| Zona montuosa |
Adamello/Presanella |
Località
di partenza |
Paspardo (BS) |
| Quota
partenza |
960
Mt. |
Quota di
arrivo |
2435
Mt. |
| Dislivello
totale |
+1475
Mt. |
Data di
uscita |
15-16/06/2002 |
| Ore di
salita |
1 h. primo giorno
2 h. 30' secondo giorno |
Ore di
discesa |
2 h. 45' |
| Sentieri utilizzati |
n. 16, 77 |
Giudizio sull'escursione |
Bella |
| Sass Balòss
presenti |
Omar, Gölem,
Luca |
Difficoltà |
EEA |
| Condizioni
climatiche e dei sentieri |
| Ottima giornata, sia il sabato nell’arrivare alla
piana dove abbiamo pernottato, sia la domenica nel salire la montagna.
Il sentiero è una strada carrozzabile fino al Rifugio De Marie,
poi traccia nel bosco e infine sentiero molto scosceso su rocce,
attrezzato con un cavo metallico che accompagna lungo tutto il tratto
più impegnativo fino in vetta, proteggendo il salitore dalla possibile
rovinosa caduta di centinaia di metri. |
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Eventuali pericoli |
| Pericolo di caduta sul sentiero attrezzato, percorso riservato
ad escursionisti esperti e muniti di set da ferrata. Attenzione
ai sassi smossi dagli escursionisti, il caschetto è assolutamente
d’obbligo. |
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Presenza di acqua |
| Fontana freschissima sul sentiero poco prima di arrivare
al rifugio, poi possibilità di rifornirsene nella conca del Volano,
prima di iniziare la salita alla montagna. |
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Punti di appoggio |
| Rifugio De Marie al Volano (1420 Mt.). Noi abbiamo piantato
una tendina poco oltre, nella bella conca del Volano, in prossimità
di alcune panchine e tavoli da picnic del parco dell’Adamello,
dove si stacca a destra il sentiero verso la vetta. |
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Materiale necessario oltre al tradizionale |
| Caschetto, imbracatura e set da ferrata completo di dissipatore.
Non è necessario ne consigliabile arrivare ai livelli di Gölem,
che preoccupato dalla salita del temutissimo Badile, e fresco di
corso di roccia, è salito in scarpe da ginnastica e imbraco appesantito
da chili di inutile ferramenta da roccia. |
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Caratteristiche dell'escursione |
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Si parte
da poco prima il paese di Paspardo, non lontano al punto in cui
la strada fa una curva secca e con un ponte oltrepassa un torrente.
Sulla destra (indicazioni) si imbocca una ripida strada sterrata
che sale fiancheggiando alcune case, poi guadagna quota nel bosco
di alti abeti, inizia ad addentrarsi nella valle che scende dalla
Conca del Volano, dove c’è il rifugio De Marie. La strada
prosegue nel bosco, si transita da una fontana, poi un ultimo
tratto in salita conduce alle Baite del Volano, tra di esse c’è
pure il rifugio.
Poco oltre il rifugio, in un bel prato di fianco al torrente,
c’è un’area attrezzata da picnic, noi abbiamo dormito qui con una tenda. La
conca è molto bella, attorniata, oltre che dalla mole del Badile,
anche dalle ardite guglie granitiche del Tredenus, verso il fondo
della valle.
Al mattino imboccare il sentiero che sale verso la cima
del Pizzo Badile, la traccia è piacevole nel rado bosco di larici,
si costeggiamo alcuni grossi massi in granito (palestre di roccia)
e si attraversano un paio di ruscelli, si oltrepassa un brevissimo
tratto di roccette attrezzate con cavo metallico, poi ancora su
nel bosco verso la base della montagna.
Si giunge ad una di roccia placca appoggiata e con ciuffi
d’erba, da qui in poi lungo il tragitto si è quasi sempre
accompagnati da cavi metallici, a cui è opportuno assicurarsi
con il set da ferrata.
Si risale la placca facendo ben attenzione, poi ti salgono
delle facili ma esposte roccette, si perviene ad una sorta di
finestra dove ci si affaccia sul ripidissimo versante Ovest, che
da qui precipita verso la sottostante Val Camonica.
Una traccia (qui non attrezzata) attraversa su ripidissimo
pendio erboso il fianco nord del Badile, poi si riprende a salire
in verticale, lungo la ferrata, divertendosi a cercare i passaggi
di roccia che più aggradano. Ben presto si perviene alla cresta
nord-ovest del Badile, seguendola in pochi minuti si raggiunge
la vetta, dove campeggia una croce.
Mirabile il panorama attorno, dalle pareti del Tredenus,
alle tantissime vette dell’Adamello, Carè Alto, Blumone,
le Orobie con Presolana e Pizzo Camino, più lontano il Bernina.
Ma soprattutto, proprio dalla parte opposta della Val Canonica,
la mole impressionante della Concarena, con le pareti est solcate
da impressionanti e profondi canaloni, degno vicino per una montagna
sacra quale era, ed è, forse, il Pizzo Badile Camuno. |
| Note |
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La ferrata è relativamente semplice, ma molto bella e
da consigliare. Guai a chi si attacca al cavo!
Durante la discesa, trovato nel bosco un grosso masso
con infisso sopra un vecchio chiodo, ci si è divertiti a cimentarsi
nell’arrampicata su granito, anche se con scarsi risultati.
Finita la sessione estemporanea di tecniche di banfata arrampicatoria,
si è constatato che il chiodo si era paurosamente ritorto sotto
i nostri pesi, pronto ad uscire dalla sua fessura alla prossima
sollecitazione. Appunto mentale: usare sempre due ancoraggi. |
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Commenti vari |
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Il
Pizzo Badile Camuno è una bellissima montagna, e da qualunque
parte lo si osservi dalla sottostante Valle Canonica, incute timore
ed interesse all’escursionista per la sua forma accuminata
e svettante verso il cielo. E’ stato in passato una ambitissima
meta alpinistica, e, oltre alla citata via normale (sulla parete
nord) esistono numerose celebri vie di roccia su tutti i suoi
versanti.
La forma estetica e bellissima non ha mancato di affascinare
anche i popoli camuni, che vivendo all’ombra dei suoi versanti,
ritenevano il Pizzo Badile Camuno una montagna sacra. |
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| Il
pizzo Badile Camuno |
Cena
sul prato, risotto liofilizzato ai funghi |
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| La
conca del volano |
In
tenda si studia la guida |
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| Lungo
la salita sulla parte attrezzata |
Lungo
la salita |
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| In
vetta |
In
vetta con il Tredenus sullo sfondo |
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| Gölem
banfa per bene sul masso |
Omar
in corda doppia (suicida) |
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