Pizzo della Pieve/Parete Fasana - Via dell'Inglese

 
Zona montuosa Gruppo delle Grigne LocalitÓ di partenza Primaluna (LC)
Quota partenza 611 Mt. Quota di arrivo 2146 Mt. (2257 la vetta)
Dislivello totale

+739 Mt. per la base della parete
+302 Mt. dalla base della parete all'attacco
+494 Mt. la via (710 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 35, 36
Ore di salita 1 h. dal parcheggio al rifugio
1 h. dal rifugio all'attacco
5 h. la via
Ore di discesa 2 h. 30'
Esposizione Nord Giudizio sull'ascensione Ottima
Data di uscita 23/01/2011 Difficoltà D
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Paolo.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della neve

La giornata è stata completamente limpida e tremendamente fredda. Il sentiero che conduce a Prà del Giar è in ottimo stato e risulta abbastanza evidente; quello per raggiungere la parete richiede un po' d'intuizione. La neve era per buona parte molto consistente tranne gli ultimi 150 Mt. quando abbiamo trovato neve farinosa.

Eventuali pericoli
L'itinerario va percorso solo con condizioni di innevamento consolidato; infatti il rischio di valanghe è molto elevato anche per via delle cornici di cresta.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Rifugio Giovanni Riva (1021 Mt.).
Materiale necessario oltre al tradizionale
Normale dotazione alpinistica, lampada frontale, ramponi, 2 picche, numerosi cordini, viti da ghiaccio e qualche chiodo da roccia.
Descrizione dell'ascensione

