Punta Fiames - via Jori (spigolo Sud)

Zona Montuosa Gruppo del Pomagagnon Località di partenza Cortina D'Ampezzo
Quota Partenza 1305 Mt. Quota di arrivo 2240 Mt.
Dislivello totale

+535 Mt. per l'attacco

+400 Mt. la via (520 circa lo sviluppo)

Data di uscita 07/10/2007
Ore di salita

1 h. 30' per l'attacco

6 h. 30' la via

Ore di discesa 1 h. 20'
Sentieri utilizzati n. 202 Giudizio sull'escursione Ottima
Sass Balòss presenti Luca, Bertoldo Difficoltà IV°, V°, V°+ (un paio di passaggi)
Persone esterne presenti

Fabrizio.

Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata completamente priva di nuvole che ci ha permesso di arrampicare in mezze maniche. Il sentiero che conduce all'attacco è evidente, anche se noi siamo riusciti a perderci tra i mughi mentre cercavamo di individuare una linea più diretta. La via è molto ripetuta e la roccia si presenta quindi ottima. Alcuni passaggi (quelli più impegnativi e obbligati) sono leggermente unti.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata. Ci sono parecchie terrazze detritiche dalle quali è molto facile smuovere inavvertitamente sassi più o meno grandi!

Presenza di acqua
Nessuna.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale dotazione alpinistica. Portare friend (dal n°1 al n°5 Camalot, inutili più piccoli) per integrare perché in via sono presenti pochi chiodi. Tutte le soste sono attrezzate con chiodo cementato ed anello in punti sempre molto comodi.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione Generale

Via aperta da F. Jori e Kathe Broske il 19 agosto 1909 che sale il poderoso spigolo sud della Punta Fiames. Per raggiungere l'attacco occorre percorrere le prime lunghezze di quella che oggi è considerata la via "Classica" della parete, ovvero la linea tracciata da Dimai, Heath e Verzi nel 1901. Ettore Castiglioni e C. Gilberti nel 1930 e più precisamente il 14 novembre aprirono una variante alla Via "Dimai" che consente di raggiungere l'attacco della Jori in modo totalmente autonomo dando vita così ad una linea di salita lungo tutto il filo dello spigolo. La variante Castiglioni presenta difficoltà di IV°+ ma pare che difficilmente venga ripetuta.
Si tratta senza dubbio di una salita grandiosa sia per l'anno in cui è stata affrontata sia per la sua linea di eleganza. Oggi la via è molto ripetuta e qualche passaggio è leggermente unto.
Attacco, Descrizione della via
Da Cortina d'Ampezzo seguire la strada statale n. 51. Alcune guide consigliano di lasciare la macchina in corrispondenza dell'ospedale "Codavilla/Putti". Noi, rimanendo sulla statale abbiamo proseguito per altri 600-700 metri sino ad incontrare sulla destra uno spiazzo dov'è stato possibile parcheggiare. Qui abbiamo trovato delle paline in legno con le indicazioni per il sentiero n. 202. Seguendo le indicazioni si perviene alla base delle pareti della catena del Pomagagnon dove un sentiero che le costeggia conduce (se seguito verso sinistra, viso a monte) alla Punta Fiames (inutile dire che noi, presi dalla voglia di attaccare la via, abbiamo tentato di trovare un modo più diretto per raggiungere l'attacco e abbiamo deciso di avventurarci liberamente tra il bosco con una conseguente ravanata tra fastidiosissimi mughi). Oltrepassato l'evidente canale sulla verticale della Punta della Croce il sentiero perde leggermente quota per poi risalire. In questo punto occorre abbandonarlo e proseguire lungo una traccia che conduce ad un canalino terroso. Lo si risale e poi si prosegue facilmente sino ad arrivare al canale tra la Punta Fiames e la Punta della Croce. Risalire il canale per circa 20 metri sino ad uscire sulla sinistra su di una cengia (esposto, ometto) che termina in uno spiazzo.
Qui è consigliabile legarsi. Salire lungo la spaccatura della parete sino al suo termine. Sosta su chiodo cementato (che noi non abbiamo visto). 30 Mt. III°+, III°, 1 clessidra artificiale con cordone.
Proseguire per circa 200 metri lungo un'evidente traccia senza difficoltà. Oltrepassata una grossa targa commemorativa si continua a salire nel largo canale ghiaioso sino ad incontrare dei mughi e alcuni ometti che vi condurranno all'attacco della via "Dimai" situato in corrispondenza di uno spiazzo, alla base di uno spigolino formato da due diedri. Si sosta su di una grossa clessidra.

1° tiro:
salire per qualche metro il diedro a destra della sosta indi traversare verso destra puntando ad una spaccatura in leggero strapiombo oltre la quale si raggiunge facilmente un terrazzo (spostarsi leggermente a sinistra) dov'è presente un chiodo cementato di sosta.
20 Mt., IV°-, III°, 1 clessidra artificiale con cordone.

2° tiro:
dalla sosta traversare verso destra seguendo un'evidente traccia al termine della quale si sale una placca per un paio di metri per poi proseguire la traversata (esposto) sino a raggiungere uno spigolo dove si sosta. 40 Mt., III°+, 1 chiodo, 1 clessidra.

3° tiro:
salire la spaccatura a sinistra della sosta per qualche metro indi uscire a destra e proseguire lungo la direttiva del diedro.
45 Mt., IV°-, 1 chiodo cementato (eventuale sosta intermedia).

