Pian della Paia, Dain - Via Cesare Levis (o Diedro Manolo)

Zona Montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca Località di partenza Fraz. Pietramurata - Dro (TN)
Quota Partenza 250 Mt. circa Quota di arrivo 645 Mt. circa
Dislivello totale +155 per l'attacco
+240 Mt. la via (340 lo sviluppo)
Data di uscita 26/08/2006
Ore di salita 50' per l'attacco
6 h. la via
Ore di discesa 1 h.
Sentieri utilizzati Non numerati Giudizio sull'ascensione Ottima
Sass Balòss presenti Luca, Bertoldo Difficoltà VI°/V°+, A0
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata soleggiata e calda. Il sentiero che conduce all'attacco è abbastanza evidente (bisogna però stare attenti a non sbagliare la rampa alberata sullo zoccolo); quello di discesa è una strada carrozzabile accorciabile con un comodo sentiero più ripido.
La roccia è generalmente ottima, ma sul passaggio chiave si presenta un po' unta.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Normale materiale per arrampicata su roccia. Fondamentali dadi, friends e cordini per integrare.
Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione Generale
Il Pian della Paia è un altopiano boscoso sostenuto da pareti rocciose ricche di linee di salita. Su queste pareti sono stati identificati tre settori: il primo è la "Parete Gandhi" che presenta una serie di vie in placca, il secondo è il "Transatlantico" che raccoglie numerose salite sportive piuttosto estreme e il terzo è il "Dain" ricco di itinerari che si snodano lungo diedri e fessure.
La parete sud del Dain fu vinta per la prima volta nel 1967 dalla cordata Heini Holzer e Renato Reali. Oggi il loro itinerario è stato un poco dimenticato causa la scarsa qualità della roccia. La via più famosa della parete è del 1978 (tuttora molto ripetuta) e si tratta di una piccola opera d'arte che si snoda lungo un'elegante diedro. Gli apritori sono Maurizio Zanolla (Manolo), G. Groaz e M. Furlani. La via battezzata ai tempi "Cesare Levis" è oggi conosciuta anche come "Diedro Manolo".
Attacco, Descrizione della via
Da Arco di Trento risalire la Valle del Sarca, oltrepassare il settore sportivo delle Placche Zebrate e poco prima di arrivare a Pietramurata svoltare a sinistra in direzione del Crossodromo e dell'hotel Ciclamino (indicazioni su cartelli di legno). Si parcheggia tra le due strutture in un ampio spazio.
Dal parcheggio seguire la strada (direzione sud - Arco di Trento) superando il crossodromo. Poi la strada diviene sterrata e si costeggiano dei frutteti tra i quali si stacca un sentiero in direzione della parete. E' possibile abbandonare il sentiero in più punti e seguire le tracce verso destra che portano ai vari attacchi. Noi consigliamo di alzarsi parecchio per traversare quasi in orizzontale alla rampa d'accesso alla parete. Risalire la rampa alberata (qualche piccolo passo d'arrampicata) fino a raggiungere una paretina friabile dove noi consigliamo di legarsi; sosta da attrezzare su radice (è possibile sfruttare,poco più in basso, una sosta attrezzata a spit).
Per individuare bene l'attacco, osservare la parete dai frutteti a lato della strada. Da lì è ben evidente un diedro giallo chiuso in alto da una successione di tre tetti lungo il quale corre la via "Big Bang". Appena più a destra, meno marcato, c'è il diedro della via "Cesare Levis".

1° tiro:

salire lo spigolino a destra della paretina friabile (possibile salire direttamente la paretina) e proseguire lungo la rampa erbosa fino a raggiungere un boschetto sospeso. Sostare su di un albero con cordino, prima di raggiungere l'evidente pilastro staccato sulla destra.
50 Mt., IV°, III°, 1 albero con cordino.

2° tiro:
ignorare la traccia verso destra. Traversare invece a sinistra e salire le facili rocce sino a raggiungere la sommità di un piccolo pulpito. Sosta su albero. 20 Mt., II°, III°.

