinamento.

Note

Salendo all'attacco abbiamo sbagliato sentiero. Non avendo letto a fondo la relazione, appena raggiunto il rifugio Pontese abbiamo seguito il sentiero che sale in direzione della Bocchetta di Valsoera. Dopo aver guadagnato quota ci siamo resi conto dell'errore e abbiamo iniziato a traversare a sinistra (viso a monte) fino a raggiungere il canale che scende dal Becco.

Commenti vari

Il merito di questa salita appartiene completamente a Paolo che oltre a tirare tutta la via si è portato all'attacco uno zaino degno di uno sherpa nepalese per non caricare troppo il Bertoldo ancora acciaccato dalla sua storta alla caviglia.

Altre ripetizioni
Luca e Andrea M. il 23 luglio 2017. Clicca qui per vedere la relazione redatta in occasione di questa salita con aggiornamento della chiodatura.
   

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Seconda lunghezza

Paolo all'inizio del terzo tiro

   

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Quarta sosta

Inizio del quinto tiro. Da qui la roccia diviene stupenda

   

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Ultimo lunghezza

L'imponente Becco di Valsoera con il tracciato della
via Mellano/Perego/Cavalieri

   

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