4° tiro:
proseguire ancora sulla direttiva del diedro stando qualche metro a destra dello stesso sino a raggiungere l'evidente cengia che taglia la parete. Qui si sosta. 45 Mt., IV°-, 2 chiodi cementato (eventuali soste intermedie).

5° tiro:
seguire la larga cengia verso destra per circa 90 Mt. (possibilità di percorrere la lunghezza in conserva proteggendosi sui mughi) sino a raggiungere lo spigolo. Qui si sosta su di un chiodo cementato. Questo è l'attacco della via "Jori".

6° tiro:
lungo la fessura di sinistra sino ad una clessidra (è possibile stare direttamente in placca), quindi spostarsi a destra e proseguire per il diedro sino al suo termine. Qui traversare a sinistra sino ad uno spiazzo dove si sosta. 35 Mt., IV°, IV°-, 1 clessidra, 1 chiodo.

7° tiro:
salire la placca lavorata sin sotto al tetto giallo, qui traversare verso destra sino alla sosta. 20 Mt., IV°, 1 "chiodo" ad uncino.

8° tiro:
spostarsi a destra e salire un canalino sino alla sosta. 20 Mt., IV°.

9° tiro:
da questa lunghezza le difficoltà diventano più sostenute. Salire la placca lavorata puntando a raggiungere la netta fessura (con andamento da sinistra a destra) che incide la parte superiore della parete. Al suo termine si raggiunge la sommità del pulpito dove si sosta. 30 Mt., III°, IV°, V°, 4 chiodi, 1 friend incastrato.

10° tiro:
salire la parete compatta a sinistra del tetto giallo sfruttando una fessura. Proseguire per terreno più semplice sino alla sosta. I primi metri di questa lunghezza sono piuttosto unti. 25 Mt., V°, IV°-, 1 chiodo, 1 sasso incastrato con cordone.

11° tiro:
lunghezza chiave della via. Proseguire per facile parete sino ad uscire nuovamente sullo spigolo. Ignorare l'anello cementato di sosta e continuare lungo una parete verticale incisa da una piccola fessura, oltre la quale sulla sinistra c'è un'altra sosta che conviene ignorare. Vincere la fessura sulla sua destra con decisione e sostare al termine della stessa sotto un tetto triangolare di colore biancastro.
40 Mt., IV°, V°, V°+, 2 chiodi cementati (eventuali soste intermedie), 4 chiodi (1 dei quali con cordino).

12° tiro:
traversare a destra aggirando lo spigolo per poi salire la prima larga fessura verticale ma ben appigliata. Al suo termine si prosegue per placca lavorata fino alla sosta. 25 Mt., V°-, IV°, 1 cordino su sasso incastrato, 2 chiodi.

13° tiro:
superare il muretto iniziale, poi per rocce facili si obliqua verso destra fino ad una terrazza detritica. Qui ci si sposta ancora verso destra raggiungendo un diedro fessurato alla base del quale un fittone resinato funge da sosta. 30 Mt., IV°+, III°, II°, 1 chiodo cementato.

14° tiro:
salire il diedro per poi traversare verso sinistra sotto ad una lama strapiombante. Proseguire poi per rocce via via più semplici superando due grosse clessidre con cordone (eventuale sosta) sino a raggiungere la vetta dove si attrezza una sosta su spuntone. La nostra guida indicava una difficoltà massima di IV°+ ma di fatto i primi metri di questa lunghezza sono un po' più impegnativi.
55 Mt., IV°+ (secondo noi V°), IV°, III°, 1 chiodo, 2 fittoni resinati, 2 clessidre con cordino.
Discesa
Esistono due possibilità di discesa.
1a: dalla vetta scendere lungo il versante nord, ovvero seguendo il sentiero che scende in direzione dell'intaglio tra la Punta Fiames e la Punta della Croce. Il sentiero successivamente prosegue verso est attraversando dei mughi fino a raggiungere la Forcella del Pomagagnon (occorre superare un semplice ma esposto tratto di II°). Dalla forcella scendere verso sud (direzione Cortina) costeggiando sulla sinistra (viso a valle) delle vertiginose pareti gialle mediante un comodissimo ghiaione sino a raggiungere il sentiero che costeggia orizzontalmente le pareti del gruppo del Pomagagnon. Qui una palina indicherà il sentiero n. 202 che scende in direzione del parcheggio. Questa è la soluzione più comoda e veloce quando non c'è neve nel canale.
2a: scendere mediante la ferrata Strobel che corre lungo il fianco ovest della Punta Fiames. Dalla vetta ci si abbassa seguendo la traccia con ometti verso sinistra ed in breve si raggiungono le prime corde metalliche. La ferrata termina in corrispondenza del campo sportivo di Fiames, dal quale si torna al parcheggio percorrendo la pista ciclabile in direzione di Cortina.

Note

L'esposizione e la quota modesta ne fanno una via percorribile per molti periodi dell'anno.

   
Fabrizio nel canale dell'avvicinamento
Bertoldo sul sesto tiro
   
Fabrizio sale il diedro del sesto tiro
Fabrizio e Bertoldo sull'ottava lunghezza
   

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A sinistra Luca impegnato sul nono tiro, mentre a destra sull'undicesima lunghezza

   

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In vetta alla Punta Fiames

Schema della via con in verde la parte finale dell'avvicinamento