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Descrizione Generale
Via
aperta da F. Jori e Kathe Broske il 19 agosto 1909 che sale
il poderoso spigolo sud della Punta Fiames. Per raggiungere
l'attacco occorre percorrere le prime lunghezze di quella
che oggi è considerata la via "Classica"
della parete, ovvero la linea tracciata da Dimai, Heath e
Verzi nel 1901. Ettore Castiglioni e C. Gilberti nel 1930
e più precisamente il 14 novembre aprirono una variante
alla Via "Dimai" che consente di raggiungere l'attacco
della Jori in modo totalmente autonomo dando vita così
ad una linea di salita lungo tutto il filo dello spigolo.
La variante Castiglioni presenta difficoltà di IV°+
ma pare che difficilmente venga ripetuta.
Si tratta senza dubbio di una salita grandiosa sia per l'anno
in cui è stata affrontata sia per la sua linea di eleganza.
Oggi la via è molto ripetuta e qualche passaggio è
leggermente unto.
Attacco, Descrizione della via
Da Cortina d'Ampezzo seguire la strada statale n. 51.
Alcune guide consigliano di lasciare la macchina in corrispondenza
dell'ospedale "Codavilla/Putti". Noi, rimanendo
sulla statale abbiamo proseguito per altri 600-700 metri sino
ad incontrare sulla destra uno spiazzo dov'è stato
possibile parcheggiare. Qui abbiamo trovato delle paline in
legno con le indicazioni per il sentiero n. 202. Seguendo
le indicazioni si perviene alla base delle pareti della catena
del Pomagagnon dove un sentiero che le costeggia conduce (se
seguito verso sinistra, viso a monte) alla Punta Fiames (inutile
dire che noi, presi dalla voglia di attaccare la via,
abbiamo tentato
di trovare un modo più diretto per raggiungere l'attacco
e abbiamo deciso di avventurarci liberamente tra il bosco con
una conseguente ravanata tra fastidiosissimi mughi).
Oltrepassato l'evidente canale sulla verticale della Punta
della Croce il sentiero perde leggermente quota per poi
risalire. In questo punto occorre abbandonarlo
e proseguire lungo una traccia che conduce ad un canalino terroso.
Lo si risale e poi si prosegue facilmente sino ad arrivare al canale tra
la Punta Fiames e la Punta della Croce. Risalire il canale
per circa 20 metri sino ad uscire sulla sinistra su di una
cengia (esposto, ometto) che termina in uno spiazzo.
Qui è consigliabile legarsi. Salire lungo la spaccatura della parete sino al suo termine.
Sosta su chiodo cementato (che noi non abbiamo visto).
30 Mt. III°+, III°, 1 clessidra artificiale con cordone.
Proseguire per circa 200 metri lungo un'evidente traccia
senza difficoltà. Oltrepassata
una grossa targa commemorativa si continua a salire nel
largo canale ghiaioso sino ad incontrare dei mughi e alcuni ometti
che vi condurranno all'attacco della via "Dimai" situato
in corrispondenza di uno spiazzo, alla base di uno spigolino
formato da due diedri. Si sosta su di una grossa clessidra.
1° tiro:
salire per qualche metro il diedro a destra della sosta indi
traversare verso destra puntando ad una spaccatura in leggero
strapiombo oltre la quale si raggiunge facilmente un terrazzo
(spostarsi leggermente a sinistra) dov'è presente un
chiodo cementato di sosta.
20 Mt., IV°-, III°, 1 clessidra artificiale con cordone.
2° tiro:
dalla sosta traversare verso destra seguendo un'evidente traccia
al termine della quale si sale una placca per un paio di metri
per poi proseguire la traversata (esposto) sino a raggiungere uno
spigolo dove si sosta. 40 Mt., III°+, 1 chiodo, 1 clessidra.
3° tiro:
salire la spaccatura a sinistra della sosta per qualche metro
indi uscire a destra e proseguire lungo la direttiva del diedro.
45 Mt., IV°-, 1 chiodo cementato (eventuale sosta intermedia).
4° tiro:
proseguire ancora sulla direttiva del diedro stando qualche
metro a destra dello stesso sino a raggiungere l'evidente
cengia che taglia la parete. Qui si sosta. 45 Mt., IV°-,
2 chiodi cementato (eventuali soste intermedie).
5° tiro:
seguire la larga cengia verso destra per circa 90 Mt. (possibilità
di percorrere la lunghezza in conserva proteggendosi sui mughi)
sino a raggiungere lo spigolo. Qui si sosta su di un chiodo
cementato. Questo è l'attacco della via "Jori".