3° tiro:
a destra della sosta per facili rocce entrando nell'evidente diedro-canale. Superare un grosso albero e continuare lungo il diedro sino a raggiungere la sosta situata su di un piccolo terrazzino a destra. Sosta su chiodi con anello di calata.
40 Mt., IV°, V°, 1 friend incastrato, 1 cordone, 3 chiodi.

4° tiro:
tiro chiave della via. Salire nel diedro e in corrispondenza dell'evidente tetto traversare a sinistra sino ad una sosta. Da qui salire un poco e spostarsi nuovamente a destra raggiungendo il punto più debole del tetto. Vincerlo grazie ad un'ottima fessura per le mani (ed un eventuale cordino che penzola nel vuoto). Sostare poco dopo su 2 chiodi.
30 Mt., V°+, VI° oppure V°+ e A0, 4 chiodi (di cui 1 con cordone per azzerare), 1 sosta intermedia con cordino.

5° tiro:
salire ancora lungo in diedro per poi uscire a destra su placca per qualche metro. Rientrare nel diedro sino a raggiungere la sosta situata in corrispondenza di una nicchia. 35 Mt., V°+, 4 chiodi (2 vicini tipo sosta), 1 nut incastrato.

6° tiro:
a sinistra lungo una fessura per poi riprendere il diedro sino a raggiungere un terrazzino sulla sinistra dove si sosta comodamente su chiodi con cordone. 45 Mt., V°, V°+, 7/8 chiodi, 1 dado incastrato, 1 clessidra con cordone.

7° tiro:
seguire sempre il diedro puntando all'evidente tettino sopra la sosta. Non lo si supera direttamente ma, appena sotto di esso, si traversa sulla sinistra e si esce con passo strapiombante ma ben appigliato. Si sosta sulla cengia su 2 spit od eventualmente su una pianta. Poi bisognerebbe affrontare la successiva parete verticale (V°+ sostenuto). Noi ci siamo spostati verso sinistra raggiungendo l'evidente diedro (sosta su chiodi) credendo che fosse la continuazione logica della via. In realtà si tratta del diedro della Via Big Bang.
50 Mt., V°, V°+, V°, 4 chiodi.

8° tiro:
lungo il diedro sino a raggiungere una piccola cengia. Da qui in poi la roccia diviene giallastra e un poco instabile ma le difficoltà calano notevolmente. Proseguire piegando sempre verso destra sino al termine della parete e all'inizio del bosco. Si sosta su di un albero.
70 Mt., IV°, IV°+, III°. Eventualmente divisibile in due lunghezze di corda.
Discesa
Seguire la traccia in discesa sino ad un ampio spiazzo; poi dritti addentrandosi nel bosco fino a raggiungere una strada carrozzabile.
Da questo punto seguire sempre la strada (verso destra, direzione Monte Casale) sino al suo termine sul provinciale.
E' possibile (e consigliato) scendere attraverso scorciatoie segnate con bolli rossi. Nell'ultimo tratto è presente una palina con indicazione verso sinistra "rientro dalla ferrata Che Guevara". Qui andare a destra sbucando in breve sul campo da golf dietro all'hotel Ciclamino.

Note

L'eleganza e l'esposizione di questa via ne fanno un itinerario da consigliare.

Commenti vari

La prima lunghezza è in comune con le vie dell'Angelo, Kerouac, Baldo Groaz.

 

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Un inaspettato incontro nei pressi dell'attacco

Bice impegnata nel passaggio chiave

   
Bertoldo in uscita dal passaggio chiave
Massimo alla partenza del quinto tiro
   

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Bertoldo lungo il quinto tiro. A sinistra in un passaggio strapiombante e poi nel diedro

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Luca alle prese con l'attacco strapiombante del sesto tiro

Pian della Paia - Parete del Dain - con i tracciati delle vie:
Vegetable, Angelo, Cesare Levis, Kerouac,
Baldo Groaz, Siebenschlafer e Spigolo