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Descrizione Generale
Lo Spigolo Vinci è sicuramente l'itinerario più famoso di tutta la Val Porcellizzo. A detta di qualcuno forse è addirittura l'itinerario più bello di tutto il gruppo del Masino-Bregaglia-Disgrazia.
Questo stupendo ed estetico spigolo fu vinto da Alfonso Vinci, E. Bernasconi e P. Riva il 16 agosto 1939. Il conte Aldo Bonacossa con P. Orio il 18 ottobre del 1932 aveva già salito la prima parte della cresta ma poi deviò a sinistra lungo cenge detritiche sino ad entrare in un canale roccioso.
Percorrere l'intero spigolo significa affrontare una cavalcata di
circa 750 Mt. con una prima parte che si svolge su rocce sporche
di licheni, una seconda che si svolge lungo una cresta, dove
occorre aggirare e scavalcare diversi torrioni, ed una terza che
sale vertiginosamente verso la vetta della Punta Angela. Nel corso degli anni, purtroppo, le cordate hanno via via dimenticato le prime due parti dell'itinerario e oggi si percorre abitualmente solo l'ultimo tratto, quello più interessante.
Attacco, Descrizione della via
Giungendo da Colico oltrepassare la città di Morbegno senza mai abbandonare la strada provinciale 38. Ad un certo punto la strada oltrepasserà il fiume Adda e piegherà nettamente verso destra. Appena oltrepassato il ponte (3 arcate di cemento bianco) svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Masino. Seguire la strada locale 404 per circa 8 Km. fino a giungere al paese di San Martino. Continuare sino a raggiungere le terme dei Bagni di Masino; oltrepassarle e poco prima del termine della strada parcheggiare a sinistra in uno spiazzo sotto dei grandissimi alberi (in estate è necessario pagare un ticket di 5 Euro).
Da qui seguire la mulattiera che conduce ad un bivio (palina in loco). Prendere il sentiero di destra che dopo aver attraversato un prato inizia a salire repentinamente in un bosco. Terminato il bosco ci si trova davanti alle baite della "Corte Vecchia" (1405 Mt. - fontana in loco). Continuare sino a sbucare in una grande e splendida
spianata ricoperta di pascoli, il "Piano del Porcellizzo" (1899 Mt.),
dove sorge la "Casera del Porcellizzo".
Oltrepassata la baita si attraversa tutto il pianoro e un ponte
sul torrente, poi seguendo il sentiero (diversi tornanti) si riprende a guadagnare quota sino ad arrivare al cospetto del
rifugio Gianetti.
Dal rifugio seguire il sentiero Roma in direzione del rifugio Allievi ed abbandonarlo dopo
pochi minuti in corrispondenza di una deviazione che sale verso sinistra (ometto in loco). Puntare al Cengalo e alle sue placche basali che sembra sbarrino il cammino. Gli ometti conducono ad un canalino (presente una corda fissa) che consente di raggiungere la sovrastante ampia terrazza.
Avvicinarsi alle liscia placconata posta a sinistra dello spigolo.
Poco prima di raggiungerla, sulla destra, si nota un canale/camino che sale
fino ad un intaglio sullo spigolo. Si possono salire i primi
facili metri fino un terrazzino con chiodo arancione.
1° tiro:
salire il canale/camino sino a raggiungere l'intaglio dove si trova la sosta (2 chiodi con cordone). 55 Mt., II°, III°, 1 chiodo.
2° tiro:
salire a destra della sosta superando una placca verticale incisa da una fessura. Continuare lungo lo spigolo sino alla sosta (2 chiodi con cordone). 40 Mt., III°, IV°,
2 chiodi.
3° tiro:
seguire il filo di cresta sino a raggiungere una placca verticale alla cui base di trova la sosta (2 chiodi con fettuccia). E' possibile dividere la lunghezza attrezzando una sosta intermedia.
70 Mt., III°, IV°, 1 fettuccia incastrata.
4° tiro:
questa lunghezza porta il nome di "Schiena di mulo" e rappresenta il tiro chiave della via. Salire la placca verticale e continuare poi lungo una fessura sino a raggiungere la sosta (spuntone+chiodo+cordone).
30 Mt., VI°, V°+, V°, 5 chiodi, 2 cunei.
5° tiro:
traversare verso sinistra e continuare lungo una fessura sino a raggiungere nuovamente lo spigolo vero e proprio in corrispondenza di un muro verticale. Sostare su di una clessidra con cordoni. 35 Mt., IV°+,
V°, 2 chiodi.
6° tiro:
stare a sinistra dello spigolo ed abbassarsi sino a raggiungere la sosta
(2 chiodi+cordini) situata alla base di un diedro. 15 Mt., III°.
7° tiro:
salire il sovrastante "Diedro nero", al suo termine
obliquare a destra sino alla sosta (2 chiodi con cordino).
Parecchi chiodi ma alcuni decisamente precari. 40 Mt., V°, V°+,
8 chiodi.
8° tiro:
portarsi sul filo dello spigolo e proseguire sino al successivo salto verticale inciso da una fessura alla base della quale si sosta (3 chiodi con cordone). 15 Mt., III°,
1 sosta intermedia (2 chiodi+cordino), 1 cordone incastrato.
9° tiro:
salire il "Salto giallo" con arrampicata atletica, inizialmente in dulfer, sino a raggiungere un grosso spuntone dove si sosta
(da attrezzare).
15 Mt., V°+, V°, 2 chiodi.
10° tiro:
traversare un paio di metri a sinistra e salire in verticale sfruttando delle lame.
Aggirare uno strapiombino sulla destra e continuare ancora per lame.
Riportarsi poi leggermente a sinistra ed individuare la sosta (2 chiodi).
55 Mt., IV°+, 2 chiodi, 1 sosta intermedia (3 chiodi uniti
da cordone), 1 sosta intermedia (2 chiodi uniti da cordone).
11° tiro:
seguire facilmente lo spigolo sino a raggiungere un intaglio
dove si trova un grosso spuntone con cordoni e maglie rapide per la calata.
25 Mt. III°, III°+..
Discesa
La discesa avviene mediante delle calate in corda doppia lungo la via "Carosello" aperta da Paolo Vitali. Tutte le soste che si utilizzano per la calata sono attrezzate con due spit (1 con tassello 10
mm. e 1 con tassello 8 mm.) collegati da cordini.
1a. calata: dallo spuntone scendere per circa 20 Mt. sino a raggiungere la sosta a spit.
2a. calata: 40 Mt. ignorando la sosta intermedia (1 spit + 1 chiodo);
3a. calata: 40 Mt.;
4a. calata: 30 Mt., arrivati sulla cengia spostarsi verso destra (viso a monte) fino grande ometto. Sotto di esso si trova la sosta per la successiva calata;
5a. calata: in verticale per circa 35 Mt. ignorando la sosta intermedia;
6a. calata: scendere tendendo verso sinistra (viso a monte) per circa 45 Mt. - ignorare le due soste presenti a metà placca (una su 1 spit e 1 chiodo a pressione e l'altra su 2 chiodi a pressione);
7a. calata: circa 40 Mt. sino a raggiungere la base della parete - ignorare la sosta intermedia.
Da qui in breve si torna nei pressi dell'attacco e poi si segue a ritroso il sentiero d'avvicinamento. |