Corna di Medale - Via Cassin

Zona Montuosa Gruppo delle Grigne Località di partenza Laorca (LC)
Quota Partenza 410 Mt. Quota di arrivo 1029 Mt. (mai raggiunta)
Dislivello totale +360 Mt. la via Data di uscita 16/05/2004
Ore di salita 25' per l'attacco
5 h. la via (fino all'abbandono)
Ore di discesa 1 h. (per le 4 doppie effettuate)
Sentieri utilizzati n. 56, 58 Giudizio sull'escursione Buona
Sass Balòss presenti Omar, Gölem, Luca, Bertoldo Difficoltà V°, V°+
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia
Giornata soleggiata, la parete è esposta a sud e faceva molto caldo. Il sentiero per l’avvicinamento è breve (20'), parte dall'abitato di Laorca, inizialmente su strada carrozzabile, poi sentiero nel bosco, poi tracce accidentatissime tra sterpaglie e spine.
La roccia della via è untisima.
Eventuali pericoli
La roccia liscia e oramai consumata dalle migliaia di ripetizioni, e la terribile ruta, pianta che lascia sulla pelle dei malcapitati delle grosse piaghe a bolle (in primavera ed estate).
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia, consigliabili due mezze corde da 50 metri, 8 rinvii, qualche dado e friend in quanto la via è stata richiodata di recente, ma lunga.

Caratteristiche dell'escursione

Descrizione Generale
Classicissima via aperta dal celebre alpinista lecchese Riccardo Cassin e Mario dell'Oro nel 1931. E' senza dubbio una delle vie più celebrate e ripetute delle nostre prealpi, e, rovescio della medaglia, una delle più unte in assoluto. Non so perché abbiamo voluto cimentarci in questa via, probabilmente perché attratti dal marchio di fabbrica, o forse solo per l'avvicinamento breve, o piuttosto per la recente opera di richiodatura che ha interessato anche le vie della Grignetta. Comunque la via è senz'altro bella e da fare prima o poi, magari in una stagione più fresca...
Avvicinamento, Descrizione della via (fino a dove la abbiamo percorsa)
Provenendo in auto da Lecco, imboccare la strada per la Valsassina, all'altezza di un marcato tornante verso destra svoltare invece a sinistra verso Laorca, che si raggiunge in pochi metri. Parcheggiare in corrispondenza delle indicazioni per la Ferrata del Medale (difficoltà di parcheggio, a causa delle orde di arrampicatori che piombano da queste parti). Proseguire a piedi in salita lungo la strada che fa guadagnare quota, prendendo poi a traversare in piano il pendio nel bosco. Transitati nei pressi di alcune case seguire a destra le indicazioni per la base della parete del Medale, che si raggiunge con alcuni minuti faticosi lungo delle tracce in salita. L'attacco della via è pressapoco nel centro della parete, in corrispondenza di alcuni gradoni erbosi di roccia sotto la base, nei pressi dell'attacco c'è una freccia indicante "Cassin" (un po' più in basso a sinistra, per terra su una roccia), e una vecchia crocetta metallica semisommersa dalla vegetazione (un po' più in basso a destra). In ogni modo l'attacco della via si trova, ad intuito, seguendo le tracce di passaggio o i numerosi scalatori che la fanno, o, meglio, evitando di rimanere abbagliati dal riflesso della roccia col sole, davvero untissima!!!

1° tiro:
risalire le facili rocce abbattute verso destra che salgono fino ad un terrazzino in parte ad una pianta, dove si trova la sosta. 30 Mt., III°+.

2° tiro:
salire verso sinistra le rocce, che si alternano a zone erbose, con passaggi non difficili fino a giungere alla sosta successiva. 30 Mt., IV°.

3° tiro:
il tiro inizia subito con un diedro fessurato, l’attacco non è banale (V° unto, vietato salire sulla pianta). Dopo pochi metri un po’ impegnativi il diedro si fa più semplice, il tiro prosegue verticale fino al terrazzino dove si trova la sosta. 30 Mt., V°, IV°+.

4° tiro:
risalire le rocce consumate dai passaggi, con passaggi non banali, la via sale un po’ verso destra, poi su ancora per un tratto verticale e un po’ atletico che porta alla comoda sosta successiva. 40 Mt., V°-.

5° tiro:
risalire un diedro un po’ impegnativo (V°) davvero molto unto, (facendo attenzione a non cadere), poi proseguire in verticale su grosse prese gradinate, fino alla sosta. 35 Mt., V°.

6° tiro:
dalla sosta salire qualche metro fino al primo chiodo, poi girare a destra dietro lo spigolo, tratto parecchio delicato (V°+, forse anche VI°), occorre attaccare lo spigolo andando a prendere delle buone prese per le mani che sono poste in alto, è possibile al limite attrezzare una staffa con un nut in una piccola fessura, poi risalire il muretto successivo, la via va ora un po’ a sinistra, poi sale ancora sulla verticale e raggiunge la sosta. 35 Mt., V°+/VI°, poi V°-.
Descrizione (su base di altre fonti) dei tiri successivi
7° tiro: risale in verticale lungo un canale già visibile dalla sosta.
8° tiro: su ancora in verticale fino alla sosta posta in una nicchia, o nei suoi pressi.
9° tiro: Il tiro del famoso traverso, la via traversa nettamente a sinistra per parecchi metri, in massima esposizione (e su roccia pure qui molto unta) poi si risale ancora fino alla sosta.
10° tiro: proseguire sulla verticale fino alla sosta.
11° tiro: su un po’ a sinistra, poi piega a destra salendo in un canale che scende dalla cresta, dove poi va a terminare la via.
Discesa
Noi, che ci siamo fermati già al sesto tiro, abbiamo fatto una prima calata fino alla quinta sosta, poi una seconda calata fino alla quarta, poi una calata più lunga ci ha portati, tra rovi e piante urticanti (!!!) fino alla seconda sosta, la quarta e ultima calata la abbiamo fatta dalla seconda sosta giù in verticale arrivando così giusti giusti alla base della parete. (1/2 corde da 60 Mt.)
Terminando la via, invece, è possibile scendere per il sentiero che dalla cresta scende giù verso destra, sconnesso e con tratti esposti ma attrezzati con cavo metallico, oppure per la via ferrata che scende dalla cima, che è raggiungibile salendo dall’uscita della via verso sinistra.

Commenti vari
Abbiamo fallito nell'intento. Troppo lenti noi nel procedere, seppure dopo un buon inizio, troppo costanti e sostenute le difficoltà della via, troppo poca l’acqua portata, che è finita subito, troppo unta la via, anche se già si sapeva, qualche voletto di troppo fuori programma, una strana serie di sfighe abbattutasi su uno di noi, ma forse… semplicemente troppo poco preparati. Probabilmente la Cassin è ancora fuori della nostra portata.
Note
La via è stata ripetuta e terminata da Luca, Matteo, Claudia e Alessandro l'8 Marzo 2009.
   

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Il primo tiro

L'attacco del terzo tiro

   

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Bertoldo sul quinto tiro

Arrivando alla quinta sosta

   
Durante le calate in doppia
I primi tiri della Via Cassin