Descrizione generale
Storiche leggende che circolano nei vicoli dei paesi della Valsassina raccontano di come la parete nord del Pizzo della Pieve sia stata associata ad un limbo dove giacevano le anime non meritevoli di entrare nel paradiso. Eugenio Fasana e Vitale Bramani non si lasciarono intimorire dalle vocerie e il 21 giugno del 1925 salirono quell'impressionante muraglia di 800 Mt. superando difficoltà di IV°. Fu una salita clamorosa per l'anno in cui fu compiuta e l'alpinismo lecchese immediatamente appiccicò alla parete nord il nome del suo primo salitore.
Pochi anni dopo, e precisamente il 2 settembre 1928 Vitale Bramani in compagnia di Nelio Burchiani e Nino Corti tornò sulla parete per aprire un'altra via. Quello stesso giorno, quasi in una sorta di gara, Cornelio Bramani e Luigi Flumiani aprirono la via dell'Inglese. Tale nome ironico fu scelto dai primi salitori per via delle caratteristiche della salita: facile e pericolosa.
Nel 1931 i due alpinisti milanesi Bruno Cattaneo e Severino Veronelli, in largo anticipo sui tempi, tentarono di compiere la prima salita invernale della via Fasana ma purtroppo una volta raggiunta la "torre" precipitarono e i loro corpi rimasero in parete tre giorni prima di essere recuperati da Alberto e Amato Bich (giude di Valtournanche) e dal lecchese Giovanni Gandin il quale per merito di questo soccorso acquisì il brevetto di guida. Si trattò di un'operazione di recupero senza precedenti e dopo questo luttuoso evento la Parete Fasana assunse una fama tetra che non ha più perso.
Su questa parete diversi alpinisti hanno lasciato la loro firma: Mario Dell'Oro (Boga), Riccardo Cassin, Nino Oppio, Pietro Pensa ma oggi, durante il periodo estivo, si contano all'incirca due cordate per stagione.
Negli ultimi anni, questa parete, ha assunto sempre più interesse in inverno quando per via dell'esposizione risulta innevata o ghiacciata. La frequentazione invernale è tuttavia molto bassa a causa della difficoltà di trovare condizioni favorevoli e per l'elevato pericolo di valanghe e caduta di ghiaccio.
La via dell'Inglese che in estate presenta difficoltà di III° durante il periodo invernale diviene un canale con una pendenza media di 45°/50° con dei brevi tratti di 65°/70°.
Attacco, descrizione della via
Da Lecco imboccare la strada per la Valsassina e raggiungere l'abitato di Primaluna. Raggiunta la fine del paese, in corrispondenza di un grande cartello che indica il supermercato svoltare a sinistra (alla data della nostra ripetizione si trattava di un supermercato Carrefur). Proseguire in discesa sino a raggiungere il torrente Pioverna e superare il ponte in ferro (attenzione il ponte è largo solo 2 Mt. e le Jeep e i i Suv non passano). Continuare dritti su strada dapprima sterrata e poi acciotolata superando un monumento degli alpini e arrivando così ad un piccolo slargo dove si parcheggia.
Ignorare il ponticello che sulla destra attraversa la Val di Baredo e seguire la strada cementata (sentiero n. 35 - presente un cartello di divieto di circolazione per le auto) che conduce all'Alpe Piattedo (915 Mt.). Raggiunto il termine della strada ignorare il sentiero di destra (Sentiero dei Faggi) e proseguire lungo la ripida mulattiera di sinistra che in circa 15' conduce al Rifugio Riva.
Seguire la mulattiera (sentiero n. 36) che sale dietro la chiesetta e che in breve conduce ad un bivio (a fianco della rossa Baita dell'Ambrogina). Imboccare la traccia di destra seguendo le indicazioni per il sentiero dei Sencc-Passo della Stanga che dopo un lungo traverso e dopo aver superato il Canal Scuro (possibile neve in inverno) conduce al Prà del Giar, uno spiazzo attrezzato per le feste situato proprio sotto la parete Fasana. Attraversare il prato e in corrispondenza di un bidone in ferro contenente una barella del soccorso alpino abbandonare il sentiero principale e seguire una debole traccia sulla sinistra che sale (necessario un po' d'intuito - qualche bollo rosso) in direzione della parete.
Superare verso destra un tratto con dei grossi massi e uno successivo caratterizzato da numerosi mughi sino a giungere al cospetto della parete stessa. La via dell'Inglese attacca in corrispondenza dell'intaglio tra la Parete Fasana e il Dente (Passo di Graner - 1652 Mt.) pertanto per raggiungerlo occorre superare l'evidente canale stando dapprima sulla sinistra e poi al centro dello stesso.
Attaccare il canale che dopo esser salito per circa 150 Mt. piega leggermente verso destra. Giunti ad una biforcazione seguire il ramo di destra, superare un muretto verticale stando sul lato destro e continuare sino a raggiungere la sommità della spalla, dove termina la via.
Discesa
Da qui è possibile raggiungere la vetta del Pizzo della Pieve mediante la cresta oppure (soluzione consigliabile) traversare verso destra (viso a monte) sino a raggiungere il filo di cresta. Scendere sul versante opposto a quello di salita traversando verso sinistra (viso a valle) sino ad un facile canale (un breve tratto di 45°) che in breve porta alla base della parete sud. Scendere verso destra (sentiero n. 36) raggiungendo il Pian di Zapel e la successiva Val Cugnoletta. Qui abbassarsi senza percorso obbligato tenendo sempre la destra. Poco prima del termine del vallone, in corrispondenza di alcuni salti rocciosi, spostarsi lungo lo sperone di sinistra dove alcune catene facilitano la discesa e conducono al sentiero che, se seguito verso destra (viso a valle), conduce al Pas della Stanga e al Prà del Giar. Da qui rientrare alla macchina percorrendo a ritroso il sentiero d'avvicinamento.

Note
Le macchine che non passano lungo lo stretto ponte del fiume Pioverna possono seguire la strada all'inizio asfaltata e poi sterrata che risale per 1 Km. circa il torrente lungo la sua sponda destra e che dopo aver attraversato un ponte decisamente più largo ridiscende sulla sponda opposta.
Raggiunto il parcheggio è consigliabile ignorare il cartello di divieto e continuare in macchina sino al termine della strada cementata (a circa 15' dal Rifugio Riva). Questa soluzione farà risparmiare 1 h. di avvicinamento e 1 h. di discesa. Lungo i tornanti della strada ci sono diverse possibilità di parcheggio.
Commenti vari
Lungo il canale che sale all'attacco della via sia sulla destra che sulla sinistra sono presenti diversi ancoraggi di sosta per un'eventuale ritirata.
   
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Will nel canale che conduce all'attacco
Paolo verso l'attacco della via
   
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Will
Paolo al Pian di Zapel
   
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Nel vallone di discesa
Scendendo nella Val Cugnoletta
   
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Parete Ovest del Pizzo della Pieve
Paolo e Matteo e... la Parete Fasana
   
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Il canale percorso per raggiungere l'attacco
L'imponente parete Fasana... scrigno di
indimenticabili imprese alpinistiche
   

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