6° tiro:
lungo la fessura di sinistra sino ad una clessidra
(è possibile stare direttamente in placca), quindi
spostarsi a destra e proseguire per il diedro sino al suo
termine. Qui traversare a sinistra sino ad uno spiazzo dove si
sosta. 35 Mt., IV°, IV°-, 1 clessidra, 1 chiodo.
7° tiro:
salire la placca lavorata sin sotto al tetto giallo, qui
traversare verso destra sino alla sosta. 20 Mt., IV°,
1 "chiodo" ad uncino.
8° tiro:
spostarsi a destra e salire un canalino sino alla sosta. 20
Mt., IV°.
9° tiro:
da questa lunghezza le difficoltà diventano più
sostenute. Salire la placca lavorata puntando a raggiungere
la netta fessura (con andamento da sinistra a destra) che incide la parte superiore della parete.
Al suo termine si raggiunge la sommità del pulpito dove si sosta.
30 Mt., III°, IV°, V°, 4 chiodi, 1 friend incastrato.
10° tiro:
salire la parete compatta a sinistra del tetto giallo sfruttando
una fessura. Proseguire per terreno più semplice sino
alla sosta. I primi metri di questa lunghezza sono piuttosto
unti. 25 Mt., V°, IV°-, 1 chiodo, 1 sasso incastrato
con cordone.
11° tiro:
lunghezza chiave della via. Proseguire per facile parete sino
ad uscire nuovamente sullo spigolo. Ignorare l'anello cementato
di sosta e continuare lungo una parete verticale incisa da
una piccola fessura, oltre la quale sulla sinistra c'è
un'altra sosta che conviene ignorare. Vincere la fessura sulla
sua destra con decisione e sostare al termine della stessa
sotto un tetto triangolare di colore biancastro.
40 Mt., IV°, V°, V°+, 2 chiodi cementati
(eventuali soste intermedie),
4 chiodi (1 dei quali con cordino).
12° tiro:
traversare a destra aggirando lo spigolo per poi salire la
prima larga fessura verticale ma ben appigliata. Al suo
termine si prosegue per placca lavorata fino alla sosta. 25 Mt.,
V°-, IV°, 1 cordino su sasso incastrato, 2 chiodi.
13°
tiro:
superare il muretto iniziale, poi per rocce facili si obliqua
verso destra fino ad una terrazza detritica. Qui ci si sposta
ancora verso destra raggiungendo un diedro fessurato alla base del
quale un fittone resinato funge da sosta. 30 Mt., IV°+, III°,
II°,
1 chiodo cementato.
14° tiro:
salire il diedro per poi traversare verso sinistra sotto ad
una lama strapiombante. Proseguire poi per rocce via via più
semplici superando due grosse clessidre con cordone
(eventuale sosta)
sino a raggiungere la vetta dove si attrezza una sosta su
spuntone. La nostra guida indicava una difficoltà
massima di IV°+ ma di fatto i primi metri di questa lunghezza
sono un po' più impegnativi.
55 Mt., IV°+ (secondo noi V°), IV°, III°, 1 chiodo, 2 fittoni resinati,
2 clessidre con cordino.
Discesa
Esistono due possibilità di discesa.
1a: dalla vetta scendere lungo il versante nord, ovvero seguendo
il sentiero che scende in direzione dell'intaglio tra la Punta Fiames e la Punta della Croce. Il sentiero successivamente
prosegue verso est attraversando dei mughi fino a raggiungere
la Forcella del Pomagagnon (occorre superare un semplice ma
esposto tratto di II°). Dalla forcella scendere
verso sud (direzione Cortina) costeggiando sulla sinistra
(viso a valle) delle vertiginose pareti gialle mediante un
comodissimo ghiaione sino a raggiungere il sentiero che costeggia
orizzontalmente le pareti del gruppo del Pomagagnon. Qui una
palina indicherà il sentiero n. 202 che scende in direzione
del parcheggio. Questa è la soluzione più comoda e veloce
quando non c'è neve nel canale.
2a: scendere mediante la ferrata Strobel che corre
lungo il fianco ovest della Punta Fiames. Dalla vetta ci si
abbassa seguendo la traccia con ometti verso sinistra ed in
breve si raggiungono le prime corde metalliche. La ferrata
termina in
corrispondenza del campo sportivo di Fiames, dal quale si
torna al parcheggio percorrendo la pista ciclabile in direzione di Cortina.
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